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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Scuola</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Abolizione del valore legale del titolo di studio? Un altro regalo al mercato</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:31:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Anna Belligero e Simone Oggionni «La proposta di abolizione del valore legale dei titoli di studio è l’ennesimo regalo al mercato voluto dal governo Monti, questa volta a danno degli studenti e del sistema universitario italiano. Una scelta classista e discriminatoria, nonchè in totale dissonanza con le regole degli altri Paesi europei, che oltre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Anna Belligero e Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«La proposta di abolizione del valore legale dei titoli di studio è l’ennesimo regalo al mercato voluto dal governo Monti, questa volta a danno degli studenti e del sistema universitario italiano.<br />
Una scelta classista e discriminatoria, nonchè in totale dissonanza con le regole degli altri Paesi europei, che oltre a determinare un aumento di titoli-truffa, presumibilmente acquistabili e svincolati da qualsiasi garanzia pubblica e di qualità, spingerebbe alla creazione di un sistema di atenei di prima classe, per i pochi ricchi che se lo potrebbero permettere, e un altro &#8220;di massa&#8221;, destinato<span id="more-3233"></span> alla maggior parte degli studenti.<br />
Ovviamente il più accessibile diverrebbe automaticamente quello di qualità inferiore. Il merito dello studente perderà valore in favore della reputazione (e della retta annuale) dell&#8217;università di provenienza, e la discrezionalità di chi assume verrebbe avvantaggiata, in un Paese in cui i giovani sono già quasi privi di tutele nell&#8217;accesso al mondo del lavoro.<br />
Riteniamo che l’università italiana si rilanci con altre modalità, quali la valorizzazione del merito a parità di condizioni, potenziando quindi il sistema delle borse di studio; l&#8217;accesso alla cultura, in tutte le sue forme, per tutti gli studenti; l&#8217;aumento della spesa pubblica nell&#8217;ambito dei saperi; una lotta reale alle baronie».</p>
<p style="text-align: justify;">ANNA BELLIGERO<br />
SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoci nazionali Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">24 gennaio 2012</p>
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		<title>L&#8217;indignazione di una generazione è giusta e sacrosanta</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 06:36:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni e Sirio Zolea Leggiamo su varie agenzie di stampa le arroganti dichiarazioni, in merito alle manifestazioni studentesche di oggi, di esponenti romani del “Movimento Studentesco Nazionale”. Ad essi vogliamo rispondere che è tutt’altro che anacronistica la lotta di classe, quando in una società dilaniata dalla crisi sempre più stridenti sono le disuguaglianze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>di Simone Oggionni e Sirio Zolea</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Leggiamo su varie agenzie di stampa le arroganti dichiarazioni, in merito alle manifestazioni studentesche di oggi, di esponenti romani del “Movimento Studentesco Nazionale”. Ad essi vogliamo rispondere che è tutt’altro che anacronistica la lotta di classe, quando in una società dilaniata dalla crisi sempre più stridenti sono le disuguaglianze fra ricchi e poveri. Ciascuno vive ogni giorno questa contrapposizione, che migliaia di studenti hanno espresso questa mattina a gran voce e pacificamente, ignorando le provocazioni di gruppuscoli minoritari di estrema destra. Speculatori, banche, industriali hanno costruito il modello sociale entrato in crisi irreversibile e<span id="more-2916"></span> non certo i milioni di lavoratori, studenti, disoccupati, immigrati che la stanno pagando.<br />
Sacrosanta è dunque l’indignazione di una generazione, in Europa e nel mondo, che ci dice come oggi più che mai un’alternativa di società è non solo possibile, ma anche necessaria.</div>
<div style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI<br />
portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</div>
<div>SIRIO ZOLEA<br />
portavoce romano Giovani Comuniste/i</div>
<div>8 ottobre 2011</div>
]]></content:encoded>
