Toscana

[Rosignano - 06.07] Fratelli d'Italia a braccetto col PD?

A Rosignano Marittimo (LI), presso quel consiglio comunale che appena un anno fa celebrava l’ottenimento della medaglia di bronzo al merito civile, per i valori resistenziali e di libertà che hanno contraddistinto molti dei suoi valorosi cittadini, è successa una cosa che forse (forse?) non ti aspetti. Il primo caldo estivo sicuramente non aiuta e la vicinanza al mare è stata una facile tentazione, fin troppo facile, per poter far perdere la bussola del senno ai consiglieri Dem. Eppure è accaduto!

Con i voti determinanti della maggioranza in consiglio comunale, un quasi monocolore PD, è stato eletto un vice presidente del consiglio comunale di Fratelli d’Italia. Pronti, la frittata è fatta. Che fine ha fatto tutto l’antifascismo insito nelle bocche, che leste si riempono, di coloro che in campagna elettorale lo sbandierano come se fosse stata piantata una bandierina sulla cima più alta della montagna. Un errore politico, grave, che si è consumato dopo una votazione segreta. Questo perché inizialmente una parte di opposizione, formata da M5S, Lega, Lista Rosignano nel Cuore e la candidata a sindaco per il centro-destra Donatella Didio (ora gruppo misto) avevano deciso di far correre per la carica, proprio la ex candidata a sindaco, facente parte alle origini di Forza Italia. Per il PD, Forza Italia no ma Fratelli d’Italia sì! In tutto questo, quindi, cosa c’entra Fratelli d’Italia?

Per farla breve, il nuovo vice presidente del consiglio prima faceva parte delle Lega, poi autodefinitosi capogruppo, è stato buttato fuori dal partito di Salvini per naufragare successivamente al gruppo misto dichiarando di far parte di Fratelli d’Italia. La scienza della Psicologia qua avrebbe sicuramente materiale su cui poter far ricerca. Il PD rosignanese è riuscito a dare valore ad un partito che non ha preso i voti necessari per accedere in consiglio comunale, di chiara ispirazione fascista (la fiamma tricolore campeggia chiaramente nel loro simbolo) e fra l’altro valorizzando un personaggio scaricato persino dalla Lega!
Chi ancora pensa di essere di Sinistra e sta in quel partito, perché non alza la testa?

[Firenze - 25.06] L’antifascismo non deve essere represso: solidarietà ai compagni di Firenze

La sentenza di Cassazione che ha giudicato il ricorso non ammissibile peggiora ulteriormente la condanna di 15 persone, colpevoli di essere antifasciste.

Il 2013 – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – registrò l’aggressione di due diciassettenni da parte di cinque esponenti di estrema destra. La risposta di piazza fu immediata e arrivò direttamente vicino all’allora sede di CasaPound, che era l’area politica di riferimento di chi aveva commesso l’atto di violenza.

Nessuno scontro o momento di particolare tensione può essere usato per giustificare la condanna a 15 compagne e compagni, che hanno partecipato alla manifestazione antifascista, insieme a centinaia di altre persone.

Il gruppo Sinistra Progetto Comune – aggiungono Palagi e Bundu – risponde all’appello lanciato a tutte le realtà antifasciste del territorio, garantendo il supporto a tutte le risposte di solidarietà che verranno organizzate per far fronte a queste condanne.

La rimozione dei conflitti, in questa fase di emergenza Covid-19, continua a essere l’obiettivo di una società che si vuole rassegnata alle ingiustizie e incapace di rispondere a chi soffia sull’odio e la guerra tra poveri, propagandando idee anticostituzionali e dal sapore di barbarie che il nostro Paese ha già combattuto.

[Pisa - 7.06] Servono interventi urgenti per studenti e studentesse

Dopo oltre due mesi e ripetute richieste e ordini del giorno presentate sia in commissione sia in consiglio comunale la Giunta ha convocato per martedì 9 giugno la Conferenza Università Territorio.

