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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; studenti</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Martone, la nostra sfiga è la tua fortuna</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:35:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Anna Belligero e Simone Oggionni «Il figlio d’arte Michel Martone non ha il diritto di parlare di situazioni che non conosce. Facile dire che chi non è amico di Previti e Bunetta è sfigato, facile dirlo per chi ha avuto la “fortuna” che quest’esercito di sfigati non ha. Il vice ministro è mai stato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Anna Belligero e Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Il figlio d’arte Michel Martone non ha il diritto di parlare di situazioni che non conosce. Facile dire che chi non è amico di Previti e Bunetta è sfigato, facile dirlo per chi ha avuto la “fortuna” che quest’esercito di sfigati non ha. Il vice ministro è mai stato un precario, uno studente lavoratore o ha mai dovuto cambiare 3 volte il proprio piano di studio per ottenere una laurea?</p>
<p style="text-align: justify;">A 28 anni non siamo sfigati, siamo “scaduti” per un mercato sempre più ingordo e crudele. Chiediamo da sempre di avere scuola e università pubbliche, laiche e non subordinate alle logiche di mercato, e otteniamo l’esatto opposto da tutti i governi.<span id="more-3236"></span> Oppure, come vorrebbe Martone, dovremmo frequentare tutti istituti tecnici? E lui, perché non l’ha fatto?»</p>
<p style="text-align: justify;">ANNA BELLIGERO<br />
SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoci nazionali Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">24 gennaio 2012</p>
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		<title>Gli studenti e le conseguenze dei piani di austerità in Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 17:43:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione congiunta di CJC (Spagna), CJC (Catalogna), COMAC (Belgio), EDON (Cipro), FGCI e GC (Italia), JCP (Portogallo), UJCE (Spagna), KNE (Grecia), UEC (Francia). La dichiarazione, in vista delle lotte studentesche del 17 novembre, è stata proposta dal MJCF traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it Dal 2008, il sistema capitalista è entrato in un nuovo periodo di]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="ja-contentwrap">
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<p style="text-align: justify;"><strong>Dichiarazione congiunta di CJC (Spagna), CJC (Catalogna), COMAC (Belgio), EDON (Cipro), FGCI e GC (Italia), JCP (Portogallo), UJCE (Spagna), KNE (Grecia), UEC (Francia). La dichiarazione, in vista delle lotte studentesche del 17 novembre, è stata proposta dal MJCF</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>traduzione di <strong>Franco Tomassoni</strong> per Marx21.it</em></p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Dal 2008, il sistema capitalista è entrato in un nuovo periodo di crisi. Questa crisi sistemica è iniziata negli Stati Uniti d&#8217;America e si è mossa verso l&#8217;Europa e ha avuto drastiche conseguenze sulle classi popolari nel nostro continente.</p>
<p style="text-align: justify;">I meccanismi di aiuto della &#8220;troika&#8221; sono schemi per salvare i capitalisti, a sostegno dei governi di destra e socialdemocratici, e non possono fermare la crisi. Anzi peggiorano la situazione applicando politiche reazionarie che conducono i popoli in situazioni ancora più difficili nella fase più profonda della crisi capitalistica. Con la crisi l&#8217;Unione europea mostra la sua vera natura di istituzione imperialista, il cui obiettivo è quello di servire gli interessi della borghesia europea.<span id="more-3064"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La crisi dei debiti sovrani che sono un sintomo della crisi economica del capitalismo, in paesi come Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia è un pretesto per imporre piani di austerità alle classi popolari. Tali politiche riducono i diritti dei lavoratori, degli studenti e di tutto il popolo. Esse costituiscono dichiarazioni di guerra contro gli interessi degli strati popolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quindici anni il settore della Pubblica Istruzione è stato al centro di attacchi da parte dell&#8217;UE nella direzione di riprodurre gli standard del sistema scolastico inglese e americano, a partire dall&#8217;apertura del mercato della formazione ai monopoli, fino alla privatizzazione e commercializzazione delle scuole pubbliche creando enormi opportunità per la creazione di profitto. Nonostante la situazione sia già grave di per sé si corre il rischio di un ulteriore peggioramento. In continuità con il processo di Bologna e con la strategia di Lisbona, che è ora Agenda euro2020, i giovani provenienti dalle classi popolari saranno esclusi dalle università.</p>
