Tag: riforma Gelmini

No alla trasformazione dell’Università con il modello Gelmini

di Matteo Quarantiello

Il 29 Gennaio la riforma Gelmini sull’università è diventata effettivamente legge. Negli ultimi mesi in tutta Italia gli studenti hanno invaso le piazze dimostrando la propria contrarietà al disegno di privatizzazione dell’università pubblica. Il Governo è stato sordo alle rivendicazioni del movimento studentesco e ha continuato prepotentemente nella sua direzione nonostante sia stato di fatto sfiduciato dal Paese.

Da un lato gli studenti, dall’altra i lavoratori, due emblematiche lotte di rivalsa sociale che stanno dimostrando la presenza viva di un’Italia che non vuole piegarsi alle logiche imposte dalla Gelmini e Marchionne.

I GC de L’Aquila sul tetto della Facoltà di Lettere

di Giovani Comunisti/e – L’Aquila

Questa mattina come Giovani Comunisti abbiamo preso parte alla manifestazione autorganizzata dagli studenti della facoltà di Lettere,  siamo saliti sul tetto dell’edificio con megafoni, striscioni e bandiere per gridare la nostra contrarietà al ddl Gelmini. Abbiamo manifestato per la difesa del diritto allo studio, le borse di studio secondo quanto previsto nel ddl infatti non saranno più erogate dallo Stato ma da una SpA sotto forma di prestito temporaneo (prestito d’onore) su base meritocratica e non più per criteri di reddito: potrà permettersi gli studi solo chi avrà la possibilità economica di sotenerli.

E dalla Torre pendente scese lo striscione: “No alla riforma! General strike!”

di Luca Panicucci

A Pisa quest’anno la mobilitazione è iniziata presto, e nel segno dell’unità: unità del mondo della conoscenza, che ha dato vita ad un coordinamento Università Bene Comune a cui hanno aderito i ricercatori, i dottorandi e la sinistra studentesca in tutte le sue articolazioni (cosa non scontata); e unità, più in grande, di tutte le resistenze, con i sindacati, i movimenti, i collettivi degli studenti medi, le associazioni, i partiti, prima nel comitato per il 16 ottobre, poi in Uniti contro la Crisi.

Questo perchè tutti, fin dall’inizio, sono stati coscienti e convinti della necessità di unire le lotte, del fatto che senza una formazione ed una ricerca di qualità, sostenute da adeguati finanziamenti e da una riforma autentica e profonda del sistema universitario, dall’attuale crisi economica si uscirà comprimendo ulteriormente i salari e la spesa pubblica, imponendo altra precarietà e perdendo

Scuola. Anche a Napoli scoppia la rabbia, scoppia la protesta

Nel momento della discussone in Parlamento dei provvedimenti del ministro Gelmini, che costituiscono il più grave attacco all’Università pubblica nella storia del Paese, anche a Napoli è scoppiata la rabbia e la protesta del mondo dell’istruzione pubblica che sta paralizzando le maggiori città italiane.

Nei giorni scorsi diversi istituti superiori occupati dagli studenti medi, questa mattina i ricercatori della Federico II, insieme ai dottorandi e agli studenti dell’ateneo, hanno occupato il rettorato per chiedere e poi ottenere dal rettore e dal collegio dei presidi di facoltà un parere negativo sull’approvazione della cosiddetta riforma. Nelle stesse ore è stata occupata inoltre la facoltà di Architettura, così come la storica sede di Palazzo Giusso dell’Università Orientale.

Gli studenti occupano il Colosseo: “Oggi i leoni siamo noi!”

Comunicato stampa FdS

“Dopo la grande manifestazione di oggi a Roma, abbiamo occupato simbolicamente il Colosseo”. Lo riferisce il coordinatore nazionale del giovani del Prc/Federazione della Sinistra, Simone Oggionni. “Con un centinaio di studenti abbiamo voluto affermare, anche in questa forma, la contrarietà di massa del mondo della scuola e dell’Università alla controriforma Gelmini – sostiene Oggionni – Oggi i leoni siamo noi. Il tempo dei gladiatori sta per finire”.

Ufficio stampa della Federazione della Sinistra

25 Novembre 2010

30 Ottobre, ancora in piazza contro i tagli all’istruzione pubblica

Il 30 ottobre a Napoli migliaia di lavoratori della scuola, innanzitutto precari, scenderanno in piazza contro i tagli all’istruzione pubblica e per difendere il loro posto di lavoro. Il nesso tra la battaglia dei precari e quella per la difesa di una scuola inclusiva e di massa è a nostro avviso inscindibile.
Come a Messina il 12 settembre noi, Giovani Comunisti, ci saremo e in tanti, sempre a fianco di chi lotta per la tutela ed il rafforzamento del sistema scolastico pubblico e contro chi vuole lucrare sulla cultura, sul futuro delle giovani generazioni, sulla pelle di tanti giovani

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