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		<title>I GC oggi in piazza con gli studenti</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:23:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Daniele Quatrano e Simone Oggionni Scarica il volantino dei GC &#8220;Verso il 15 ottobre&#8221; I Giovani Comunisti parteciperanno in tutta Italia alla mobilitazione del 7 Ottobre promossa dagli studenti contro i tagli ostinati del Governo al mondo dei saperi. Abbiamo ritenuto essenziale partecipare attivamente alla costruzione dei cortei che paralizzeranno all&#8217;unisono le strade del]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Daniele Quatrano e Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/blan2.jpg" target="_blank">Scarica il volantino dei GC &#8220;Verso il 15 ottobre&#8221;</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti parteciperanno in tutta Italia alla mobilitazione del 7 Ottobre promossa dagli studenti contro i tagli ostinati del Governo al mondo dei saperi. Abbiamo ritenuto essenziale partecipare attivamente alla costruzione dei cortei che paralizzeranno all&#8217;unisono le strade del Paese, tenendo ben presente il nesso che lega il dramma dell&#8217;accesso negato ai saperi ad una precarietà dilagante venduta come ricetta inemendabile per il superamento della crisi dagli stessi soggetti che l&#8217;hanno prodotta.<br />
Riteniamo perciò indispensabile intersecare le lotte del mondo del lavoro con quelle della scuola, per rilanciare unitariamente il conflitto<span id="more-2911"></span> contro un sistema economico e sociale iniquo, classista e guerrafondaio. Inaccettabile, in tal senso, la corsa agli armamenti che anche quest&#8217;anno colloca l&#8217;Italia al nono posto mondiale della macabra classifica delle spese militari.<br />
La giornata di oggi costituisce solo l&#8217;inizio di un percorso che ci vedrà tornare da protagonisti nella piazza del 15 Ottobre per la giornata europea dell&#8217;indignazione e poi nelle mille mobilitazioni che durante l&#8217;autunno costruiremo assieme a studenti e lavoratori stanchi del berlusconismo, della tacita sottomissione della politica ai dettami di Confindustria, della Banca Centrale Europea e dei sempre evanescenti grandi investitori globali. Unire le lotte, radicare il conflitto!</p>
<p style="text-align: justify;">DANIELE QUATRANO<br />
Responsabile naz. Diritto allo Studio Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI<br />
portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">7 ottobre 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricomincia la scuola, ricomincia la lotta</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 13:53:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scarica e diffondi il volantone dei GC sul caro libri di Daniele Quatrano e Alessandro Fatigati L&#8217;anno scolastico è ricominciato, in tutta Italia milioni di studentesse e studenti torneanno nelle aule delle scuole. Troveranno scuole più povere, più fatiscenti, più precarie, le cui spese ricadono direttamente sulle famiglie degli studenti pena la mancanza di materiale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/romanzocriminale.pdf" target="_blank"><strong>Scarica e diffondi il volantone dei GC sul caro libri</strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>di Daniele Quatrano e Alessandro Fatigati</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anno scolastico è ricominciato, in tutta Italia milioni di studentesse e studenti torneanno nelle aule delle scuole. Troveranno scuole più povere, più fatiscenti, più precarie, le cui spese ricadono direttamente sulle famiglie degli studenti pena la mancanza di materiale didattico, di libri di testo, di attività extracurriculari.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati parlando da solii: 13 miliardi di tagli nel biennio 2012-2014; 36% degli edifici scolastici italiani fuori norma (e nessun piano nazionale per aggiustarli); migliaia di precari lasciati a piedi ed il loro colleghi di ruolo con stipendi tra i più bassi d&#8217;Europa; prezzi dei libri <span id="more-2846"></span>di testo che schizzano alle stelle. Questa è la scuola ai tempi della crisi del capitalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questi problemi, i Giovani Comunisti provano a dotarsi di alcuni strumenti utili per fronteggiare l&#8217;autunno caldissimo che si appresta a venire, a partire dalla Cassetta degli attrezzi per gli studenti medi, al volantinoesplicativo della situazione di degrado della scuola pubblica, per finire con il volantone sul caro libri che denuncia i provvedimenti ministeriali che alzano il tetto massimo di spesa consentito dalla legge per i libri di testo, come se le famiglie non paghassero già durante gli effetti della crisi economica mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo materiale, torniamo fuori le scuole, riallacciamo i contatti, ridiventiamo protagonisti del movimento studentesco!</p>
<p style="text-align: justify;">DANIELE QUATRANO (responsabile naz. Diritto allo studio)<br />
ALESSANDRO FATIGATI (responsabile scuola GC Napoli)</p>