<p style="text-align: justify;">Le organizzazioni firmatarie dichiarano che il giorno Giovedì 17 novembre, giornata internazionale dello studente:</p>
<p style="text-align: justify;">1. L&#8217;istruzione superiore è un diritto fondamentale delle persone e dei giovani, che non dovrebbe essere sottomesso all&#8217;economia privata.<br />
2. L&#8217;educazione e l&#8217;istruzione superiore deve essere un servizio pubblico, gratuito e laico. Lottiamo contro la riforma capitalista, per un Università che serva i bisogni dei popoli e non il profitto dei capitalisti e dei monopoli.<br />
3. I nostri paesi devono essere portati fuori dal processo di Bologna!<br />
4. Lo scopo dell’università dovrebbe essere quello di educare i giovani e permettere a tutti di perseguire progetti di ricerca di qualità senza il ricatto delle risorse per portarlo avanti.<br />
5. Il capitalismo non è un sistema che permette a tutti di studiare e di vivere in condizioni decenti, quindi dobbiamo combatterlo e rovesciarlo.<br />
6. Le università non dovrebbero, tramite il tentativo di sviluppare politiche come il processo di Bologna, applicare politiche imperialiste nei confronti di altri stati.. Le università di tutti i paesi devono promuovere programmi di cooperazione e di ricerca basati sulla solidarietà e sugli interessi comuni della società e delle persone, non sugli interessi e sul profitto delle multinazionali e delle imprese.<br />
7. Gli studenti provenienti dal terzo mondo che studiano in Europa sono vittime di discriminazione e razzismo. I capitalisti stanno sfruttando e partecipando al saccheggio di tali paesi. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà, sosteniamo la loro causa e ci appelliamo a loro affinché si uniscano nella battaglia comune per i diritti.<br />
8. Sollecitiamo le nostre università a sviluppare partenariati con le università palestinesi, aiutando la lotta per la vita, l&#8217;istruzione e il lavoro che il popolo palestinese sta conducendo in condizioni avverse, a causa della continua occupazione imperialista israeliana.<br />
9. Denunciamo fermamente la faziosità, il revisionismo e l’anticomunismo nella formazione che procede falsificando la storia e identificando il nazismo con il comunismo;<br />
10. Allo stesso modo combattiamo l&#8217;ideologia capitalista dell&#8217;educazione e vogliamo una democrazia reale nell’elaborazione di programmi e nell&#8217;organizzazione dell’università, in modo che l&#8217;educazione e la scienza possano avere il ruolo che gli spetta nella società, per migliorare la vita dei lavoratori e della società tutta.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, esprimiamo la nostra solidarietà agli studenti e alla gioventù del mondo, che si batte per una migliore condizione di vita e di studio.</p>
<p style="text-align: justify;">Lottiamo per un mondo di pace, solidarietà, socialismo, per un&#8217;Europa libera dello sfruttamento capitalistico e affinché gli studenti vivano liberamente e abbiano le migliori condizioni di studio per migliorarsi e dare il loro contributo allo sviluppo della società!</p>
<p style="text-align: justify;">22 novembre 2011</p>
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		<title>Possiamo ancora esprimere in modo pacifico le nostre idee?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 21:42:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni Il clima a Roma è pesante. Scriviamo adesso, a distanza di qualche giorno dai fatti del 3 novembre, e a dieci giorni dalla giornata di mobilitazione studentesca convocata per il prossimo 17 novembre. Ad una distanza che ci consente quindi la maggiore lucidità e la maggiore chiarezza possibili. La sera del 2]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il clima a Roma è pesante. Scriviamo adesso, a distanza di qualche giorno dai fatti del 3 novembre, e a dieci giorni dalla giornata di mobilitazione studentesca convocata per il prossimo 17 novembre.<br />
Ad una distanza che ci consente quindi la maggiore lucidità e la maggiore chiarezza possibili.<br />
