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Di admin gc nazionale / 9 Febbraio 2023

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🚩 Lotta, partecipa, riprenditi il futuro! ☭
Account ufficiale Giovani Comunisti/e, la giovanile di @rifondazione

La strage della ThyssenKrupp non è un ricordo lont La strage della ThyssenKrupp non è un ricordo lontano: è la prova di cosa accade quando la sicurezza viene sacrificata al profitto. 

Nella notte del 6 dicembre 2007 sette operai morirono in un reparto dove estintori scarichi, manutenzione assente ed impianti in dismissione, erano diventati la normalità. Non è stata una fatalità, ma è stato il risultato di scelte precise, di un sistema che considera la vita operaia un costo da contenere.

Ricordare quella notte è un atto di giustizia. È un impegno verso chi ha perso la vita lavorando ed un monito per chi oggi entra in fabbrica, in magazzino, in cantiere e continua a convivere con rischi che non dovrebbero esistere. Le famiglie ed i colleghi, che da anni chiedono verità e responsabilità, ci ricordano che non si tratta di memoria, ma di diritti negati. Come giovani che vivono un mondo del lavoro sempre più precario e pericoloso, non possiamo permettere che questa strage cada nell’oblio. Serve un cambiamento netto: norme più severe, come il reato di omicidio sul lavoro, ispettorati capaci di intervenire davvero, ed investimenti obbligatori nella prevenzione. Serve però anche la nostra voce, la partecipazione, la presenza nei luoghi dove le decisioni si prendono e nei luoghi dove si lavora.

Ricordiamo la ThyssenKrupp per pretendere un presente in cui nessuno rischi la vita per portare a casa il salario.
La sicurezza è un diritto. Noi non dimentichiamo, noi non perdoniamo.

#GiovaniComunisti #tyssenkrupp #lavoro
Esprimiamo la nostra solidarietà totale agli opera Esprimiamo la nostra solidarietà totale agli operai dell’Ex Ilva di Genova e Taranto. 

Quello che sta accadendo non è un episodio isolato: è l’ennesima dimostrazione di come in questo Paese chi vive del proprio lavoro venga trattato come un problema e non come la spina dorsale della società. Gli operai difendono il proprio salario, la propria dignità e la vita delle loro famiglie. Dall’altra parte trovano solo incertezze, promesse tradite e, quando protestano, lacrimogeni e manganelli.

Negli ultimi giorni, migliaia di lavoratori metalmeccanici hanno promosso uno sciopero generale, occupato lo stabilimento, bloccato strade, ferrovie e vie d’accesso alla città.
Lo hanno fatto perché da anni subiscono abbandono industriale e scelte politiche che mettono i profitti davanti alla vita reale delle persone. Bloccare la città non è stata una scelta estrema: è l’unico strumento di forza che resta a chi non possiede capitale ma solo il proprio lavoro, ed è costretto a difenderlo con determinazione.

Quando gli operai scendono in piazza non “creano disordine”: rendono visibile un’ingiustizia che altrimenti verrebbe insabbiata. E quando lo Stato risponde con la forza, dimostra da che parte sta: non con chi produce ricchezza, ma con chi la sfrutta.Noi diciamo chiaramente: gli operai dell’Ex Ilva hanno ragione.
Hanno ragione a denunciare il tentativo di smantellare un settore industriale strategico.
Hanno ragione a rifiutare di essere trattati come numeri sacrificabili.
Hanno ragione a pretendere che chi governa si assuma finalmente delle responsabilità.

Come Giovani Comunisti/e saremo al loro fianco nelle lotte, nelle piazze, nei luoghi di lavoro: perché la loro battaglia è la nostra.Difendere il lavoro significa difendere la condizione materiale della nostra classe.

Se toccano uno, toccano tutti.

#GiovaniComunisti #Genova #lavoro
il wrapped dei/delle GC per questo 2025. Come sem il wrapped dei/delle GC per questo 2025.

Come sempre, anche per il prossimo anno ci troverai in prima linea, nelle strade, nei luoghi del sapere e nei posti di lavoro. Costruiamo insieme l’alternativa! 

