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Lo spartiacque del 15 ottobre

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di Gianni Rinaldini

Sono rimasto sbalordito dalla prima pagina pagina del manifesto di domenica 16 ottobre. Assieme a centinaia di migliaia di persone mi sono sentito espropriato di un diritto democratico, quello di manifestare pacificamente contro il governo e la Banca centrale europea, così come deciso dai promotori della manifestazione del 15 ottobre. Un diritto democratico che appartiene a tutti e se altri soggetti pensano che bisogna cercare lo scontro con la polizia e il saccheggio della città hanno il diritto di farsi la “loro manifestazione”. Ciò che non è tollerabile è quello di usare strumentalmente come scudo protettivo centinaia di migliaia di persone per perseguire vigliaccamente il loro obiettivo.

L’unità parte dai diritti

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Consiglio ai compagni la lettura di questo articolo di Campetti a proposito di un intervento di Emanuele Macaluso. Lo ritengo utile per la nettezza della critica e per la sobrietà nell’indicare un rischio – quello delle divisioni  – che sarebbe mortale. (S.O.)

di Loris Campetti

Nel conflitto che divide il sindacato più importante per numeri, storia e cultura, la Cgil, c’è un punto di analisi comune, quasi un’ovvietà: l’unità dei sindacati è fondamentale per vincere. Chi pensa che la rottura possa avere un effetto palingenetico, liberatorio, si sbaglia di grosso. Ha ragione Maurizio Landini a dire che la Fiom non intende uscire dalla Cgil per la semplice ragione che la Fiom è la Cgil, l’ha fatta nascere. La Fiom fa i suoi primi vagiti nel 1901 come sindacato generale e tale è rimasto nei 110 anni della sua vita.

E Matteo infiammò la platea della CGIL

«Ma chistu, cu è?». Uno sconosciuto, per i delegati della Cgil, soprattutto per chi negli ultimi mesi non ha frequentato le piazze e le assemblee della protesta studentesca. Ma il ragazzo dalla felpa con la stella rossa li ha stupiti. E poi commossi, colpendoli dritti al cuore. Standing ovation, nella sala dello Sheraton, per Matteo Iannitti, 22 anni, iscritto a Scienze politiche, leader del movimento studentesco. Applausi a scena aperta. Più di Villari, più di Camusso. Tutti matti per Matteo. Che in una mattinata si toglie più di uno sfizio. Allora, ricapitoliamo. Prima crea il panico, tirando fuori lo striscione che invita il popolo della Cgil a sostenere lo sciopero generale indetto per il 28 dai metalmeccanici: «InFiommiamoci».

Tutti con la FIOM! Firma l’appello!

In centomila con la Fiom. Firma anche tu l’appello di Camilleri, Flores d’Arcais e Hack

Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l’appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto in Parlamento di “terrorismo mediatico”, in un clima di mobilitazione delle più importanti testate contro la legge-bavaglio, mentre in piazza su questo tema si era speso anche Roberto Saviano.
Eppure riteniamo necessario provare a realizzare questo OBIETTIVO “IMPOSSIBILE” perché siamo convinti che sulla “abrogazione” della Fiom che Marchionne sta cercando di imporre, si giochi una partita cruciale per la difesa dei più elementari e intrattabili diritti e libertà costituzionali. Per questo vi chiediamo di non limitarvi a firmare l’appello, ma di mobilitarvi per farlo firmare a tutti i

Che ipocrisia! Siamo dalla parte dei lavoratori della SAME di Treviglio

Dichiarazione di Simone Oggionni Ecco un altro esempio dell’ipocrisia imperante nel nostro Paese. A Treviglio (Bg) esiste una storica fabbrica di trattori, la Same, i cui operai non sono solo, in parte, in cassaintegrazione ma anche – e per fortuna – iscritti alla Fiom.
Accade che ieri, dopo l’ennesimo accordo separato di Federmeccanica con Cisl e Uil, con cui vengono autorizzate alcune deroghe al contratto nazionale (anch’esso firmato con accordo separato), un gruppo di lavoratori ha raggiunto, in corteo, la sede locale della Cisl, protestando vivacemente e lanciando pure qualche uova.
Apriti cielo! È un rincorrersi di attestati di solidarietà alla Cisl, pieni zeppi di accuse di “violenza” e di “intimidazione”.

16 Ottobre, i GC con la FIOM: massima mobilitazione!

Care compagne e cari compagni, la Fiom in questi giorni ha deciso di convocare una grande manifestazione a Roma per il prossimo 16 ottobre. Una grande manifestazione per i diritti, il lavoro, la democrazia, la riconquista del contratto collettivo nazionale di lavoro e contro il padronato. Quello stesso che, in queste settimane, sta rispondendo con i licenziamenti politici e con le intimidazioni (nonché con la sottrazione in alcune grandi fabbriche, a partire dagli stabilimenti Fiat, dei premi di

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