La sera del 2 novembre il Questore di Roma Francesco Tagliente consegna alle agenzie un comunicato stampa surreale, avvisando preventivamente gli studenti medi di Roma che «scendere in piazza senza preavviso [li avrebbe] esposti a responsabilità penali, civili ed amministrative» e invitando i presidi a «informare i diretti interessati delle possibili conseguenze» delle proprie azioni.<span id="more-3049"></span><br />
Poche ore dopo, nella notte tra il 2 e il 3 novembre, cinque militanti dei Giovani Democratici – a cui ribadiamo tutta la nostra fraterna solidarietà – vengono aggrediti da una squadra di militanti di estrema destra mentre attacchinano manifesti vicino a via dei Prati Fiscali. Successivamente viene reso noto che questi squadristi sono dirigenti e militanti di Casa Pound, conosciuti molto bene a Roma sia dalle forze dell’ordine sia dall’Amministrazione comunale, con la quale Casa Pound intrattiene, a diversi livelli, rapporti più che noti.<br />
Il mattino del 3 novembre accade poi quello che non dovrebbe accadere in nessuno Stato di diritto.<br />
Prima delle 8 in alcuni Licei della città i dirigenti scolastici applicano le indicazioni del Questore. Al Tasso il vicepreside Benedetti, collaborando con ufficiali della Digos e della Questura, accompagna per strada gli studenti agli interrogatori dei funzionari di Ps. Alcuni sono identificati, filmati e diffidati dal partecipare ad una manifestazione che, in quei minuti, non è neppure iniziata.<br />
Al Mamiani circa cinquanta ragazzi vengono identificati dalla Digos. Stesso discorso per il Virgilio: minacce e schedature per disincentivare preventivamente la partecipazione degli studenti alla mobilitazione. Chissà se vengono in seguito acquisiti anche i registri delle presenze, come avveniva all’avvento del fascismo durante le manifestazioni antifasciste.<br />
Episodi simili avvengono al Righi, Lucrezio Caro, Visconti, Augusto, Morgagni, Newton e Talete.<br />
Dalle 9 del mattino, quello che tutti abbiamo letto: centinaia di studenti concentrati alla stazione Tiburtina vengono aggrediti e caricati senza alcun motivo, e poi trattenuti per ore dalle forze dell’ordine e identificati. Fanno riflettere le parole pronunciate da Alemanno, che rivendica l’intervento delle forze dell’ordine e lo giustifica anche qualora l’ordinanza non ci fosse stata.<br />
Arriviamo ad oggi: l’ordinanza di Alemanno non è ancora stata revocata e tutto lascia intendere che non verrà revocata. Tecnicamente, ogni manifestazione programmata per il 17 novembre è, ad oggi, vietata. Giuridicamente e politicamente, il perdurare del divieto contro la manifestazione del 17 novembre è un colpo gravissimo alla nostra Costituzione e alla cultura democratica di Roma.<br />
Il movimento studentesco in queste ore sta convocando assemblee di istituto in ogni scuola per decidere il da farsi. Contemporaneamente, i Cobas hanno esplicitato la propria volontà di manifestare il 17 insieme agli studenti per riprodurre in piazza quell’unità tra lavoratori e studenti indispensabile in una fase straordinaria come questa. Anche gli universitari, che partiranno da piazzale Aldo Moro, saranno presenti.<br />
Noi ovviamente non vogliamo sovradeterminare le scelte degli studenti medi romani. Il 17 è la loro giornata di mobilitazione, e noi abbiamo semplicemente promosso e aderito ad una data che riteniamo centrale per le potenzialità che contiene: rivitalizzare il movimento a partire dal protagonismo studentesco, tornare a scrivere – dopo il 15 ottobre – una pagina di lotta e di mobilitazione importante e scevra dagli episodi di stupida violenza sui quali abbiamo già espresso la nostra condanna.<br />
Non vogliamo sovradeterminare le scelte degli studenti ma diciamo a loro che se decidessero di sfilare in corteo, sia che l’ordinanza venisse confermata sia che l’ordinanza venisse rimossa, noi saremo con loro, incondizionatamente dalla loro parte. E garantendo allo stesso tempo, per parte nostra, le condizioni e l’agibilità politica di cui un corteo ha bisogno per poter risultare efficace.<br />
Al contempo chiediamo al Questore di farci capire cosa ha intenzione di fare ed, eventualmente, quali indicazioni ha ricevuto. O si garantisce concretamente la libertà di manifestare e si applica la Costituzione, oppure si vieta la libertà di manifestare, si applicano le schedature preventive degli studenti, si ricorre ai manganelli e alle cariche e allora si calpesta la Costituzione.<br />