Abbiamo richiesto questa seduta perché riteniamo urgente un confronto serrato tra il Comune e le istituzioni universitarie cittadine alla luce della emergenza Covid-19 e gli effetti che questo avrà sulla nostra città, come sul resto del Paese, a partire dal tema della cittadinanza studentesca che rischia di vedere negato il proprio diritto allo studio, alla conoscenza e all’emancipazione personale da una crisi economica e sociale che colpisce e colpirà maggiormente proprio le famiglie, i singoli e le singole che più avrebbero bisogno di tutele e garanzie.

E’ evidente come le politiche nazionali siano ad oggi assolutamente insufficienti a rispondere ad una serie di richieste sociali, tra le quali il diritto allo studio che per gli studenti e le studentesse diventa l’ennesima mancanza di uguaglianza sostanziale: anni di tagli ai finanziamenti pubblici e moltiplicazioni dei numeri chiusi hanno ridotto l’accesso agli studi universitari e inciso negativamente su situazioni già molto difficili, impedendo nei fatti l’accesso ai gradi superiori di apprendimento agli studenti e alle studentesse provenienti da famiglie economicamente svantaggiate.

Questo non toglie come sia compito anche di un Comune quello di attivare politiche a sostegno degli studenti e delle studentesse in quanto pienamente cittadini pisani. Purtroppo invece chi viene a studiare a Pisa viene considerato semplicemente come un portafoglio da prosciugare, un intruso a cui affittare al nero un posto letto, che deve consumare e non disturbare. La destra ha fatto una intera campagna elettorale contro la presenza studentesca in questi anni. Oggi, anche in una fase di grave emergenza sociale ed economica, si tratta la presenza degli studenti solo come un problema di ordine pubblico, perché la sera frequentano le strade: polli da spennare e sanzionare.

La decisione da parte dell’Università di riprendere la quasi totalità delle lezioni in presenza solo nel secondo semestre prospetta per i prossimi mesi alcuni cambiamenti per la nostra città, che richiedono politiche attive perché Pisa non perda una delle sue più grandi ricchezze: ovvero migliaia di studenti e studentesse che arrivano da ogni parte d’Italia. Ma perché questo non accada occorrono interventi urgenti sul fronte abitativo, su quello della mobilità, degli spazi di studio, di aggregazione, di socialità, sulle politiche culturali e del welfare municipale. Sono tante le campagne che le associazioni studentesche stanno portando avanti in questo senso, rivendicando così i propri bisogni e le proprie necessità, senza che nessuno veda loro come oggetti e non soggetti.

Questa stessa condizione la stanno vivendo tutte le città universitarie del nostro paese. In alcuni casi si stanno avviando sperimentazioni, si sono sottoscritti ad esempio protocolli per contrastare la piaga degli affitti al nero, calmierando i canoni di affitto sul mercato privato, riutilizzando il patrimonio pubblico, ripensando gli spostamenti nella città e i suoi costi.

A Pisa non c’è traccia di tutto questo, per una ben precisa volontà politica di chi amministra la città. Martedì proporremo un pacchetto di proposte su questo tema perché non vogliamo che Pisa si risvegli dopo questa emergenza con meno giovani, con meno ricerca, meno innovazione, meno cultura, meno saperi, perché un parte della sua cittadinanza – quella più viva, fresca, aperta, fatta di contaminazioni – è andata a far germogliare i suoi semi altrove.

[Lucca - 22.05] Ambientalismo e lotta di classe

Ambientalismo e lotta di classe.

I Giovani Comunisti/e di Lucca e della Versilia inaugurano il loro primo dibattito pubblico, concentrandosi su un tema di scottante attualità come l’ambiente.

Il dibattito è aperto a chiunque voglia partecipare e discutere insieme a noi.

Vi aspettiamo numerosi!

[Pisa - 17.04] Per la destra i fuorisede hanno meno diritto alla salute dei residenti

