Cambiano i ministri, ma la precarietà rimane. La lotta fa scuola.

Cambiano i ministri, ma la precarietà rimane. La lotta fa scuola.

A poche settimane dalle dimissioni del governo è possibile tirare un piccolo bilancio delle diverse questioni rimaste irrisolte sulla scuola.

Oltre a consegnarci in eredità una pessima riforma del sistema scolastico, la legge 107/2015, cui l’intero mondo della scuola si è opposto, la situazione del precariato scolastico è stata lasciata in una situazione di incertezza totale sul proprio futuro.

Infatti, molti precari sono ancora presenti nelle Graduatorie ad esaurimento e nelle graduatorie d’istituto. Questi ultimi, in special modo i docenti di seconda fascia, non trovano ancora una soluzione certa sul loro destino. Non è stata offerta loro alcuna soluzione soddisfacente riguardo la loro collocazione lavorativa, nè è stato dato loro un quadro temporale preciso di quando potranno essere stabilizzati come meritano.

Inoltre ancora fumosa resta la risoluzione del nodo “fase transitoria” ovvero quel periodo di tempo che traghetterà il vecchio sistema di reclutamento scolastico verso il nuovo, costituito dai concorsi-corsi. Insomma mancano molteplici risposte, sia per quei docenti che vivono uno stato di precariato sistemico e duraturo da diversi anni, che per quei giovani vincitori di concorsi selettivi per la frequenza dei TFA e per quelli che vorrebbero misurarsi con un concorso per intraprendere la carriera di insegnante.

Troppi punti irrisolti sul reclutamento e tante incertezze, in primis sul numero e sulla collocazione geografica dei posti, che non rendono tranquilli gli insegnanti precari.

Soltanto nelle ultime settimane, il MIUR ha rassicurato sulla partenza dei nuovi Tirocini Formativi Attivi per l’abilitazione sul sostegno scolastico. Invece, nulla di certo su tutte le altre questioni irrisolte. Eppure basterebbe poco, da parte del Ministro Fedeli, per invertire concretamente la tendenza, finora di chiusura, portata avanti dal precedente governo e risolvere così tutte queste problematiche: chiediamo dunque a gran voce al Governo Gentiloni che i docenti abilitati vengano al più presto immessi in graduatoria ad esaurimento assieme a coloro i quali conseguiranno l’abilitazione sul sostegno il prossimo anno.

L’ingresso in GAE sarebbe semplicemente un piccolo risarcimento per docenti abilitati tramite TFA che hanno seguito il medesimo iter degli abilitati SSIS, ma che non hanno visto riconosciuto dal Ministro Gelmini il medesimo valore concorsuale dell’abilitazione. L’ingresso in GAE rappresenta un atto dovuto verso tutti quei docenti iperqualificati formati dal sistema abilitativo statale.

Inoltre, in vista dell’attuazione della delega sul reclutamento, chiediamo che vengano previsti opportuni contrappesi per i docenti iscritti in seconda fascia delle graduatorie assicurando loro un doppio canale che riconosca loro il diritto all’assunzione a tempo indeterminato una volta esaurite definitivamente le GAE.

Alessandra Operamolla e Marco Giordano, Direttivo Nazionale ADAM091001scuola

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