Tag: Università

Martone, la nostra sfiga è la tua fortuna

Commemorazione di Bettino Craxi a dieci anni dalla morte

di Anna Belligero e Simone Oggionni

«Il figlio d’arte Michel Martone non ha il diritto di parlare di situazioni che non conosce. Facile dire che chi non è amico di Previti e Bunetta è sfigato, facile dirlo per chi ha avuto la “fortuna” che quest’esercito di sfigati non ha. Il vice ministro è mai stato un precario, uno studente lavoratore o ha mai dovuto cambiare 3 volte il proprio piano di studio per ottenere una laurea?

A 28 anni non siamo sfigati, siamo “scaduti” per un mercato sempre più ingordo e crudele. Chiediamo da sempre di avere scuola e università pubbliche, laiche e non subordinate alle logiche di mercato, e otteniamo l’esatto opposto da tutti i governi.

Abolizione del valore legale del titolo di studio? Un altro regalo al mercato

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di Anna Belligero e Simone Oggionni

«La proposta di abolizione del valore legale dei titoli di studio è l’ennesimo regalo al mercato voluto dal governo Monti, questa volta a danno degli studenti e del sistema universitario italiano.
Una scelta classista e discriminatoria, nonchè in totale dissonanza con le regole degli altri Paesi europei, che oltre a determinare un aumento di titoli-truffa, presumibilmente acquistabili e svincolati da qualsiasi garanzia pubblica e di qualità, spingerebbe alla creazione di un sistema di atenei di prima classe, per i pochi ricchi che se lo potrebbero permettere, e un altro “di massa”, destinato

I GC oggi in piazza con gli studenti

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di Daniele Quatrano e Simone Oggionni

Scarica il volantino dei GC “Verso il 15 ottobre”

I Giovani Comunisti parteciperanno in tutta Italia alla mobilitazione del 7 Ottobre promossa dagli studenti contro i tagli ostinati del Governo al mondo dei saperi. Abbiamo ritenuto essenziale partecipare attivamente alla costruzione dei cortei che paralizzeranno all’unisono le strade del Paese, tenendo ben presente il nesso che lega il dramma dell’accesso negato ai saperi ad una precarietà dilagante venduta come ricetta inemendabile per il superamento della crisi dagli stessi soggetti che l’hanno prodotta.
Riteniamo perciò indispensabile intersecare le lotte del mondo del lavoro con quelle della scuola, per rilanciare unitariamente il conflitto

Il rettore che vuol fare il sindaco di Palermo

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di Marco Giordano e Matteo Iannitti

In questi giorni i quotidiani locali hanno affrontato il tema dell’eventuale candidatura di Robero Lagalla, Rettore dell’Università di Palermo, per la carica di Sindaco di Palermo da parte del Pdl. Riteniamo che la notizia crei delle preoccupazioni per l’ateneo del nostro capoluogo.
Nel corso del suo mandato, Lagalla ha condotto una gestione negativa dell’Università di Palermo,assecondando i progetti di riforma del Ministro Gelmini e  determinando l’aumento delle tasse a carico degli studenti nonostante una carenza dei servizi, nonché riducendo gli

Con Matteo

di Paolo Ferrero, Anna Belligero ed Eleonora Forenza

Riteniamo gravissimo l’atto del Rettore dell’Università di Catania, Antonino Recca, che ha richiesto sanzioni disciplinari nei confronti dello studente Matteo Iannitti, reo soltanto di essere un  giovane comunista, iscritto al Prc, nonché  uno degli esponenti più rappresentativi del Movimento Studentesco Catanese. Un movimento che a Catania, come in tutta Italia negli scorsi mesi, si è opposto ai tagli dei fondi all’università, tagli che colpiscono in primo luogo proprio le università del Sud, e ad una riforma del sistema scolastico e universitario che smantella il pubblico, il diritto allo studio, la ricerca e dà ancora più privilegi ai baroni. Un movimento, dunque

Il mondo della conoscenza verso lo sciopero generale

di Filippo Cannizzo* e Luca Franceschi**

Nel pieno di una crisi economica che ancora deve dare il peggio di sé, il mondo della conoscenza ha rotto gli argini di scuole ed università, di istituti culturali e centri di ricerca, ed è esondato in mille rivoli nelle piazze e nei territori, proiettando le proprie attitudini pedagogiche nelle pieghe e nelle piaghe del Pese reale contro chi, cogliendo l’attimo dell’egemonia berlusconiana, vuole di colpo annullare un secolo di battaglie delle idee, di esperienze gigantesche di riorganizzazione sociale e scolastica. Il mondo della conoscenza ha ben compreso che le Riforme Gelmini non sono folclore, bensì rappresentano il punto più insidioso dell’offensiva della destra, dietro la cui scenografia ottocentesca si muove la modernità barbarica del mercato; un mercato che non ha bisogno di individui colti e liberi perché padroni delle conoscenze, ma che necessita di piccole libertà in forma di merce per individui ammaestrati alla competizione e diseducati alla cooperazione.

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