Tag: Sicilia

Tra forconi e destra serve un salto di qualità

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di Marco Giordano e Francesco Bellina

ll cosiddetto movimento dei forconi ha bloccato in questi giorni buona parte della Sicilia, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica. Le rivendicazioni di tale movimento sono in linea di principio condivisibili, poiché sono espressione del disagio sociale di piccoli imprenditori, agricoltori,pescatori, autotrasportatori che soffrono la crisi e le sue conseguenze, che sono stritolati nella morse del credito, che subiscono il rincaro della benzina.
Ma dietro la rabbia ed un linguaggio che allude alla rivolta, ci sono una serie di elementi fuorvianti. Innanzitutto, se guardiamo alla storia dei suoi leader, vediamo una micidiale combinazione di personaggi legati ai movimenti autonomisti, di persone vicine ai

Una irresponsabile partita a Risiko. La pazienza è finita

I retroscena che hanno condotto alle dimissioni del segretario regionale della Sicilia, Luca Cangemi, rappresentano un ulteriore attacco alla credibilità del nostro partito.

Noi, giovani comunisti che ancora resistiamo nei territori e nelle periferie, in una terra difficile come la Sicilia, cercando di portare le nostre istanze politiche nelle vertenze sociali, economiche, lavorative ci sentiamo umiliati, in quanto non si può sacrificare sull’altare delle logiche correntizie un compagno valido e presente come Luca Cangemi.

Ma vi rendete conto di quello che state facendo? Vi rendete conto che ancora giocate a Risiko con le correnti e le micro-correnti, capetti e sotto-capetti, in un partito che, insieme ai Comunisti Italiani e a Socialismo 2000, vale l’1 per cento?

Tempo di Pride: l’omofobia di sinistra e la contaminazione col movimento GLBTQ

di Matteo Iannitti Diecimila persone hanno sfilato a Palermo il 19 giugno in occasione del secondo Sicilia Pride, il primo della storia di Palermo. Diecimila persone in cerca di libertà e in quel grande corteo, almeno fino alla fine della festa, liberate. Un fiume colorato e chiassoso, danzante e gioioso che si è riappropriato di una città abituata al silenzio e dominata, come troppe città del nostro Paese, dal bigottismo e dall’omofobia. C’erano i carri dell’Arcigay, dei centri sociali, delle associazioni; c’era il camion delle/dei Giovani Comuniste/i attrezzato, a mo’ di brigata, da Bar Pride per rifocillare chi è sceso in piazza a lottare anche contro il caldo del giugno siciliano.

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