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Di admin gc nazionale / 30 Marzo 2011

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🚩 Lotta, partecipa, riprenditi il futuro! ☭
Account ufficiale Giovani Comunisti/e, la giovanile di @rifondazione

In questi anni siamo stati al fianco delle lavorat In questi anni siamo stati al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della GKN, nelle piazze, ai picchetti, nelle manifestazioni e nelle campagne di solidarietà. Perché la loro non è mai stata soltanto una vertenza per difendere dei posti di lavoro: è diventata una battaglia collettiva contro le delocalizzazioni, la speculazione e un modello produttivo che considera il lavoro una merce usa e getta.

Oggi quella lotta compie un passo decisivo.

L’azionariato popolare per la GFF – la cooperativa nata dal collettivo di fabbrica – può trasformare anni di resistenza in un progetto concreto di reindustrializzazione ecologica, fondato sulla produzione di cargo bike, di tecnologie per la transizione energetica e su un’idea semplice ma rivoluzionaria: una fabbrica può essere rimessa in moto da chi ci lavora e da una comunità che decide di sostenerla.

L’11 e il 12 luglio saremo a Campi Bisenzio. Invitiamo tutte e tutti a esserci.

Perché questa sfida riguarda molto più di una fabbrica. Riguarda il futuro del lavoro, il diritto delle nuove generazioni a non dover scegliere tra occupazione e ambiente, la possibilità di costruire un’economia fondata sui bisogni sociali e non sul profitto.

E riguarda una domanda che chi lotta da cinque anni ha il coraggio di porre a tutto il Paese:

se lavoratrici e lavoratori possono salvare, riconvertire e far ripartire una fabbrica insieme alla solidarietà popolare, i padroni a cosa servono?

L’11 e il 12 luglio, Campi Bisenzio.
Ci vediamo lì. Per continuare a insorgere.
In una sera di vent’anni fa Fabio Cannavaro alzava In una sera di vent’anni fa Fabio Cannavaro alzava al cielo di Berlino la coppa del Mondo. E intanto gli ultimi sondaggi di quel periodo davano Rifondazione Comunista al 6%.

È passato tanto tempo, e tante cose sono cambiate. Alcune in meglio, ma altre in peggio. Alcuni dati che abbiamo condiviso dimostrano che nonostante siano passati due decenni la precarietà sia rimasta la stessa, se non aumentata. I salari sono sempre bassi e il cambiamento climatico si fa sempre spaventoso.

Manca però in parlamento un Partito Comunista capace di essere la voce di lavoratori, studenti e precari, determinante nelle battaglie per fronteggiare le disuguaglianze economiche e riconquistare i diritti che ci sono stati tolti. Lo possiamo fare, insieme. 

Con @rifondazione di nuovo in parlamento e con l’auspicio che l’Italia torni a regalarci altre notti magiche. 

#RifondazioneComunista #Italia #Mondiali #2006
L’operazione dell’Europol, che ha smantellato una L’operazione dell’Europol, che ha smantellato una rete internazionale di uomini dediti a sedare e violentare le proprie compagne, ci pone di fronte a una realtà ineludibile. Non stiamo parlando di un “raptus” o di semplice cronaca nera, ma di un fenomeno organizzato. I parallelismi con il caso Pelicot in Francia sono evidenti e ci impongono un’analisi politica, prima ancora che penale.
Il primo errore da evitare è cedere alla narrazione mediatica del “mostro” o della devianza psichiatrica. Parlare di follia serve solo ad auto-assolvere la società. Una rete che utilizza chat crittografate, calcola i dosaggi farmacologici per azzerare la volontà altrui e pianifica gli abusi in modo seriale non ha nulla di irrazionale. È l’esercizio lucido e spietato di un potere.
Il cuore del problema è materiale: la concezione del corpo femminile come proprietà. L’uso dei sedativi serve esattamente a questo: annullare la coscienza della donna per ridurla a un oggetto inerte, a totale disposizione. E non è un caso che questo avvenga proprio all’interno della famiglia, il luogo che la retorica dominante descrive come rifugio sicuro, ma che storicamente si trasforma nel perimetro chiuso dove il dominio patriarcale si esercita senza ostacoli.
Questa visione proprietaria dei corpi non è un’anomalia. Patriarcato e capitalismo si sostengono a vicenda. In una società strutturata sull’estrazione di valore, sullo sfruttamento e sull’uso dell’altro come strumento, la logica predatoria si estende anche alle relazioni affettive. L’individuo smette di essere un soggetto e diventa un possedimento.
L’elemento che svela definitivamente la natura di questa violenza è la “rete”. Perché questi uomini sentono l’esigenza di filmare, scambiarsi “consigli” e fare gruppo? Qui emerge l’alleanza patriarcale: il corpo della donna violata diventa una valuta di scambio per affermare il proprio status all’interno del gruppo maschile. I carnefici si validano a vicenda, normalizzando il crimine. È la stessa matrice organizzativa che troviamo alla base della condivisione non consensuale di materiale intimo: la violenza come strumento per cementare un came
Se Trump chiama in causa il Comunismo come pericol Se Trump chiama in causa il Comunismo come pericoloso per gli ingranaggi di imperialismo e capitalismo noi non possiamo che ritenerci “lusingati”.