<p style="text-align: justify;">14 Settembre 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;inagibilità delle scuole di Palermo</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 00:26:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[comunicato stampa GC Palermo &#8220;Da quotidiani locali ( &#8220;la Repubblica di Palermo&#8221; di Domenica 20 Febbraio) apprendiamo che un buon numero degli edifici scolastisci della città di Palermo è privo del certificato di agibilità. Crediamo che tale situazione sia abbastanza grave&#8221;. Lo affermano Antonio Marotta e Marco Giordano, rispettivamente consigliere provinciale di Rifondazione comunista e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="inagibilesc" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/inagibilesc.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2228" style="margin: 4px;" title="inagibilesc" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/inagibilesc.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a><strong><em>comunicato stampa GC Palermo</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Da quotidiani locali ( &#8220;la Repubblica di Palermo&#8221; di Domenica 20 Febbraio)  apprendiamo che un buon numero degli edifici scolastisci della città di Palermo  è privo del certificato di agibilità. Crediamo che tale situazione sia  abbastanza grave&#8221;.  Lo affermano Antonio Marotta e  Marco Giordano,  rispettivamente consigliere provinciale di Rifondazione comunista e   coordinatore provinciale dei Giovani comunisti di Palermo. &#8221;<br />
Proprio nei giorni  scorsi, per lo stesso motivo, è stata chiusa la mensa del pensionato  universitario San Saverio di via Di Cristina, creando disagi agli studenti  univeristari, soprattutto fuori sede. In base alle informazioni fornite dalla  stampa, tra le scuole prive della<span id="more-2227"></span> documentazione risultano 17 istituti  superiori.<br />
Tale mancanza si inserisce in una situazione già molto difficile per  l&#8217;edilizia scolastica palermitana, data la carenza di strutture rispetto alle  reali esigenze nonché l&#8217;inadeguatezza di molte di esse,molto spesso private.  Chiediamo agli enti locali di intervenire tempestivamente per risolvere il  problema&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Palermo, 21 Febbraio 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il mondo della conoscenza verso lo sciopero generale</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 13:20:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Filippo Cannizzo* e Luca Franceschi** Nel pieno di una crisi economica che ancora deve dare il peggio di sé, il mondo della conoscenza ha rotto gli argini di scuole ed università, di istituti culturali e centri di ricerca, ed è esondato in mille rivoli nelle piazze e nei territori, proiettando le proprie attitudini pedagogiche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong><em><a class="lightbox" title="sapere" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sapere.jpg"><img class="size-full wp-image-2209 alignleft" style="margin: 4px;" title="sapere" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sapere.jpg" alt="" width="230" height="199" /></a>di Filippo Cannizzo* e Luca Franceschi**</em></strong></p>
</div>
<div>
<div>
<p style="text-align: justify;">Nel pieno di una crisi economica che  ancora deve dare il peggio di sé, il mondo della conoscenza ha rotto gli  argini di scuole ed università, di istituti culturali e centri di  ricerca, ed è esondato in mille rivoli nelle piazze e nei territori,  proiettando<cite> le proprie attitudini pedagogiche </cite>nelle pieghe e nelle piaghe del Pese reale<cite> contro chi, cogliendo l’attimo dell’egemonia berlusconiana, vuole di colpo annullare un secolo di battaglie delle idee, di esperienze gigantesche di riorganizzazione sociale e scolastica.</cite> <cite>Il mondo della conoscenza ha ben compreso che le Riforme Gelmini non sono folclore, bensì rappresentano il punto più insidioso dell’offensiva della destra, dietro la cui scenografia ottocentesca si muove la modernità barbarica del mercato; un mercato che non ha bisogno di individui colti e liberi perché padroni delle conoscenze, ma che necessita di piccole libertà in forma di merce per individui ammaestrati alla competizione e diseducati alla cooperazione.<span id="more-2208"></span></cite></p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi mesi, si è stabilita una corrispondenza d’amorosi sensi tra mondo della conoscenza e mondo del lavoro.</p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;">Studenti e ricercatori, precari della  scuola e docenti universitari, insieme ai movimenti per il diritto  all’abitare, per i beni comuni e a difesa dei territori, hanno rotto la  separatezza dei propri microcosmi e, attraversandosi nelle piazze con il  mondo operaio, hanno investito con domande di senso l’intera società.  Il mondo della conoscenza, dunque, si è fatto conflitto  politico-sociale, per rivendicare il valore centrale della pubblica  istruzione all’interno della società, contro una destra che ritiene  tutti gli ambiti del sapere solo delle spese superflue e parassitarie.  