Le modalità scelte dall’Amministrazione comunale per la distribuzione delle mascherine agli studenti e alle studentesse fuorisede rimaste a Pisa durante l’epidemia di Covid-19 confermano nuovamente la considerazione riservata dalla giunta leghista a chi viene a studiare in questa città: un corpo estraneo, di cui non occuparsi, utile solo per l’elargizione di denaro tramite gli affitti troppo spesso in nero. Poco vale il contributo sociale e culturale di una comunità universitaria attirata da tre Università, poco importa considerare gli studenti e le studentesse come un polmone di questa città.
In una prima fase, il Comune ha deciso di non considerare la popolazione non residente a Pisa tra coloro ai quali garantire DPI, dispositivi di protezioni individuali necessari a tutelare la salute – propria e altrui – e ad impedire i contagi. In un secondo momento, grazie allo sforzo dell’Università di Pisa, ha ricevuto gli elenchi dei nominativi e delle abitazioni degli studenti e delle studentesse: sarebbe bastato aggiungerli alle consegne che già veniva effettuato al domicilio per i residenti.
Al contrario, l’Amministrazione ha stabilito, in barba alle indicazioni del DSU e dei decreti che regolamentano il distanziamento sociale, di convocare gli studenti e le studentesse fuori sede presso il palazzo comunale per scaglioni in base al cognome. Una convocazione peraltro tardiva, in modalità difficilmente fruibili dagli studenti e dalle studentesse.
Ma non bisogna “stare a casa” perché “andrà tutto bene”? Non a Pisa, non per gli studenti e le studentesse costretti in lunghe file e ad inevitabili assembramenti per dotarsi della tanto sospirata mascherina. Come si immagina possibile venire incontro a 4000 richieste in 4 giorni?
Tutto questo avviene, inoltre, dopo giorni di lamentele e segnalazioni da parte delle e dei fuorisede per vedersi riconoscere un diritto sacrosanto che il Sindaco – per esercitare correttamente e a pieno le proprie funzioni, anche di autorità sanitaria – avrebbe dovuto preoccuparsi di garantire senza alcuna  sollecitazione, facendosi semmai parte attiva con l’Università e i corpi volontari di protezione civile.
Chiediamo che nei primi giorni della prossima settimana il sindaco renda pubblici i dati della reale affluenza degli studenti e delle studentesse che abbiano scelto di recarsi in comune nonostante le condizioni assolutamente non dignitose che sono state loro riservate. Se insufficienti, l’Amministrazione si faccia carico delle proprie responsabilità e provveda a distribuire presso i domicili le mascherine non ritirate. Siamo di fronte ad una scelta una modalità illogica, inutilmente macchinosa e pericolosa sia per gli e le fuorisede, che per il personale addetto a questa distribuzione.

Giovani Comunisti/e Pisa
Diritti In Comune (Una città in Comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile)

[Pisa - 5.04] Reddito per tutti e tutte

Come Giovani Comunisti/e di Pisa aderiamo e rilanciamo con convinzione la campagna nazionale portata avanti dalla giovanile e da Rifondazione Comunista tutta, in adesione alla petizione lanciata da BIM Italia per l’allargamento del reddito di cittadinanza a tutti e a tutte. La necessità di un reddito di base universale è diventata prepotentemente attuale nel momento di emergenza che stiamo affrontando: quante le famiglie che sono ad oggi escluse dagli ammortizzatori sociali? Quanti gli individui tagliati improvvisamente fuori dal mondo del lavoro? Quante le persone che fino ad oggi erano riuscite a sopravvivere solo tramite il lavoro nero, gli stage, i tirocini, il lavoro precario e quello occasionale? Quante le persone, sulla nostra costa, che pagheranno il ritardo, se non la cancellazione, della stagione estiva? Quanti i soggetti che da anni vivono sotto il ricatto di un lavoro non sicuro, mal pagato, a condizioni indignitose ma che spesso sono “meglio di niente”?
Il reddito di base diventa in questa fase la traduzione del diritto all’esistenza, per uscire dal ricatto di condizioni di lavoro che ci chiedono di scegliere tra un reddito e la nostra salute. È una risposta alla mancanza di liquidità per i propri bisogni essenziali oggi, e una tutela per la crisi economica che ci investirà, domani, alla fine di quella sanitaria.

Chiediamo che sia riformata la misura del cosiddetto Reddito di Cittadinanza, per estendere e ampliare significativamente la platea di tutti e tutte coloro che sono esclusi da questa forma di sussidio, i poveri esclusi da diverse forme di assistenza, gli stranieri e i lavoratori del sommerso. Chiediamo che vengano semplificate le procedure di richiesta alla contribuzione e adattata allo stato eccezionale in cui moltissimi lavoratori e moltissime lavoratrici si sono improvvisamente trovati.