Non c’è una terza via. Noi siamo responsabili e vogliamo esprimere in maniera pacifica le nostre idee (che, lo si sta capendo anche in queste ore, sono ormai le idee della maggioranza del Paese). A Roma, in Italia, è ancora possibile farlo?</p>
<p>SIMONE OGGIONNI</p>
<p>da Liberazione del 10 novembre 2011</p>
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		<title>In mobilitazione contro Alemanno, la crisi e la repressione</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:09:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I Giovani Comunisti con gli studenti oggi per le vie di Roma sfidando i divieti autoritari del sindaco Denunciamo con forza il clima di militarizzazione e repressione messo in atto oggi a Roma. Già dalle prime ore della giornata, infatti, davanti alle maggiori scuole della Capitale abbiamo assistito all’identificazione e all’intimidazione di decine di studenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>I Giovani Comunisti con gli studenti oggi per le vie di Roma sfidando i divieti autoritari del sindaco</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Denunciamo con forza il clima di militarizzazione e repressione messo in atto oggi a Roma. Già dalle prime ore della giornata, infatti, davanti alle maggiori scuole della Capitale abbiamo assistito all’identificazione e all’intimidazione di decine di studenti ad opera di appartenenti alle forze dell’ordine. Non possiamo tollerare che le nostre scuole vengano considerate territorio di guerra da presidiare con camionette e agenti in borghese. Non possiamo accettare i continui divieti imposti a tutta la città: dalla limitazione dei cortei al diritto di muoversi liberamente per le nostre strade. Non possiamo accettare le cariche selvagge nei confronti di una manifestazione pacifica composta il larga parte da studenti medi.<span id="more-3040"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Alemanno e Berlusconi devono  assumersi le proprie responsabilità. Chiediamo con forza le dimissioni del Sindaco e del Governo, veri responsabili della crisi che stiamo vivendo e delle politiche repressive che continuiamo a subire. Ci riprenderemo l’agibilità democratica che ci viene negata.</p>
<p>GIOVANI COMUNISTI &#8211; ROMA</p>
<p>3 novembre 2011</p>
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		<title>L&#8217;indignazione di una generazione è giusta e sacrosanta</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 06:36:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni e Sirio Zolea Leggiamo su varie agenzie di stampa le arroganti dichiarazioni, in merito alle manifestazioni studentesche di oggi, di esponenti romani del “Movimento Studentesco Nazionale”. Ad essi vogliamo rispondere che è tutt’altro che anacronistica la lotta di classe, quando in una società dilaniata dalla crisi sempre più stridenti sono le disuguaglianze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>di Simone Oggionni e Sirio Zolea</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Leggiamo su varie agenzie di stampa le arroganti dichiarazioni, in merito alle manifestazioni studentesche di oggi, di esponenti romani del “Movimento Studentesco Nazionale”. Ad essi vogliamo rispondere che è tutt’altro che anacronistica la lotta di classe, quando in una società dilaniata dalla crisi sempre più stridenti sono le disuguaglianze fra ricchi e poveri. Ciascuno vive ogni giorno questa contrapposizione, che migliaia di studenti hanno espresso questa mattina a gran voce e pacificamente, ignorando le provocazioni di gruppuscoli minoritari di estrema destra. Speculatori, banche, industriali hanno costruito il modello sociale entrato in crisi irreversibile e<span id="more-2916"></span> non certo i milioni di lavoratori, studenti, disoccupati, immigrati che la stanno pagando.<br />
Sacrosanta è dunque l’indignazione di una generazione, in Europa e nel mondo, che ci dice come oggi più che mai un’alternativa di società è non solo possibile, ma anche necessaria.</div>
<div style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI<br />
portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</div>
<div>SIRIO ZOLEA<br />
portavoce romano Giovani Comuniste/i</div>
<div>8 ottobre 2011</div>
]]></content:encoded>
