Tag: Roma

I GC cancellano le scritte fasciste ai licei Tasso e Righi

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di Ufficio stampa GC

Ieri notte una squadraccia di fascisti facenti capo al gruppo Controtempo (conosciuto a Roma e notoriamente legato a settori della destra istituzionale) ha deturpato i muri dei licei Tasso e Righi di Roma con svastiche e scritte vergognose. Guarda caso quei licei, tra i simboli dell’antifascismo militante romano.
Guarda caso ieri, 27 gennaio, giornata della Memoria della Shoah. Si tratta soltanto dell’ultima provocazione vomitevole di una galassia di sigle, gruppi e associazioni che continua a vivere nella indifferenza, quando non nella colpevole compiacenza dell’amministrazione comunale.

Roma. Piste nere nella “guerra di mala”

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Pistole ritrovate. Nelle indagini sulla guerra di mala a Roma spuntano fuori continuamente fascisti e malavitosi. Le telefonate e gli affari tra Mokbel e il boss di Ostia Carmine Fasciani. Uomini neri sempre disponibili per il “lavoro sporco”. Negli ultimi delitti e ferimenti c’è sempre qualche “cuore nero”. L’inchiesta prosegue.

A Tivoli, dove lo scorso 3 gennaio è stato ferito a colpi di arma da fuoco il neofascista Francesco Bianco, è stata ritrovata un’altra pistola, una calibro 9 e cinquanta munizioni. L’arma è stata rinvenuta nei pressi di un cassonetto ed è stata sequestrata. L’arma sarà ora esaminata dai tecnici della scientifica per accertare se sia stata utilizzata nei recenti agguati di sangue. “La pressione esercitata sul

Chiediamo con forza le dimissioni di Alemanno

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Alemanno da giovane era un frequentatore della sede MSI di via Acca Larenzia a Roma e conosceva bene la famiglia Giannotta, tenutaria e testimonial di quella sede. Carlo, il pater familias, e due figli Fabio e Mirko.
Fabio si contraddistingue per una serie di rapine e scassinamenti, l’ultimo 5 anni fa con il botto dello spacco alla gioielleria con Nuccetelli. Mirko pure lui ha un passato lontano di furti a gioiellerie.
Alemanno purtroppo per i romani viene eletto Sindaco e nomina Mirko Giannotta, diventato impiegato dell’AMA, a dirigere il decoro urbano, con il compito di pulire i muri di Roma di manifesti abusivi e di scritte. Il bravo Mirko però “tende” a non cancellare le svastiche di cui pullula Roma né a rimuovere i manifesti lugubri e clandestini di commemorazione di killer dei NAR.
Alemanno da Sindaco dice che ci sono troppe pistole e armerie in mano alla Mala: un Sindaco tutto law and order. Peccato che l’armeria della Mala trovata dai carabinieri all’Alessandrino a fine 2011 era di Nuccetelli, il compagno di merende di Fabio Giannotta!
E che dire del tentato omicidio a Tivoli, all’inizio dell’anno, dell’impiegato ATAC Francesco Bianco, ex NAR, assunto sotto il Campidoglio retto da Alemanno? Quel Bianco autore di invettive velenose antisemite durante una giornata lavorativa, il 14 dicembre 2110, in ATAC…
Poi in queste ore apprendiamo che Carlo Giannotta, il pater familias, è stato fermato dai Carabinieri del ROS come indiziato per il tentato omicidio di Francesco Bianco, cosa di cui si sospetta anche la complicità del figlio Fabio… Di Mirko leggiamo che è stato sottoposto a perquisizione sempre dallo stesso ROS….
La giustizia e le indagini facciano il loro corso, la politica di una opposizione seria e determinata  faccia però il proprio ruolo e chieda le dimissioni di Alemanno, interrompendo ogni logica di accordi anche istituzionali con questo Sindaco. La “fascisteria” cui ogni giorno siamo sottoposti, spesso più come farsa che come sostanza, è impresentabile: liberiamo Roma Bene Comune da questo sonno della Ragione, prima che siano generati i mostri.

CLAUDIO ORTALE
Vicepresidente del consiglio del Municipio ROMA 19 e Capogruppo PRC-FDS

14 gennaio 2012

Contro i divieti di Alemanno, per la libertà di manifestazione

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di Giovani Comunisti/e – Roma

“Questa mattina il gruppo regionale della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio ha presentato un ricorso al Tar per chiedere l’immediata sospensione e l’annullamento definitivo dell’ordinanza blocca cortei, disposta dal sindaco Alemanno il 18 novembre”.  Lo rende noto il capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi.

“Tale provvedimento – continua Peduzzi – è l’ennesima iniziativa della giunta capitolina per impedire l’espressione del dissenso contro le politiche di macelleria sociale portate avanti dal governo e dalla Bce. Il sindaco Alemanno e la sua giunta utilizzano in maniera pretestuosa l’ordine pubblico e l’agibilità della città per blindare il territorio e criminalizzare chi lotta per i propri diritti: non sono i cortei a rendere inagibile questa città, ma la mancanza di investimenti sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture e l’affidamento della mobilità ai privati che offrono un pessimo servizio pur di ricavare il massimo dei profitti”.

“L’ordinanza blocca cortei è quindi un’illegittima sospensione della Costituzione messa in atto dal sindaco Alemanno. Continueremo a mettere in campo tutti i mezzi a nostra disposizione contro questo ed ogni tentativo di restrizione degli spazi di agibilità democratica e di repressione del conflitto sociale”, conclude Peduzzi.

GIOVANI COMUNISTI/E – ROMA

30 novembre 2011

In mobilitazione contro Alemanno, la crisi e la repressione

Manifestazione degli studenti contro la crisi economica

I Giovani Comunisti con gli studenti oggi per le vie di Roma sfidando i divieti autoritari del sindaco

Denunciamo con forza il clima di militarizzazione e repressione messo in atto oggi a Roma. Già dalle prime ore della giornata, infatti, davanti alle maggiori scuole della Capitale abbiamo assistito all’identificazione e all’intimidazione di decine di studenti ad opera di appartenenti alle forze dell’ordine. Non possiamo tollerare che le nostre scuole vengano considerate territorio di guerra da presidiare con camionette e agenti in borghese. Non possiamo accettare i continui divieti imposti a tutta la città: dalla limitazione dei cortei al diritto di muoversi liberamente per le nostre strade. Non possiamo accettare le cariche selvagge nei confronti di una manifestazione pacifica composta il larga parte da studenti medi.

15 ottobre: un fallimento su cui discutere seriamente. No a nuove leggi di polizia

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di Giorgio Cremaschi

E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro.
Noi che siamo tra coloro che l’hanno promossa e organizzata, abbiamo il dovere di scusarci con tutte e tutti coloro che sono venuti lì per manifestare e basta. Non siamo stati in grado di garantire ad essi l’esercizio di questo loro diritto. Una minoranza, non è importante quanto vasta, ma comunque nettamente tale, si è impadronita della manifestazione e l’ha trasformata sul piano militare, sul piano mediatico e su quello politico in un’altra cosa.

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