Per l’unità della sinistra, nelle lotte, nei contenuti

Appello – Verso l’assemblea di Settembre Siamo donne e uomini di sinistra che hanno preso parte alle tormentate vicissitudini culminate nella disfatta del 2008. Oggi, nella diaspora della sinistra italiana, facciamo riferimento a organizzazioni e movimenti diversi. Alcuni di noi svolgono ruoli dirigenti in partiti o associazioni, altri – dismessa la militanza attiva – contribuiscono in altre forme alla battaglia politica o vi partecipano da semplici cittadini, con immutata passione.
Siamo dunque diversi. Ma siamo anche uguali, accomunati dall’appartenenza a una stessa storia e cultura politica. Questa comunanza significa per noi convenire su talune fondamentali priorità: i diritti del lavoro, l’occupazione e il reddito delle classi lavoratrici; l’inalienabile titolarità collettiva dei beni primari, a cominciare dall’acqua, dalla conoscenza e dall’ambiente; la democrazia partecipativa, garantita dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista.
Sulla base di queste opzioni condivise, l’attuale situazione sociale e politica del Paese ci appare grave e densa di pericoli. Guardiamo con allarme alle pesanti conseguenze della crisi economica sulle condizioni di vita di grandi masse di cittadini italiani e migranti. Riteniamo (e la «manovra correttiva» ora minacciata dal governo ci rafforza in tale convincimento) che la drammatica crisi che investe gli anelli più deboli del contesto europeo sancendo il fallimento dell’Europa liberista di Maastricht e di Lisbona renda ancor più preoccupante anche nel nostro Paese la prospettiva delle classi subalterne. Consideriamo intollerabili il dilagare della povertà e della precarietà; l’attacco governativo alle tutele giuridiche del lavoro dipendente e al diritto dei lavoratori a una contrattazione collettiva solidale, autonoma e democratica; la distruzione dello Stato sociale e il controllo oligarchico sui mezzi di informazione; il diffondersi della corruzione e dell’evasione fiscale e l’imposizione di un sistema politico bipolare che nega rappresentanza e voce a milioni di elettori. Riteniamo concreto il rischio di svolte autoritarie in un contesto segnato dalla rottura della coesione sociale e dalla recrudescenza di pulsioni razziste alimentate da chi accarezza disegni populisti e progetta la distruzione istituzionale dell’unità nazionale.
In questo difficile frangente pensiamo che quanto ci unisce debba prevalere su quanto ci ha sin qui diviso e tuttora ci separa. Siamo determinati a batterci per una società più civile e meno ingiusta, ma siamo al tempo stesso consapevoli del concreto rischio di estinzione che oggi incombe sulla sinistra italiana. Tutto ciò ci convince della inderogabile necessità di puntare sulle convergenze e affinità e di privilegiare le importanti battaglie comuni che insieme possiamo combattere e vincere: innanzitutto quella, cruciale, per il rilancio del sistema elettorale proporzionale per tutte le assemblee elettive, a cominciare dal Parlamento nazionale.
Con questo spirito ci rivolgiamo a tutte le forze organizzate della sinistra, affinché in ciascuna si affermi una volontà unitaria, indispensabile a far sì che la sinistra torni a giocare un ruolo importante sulla scena politica italiana.

primi firmatari:

Vittorio Agnoletto, Gianni Alasia, Nicola Atalmi, Saverio Aversa, Katia Bellillo, Marzia Biagiotti, Alberto Burgio, Cesare Chiazza, Maria Campese, Loris Campetti, Luciana Castellina, Giusto Catania, Andrea Cavallini, Stefano Ciccone, Marcello Cini, Paolo Ciofi, Elettra Deiana, Nino De Gaetano, Piero Di Siena, Stefano Falcinelli, Paolo Favilli, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Francesco Garibaldo, Alfonso Gianni, Haidi Giuliani, Claudio Grassi, Damiano Guagliardi, Margherita Hack, Rita Lavaggi, Raniero La Valle, Orazio Licandro, Giorgio Lunghini, Maria Rosaria Marella, Alberto Marri, Giorgio Mele, Maria Grazia Meriggi, Luciano Ponticelli, Goffredo Moroni, Roberto Musacchio, Ivan Nardone, Giorgio Nebbia, Simone Oggionni, Franco Ottaviano, Moni Ovadia, Gianni Pagliarini, Manuela Palermi, Valentino Parlato, Roberto Passini, Paola Pellegrini, Ciro Pesacane, Silvana Pisa, Marcello Ricci, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, Anna Maria Rivera, Raffaele Salinari, Linda Santilli, Elisa Savi, Patrizia Sentinelli, Adriana Spera, Bruno Steri, Luciano Riecco, Aldo Tortorella, Alessandro Valentini, Mario Vegetti, Gianni Vigilante, Massimo Villone, Luigi Vinci, Stefano Vinti, Stefano Zuccherini

aderiscono:

Gero Accardo, Veronica Albertini, Massimo Allulli, Gianluca Alfieri, Daniela Ambrosino, Antonio Antonelli, Luca Antoniazzi, Luciano Barracco, Gino Bernabini, Enrico Bayma, Michele Barosselli, Maurizio Brotini, Gabriele Bini, Jacopo Borsi, Pino Brandi, Giancarlo Bandinelli, Edoardo Biancardi, Tonino Cafeo, Mario Corinaldesi, Alberto Celli, Giovanna Covolo, Stefano Cristiano, Mimmo Caporusso, Rosario Consiglio, Filippo Cannizzo, Jonathan Chiesa, Giacomo Conti, Marco Donà, Francesco Valerio della Croce, Alberto Domenichini, Massimo De Santi, Virginia De Cesare, Marco Dal Toso, Silvia Di Giacomo, Giuliano Ezzelini Storti, Elena Fornasari, Giuseppe Fazio, Bernardo Fallani, Michele Frascarelli, Alessandro Genova, Claudio Giambelli, Antonio Griesi, Oscar Grasso, Giuseppe Genchi, Ivano Gioffreda, Valentina Greco, Chiara Guida, Roberto Iacovacci, Silvia Iracà, Giancarlo Iacchini, Nicola Iannarelli, Filippo Incorvaia, Chiara La Rocca, Alessandro Leoni, Mauro Lenzi, Gianluca Lombardi, Diego La Sala, Paolo Laricchiuta, Orazio Mandola, Cristina Mattiello, Andrea Merola,  Alessandro Monti, Alyosha Matella, Evelino Matella, Alaa Nasser, Massimiliano Ortu, Mario Ottavi, Salvatore Politini, Maurizio Pucci, Enrico Pellegrini, Dimitri Palagi, Andrea Parti, Mauro Pinzauti, Giovanna Pagani, Federica Pitoni, Daniele Quadrano, Luca Rovai, Stefano Ruggieri, Rita Rossi, Stefano Russo, Marco Sferini, Valentina Steri, Pino Santarelli, Giuliano Sdanghi, Ferdinando Stumpo, Alberto Sorbello, Luigi Tamborrino, Mirco Tincani, Costanzo Toti, Alessandro Tedde, Maria Pia Trevisani, Alberto Viscardo Galante, Ivan Xamo

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