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		<title>I GC oggi in piazza con gli studenti</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:23:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Daniele Quatrano e Simone Oggionni Scarica il volantino dei GC &#8220;Verso il 15 ottobre&#8221; I Giovani Comunisti parteciperanno in tutta Italia alla mobilitazione del 7 Ottobre promossa dagli studenti contro i tagli ostinati del Governo al mondo dei saperi. Abbiamo ritenuto essenziale partecipare attivamente alla costruzione dei cortei che paralizzeranno all&#8217;unisono le strade del]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Daniele Quatrano e Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/blan2.jpg" target="_blank">Scarica il volantino dei GC &#8220;Verso il 15 ottobre&#8221;</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti parteciperanno in tutta Italia alla mobilitazione del 7 Ottobre promossa dagli studenti contro i tagli ostinati del Governo al mondo dei saperi. Abbiamo ritenuto essenziale partecipare attivamente alla costruzione dei cortei che paralizzeranno all&#8217;unisono le strade del Paese, tenendo ben presente il nesso che lega il dramma dell&#8217;accesso negato ai saperi ad una precarietà dilagante venduta come ricetta inemendabile per il superamento della crisi dagli stessi soggetti che l&#8217;hanno prodotta.<br />
Riteniamo perciò indispensabile intersecare le lotte del mondo del lavoro con quelle della scuola, per rilanciare unitariamente il conflitto<span id="more-2911"></span> contro un sistema economico e sociale iniquo, classista e guerrafondaio. Inaccettabile, in tal senso, la corsa agli armamenti che anche quest&#8217;anno colloca l&#8217;Italia al nono posto mondiale della macabra classifica delle spese militari.<br />
La giornata di oggi costituisce solo l&#8217;inizio di un percorso che ci vedrà tornare da protagonisti nella piazza del 15 Ottobre per la giornata europea dell&#8217;indignazione e poi nelle mille mobilitazioni che durante l&#8217;autunno costruiremo assieme a studenti e lavoratori stanchi del berlusconismo, della tacita sottomissione della politica ai dettami di Confindustria, della Banca Centrale Europea e dei sempre evanescenti grandi investitori globali. Unire le lotte, radicare il conflitto!</p>
<p style="text-align: justify;">DANIELE QUATRANO<br />
Responsabile naz. Diritto allo Studio Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI<br />
portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">7 ottobre 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricomincia la scuola, ricomincia la lotta</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 13:53:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scarica e diffondi il volantone dei GC sul caro libri di Daniele Quatrano e Alessandro Fatigati L&#8217;anno scolastico è ricominciato, in tutta Italia milioni di studentesse e studenti torneanno nelle aule delle scuole. Troveranno scuole più povere, più fatiscenti, più precarie, le cui spese ricadono direttamente sulle famiglie degli studenti pena la mancanza di materiale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/romanzocriminale.pdf" target="_blank"><strong>Scarica e diffondi il volantone dei GC sul caro libri</strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>di Daniele Quatrano e Alessandro Fatigati</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anno scolastico è ricominciato, in tutta Italia milioni di studentesse e studenti torneanno nelle aule delle scuole. Troveranno scuole più povere, più fatiscenti, più precarie, le cui spese ricadono direttamente sulle famiglie degli studenti pena la mancanza di materiale didattico, di libri di testo, di attività extracurriculari.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati parlando da solii: 13 miliardi di tagli nel biennio 2012-2014; 36% degli edifici scolastici italiani fuori norma (e nessun piano nazionale per aggiustarli); migliaia di precari lasciati a piedi ed il loro colleghi di ruolo con stipendi tra i più bassi d&#8217;Europa; prezzi dei libri <span id="more-2846"></span>di testo che schizzano alle stelle. Questa è la scuola ai tempi della crisi del capitalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questi problemi, i Giovani Comunisti provano a dotarsi di alcuni strumenti utili per fronteggiare l&#8217;autunno caldissimo che si appresta a venire, a partire dalla Cassetta degli attrezzi per gli studenti medi, al volantinoesplicativo della situazione di degrado della scuola pubblica, per finire con il volantone sul caro libri che denuncia i provvedimenti ministeriali che alzano il tetto massimo di spesa consentito dalla legge per i libri di testo, come se le famiglie non paghassero già durante gli effetti della crisi economica mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo materiale, torniamo fuori le scuole, riallacciamo i contatti, ridiventiamo protagonisti del movimento studentesco!</p>