Tutto questo deve necessariamente coordinarsi con la garanzia della messa in sicurezza per i lavoratori e le lavoratrici che non possono rimanere a casa: come ci suggerisce la nostra cronaca locale, in questi casi sono necessari protocolli più stringenti per tutelare i lavoratori e le lavoratrici tramite l’uso di DPI appropriati e modelli di organizzazione del lavoro che eliminino il rischio del contagio.

Che il Lavoro torni ad essere un diritto e uno strumento non di ricatto ma di emancipazione personale e fattore positivo per il proprio sviluppo individuale e collettivo, proprio ora che la mancanza di esso rischia di trasformarsi in problemi psicologici per tutti e tutte e causa dell’inasprimento delle situazioni già drammatiche all’interno delle famiglie.
Contro la violenza del Capitale, noi vogliamo il reddito di base universale. Contro le sofferenze individuali, noi diciamo che la soluzione si raggiunge solo tutti e tutte insieme.

Per questo ci mettiamo la faccia e estendiamo l’invito a partecipare alla foto petizione.

Giovani Comunisti/e Pisa

[Pisa - 5.02] Arriva Amazon: il colosso dello sfruttamento

E’ notizia di questi giorni che Amazon, il colosso mondiale dell’e-commerce, aprirà un deposito nella zona di Montacchiello, nel comune di Pisa. Alcuni lavori sono già cominciati: l’area interessata, di proprietà della Forti Holding, è di circa 30 mila metri quadrati, un’area quindi molto vasta per un magazzino il cui bacino di utenza, comprendente le province di Pisa, Livorno, Lucca, Massa, La Spezia e la zona di Empoli, è calcolato intorno a 2,5 milioni di persone.
La notizia è arrivata a mezzo stampa, mentre negli ambienti comunali, che dovrebbero rilasciare a breve il permesso a costruire, trapela poco o nulla. A nostre precise richieste di informativa, l’Ufficio urbanistica ci ha risposto che al momento “non risultano depositate pratiche relative ad un possibile insediamento di Amazon in Ospedaletto”. I lavori in corso nella zona interessata, sempre a detta dell’Ufficio, sono in capo alla Ditta Forti Sviluppo Immobiliare, per opere di urbanizzazione.
Nei fatti, in una area in cui sono presenti migliaia di metri cubi abbandonati e vuoti, anche a causa della crisi, si costruisce, senza mai aver fatto un monitoraggio di quanto non è utilizzato, un nuovo mega scatolone alla faccia del consumo di suolo e della sostenibilità ambientale.

L’apertura sarebbe prevista nell’estate 2020 e le assunzioni sarebbero 200. Ma di quale tipo di lavoro parliamo? Non possiamo tacere e sorvolare, infatti, sul modello di organizzazione del lavoro che Amazon ha sdoganato in tutto il mondo.
Un’organizzazione del lavoro fatta di ritmi stressanti e di un controllo giornaliero costante. In nome della produttività e del profitto, le persone che vi lavorano si trovano, ogni giorno, a smistare 15/20 mila pacchi e a percorrere dai 10 ai 20 chilometri, in spazi grandi fino a 12 campi di calcio. Costretti a non parlare con nessuno durante l’orario di lavoro e a giustificarsi se vanno in bagno più di una volta nello stesso turno. Il tutto costantemente monitorato dal “Grande Fratello” aziendale: chi fa i pacchi è monitorato perché loggato a un computer, mentre chi va a prenderli usa uno scanner su cui si registra con il suo nome. Insomma, è come avere al polso un braccialetto elettronico. Ma del resto i manager devono poter calcolare con precisione i tempi di lavoro, perché se non si ha il “passo Amazon” si viene immediatamente affiancati da un responsabile che detta i tempi corretti per rientrare negli standard.