A prescindere dalla lucidità di questa sua affermazione, appare comunque chiaro che quello Comunista è l’unico movimento capace di porsi come alternativa ad un sistema di ingiustizie e sfruttamento.

Tocca a noi renderlo più forte per spaventare i padroni. Solo così possiamo conquistare maggiori diritti, migliorare le nostre condizioni di vita.

Unisciti a @rifondazione e ai/alle @giovanicomunistie!
Messa da parte per un momento la paura per lo stra Messa da parte per un momento la paura per lo straniero, la Lega torna alla sua dimensione originale, discriminando i meridionali.

Per il portavoce nazionale dei giovani Leghisti, Luca Toccalini, bisogna evitare che i fuorisede possano avere il diritto di voto dove studiano e lavorano. La motivazione è che, in quanto la maggior parte di essi meridionale, potrebbero «alterare i risultati»

In un paese segnato dalle differenze territoriali acuite dall’autonomia differenziata, con migliaia di lavoratori e studenti costretti ogni anno ad emigrare per trovare condizioni migliori, arriva anche la beffa del governo che vuole mantenere lo stato attuale di difficoltà a cui sono sottoposti i fuorisede per tornare ogni volta a votare nei loro comuni di residenza. È chiaro: vuol dire che hanno paura che tutti i provvedimenti anti-popolari e repressivi gli si possa rivoltare contro alle prossime elezioni politiche. 

Ce ne ricorderemo quando qualche partito o esponente di governo proverà a fare propaganda sulla loro pelle, sostenendo falsamente di aver dato la possibilità a loro di votare. Ma la realtà è differente.

#votofuorisede #fuorisede
Come Giovani Comunisti/e condanniamo con forza la Come Giovani Comunisti/e condanniamo con forza la detenzione e l’arresto del compagno Miloš Karavezić, Primo Segretario della Lega della Gioventù Comunista di Jugoslavia, fermato in Turchia mentre partecipava alle mobilitazioni contro il vertice NATO.

Esprimiamo piena solidarietà ai compagni e alle compagne dello SKOJ e a tutti gli attivisti colpiti dalla repressione. Miloš viene accusato di attività terroristiche per aver preso parte a iniziative politiche contro la NATO: una criminalizzazione gravissima, costruita per intimidire chi si oppone alla guerra, al militarismo e all’imperialismo.

Condanniamo l’azione del governo turco che, con il pretesto di ospitare il 39° vertice NATO, ha imposto ad Ankara e Istanbul misure di carattere emergenziale, limitando il diritto di manifestare, di riunirsi e di esprimere dissenso politico.

La gioventù non accetta di essere carne da cannone. Non accetta di difendere interessi che non sono i suoi. Non accetta che chi lotta per la pace venga trattato come un criminale.

Chiediamo il rilascio immediato del compagno Miloš Karavezić e di tutti gli attivisti arrestati.

Free Miloš Karavezić!
Sì alla pace! No alla NATO!
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