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Di admin gc nazionale / 30 Novembre 2010

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🚩 Lotta, partecipa, riprenditi il futuro! ☭
Account ufficiale Giovani Comunisti/e, la giovanile di @rifondazione

Ecco quelli che il governo chiama delinquenti, ecc Ecco quelli che il governo chiama delinquenti, ecco le facce dei tantissimi giovani che in questi giorni stanno manifestando in tutta Italia contro la vera violenza: ridurci alla fame, con il gasolio a 2,40€, l’aumento del cibo e del costo della vita mentre i salari sono fermi da trent’anni. 

Intanto continua la mobilitazione nelle scuole, sulle strade e nelle università. Unite/i possiamo cacciare questo governo e conquistare il nostro futuro.
Il governo Meloni torna a giocare a Kahoot. Come r Il governo Meloni torna a giocare a Kahoot. Come risponderà questa volta alla crisi e alle proteste contro il carovita?

500 militari in più per le strade di Milano, insieme col sequestro dei mezzi in caso di blocco stradale, sono un atto di guerra contro chi si ribella a carovita e riarmo. Questa la risposta di Meloni ai grandi cortei autoconvocati e alla rabbia degli agricoltori, in protesta contro chi ha scaricato su di loro spese di guerra, tagli alla scuola e folle situazione abitativa. Già negli scorsi giorni si era vista una gestione pessima dell’ordine pubblico, che ha messo in pericolo i manifestanti e ha generato una risposta violenta ed aggravata: dai mezzi blindati lanciati sui manifestanti al corteo autorizzato di diecimila persone, bloccato e spezzato in partenza a Milano. 

È chiaro che coi rinforzi e la minaccia di confisca la volontà del governo sia quella di militarizzare ancora di più il conflitto e di ribattere di nuovo coi manganelli a chi chiede risposte, dagli agricoltori del sud ai giovani del nord Italia. 

Riguardo a queste mobilitazioni c’è chi vorrebbe  considerare solo le vetrine spaccate, i negozi del centro danneggiati o i disagi dovuti ai blocchi. Noi consideriamo invece la violenza sistemica che giovani e lavoratori subiscono ogni giorno: dagli affitti insostenibili agli stipendi fermi da trent’anni, dalla minaccia perenne della guerra alle scuole che cadono a pezzi. 

Noi stiamo con il popolo che si ribella.
Se i media e il governo preferiscono parlare di al Se i media e il governo preferiscono parlare di alcune manifestazioni di piazza per distogliere l’attenzione, vuol dire che non hanno interesse a intervenire. 

Ci stanno mandando in miseria, fortunatamente c’è chi non si fa prendere in giro e si mobilita. Con i lavoratori e studenti che stanno manifestando in questi giorni.
Nelle ultime due settimane abbiamo assistito a un Nelle ultime due settimane abbiamo assistito a un clima di mobilitazione generale in tutto il Meridione da parte della categoria degli agricoltori. 

Partita dalla Calabria, l’iniziativa di bloccare le arterie principali dei trasporti si è diffusa in molte Regioni del Sud Italia. 
Il caso pugliese ha visto però la coincidenza delle mobilitazioni del settore agricolo e lo sciopero degli operai ex ILVA che si ritrovano senza lavoro e senza asssicurazione economica alcuna. 

Nell’ultima settimana, per cinque giorni gli operai dell’ex ILVA, alla ricerca dell’attenzione mediatica che spetta a un caso di rilevanza nazionale come questo, hanno picchettato e bloccato la raffineria ENI di Taranto, causando un blocco dei rifornimenti di carburante della Regione che ha causato il collasso temporaneo di molti settori lavorativi e produttivi e paralizzato intere città. 

In questo clima, anche gli autotrasportatori hanno deciso di unirsi alle mobilitazioni, lasciando i supermercati pugliesi privi di prodotti sugli scaffali. 

Le rivendicazioni sono chiarissime. Da un lato gli agricoltori richiedono una soluzione al caro carburante, risorsa essenziale per il comparto agricolo, e una regolamentazione più rigida sui prodotti importati dall’estero che funzionano da concorrenza sleale poiché soggetti a normative meno stringenti. 
Dall’altro lato gli operai dell’ex ILVA, che chiedono al Governo una risposta su ciò che ne sarà del loro futuro dato che la chiusura degli stabilimenti è contestualizzata in un quadro in cui non si discute né di riconversione dell’impianto né tantomeno di reinserimento lavorativo dei dipendenti ILVA. 

Il Governo è rimasto in silenzio e, anzi, finge che questi problemi non esistano. La televisione, macchina della propaganda di questo Governo ormai da anni, ha accennato raramente delle mobilitazioni al Sud Italia favorendo temi di distrazione di massa. 

Deduciamo dunque che anche queste non sono priorità del Governo Meloni, che preferisce invece preparare la campagna elettorale per le politiche 2027 parlando di argomenti che fanno scalpore ma non cambiano le condizioni del popolo.

(continua nei commenti)
OLTRE 100.000 IN PIAZZA A ROMA IERI COSTRUIAMO UN OLTRE 100.000 IN PIAZZA A ROMA IERI

COSTRUIAMO UN AUTUNNO CALDO NELLE VERTENZE E NEGLI SCIOPERI DI TUTTA ITALIA
Oggi a a Roma una manifestazione con lavoratori ma Oggi a a Roma una manifestazione con lavoratori ma soprattutto molti giovani stanchi di carovita, precarietà e guerre.

Siamo scesi in piazza al loro fianco per ribadire la nostra via maestra. Abbiamo chiesto uno sciopero generale per bloccare il paese, mobilitare chi è stanco di questa situazione, e cacciare il governo Meloni che ci sta portando alla miseria. 

Siamo felici di sentire che il segretario generale Maurizio Landini lo ha annunciato dal palco di Piazza Del Popolo. 
La riteniamo una vittoria dei comunisti e della sinistra radicale che ha spinto perché ciò accadesse.
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