E’ bene quindi essere chiari: l’organizzazione del lavoro dentro Amazon, basata sullo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici, a cui vengono sottratti anche i diritti più elementari, a fronte di profitti che nel quarto trimestre del 2019, sono saliti dell’8%, raggiungendo 3,27 miliardi di dollari – anche grazie alla possibilità ex lege di pagare per imposte meno del 3% dei ricavi allo Stato italiano -, è l’esempio più noto e lampante di quel modello. Un modello dannoso anche per il nostro pianeta, in piena emergenza climatica: ogni pacchetto viene trasportato fino a destinazione da un furgone che brucia combustibili fossili.
Un modello che non può dunque non avere ripercussioni negative sull’economia locale e pertanto il Comune di Pisa non può fare finta di niente e non valutare questi aspetti, quando un colosso come Amazon prova ad insediarsi all’interno del territorio comunale.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa – Pisa Possibile – Comitato ‘Gli Spettinati’

[Viareggio - 2/3.01] Scuola di formazione

Questo 2020 partiamo con il botto inaugurando un nuovo ciclo della nostra scuola di formazione!
Saranno due giorni in cui potrete approfondire diverse tematiche sempre attuali ed utili, con uno spazio aperto alla loro discussione.
Ovviamente sono tutti invitati, iscritti e non, senza alcun obbligo!
Vi aspettiamo!

 

2020

[Pisa - 9.11] Capire il Latinoamerica

Care compagne e cari compagni, abbiamo organizzato a Pisa al Circolo della Vettola sabato prossimo 9 novembre una cena sociale e un incontro pubblico con RODRIGO RIVAS, dedicato a quello che sta succedendo in Cile e in Ecuador, e alle elezioni vinte da Evo Morales in Bolivia.

L’America Latina è in grosso movimento: per noi è importante capire che cosa sta succedendo e dare solidarietà ai movimenti che si battono contro il liberismo, il capitalismo e l’imperialismo.

 

[Viareggio - 13.09] Scuola di formazione

Il prossimo fine settimana avremo come ospite Dino Greco, che starà con noi per 3 giorni. Giorni in cui ci parlerà di alcuni dei temi che, oggi più che mai, pesano sulle spalle di noi tutti.
Ogni giornata sarà interamente dedicata ad ognuno di essi, con l’obiettivo di ampliare la nostra visione in merito e portarci a conoscenza dei meccanismi e dei ragionamenti che vi sono dietro.
I temi trattati saranno:
Lavoro
Europa
Ambiente

Vi aspettiamo numerosi alla sede PRC del circolo di Viareggio, nel quartiere Varignano, in Viale della Libertà 43

[Stazzema - 12.08] 75° anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema

75 anni fa, avveniva l’eccidio nazifascista di S. Anna di Stazzema nell’estate del 1944.
I Giovani Comunisti/e Versilia e il PRC Versilia hanno voluto onorare le 560 vittime di una delle peggiori stragi Nazi-fasciste del nostro paese, 65 erano bambini minori di 10 anni di età e la più piccola aveva 20 giorni.
Abbiamo partecipato alla camminata della memoria partita da Valdicastello fino a S. Anna indetta da ANPI, ARCI e associazione 12 Agosto. Successivamente abbiamo presenziato alla cerimonia ufficiale, a cui ha portato i saluti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perché la morte di queste persone, rastrellate dai Nazifascisti, chiuse nelle stalle o nelle cucine delle case, uccisi con colpi di mitra, bombe a mano o colpi di rivoltella, non sia stata vana.

In un mondo in cui la storia sembra ripetersi, oggi come allora vogliamo ribadire le nostre radici antifasciste, quelle su cui si fonda la nostra Repubblica e la Costituzione, nata grazie al sacrificio di tante donne e uomini.

[Pisa - 15.06] Born this way

Sabato 15 giugno, ore 15:00, presso la Federazione Partito della Rifondazione Comunista di Pisa (via Picotti 19), giornata di formazione di Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e sull’ABC delle tematiche LGBT+: linguaggio, differenza tra orientamento sessuale e identità di genere, differenza tra coming out e outing, etc.

La giornata è a cura cura del compagno Luca Mazzinghi, iscritto ai Giovani Comunisti/e di Rifondazione Comunista – Livorno e componente della Segreteria livornese del PRC, e tra gli organizzatori del Toscana Pride!

