Tag: Rifondazione Comunista

Cronache giovanili dal congresso: «Sono qui, e ci sto bene. Questo Partito mi va»

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di Maria R. Calderoni

Simone Oggionni me lo dà come il più giovane delegato del congresso. Mattia Nesti, 19 anni, capelli scuri e ricci, viso delicato, bel sorriso, nonché camicia bianca, giubbotto blu e inconfondibile accento toscano (per forza, è di Pistoia). Studente, ultimo anno di liceo classico, famiglia di sinistra ma senza tessere di partito, ceto medio. Mattia, segni particolari: Giovane comunista. E, come tale, a scuola va bene, 8 in storia, studiare gli piace, «studio per me, non solo perché ho degli esami da superare».
Una giornata piena, la sua, è un giovane comunista non un secchione. Il liceo, ma anche il pianoforte, la scherma, gli amici, «siamo un gruppo fisso, un bel gruppo, stiamo bene insieme». A Rifondazione ci è arrivato da solo, da ragazzino, nemmeno diciassettenne.

Opposizione, orgoglio, fiducia nel nostro futuro

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Intervento di Simone Oggionni all’VIII Congresso nazionale di Rifondazione Comunista

Percepisco il rischio dell’ordinarietà, e cioè che questo congresso, questo dibattito, ci scivoli addosso senza capirne l’importanza.

Ma sbaglieremmo, perché questo non è un congresso ordinario. Questo è un congresso che cade nel ventennale della nostra nascita – e quindi impone necessariamente di fare i conti con la nostra storia, con ciò che abbiamo fatto e con ciò che siamo diventati – ed è un congresso segnato dal carattere eccezionale della fase politica che stiamo attraversando.

Sulla fase politica non voglio aggiungere molto a quello che è già stato detto.  Soltanto tre punti, rapidissimi.

Un nuovo clima per costruire l’alternativa

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di Simone Oggionni

Sono d’accordo con la relazione del Segretario, che reputo molto positiva e puntuale. L’esito dei referendum è la conferma che il Paese sta cambiando. Sta cambiando innanzitutto nel senso comune, tra la gente, tra i lavoratori, e quindi sta cambiando nel profondo. Stanno cambiando per davvero, come si è detto, i paradigmi culturali: e si tratta di un processo dal mio punto di vista sufficientemente radicato, non irreversibile (altrimenti la politica, l’intervento soggettivo, non servirebbe a nulla) ma non è – mi pare di poter dire con certezza – un fuoco di paglia.

Bisogna però riflettere con attenzione sulle forme di questo cambiamento.

Il protagonismo dei comitati, delle associazioni, della società civile indica che questi soggetti fanno direttamente politica, rivendicano e concretamente mettono in campo la propria partecipazione. Non si pone più il tema classico del rapporto bipolare tra politica (partiti) e società.

Rifondazione arriva prima a Cinquefrondi!

di Michela Tripodi

In attesa del ballottaggio del 29 e 30 Maggio per che vede contrapposti i due candidati di centro destra e di centro sinistra (rispettivamente Giuseppe Raffa e l’ avv. Giuseppe Morabito) che concorrono alla carica di Presidente della Provincia siamo felici di poter affermare che Il Partito della Rifondazione Comunista a Cinquefrondi (Reggio Calabria) è il PRIMO PARTITO con 1071 voti, battendo Pdl e Udc cinquefrondesi che vedevano candidati due ASSESSORI dell’Amministrazione comunale (la somma dei loro voti non sfiora minimamente il dato del Prc).

L’anno scorso, sempre il Partito della Rifondazione Comunista insieme ad altri liberi cittadini alle elezioni comunali ha sfiorato il risultato pieno (una manciata di voti non ci hanno consentito di eleggere il Sindaco), quest’anno ce l’abbiamo fatta! Per noi oggi è un risultato storico, dopo trent’anni il nostro comune riesce ad avere un Consigliere Provinciale sottolineando che è stato eletto, con immenso orgoglio

Affrontare la vita a muso duro

di Andrea Bianchi

Affronterò la vita a muso duro, dice la stupenda canzone del compagno Pierangelo Bertoli – che già trent’anni fa aveva capito bene l’evoluzione della politica in Italia. Un Paese che, sia a destra che a sinistra (tra nostri pseudo interlocutori), vede il comunismo e i comunisti come il male assoluto. Carnefici assassini di milioni di morti nei gulag staliniani e spietati mangiatori di bambini. Senza però ricordare che se non avessimo avuto l’aiuto dell’Unione Sovietica, e degli altri alleati, forse oggi in Europa ci sarebbe ancora il nazifascismo. Di recente, un’avanguardia intellettuale del PDL della mia città (Civitavecchia) ha affermato che “i comunisti hanno regalato il paese ai russi”. Ah sì, quando sarebbe successo? Forse solo io non lo sapevo.

Ma siamo davvero autosufficienti?

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Intervento di Simone Oggionni alla Direzione nazionale del PRC

Considero molto positiva la proposta programmatica avanzata dal segretario: va nella direzione giusta, segnala una vocazione finalmente maggioritaria del gruppo dirigente, ci può fare tornare in pista e contiene proposte complessivamente molto condivisibili.
Aggiungo tre cose, che possono completare anche in chiave generazionale la nostra proposta:
1.      dobbiamo rilanciare con forza il tema dell’abrogazione della legge 30 (una proposta chiara e ad altro impatto simbolico) e della legge Gelmini, come propone una parte significativa del movimento;
2.      dobbiamo recuperare la proposta della scala mobile;
3.      dobbiamo dare risposta alla precarietà, alla disoccupazione e alla sofferenza salariale, soprattutto dei giovani, con un’idea dirompente: un piano straordinario per il lavoro e il lavoro minimo garantito. In subordine, l’idea di un salario sociale strettamente connesso alla produzione

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