<p style="text-align: justify;">DANIELE QUATRANO (responsabile naz. Diritto allo studio)<br />
ALESSANDRO FATIGATI (responsabile scuola GC Napoli)</p>
<p style="text-align: justify;">14 Settembre 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Solidarietà ai compagni di Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 14:45:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[corteo]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Ferrero, Anna Belligero, Simone Oggionni Ci associamo al Prc e ai Gc di Napoli nell&#8217;esprimere la piena solidarietà agli 8 compagni raggiunti oggi da un avviso di chiusura indagini preliminari in merito al corteo studentesco svoltosi a Napoli il 22 dicembre scorso. Le accuse sono di corteo non autorizzato e occupazione dei binari]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="SONY DSC" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/manifestazione-studenti-22-dicembre-2010-foto-andrea-d-agostino-11.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-2150" style="margin: 4px;" title="SONY DSC" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/manifestazione-studenti-22-dicembre-2010-foto-andrea-d-agostino-11.jpeg" alt="" width="269" height="180" /></a>di </strong><strong>Paolo Ferrero, Anna Belligero, Simone Oggionni</strong></em> Ci associamo al Prc e ai Gc di Napoli nell&#8217;esprimere  la piena solidarietà agli 8 compagni raggiunti oggi da un avviso di  chiusura indagini preliminari in merito al corteo studentesco svoltosi a  Napoli il 22 dicembre scorso. Le accuse sono di corteo non autorizzato e  occupazione dei binari della stazione centrale.<br />
Vogliono  far passare l&#8217;idea che “contestare è reato” e che si possa diventare  dei criminali anche solo occupando dei binari (pratica che è stata una  sorta di leit motiv del movimento studentesco italiano negli ultimi  mesi: tante/i giovani comuniste/i l&#8217;hanno fatto, noi compresi).<span id="more-2149"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non  ci sfugge, inoltre, che questo avvenga alla vigilia dello sciopero  della Fiom e dei Cobas di domani, che vedrà di nuovo e di sicuro in  piazza migliaia e migliaia di metalmeccanici, di lavoratori, ma anche  studenti e precari del mondo della conoscenza. Come sempre si prova a  sedare il conflitto con atti intimidatori e non si ascoltano neppure le  ragioni della protesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi saremo in  piazza anche domani, a Torino, come a Cassino, a Padova come a  Pomigliano, anche per rispondere alla stretta repressiva che il Governo  mette in campo da sempre per provare a fermarci. Non sarà così.</p>
<p>PAOLO FERRERO<br />
segretario nazionale PRC</p>
<p>ANNA BELLIGERO<br />
SIMONE OGGIONNI<br />
portavoce nazionali Giovani Comunisti</p>
<p>28 Gennaio 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dopo Pomigliano, addio anche a Mirafiori</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 12:16:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Un &#8220;grande momento&#8221; lo ha definito l&#8217;AD di fiat Sergio Marchionne.Molto meno ottimisti sono i lavoratori ed i sindacati del settore.Di certo c&#8217;è il fatto che l&#8217;accordo su Mirafiori è destinato a far discutere, andando a modificare radicalmente il sistema delle relazioni industriali in Italia.  Cosa comporterà questo nuovo modello contrattuale imposto dalla Fiat? Orario]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="fiatmirafiori" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/fiatmirafiori.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2074" style="margin: 4px;" title="fiatmirafiori" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/fiatmirafiori.jpg" alt="" width="246" height="180" /></a>Un &#8220;grande momento&#8221; lo ha definito l&#8217;AD di fiat Sergio Marchionne.Molto meno ottimisti sono i lavoratori ed i sindacati del settore.Di certo c&#8217;è il fatto che l&#8217;accordo su Mirafiori è destinato a far discutere, andando a modificare radicalmente il sistema delle relazioni industriali in Italia.  Cosa comporterà questo nuovo modello contrattuale imposto dalla Fiat?</p>
