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Di admin gc nazionale / 14 Febbraio 2025

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🚩 Lotta, partecipa, riprenditi il futuro! ☭
Account ufficiale Giovani Comunisti/e, la giovanile di @rifondazione

Si tratta di una scelta precisa che esclude milion Si tratta di una scelta precisa che esclude milioni di studenti e lavoratori fuori-sede. Ennesimo esempio di come si torni indietro, a quando il diritto di voto non era universale.

Negare il voto ai fuori-sede significa colpire soprattutto chi è costretto a spostarsi, da una regione all’altra del paese, per studiare o lavorare. Il fatto che ciò non sia previsto rende bene l’idea di come in Italia gli avanzamenti vengano valutati sulla base della convenienza politica e non su quella dell’utilità (soprattutto se pensiamo che i nostri connazionali possono, giustamente, votare da tuti i paesi del mondo).

Come un tempo il diritto di voto andava in base al censo, anche oggi, nel caso dei fuorisede, dipende dalla possibilità di pagare biglietti costosissimi per tornare a casa ad esercitare un dovere costituzionale. 

Dietro la retorica istituzionale si nasconde la paura del governo per il confronto.

#GiovaniComunisti #votofuorisede #referendum2026
Ogni 10 febbraio siamo costretti ad assistere alla Ogni 10 febbraio siamo costretti ad assistere alla perpetua falsificazione e strumentalizzazione della memoria. 

Ogni anno la storia viene riscritta, i carnefici diventano le vittime mentre gli oppressi diventano colpevoli. I numeri dei morti delle foibe vengono usati come semplice strumento di propaganda, aumentano o diminuiscono a piacimento di chi scrive. Ora poche migliaia, ora diecimila ora quarantamila. Basterebbe leggere la stampa di oggi per accorgersene.

Eppure la realtà storica parla di popoli, quelli slavi dell’Alto Adriatico, vessati e oppressi da un regime fascista che per anni ha vietato la loro lingua, la loro cultura e le loro tradizioni. Si parla del fenomeno del fascismo di confine, iniziato con stragi e violenze già nel 1919, ben prima della marcia su Roma. Si parla di rastrellamenti, incendi punitivi di villaggi e di migliaia di morti nei campi di concentramento italiani nel confine orientale, tra cui il tristemente noto campo di Arbe.
Si parla di esecuzioni e rappresaglie legate al tremendo contesto bellico, inserite nel fenomeno della “resa dei conti”, vendute come un grande piano di sterminio anti-italiano. Come un presunto piano di pulizia etnica, dimenticando volontariamente che interi battaglioni dell’esercito di liberazione Jugoslavo erano composti da italiani. Dimenticandosi del distaccamento della Brigata Garibaldi attivo ed operante in Montenegro, al fianco dei partigiani jugoslavi nella comune lotta contro l’oppressione nazifascista.

Il Giorno del Ricordo, istituto nel 2004, è stato fortemente voluto dal governo di destra allora in carica, per speculare su una vicenda drammatica e per costituire un contrappeso al 27 gennaio e al 25 aprile. Speculazioni, falsi storici, miti creati a tavolino, come la storia della foiba di Basovizza o di Norma Cossetto. Noi, invece, vogliamo ricordare tutto: l’odio anti-slavo, la dominazione fascista, l’oppressione, le violenze, le stragi, la lotta dei partigiani italiani, croati e sloveni per la libertà dei popoli e della nostra terra. 

(continua nei commenti)

#GiovaniComunisti #10febbraio #Resistenza
Il rilascio degli Epstein Files ci dimostra una co Il rilascio degli Epstein Files ci dimostra una cosa importante: i ricchi non hanno mai smesso di fare un po’ schifo. 
Ciò non ci deve stupire, ci deve far arrabbiare.

#GiovaniComunisti #rifondazionecomunista #epsteinfiles
Apprendiamo dalla stampa come dopo la scoperta di Apprendiamo dalla stampa come dopo la scoperta di alcuni laboratori dove i lavoratori erano costretti a turni di 13 ore 7 giorni alla settimana per una paga di 35 euro al giorno, la casa di moda Piazza Italia sia stata posta sotto amministrazione giudiziaria da parte del Tribunale di Firenze a causa del fatto di non aver controllato la sua filiera di produzione che comprendeva anche i laboratori sotto inchiesta.