[Versilia - 21.05] Stop tampon tax

In questi giorni abbiamo assistito ancora una volta alla bocciatura della riduzione dell’Iva sugli assorbenti, bene di prima necessità per migliaia di donne e ragazze che non possono farne a meno continua perciò ad essere considerato bene di lusso dal governo italiano. Il governo italiano inoltre finanzia associazioni pro-life lasciando sempre più spazio nei consultori ad associazioni antiabortiste, mettendo a rischio la legge 194 che garantisce la possibilità ad ogni donna di decidere in autonomia del proprio corpo. Quando poi non ci pensa il governo, ci pensano i partiti di Centro-Sinsitra, come è successo nella nostra regione, dove il presidente Rossi ha stanziato fondi per 195.000 euro in favore delle associazioni pro-life nei consultori, a questo provvedimento ci siamo opposti facendo conoscere la situazione con dei volantinaggi davanti al consultorio di Viareggio e continuiamo ad opporci perché crediamo fermamente che ognuno debba decidere in autonomia cosa fare del proprio corpo. Tutto ciò non avviene solo in Italia ma in tutta Europa e nel mondo, abbiamo visto come lo Stato dell’Alabama abbia da poco approvato la cancellazione del diritto all’aborto così come in Missouri sia avvenuta una durissima stretta sui criteri di accesso all’interruzione di gravidanza. Anche in Europa governi di ultradestra come quello polacco nel marzo 2018 voleva mettere al bando l’aborto, e solo grazie alle manifestazioni dell’associazione Stajk Kobiet e alla condanna del commissario per i diritti umani del consiglio d’Europa si è riusciti a bloccare tale disegno di legge. Ricordiamoci che personaggi come Kaczynsky sono gli amici europei di Salvini. Ricordiamoci che il M5S a Roma sta cercando in tutti i modi di chiudere la casa delle donne. Ricordiamoci invece di chi ogni giorno è al fianco delle donne e ne porta avanti le lotte, come il movimento femminista Non Una di Meno, che a livello mondiale denuncia il carattere sistemico della violenza maschile, le gerarchizzazioni e discriminazioni sul lavoro e le discriminazioni che avvengono fra le mura di casa. Il 26 maggio sosteniamo la sinistra perché non solo è l’alternativa a le destre e le ultradestre europee che ci vorrebbero schiave della casa e ad accudire i nostri figli, ma anche a tutti quei partiti che in questi anni hanno portato avanti tutte quelle politiche neoliberiste, che hanno dilatato le asimmetrie di genere con il taglio dei sistemi di welfare. Sosteniamo La Sinistra perché non basta dire, come è successo negli scorsi anni in Europa, quale sia il problema ma proporre soluzioni reali e concrete. Vogliamo il rafforzamento del sistema del welfare, norme per garantire l’uguale rappresentanza delle donne nella politica e nello spazio pubblico ma soprattutto la reale autodeterminazione sulle proprie vite e i propri corpi, il pieno diritto alla salute sessuale e riproduttiva, all’interruzione volontaria di gravidanza e la promozione della contraccezione.

La presenza della Lega in Università è fatto grave e inaccettabile, che lede la laicità politica di un’ istituzione pubblica, per veicolare messaggi che non rappresentano la vera essenza della nostra comunità universitaria, da sempre inclusiva e diversificata nella sua provenienza geografica e sociale.

Per questo convochiamo un’assemblea aperta alla città per giovedì 18 aprile 2019, un momento collettivo in cui invitiamo i singoli e le singole e tutte le organizzazioni sociali e collettive a discutere insieme del problema politico che ci troviamo di fonte.

Come possiamo leggere questa azione del MUT all’interno della strategia egemonica della Lega? Qual è il significato della presenza di Salvini sul nostro territorio? Quale il degenero di un Ministro dell’Interno che anziché svolgere il suo ruolo in conformità al rispetto della Repubblica, utilizza la sua competenza primaria in materia di ordine pubblico per i propri fini elettoralistici?
Nonostante l’atteggiamento vittimistico e manipolatorio dimostrato dagli esponenti della Lega, non si tratta di garantire il rispetto della libertà di parola e di espressione di diverse posizioni all’interno di una sana dialettica democratica. Si tratta di comprendere come e perché il clima stia cambiando; analizzare, capire, agire per non trascurare tasselli di un puzzle che assomiglia sempre di più ad un regime oppressivo e liberticida.