<p>Orario di lavoro</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nuova società in joint-venture tra Fiat e Chrysler (che nascerà nel 2012) saranno possibili 4 tipi di orario a seconda delle esigenze produttive. Oltre all&#8217;attuale con due turni di 8 ore al giorno per cinque giorni alla settimana (5 per 2), è previsto uno schema con l&#8217;introduzione del turno di notte su cinque giorni lavorativi (5 per 3) e un altro schema con il turno di notte su sei giorni <span id="more-2073"></span>compreso il sabato (6 per 3). Al momento del passaggio da un sistema all&#8217;altro, &#8220;l&#8217;azienda avvierà un esame con i sindacati&#8221;. La procedura dovrà durare &#8220;al massimo 15 giorni&#8221;, dopodiché l&#8217;azienda applicherà l&#8217;orario da lei prescelto. Al momento del passaggio dal sistema &#8220;5 per 3&#8243; al sistema &#8220;6 per 3&#8243;, &#8220;le parti valuteranno anche l&#8217;eventuale sperimentazione, per un periodo non inferiore ai 12 mesi&#8221; di uno schema che prevede turni di 10 ore (due al giorno) per sei giorni alla settimana. I lavoratori che lavoreranno dieci ore per quattro giorni potranno riposare i successivi tre. L&#8217;azienda avrà mano libera sugli straordinari: potrà ordinare ai lavoratori fino a 120 ore all&#8217;anno (oggi sono 40) e contrattare con i sindacati altre 80 ore per ogni lavoratore.</p>
<p style="text-align: justify;">I sindacati favorevoli sottolineano che &#8220;il ricorso massiccio ai turni di notte e agli straordinari produrrà un incremento in busta paga fino a 3.700 euro lordi all&#8217;anno&#8221;. I contrari osservano che &#8220;far lavorare per 10 ore consecutive una persona in linea e poi chiedere anche l&#8217;undicesima ora di straordinario mette a rischio la salute&#8221;.</p>
<p>Pause e mensa</p>
<p style="text-align: justify;">Le tre pause di ciascun turno di lavoro saranno di 10 minuti ciascuna per un totale di 30 minuti. Oggi la loro durata complessiva è di 40 minuti. I dieci minuti lavorati in più verranno monetizzati: 45 euro lordi al mese. La pausa mensa (mezz&#8217;ora) non sarà a fine turno, ma la questione verrà nuovamente discussa quando nascerà la joint-venture con Chrysler. Nel caso di turni di 10 ore, le pause rimarranno invece di 40 minuti complessivi. Il nuovo sistema di pause entrerà in vigore dal 4 aprile 2011. Per i sindacati favorevoli &#8220;con i nuovi metodi di lavoro la fatica è minore e dunque il taglio di dieci minuti di pausa non è così grave&#8221;. Per i contrari &#8220;anche la riduzione delle pause può diventare un rischio per la salute, così come dimostrano le più recenti indagini mediche&#8221;.</p>
<p>Malattia e assenteismo</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accordo collega assenteismo e malattia. Quando il tasso di assenteismo è giudicato eccessivo (il 6% a luglio 2011, il 4% a gennaio 2012, il 3,5% dal 2013) non si paga il primo giorno di malattia a chi si sia ammalato subito prima di un giorno di riposo o di ferie, negli ultimi 12 mesi. Sono escluse patologie gravi. &#8220;Un sistema per colpire i furbi&#8221;, dicono i sindacati favorevoli. &#8220;Se un lavoratore è ammalato lo stabilisce il medico, non il caposquadra&#8221;, ribattono i contrari.</p>
<p>Contratto e scioperi</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il nuovo contratto non aderisce al sistema confindustriale&#8221; e dunque non prevede l&#8217;elezione dei delegati di fabbrica. Solo i sindacati firmatari possono nominare dei rappresentanti aziendali. I sindacati che sciopereranno contro l&#8217;accordo potranno essere puniti con l&#8217;annullamento dei permessi. L&#8217;azienda inoltre rinuncerà a trattenere le quote di iscrizione dalle buste paga (scaricando sul sindacato l&#8217;onere di raccogliere i soldi). I lavoratori che sciopereranno contro l&#8217;intesa potranno essere licenziati. Ognuno di loro avrà personalmente firmato il nuovo contratto al momento della nascita della joint- venture.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti sono i punti contestabili di questo accordo, cui solo la Fiom si è contrapposta:</p>