Rendere nuovamente il sapere patrimonio di pochi, rendere il sapere uno  strumento di potere nelle mani dei padroni, è la condizione essenziale  per chi vuole sottrarre alle persone ogni controllo sulla propria  esistenza, sul proprio lavoro, sui propri sentimenti, sull’ambiente  circostante, sulla propria libertà di movimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Se questo è il modello  barbaro che la destra cerca di imporre, è necessario un sussulto, capace  di rivendicare un’idea alternativa di società; di certo, uno degli  ingredienti fondamentali di una strategia d’alternativa consiste  nell’accumulazione e nella disseminazione di saperi critici. Non c’è  ambito del sapere, non c’è paradigma cognitivo che non conosca il vento  di una critica che propone la politicizzazione del lavoro e dei saperi,  anche perché«i saperi»,  parafrasando Foucault, «non sono fatti solo per  conoscere ma, principalmente, per prendere posizione».</p>
<p style="text-align: justify;">Contrastando il  paradigma della competizione con quello della cooperazione, il mondo  della conoscenza, pertanto, è impegnato in una battaglia che dice  chiaramente che la libertà è direttamente proporzionale alla conoscenza,  perché non esiste libertà nell’ignoranza: soltanto l’esercizio della  padronanza dei saperi fondamentali consente un esercizio pieno di  libertà. Ormai, l’intero mondo della conoscenza e il mondo del lavoro,  non ancora rassegnati, sono impegnati in una lotta drammatica, che si  estende a macchia d’olio e che spesso non fa notizia, contro una destra  che auspica una società povera di sapere, contro una destra che promuove  analfabetismo di ritorno e, di conseguenza, una società destinata ad  una inevitabile regressione tribale.</p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;">Le manifestazioni che si sono  susseguite nei mesi scorsi, dal16 Ottobre al 14 Dicembre 2010, fino al  28 Gennaio 2011, costituiscono, indubbiamente, i cardini del nuovo  rapporto del mondo della conoscenza con quello del lavoro. Nelle  molteplici forme di discussione e di conflitto sociale dispiegate nei  territori urbani, il mondo della conoscenza e il mondo del lavoro hanno  provato a costruire una critica del presente che riguadagnasse porzioni  di futuro, realizzando percorsi comuni e pratiche sociali condivise.  Altresì, quelle manifestazioni sono state delle tappe di avvicinamento,  necessarie, per generalizzare la protesta fino ad arrivare allo sciopero  generale. Affinché si arrivi ad uno sciopero generale vero e non di  testimonianza, al contrario di quelli degli ultimi anni, perché solo  praticando l’opposizione sociale si può costruire una reale alternativa a  Marchionne, a Berlusconi e, soprattutto, al berlusconismo in questo  Paese.</p>
</div>
<div>
<p><strong>Perché lo sciopero generale… se non ora, quando?</strong></p>
</div>
<div>
<p>*Resp. Scuola, Università e Ricerca Prc Lazio</p>
</div>
<div>
<p>** Rete29Aprile</p>
<p>15 Febbraio 2011</p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>No alla trasformazione dell&#8217;Università con il modello Gelmini</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/no-alla-trasformazione-delluniversita-con-il-modello-gelmini.html</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 19:56:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Gelmini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Matteo Quarantiello Il 29 Gennaio la riforma Gelmini sull&#8217;università è diventata effettivamente legge. Negli ultimi mesi in tutta Italia gli studenti hanno invaso le piazze dimostrando la propria contrarietà al disegno di privatizzazione dell&#8217;università pubblica. Il Governo è stato sordo alle rivendicazioni del movimento studentesco e ha continuato prepotentemente nella sua direzione nonostante sia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Matteo Quarantiello</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="trescimmietteberl" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/trescimmietteberl.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2176" style="margin: 4px;" title="trescimmietteberl" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/trescimmietteberl-400x300.jpg" alt="" width="246" height="186" /></a>Il 29 Gennaio la riforma Gelmini sull&#8217;università è diventata effettivamente legge. Negli ultimi mesi in tutta Italia gli studenti hanno invaso le piazze dimostrando la propria contrarietà al disegno di privatizzazione dell&#8217;università pubblica. Il Governo è stato sordo alle rivendicazioni del movimento studentesco e ha continuato prepotentemente nella sua direzione nonostante sia stato di fatto sfiduciato dal Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un lato gli studenti, dall&#8217;altra i lavoratori, due emblematiche lotte di rivalsa sociale che stanno dimostrando la presenza viva di un&#8217;Italia che non vuole piegarsi alle logiche imposte dalla Gelmini e Marchionne.