[Pisa - 18.04] Salvini in Università

I Giovani Comunisti/e Pisa di Rifondazione Comunista, accolgono positivamente l’iniziativa degli studenti e delle studentesse dell’Università di Pisa che il 3 aprile hanno convocato un’assemblea d’ateneo per denunciare l’utilizzo di fondi destinati alle attività studentesche in favore della propaganda leghista del MUT, Movimento Universitario Toscano. Abbiamo partecipato all’assemblea e sosteniamo l’azione congiunta di Aula R Pisa, Collettivo Universitario Autonomo Pisa, eigenLab, Exploit Pisa, Sinistra per e UDU – Unione degli Universitari che, insieme, hanno chiamato a raccolta tanti studenti e tante studentesse nonostante la mancanza di collaborazione dell’ateneo, che non ha fornito spazi adeguati e che ha concesso la sospensione della didattica in cinque soli dipartimenti.

La presenza della Lega in Università è fatto grave e inaccettabile, che lede la laicità politica di un’ istituzione pubblica, per veicolare messaggi che non rappresentano la vera essenza della nostra comunità universitaria, da sempre inclusiva e diversificata nella sua provenienza geografica e sociale.

Per questo convochiamo un’assemblea aperta alla città per giovedì 18 aprile 2019, un momento collettivo in cui invitiamo i singoli e le singole e tutte le organizzazioni sociali e collettive a discutere insieme del problema politico che ci troviamo di fonte.

Come possiamo leggere questa azione del MUT all’interno della strategia egemonica della Lega? Qual è il significato della presenza di Salvini sul nostro territorio? Quale il degenero di un Ministro dell’Interno che anziché svolgere il suo ruolo in conformità al rispetto della Repubblica, utilizza la sua competenza primaria in materia di ordine pubblico per i propri fini elettoralistici?
Nonostante l’atteggiamento vittimistico e manipolatorio dimostrato dagli esponenti della Lega, non si tratta di garantire il rispetto della libertà di parola e di espressione di diverse posizioni all’interno di una sana dialettica democratica. Si tratta di comprendere come e perché il clima stia cambiando; analizzare, capire, agire per non trascurare tasselli di un puzzle che assomiglia sempre di più ad un regime oppressivo e liberticida.

[Marina di Pietrasanta - 14.04] Ripuliamo insieme la pineta

Prosegue la campagna di pulizia dei luoghi pubblici portata avanti dai Giovani Comunisti/e Versilia e dai circoli della zona. Domenica 14 ripuliremo la pineta di Pietrasanta invasa da sporcizia di ogni genere. Ritrovo in viale Apua all’arco di ingresso della pineta alle ore 15.30.

[Viareggio - 24.03] Ripuliamo insieme la spiaggia

La Versilia possiede il primato nella regione Toscana sulle percentuali di tumore più alte. A partire dalle cave di marmo, passando per i divieti di balneazione, fino alla progressiva scomparsa di flora e fauna autoctona di lago e pineta, è più che mai necessario aprire un aperto dibattito sull’inquinamento di questo territorio. I Giovani Comuniste/i della versilia per non rendere vana la nostra e la vostra partecipazione alla manifestazione per l’ambiente ed il futuro, vi invitano questa domenica a ripulire la spiaggia insieme. Per la riapertura di un dibattito nuovo sull’eventualità di riportare servizi come la pulizia in gestione stretta di organismi comunali, evitando coopartecipazioni con aziende private che, anche per il continuo assottigliarsi dei fondi, non riescono a garantire adeguati servizi alla comunità.

[Prato - 23.03] In piazza contro Forza Nuova

Nella giornata di sabato 23 marzo, nella città di Prato i fascisti di Forza Nuova saranno legittimati a celebrare con un corteo il centenario della nascita dei Fasci di combattimento. 
È un fatto gravissimo che la Questura e la Prefettura di Prato abbiano autorizzato una celebrazione nostalgica della dittatura fascista: l’apologia di fascismo è un reato sancito dalla nostra Costituzione e per questo noi, figli e nipoti della Resistenza, difendiamo la Repubblica nata dal sangue versato da chi nel settembre del ’43 scelse la via delle montagne. 

2019

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookies necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookies policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookies, consulta la cookies policy. Cliccando sul pulsante "Accetto" acconsenti all’uso dei cookies.