#GiovaniComunisti #Wrapped2025 #2025
La nostra generazione è in crisi, ma la colpa non La nostra generazione è in crisi, ma la colpa non è nostra!

Nel nostro paese tre giovani su 4 soffrono di disagi psicologici.
Ci viene detto che è solo colpa nostra, che siamo fannulloni, che dovremmo rimboccarci le maniche.
Ma come si fa a vivere una vita tranquilla davanti alla crisi climatica, al genocidio del popolo palestinese, alla guerra incombente?
Non si può!

Le cose si fanno ancora più gravi per le regioni meno sviluppate, per il genere femminile e per le persone della comunità.
Di fronte a questa epidemia le risposte del governo sono state insufficienti: il bonus psicologo non riesce a coprire nemmeno lontanamente le necessità delle persone, gli sportelli scolastici sono insufficienti, spesso inesistenti.

Nessuna istituzione sta facendo veramente qualcosa per aiutarci. La manovra finanziaria contro cui i sindacati stanno scioperando ci riguarda direttamente perché non ascolta le necessità della nuova generazione.
Non deve più essere tollerata questa inazione! Vogliamo tutele psicologiche e sanitarie, a scuola e nel quartiere.

#GiovaniComunisti #salutementale #finanziaria
Come Giovani Comunisti/e aderiamo e sosteniamo con Come Giovani Comunisti/e aderiamo e sosteniamo con convinzione gli scioperi generali del 28 novembre e del 12 dicembre, indetti rispettivamente dai sindacati di base e dalla CGIL. Da anni rivendichiamo la necessità di uno sciopero generale e generalizzato, capace di unire il mondo del lavoro e tutte le soggettività sociali colpite dalla crisi. Per questo guardiamo con favore a queste giornate di mobilitazione e ribadiamo con chiarezza quanto sia urgente ricostruire una unità sindacale e delle lotte che vada oltre sigle e frammentazioni, perché solo un fronte ampio è in grado di incidere realmente sui rapporti di forza.

#GiovaniComunisti #RifondazioneComunista #scioperogenerale
La chiusura degli impianti siderurgici dell’ex Ilv La chiusura degli impianti siderurgici dell’ex Ilva a Taranto, Genova e in altre aree del Nord Italia ha lasciato oltre mille lavoratrici e lavoratori senza occupazione, gettando molte famiglie in una condizione di forte incertezza. È una decisione che evidenzia, ancora una volta, l’assenza di una strategia industriale capace di garantire stabilità, innovazione e una reale transizione ecologica.

Le mobilitazioni degli ultimi giorni hanno mostrato quanto sia forte il bisogno di un percorso chiaro e credibile per il futuro del settore. Le proteste, nate dalla frustrazione e dalla preoccupazione per un progressivo disimpegno industriale, hanno spinto il governo a riaprire il confronto e a introdurre misure temporanee a sostegno degli impianti. Tuttavia, queste iniziative restano insufficienti senza un progetto complessivo che vada oltre l’emergenza e affronti seriamente il declino della siderurgia italiana.

Ciò che serve oggi è un piano industriale solido, capace di sostenere processi di reindustrializzazione e di riconversione ecologica autentica. Per raggiungere questi obiettivi, strumenti come le nazionalizzazioni e il rafforzamento del Golden Power devono essere considerati senza esitazioni, anche se ciò dovesse comportare un confronto con Bruxelles quando interessi strategici e tutela del lavoro lo richiedono. Non possiamo aspettarci soluzioni efficaci da un governo che, come dimostrato anche nelle vicende Beko e GKN, non è riuscito finora a costruire risposte adeguate alle crisi industriali del Paese.

Come Giovani Comunisti/e esprimiamo il nostro sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori dell’ex Ilva nella difesa del loro diritto al lavoro, un diritto fondamentale che va tutelato con scelte pubbliche responsabili e lungimiranti.

Per un’industria italiana pubblica, sostenibile e orientata al bene collettivo.

#GiovaniComunisti #exIlva #industria
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