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Di admin gc nazionale / 26 Agosto 2010

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Imputabilità dei minori. Cambia l’onere della prov Imputabilità dei minori. Cambia l’onere della prova per una mera volontà propagandistica. 

L’articolo 98 del nostro Codide Penale prevede che il minore tra i 14 ed i 18 anni possa essere considerato imputabile, ossia capace di stare all’interno di un procedimento penale, se questo al momento della commissione del fatto fosse in grado di intendere e di volere ossia in grado di comprendere ed orientare le proprie azioni. 

La perizia per verificare questa capacità era determinata dal giudice nei singoli casi e si procedeva ad un accertamento. Con il progetto di modifica del Governo Meloni invece cambia, seppur sottilmente per i non addetti ai lavori, molto sia la sostanza che il metodo. 

In primo luogo il minore sopra i 14 anni viene equiparato ad un maggiorenne ossia si presume che esso sia sempre capace di intendere e di volere salvo la prova contraria, che deve essere richiesta specificamente dalla difesa, diversamente da quello che accade oggi. 

Questa misura si inserisce nel progetto panpenalistico Meloni-Nordio di una giustizia ad hoc, fatta su misura per singole categorie e non orientata alla ricerca della verità processuale ed alla rieducazione come invece prescritto dal nostro testo costituzionale. 

Siamo fermamente contrari a questa misura ulteriormente repressiva e priva di ogni fondamento giuridico.

#imputabilitàminori #repressione #governomeloni
Dal 1991 sempre dalla stessa parte. Dal 1991 sempre dalla stessa parte.
La propaganda della destra racconta un’invasione. La propaganda della destra racconta un’invasione. La realtà parla di migliaia di persone usate come strumento di pressione politica, mentre si prova a colpire chi non è allineato con gli interessi di Washington e Tel Aviv.

Le persone migranti non sono il problema: ma sono le prime vittime delle diatribe tra Stati. 

#Ceuta #migranti #Spagna #immigrazione
La galassia di Welcome to Favelas è nota a milioni La galassia di Welcome to Favelas è nota a milioni di persone, così come è nota la sua parabola da media possiamo dire indipendente a megafono delle posizioni politiche della destra reazionaria italiana e non. 

Ad oggi però si compie un ulteriore passo poichè Zossolo e soci hanno annunciato la partecipazione al bando “Developing Civilizational Bonds, Democratic Resilience, and Rule of Law in Europe” promosso dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America. Tra gli obiettivi del bando troviamo quello di riportare nel continente europeo i cosiddetti valori occidentali. 
Come ben si può comprendere questo altro non è che un tentativo di propaganda ed egemonia statunitense sul suolo europeo e, nel caso di vittoria di Welcome to Favelas, sul suolo italiano. 

Tra le altre cose il media non è nuovo a stretti contatti a stelle e strisce poiché sembra essere assodata una collaborazione passata con Elon Musk ed il suo staff. 

Insomma dal sovranismo e dal nazionalismo Welcome to Favelas è passata alla sottomissione al padrone americano, una parabola che spiega bene come gli ideali di una certa parte politica siano fatti di cartone.
Tagliare le tasse sui consumi di massa. Tassare i Tagliare le tasse sui consumi di massa. Tassare i patrimoni e le grandi ricchezze.

In Spagna benzina e diesel costano meno perché le tasse sui carburanti sono più basse. In Italia, invece, Iva e accise continuano a pesare sulle tasche di tutti.

Sono tasse che paghiamo allo stesso modo, ma che colpiscono soprattutto chi ha un reddito più basso: la lavoratrice che usa l’auto per andare al lavoro paga come il milionario che fa il pieno al suo motoscafo.

È questa la vera questione. In un Paese dove i grandi patrimoni sono poco tassati, si continua a fare cassa sui consumi e quindi sui lavoratori e sui ceti popolari.

La strada è un’altra: tagliare le tasse sui consumi di massa e tassare patrimoni e grandi ricchezze.
Il 20 Luglio la ministra del lavoro Calderone affe Il 20 Luglio la ministra del lavoro Calderone affermava, in risposta ad un giornalista che le chiedeva cosa avrebbe detto ad un giovane che vorrebbe lasciare l’Italia, che “l’Italia è il paese più bello del mondo e che il sistema di garanzie non ha eguali in tutta Europa”.

Il 24 Luglio uno studente di 18 anni, Fabrizio Pittalis, moriva in un incidente sul lavoro in Provincia di Nuoro. 
Fabrizio, un operaio diciottenne di Orotelli, piccolo centro in provincia di Nuoro, è morto colpito alla testa dalle forche di un muletto al centro di stoccaggio e trattamento rifiuti in località “S’Infurcau”. Nonostante già nei principali media di informazione si parli di tragedia, il quadro che ci si presenta davanti agli occhi è ben diverso: non si tratta affatto di casi isolati. 

L’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Sassari ha rilevato irregolarità sul 56% delle aziende controllate, con violazioni quali: lavoro in nero, violazioni della sicurezza e lavoro di stranieri irregolari. Ancora più sconvolgente è ciò che emerge da un’analoga indagine, questa volta però dell’ITL di Nuoro, che in alcuni centri ha riscontrato irregolarità sul 100% delle aziende controllate, soprattutto nel settore turistico e della ristorazione, nel campo dell’edilizia e della cantieristica. Il risultato allora è inequivocabile: si preferisce risparmiare sulla vita dei dipendenti per rincorrere il profitto. 

Le dichiarazioni della ministra rendono evidente sia quale sia lo scollamento del Governo Meloni rispetto alle problematiche reali del paese sia la retorica paternalistica che da decenni (si pensi alle parole dell’allora ministra Fornero sui giovani choosy) accompagna i giovani, colpevoli in questo caso di abbandonare il proprio paese per cercare condizioni di vita migliori. 

L’Italia sarà anche il paese più bello del mondo ma a questo di certo non si è legato l’aumento degli stipendi, l’aumento delle tutele sul posto di lavoro, anzi.
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