<span id="more-2175"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi sei mesi numerosissimi atenei dovranno adeguare i propri statuti ai nuovi provvedimenti Gelmini previsti dalla legge 240 / 2010. La “costituzione” di ogni università italiana sarà così trasformata per uniformarsi al modello pensato da questo Governo. Una commissione di 15 addetti in ciascun ateneo dovrà redigere il proprio statuto, e di questa dovranno farne parte due studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La ferrea opposizione ai disastrosi effetti che la Gelmini introdurrà non si deve fermare proprio ora. In moltissime realtà universitarie il tentativo di minimizzare l&#8217;evento e di farlo avvenire in silenzio, sono le armi usate per ridurre la modifica dello statuto a mero passaggio formale di applicazione dei nuovi provvedimenti. L&#8217;autonomia universitaria e l&#8217;ambiguità della legge su taluni passaggi lasciano invece spazi di intervento concreto, attraverso i quali la riforma Gelmini può essere depotenziata.</p>
<p style="text-align: justify;">Risulta indispensabile l&#8217;attenzione viva degli studenti e di tutti quei settori che si sono dimostrati contrari alla contro riforma dell&#8217;università, occorre fare fronte comune per limitare i danni che questa riforma introdurrà nelle nostre università. A partire dalla tutela della democrazia interna, passando per la salvaguardia del ruolo del senato accademico, della rappresentanza delle diverse componenti del mondo accademico e del ruolo strategico che tantissimi corsi di studio offrono ancora alla nostra società e che verranno molto probabilmente “razionalizzati”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le modalità di composizione della commissione di 15 addetti inoltre lascia spazio a logiche tutte interne al blocco di potere attualmente presente nelle diverse università. La composizione della commissione dev&#8217;essere paritetica e rappresentativa delle diverse componenti, si deve aprire una costituente per ogni nuovo statuto che verrà promulgato e in questo processo non possono essere rese protagoniste alcune categorie a scapito di altre. Laddove è possibile dovranno essere indette elezioni ad hoc, affinché la legittimità della commissione sia massima. Per quanto riguarda gli studenti è indispensabile che vengano coinvolte e rese protagoniste quelle realtà che più delle altre si sono dimostrate sensibili al processo di riforma dell&#8217;università. Gli studenti che in questi mesi hanno occupato le facoltà e protestato nelle città hanno creato gruppo di studio che in modo analitico e preciso si sono spesi per studiare e approfondire la legge, il contributo di questi ultimi sarà decisivo per rendere il processo di riscrittura dello statuto un atto legittimo.</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti saranno affianco del movimento studentesco per supportarlo nelle sue rivendicazioni così come è stato in questi ultimi mesi e negli ultimi anni. Risulta indispensabile fornire una bussola comune al movimento nelle diverse università d&#8217;Italia. Sebbene il processo stia avvenendo in modo altamente differenziato da realtà a realtà, i capisaldi della riforma da contrastare sono i medesimi ovunque e su questi occorrerà intervenire tutti insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">MATTEO QUARANTIELLO</p>
<p style="text-align: justify;">6 Febbraio 2011</p>
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		<title>E Matteo infiammò la platea della CGIL</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 16:46:41 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;">«Ma chistu, cu è?». Uno sconosciuto, per i delegati della Cgil, soprattutto per chi negli ultimi mesi non ha frequentato le piazze e le assemblee della protesta studentesca. Ma il ragazzo dalla felpa con la stella rossa li ha stupiti. E poi commossi, colpendoli dritti al cuore. Standing ovation, nella sala dello Sheraton, per Matteo Iannitti, 22 anni, iscritto a Scienze politiche, leader del movimento studentesco. Applausi a scena aperta. Più di Villari, più di Camusso. Tutti matti per Matteo. Che in una mattinata si toglie più di uno sfizio. Allora, ricapitoliamo. Prima crea il panico, tirando fuori lo striscione che invita il popolo della Cgil a sostenere lo sciopero generale indetto per il 28 dai metalmeccanici: «InFiommiamoci».<span id="more-2107"></span> Poi prende la parola (si legga l&#8217;articolo a destra) e bacchetta governatore e sindaco, ma anche l&#8217;opposizione e il Pd, irritando visibilmente la senatrice Finocchiaro. Un discorso da segretario Fiom in formato mignon, uno dei pochi a cui Camusso fa riferimento nelle conclusioni. Siparietto finale: Villari, mentre scorta il segretario nazionale all&#8217;uscita, incrocia il &#8220;piccolo rivoluzionario&#8221;. Lo fulmina con lo sguardo: «Stavolta hai esagerato. Ma poi ne parliamo». Lui risponde con un sorriso. Ed esce a godersi il sole della scogliera</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riprendiamoci il futuro!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il futuro è dei giovani&#8221;: questo lo slogan scelto dalla Cgil per la sua assemblea dei quadri e dei delegati. E i giovani il futuro vogliono prenderselo davvero, cominciando proprio dall&#8217;assemblea di ieri e diventando di fatto &#8211; dopo la Camusso, s&#8217;intende &#8211; i veri protagonisti della giornata.<br />