Questi casi stanno venendo scoperti in tutta Italia e rendono evidente un fenomeno che ha in realtà una radice più profonda nel nostro ordinamento: la possibilità di porre in essere contratti di subfornitura che hanno permesso il decentramento produttivo, che permette di affidare ad un’altra impresa una parte della lavorazione che poi l’azienda principale incorporerà nella sua attività economica. 

La fattispecie della subfornitura è stata inserita dal legislatore nel nostro ordinamento con la legge 192/1998 e solo più tardi la giurisprudenza è riuscita a dividere le fattispecie di subfornitura e subappalto. 
In realtà dietro a questi schemi si celano situazioni grigie o nere, di imprese che non esistono sulla carta, di condizioni lavorative al limite della schiavitù.
Accogliamo positivamente che i Tribunali di Milano (capofila in Italia su questo tema) e Firenze stiano adottando la linea dura non solo verso che fattualmente sfrutta lavoratori e lavoratrici, ma anche verso i grandi colossi che tollerano queste situazioni in nome del profitto. L’amministrazione giudiziaria potrà permettere un controllo serio su tutta la filiera ed in caso scoprire altre irregolarità.

Non possiamo che stare dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici e chiediamo maggiori controlli da parte degli ispettorati del lavoro e delle Forze dell’Ordine, controlli volti a portare alla luce situazioni assolutamente intollerabili.

#GiovaniComunisti #RifondazioneComunista #lavoro #sfruttamento
Secondo George Orwell il modo in cui si sceglie di Secondo George Orwell il modo in cui si sceglie di dire una cosa è uno specchio su come uno, effettivamente, la pensa: e quando chi detiene il potere politico usa parole inaspettate l’analisi è d’obbligo.
È il caso del ddl stupri, che dovrebbe andare a modificare l’art. 609 bis del codice penale. Nel disegno iniziale il concetto chiave era la mancanza del consenso, ma nel testo proposto dalla deputata leghista Bongiorno è stato sostituito dall’espressione “volontà contraria”.
Non si tratta solo di una parolina diversa, ma di un cambiamento radicale. Innanzitutto viene disattesa la Convenzione di Istanbul del 2014 che identifica come stupro qualsiasi atto sessuale commesso senza “consenso libero, volontario e consapevole”; è chiara la volontà di sfilarsi dall’Europa (tranne quando si tratta di aumentare le spese per le armi a quanto pare).
In secondo luogo, l’utilizzo del termine volontà non porta, a livello giuridico, ad alcuna velocizzazione dei processi e a livello sociale non fa fare nessun passo in avanti per combattere la violenza.
Perché il consenso è così importante e perché la destra ne ha così paura? Perché il consenso, per essere tale, deve essere libero e attuale, e può essere negato in ogni momento. Si tratta di un termine giuridico preciso che non ha assolutamente lo stesso significato di “volontà contraria”, più facilmente manipolabile.
Non ci stupisce che la prima fermata del ddl e questo nuovo testo vengono dalla stessa forza politica, che con la scusa di una presunta ambiguità del termine consenso e il suo possibile utilizzo per “vendette personali” impone un ulteriore passo indietro alla lotta per l’autodeterminazione delle donne.
Dopo mesi di propaganda la destra mostra di nuovo il suo vero volto, che non ha interesse per le donne, ma che usa i loro corpi per i propri interessi elettorali. Si è persa l’ennesima occasione di migliorare il quadro giuridico italiano sulla tutela delle donne, che continueranno a subire violenza nelle aule di tribunale.

#GiovaniComunisti #RifondazioneComunista #ddlstupri #consenso
Grave e inquietante la notizia del sondaggio promo Grave e inquietante la notizia del sondaggio promosso da Azione Studentesca, gruppo vicino al principale partito di governo, per “individuare” i professori di sinistra.

Questo avviene in un contesto in cui ampi settori del governo mostrano una crescente insofferenza verso il pensiero critico e il dissenso.

Noi difendiamo la Costituzione e il principio della libertà di insegnamento. La retorica dei “professori comunisti” è parte di una propaganda anticomunista sempre più insistente e va contrastata e smontata.

Siamo certi che i docenti, forti delle competenze maturate in anni di studio e ricerca, non si sentano offesi dalla parola “comunista”. A insultarli davvero sono i continui tagli all’istruzione.

Difendiamo anche qui il principio costituzionale che vede la scuola come strumento per ridurre le disuguaglianze di partenza, non come luogo in cui formare giovani destinati a essere semplici ingranaggi di un sistema economico che li spreme lasciandoli poveri e senza tempo libero.

#GiovaniComunisti #RifondazioneComunista
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