<p style="text-align: justify;">realizzazione di 18 turni settimanali di lavoro sulle linee di montaggio; 120 ore di straordinario obbligatorio; possibilità di derogare dalla legge che garantisce pause e riposi in caso di lavoro a turno; riduzione delle pause dagli attuali 40 minuti a 30 minuti per ogni turno; possibilità di comandare lo straordinario nella mezz’ora di pausa mensa per i turnisti; sanzioni disciplinari nei confronti delle Organizzazioni sindacali che proclamano iniziative di sciopero e sanzioni nei confronti dei singoli lavoratori che vi aderiscono, fino al licenziamento; facoltà di non applicare le norme del Contratto nazionale che prevedono il pagamento della malattia a carico dell’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le altre Organizzazioni sindacali, pur avendo inizialmente giudicato inaccettabili alcune richieste della Fiat e formalmente avanzato proposte di modifica, hanno alla fine aderito al testo iniziale dell’Azienda, accettandone le condizioni imposte.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fiom ha denunciato il ricatto a cui sono sottoposte le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano e Mirafiori, in Cassa integrazione da oltre 18 mesi, chiamati a scegliere fra il proprio posto di lavoro e il radicale peggioramento dei propri diritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il no all’accordo è stato giustificato essenzialmente dal fatto che, le proposte del Lingotto, sanno molto di ricatto e, probabilmente sono al limite del costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le norme proposte dall’azienda aprono infatti profili di illegittimità in materia di malattia e diritto di sciopero. La clausola relativa al diritto di sciopero è illegittima perché pretende di trasformare in illecito, passibile di licenziamento, l’esercizio individuale di sciopero, sancito dalla Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’insieme di queste valutazioni, tocca alla categoria dei metalmeccanici promuovere la discussione, innanzitutto coinvolgendo gli iscritti, ed individuare le corrette forme per il giudizio da parte dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; sin troppo chiaro infatti il tentativo di fare pesare sulle operaie e sugli operai una crisi di sistema che di certo non hanno provocato loro. Nel silenzio più totale, stiamo tornando ad un contratto anni &#8217;50, segnando una netta regressione non solo industriale, ma politica e anche sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le operaie e gli operai non sono servi: sono LAVORATORI!</p>
<p>COLLETTIVO &#8220;CARLO GIULIANI&#8221;<br />
FACOLTA&#8217; DI GIURISPRUDENZA &#8211; PALERMO</p>
<p style="text-align: justify;">2 Gennaio 2011</p>
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		<title>A Palermo, gli operai con gli studenti</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 22:53:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Questa mattina le studentesse e gli studenti della Rete dei collettivi e Coordinamento Universitari in lotta hanno partecipato al presidio degli operai dei cantieri navali che si è svolto a Piazza Indipendenza, davanti la sede della Presidenza della Regione Sicilia. Presenti anche i Giovani comunisti&#8221;. &#8220;Gli operai dei cantieri conducono una lotta per difendere i]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="studenti-palermo" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/studenti-palermo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2063" style="margin: 4px;" title="studenti-palermo" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/studenti-palermo.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>&#8220;Questa mattina le studentesse e gli studenti della Rete dei collettivi e Coordinamento Universitari in lotta hanno partecipato al presidio degli operai dei cantieri navali che si è svolto a Piazza Indipendenza, davanti la sede della Presidenza della Regione Sicilia. Presenti anche i Giovani comunisti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Gli operai dei cantieri conducono una lotta per difendere i livelli occupazionali dello stabilimento di Palermo, duramente messi in discussione dalla crisi e dalle scelte strategiche di Fincantieri. La situazione è particolarmente grave per chi lavora nell&#8217;indotto, dove le<span id="more-2062"></span> condizioni sono più precarie. Il nostro scopo è quello di unire le lotte dei lavoratori per difendere il proprio posto di lavoro e quelle delle studentesse e degli studenti contro la riforma Gelmini per costruire un forte movimento che, basandosi sulla piattaforma della Fiom per la manifestazione dello scorso 16 ottobre, chieda lo sciopero generale contro le politiche neoliberiste del governo di centrodestra, .&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">MARCO GIORDANO</p>
<p style="text-align: justify;">Coordinatore Giovani comunisti/e Palermo</p>
<p style="text-align: justify;">Palermo, 23 Dicembre 2010</p>
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