Tutto è iniziato alle 10,55, quando una delegazione dell&#8217;ormai noto Movimento studentesco catanese ha srotolato uno striscione nella sala dello Sheraton in cui si teneva l&#8217;evento: un modo, evidentemente, per attirare l&#8217;attenzione. E l&#8217;attenzione l&#8217;ha attirata davvero, nella maniera sbagliata inizialmente, visto che un non meglio identificato tesserato Cgil &#8211; e si sottolinea uno soltanto &#8211; si è avventato contro i ragazzi, credendo che volessero creare disordini. L&#8217;equivoco s&#8217;è subito chiarito, il resto della platea ha applaudito gli studenti e tutti si sono scusati per l&#8217;isolato fraintendimento. Da parte del Movimento non c&#8217;era nessuna volontà di contestare il sindacato. Infatti, lo striscione recitava: &#8220;InFiommiamo l&#8217;Italia. Sciopero generale subito&#8221;.<br />
Le ragioni di questa azione dimostrativa sono state esplicitate da Matteo Iannitti, rappresentante del Movimento studentesco, che ha conquistato il palco con un intervento autorizzato. Il pubblico non ha risparmiato applausi al ragazzo che, con un discorso di pancia e di testa, ha messo sul tavolo i problemi di questa giovane generazione, e non solo: «Il futuro è dei giovani e noi abbiamo intenzione di prendercelo. Oggi abbiamo cominciato da questa sala ed è già un buon inizio. Noi sappiamo bene come il sindacato Cgil sia stato un interlocutore costante in questi anni, e la Flc in particolare. Ma oggi siamo qui per raccontarvi di quella che per noi è diventata una precarietà esistenziale. Per molti giovani del sud, l&#8217;esercito è l&#8217;unica speranza: arruolarsi per avere uno stipendio. O peggio ancora convincersi che è meglio lavorare per la mafia piuttosto che in nero&#8230; È questo il dramma della Sicilia, una terra che ha bisogno di un nuovo sviluppo e di legalità. Che dire, a tal proposito, di coloro che ci rappresentano, come governatore della Sicilia e come sindaco di Catania, che sono stati appena indagati. Noi studenti siamo intervenuti in questa sede per chiedere, per giorno 28, lo sciopero generale e generalizzato. Non siamo noi ad avere le colpe di questa situazione. La colpa è di chi ci governa e di un&#8217;opposizione parlamentare debole che non riesce a costituire una reale alternativa (e qui Anna Finocchiaro, seduta in prima fila, ha lasciato la sala, per poi rientrarvi successivamente, ndc). La crisi ci isola, noi abbiamo bisogno di sentirci meno soli e non certo di sentirci dire &#8220;armiamoci e partite&#8221;». Alla fine Iannitti viene salutato addirittura con una standing ovation.</p>
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		<title>I potenti nella zona rossa, il movimento nei quartieri popolari</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 22:44:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="studenticorteoroml" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/studenticorteoroml.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2059" style="margin: 4px;" title="studenticorteoroml" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/studenticorteoroml.jpg" alt="" width="254" height="190" /></a>Oggi stiamo dando una prova di maturità eccezionale. Per giorni il governo e i giornali della destra hanno incendiato il clima del Paese, dipingendoci come terroristi e diffondendo paura e tensione. La nostra organizzazione, in particolare, è stata fatta oggetto di una campagna di criminalizzazione disgustosa. La risposta è oggi. I potenti rimangono asserragliati a difesa della loro zona rossa, simbolo dei loro privilegi e della loro arroganza. Rimangono lì dentro, invidiosi della nostra gioventù e impauriti dalla nostra volontà di cambiare il mondo. Noi li abbiamo ignorati, scegliendo di attraversare in maniera pacifica e democratica i quartieri popolari e di ricevere la solidarietà dei lavoratori e dei cittadini. Così li spazzeremo via. Un&#8217;alternativa è pronta.</p>
<p>SIMONE OGGIONNI e ANNA BELLIGERO</p>
<p>Portavoci nazionali Giovani Comuniste/i</p>
<p>22 Dicembre 2010</p>
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		<title>La destra mistifica e vede armi ovunque</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 22:37:20 +0000</pubDate>
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