Tag: Rifondazione

Dipende anche da Pier Paolo

di Simone Oggionni

Mi ha colpito molto pochi giorni fa una lettera pubblicata dal manifesto con cui un ragazzo di diciott’anni, Pier Paolo, confessava la propria difficoltà a definirsi comunista. Per lui quel termine sta diventando sempre più un peso, quasi che – scrive – sia un reato. E chiede, Pier Paolo, con una genuinità e una modestia davvero disarmanti, se essere comunisti al giorno d’oggi sia davvero così grave come dicono e se sia, come sente dire in giro, una inutile illusione.

Quella lettera penso rappresenti in maniera perfetta le preoccupazioni di moltissimi ragazzi che si stanno affacciando al mondo attraverso le piazze, le piccole e grandi lotte, le piccole e grandi manifestazioni e che vivono come una contraddizione il confronto

No B Day 2: prove generali per l’alternativa

di Daniele Nalbone Dieci mesi dopo, eccolo di nuovo qui. Dopo la grande manifestazione del 5 dicembre 2009 il Popolo Viola è tornato a riempire le vie della capitale. Poco importa se i numeri non sono quelli della prima edizione: in fondo, come nel cinema, un sequel non sarà mai come l’opera prima. Ma a guardare il fiume viola che ieri ha attraversato Roma, non si può certo dire che il No B-Day 2 sia stato un flop come invece si sono affrettati ad affermare i media mainstream. Perché vedere migliaia di giovani e giovanissimi cantare e ballare sulle note di bandiera rossa, saltare al ritmo di «chi non salta Berlusconi è!» e soprattutto sventolare

Nessuna incoerenza: scardinare il bipolarismo per definire l’alternativa

In risposta a Matteo Iannitti, di Danilo Borrelli Caro Matteo, sento il dovere di rispondere ad alcune obiezioni che muovi al mio articolo proprio per liberare il dibattito interno da eventuali errori di interpretazione o da caricature di posizioni altrui: tutto ciò non farebbe bene né alla discussione né alla proficua dialettica tra compagni.
La critica maggiore che mi muovi è quella di sostenere posizioni “inconciliabili, profondamente contraddittorie se non demenziali” tra l’analisi del mio articolo e la proposta politica. Non mi sembrano parole di poco conto e per questo credo di meritarmi la possibilità di argomentare ulteriormente il mio pensiero, anche se in maniera schematica.

“Uniti siamo tutto, divisi siam canaglia”

di Andrea Salutari Ci sono momenti in cui la rabbia dentro il cuore è difficile da placare. Questo è uno di quelli. Viviamo una stagione tragica per i lavoratori che, con la crisi, ha ricevuto un ulteriore colpo di grazia. Credo di essere uno dei tanti giovani che ben rappresentano il dramma di un’intera generazione. Ho spalle grosse e forti, ma mi è difficile riuscire a tenere la schiena dritta.
Da una parte vivo la mancanza di diritti che i nostri genitori avevano conquistato negli anni delle lotte. E’ dura trovare il coraggio di vivere senza un salario sicuro, la precarietà ci trasforma in schiavi che non possono permettersi nulla.
E’ dura lavorare sentendosi una macchina, una merce col proprio numero di riconoscimento.

Uno scatto d’orgoglio, per l’unità vera

Intervento di Simone Oggionni al Comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista del 10 – 11 Aprile 2010

Dico onestamente che non sono del tutto soddisfatto di questa nostra discussione. Vedo che il nostro dibattito sconta un vizio significativo di politicismo. Siamo tutti concentrati a parlare di alleanze, di collocazione istituzionale, di assetti, di contenitori, di formule, di alchimie, mentre continuiamo a non affrontare di petto quelli che secondo me sono le cause fondamentali della nostra sconfitta: l’assenza di un’analisi di classe articolata della società italiana; l’assenza di un programma semplice e percepibile immediatamente non solo dai ceti medi ma anche dai lavoratori; l’assenza di un ancoraggio ideale, di un immaginario

Battaglie in fabbrica e feste di paese, e Rifondazione raddoppia i voti

E’ rimasta l’ultima roccaforte «rossa» della provincia di Vicenza. Dopo che anche una città col cuore a sinistra come Schio si è svegliata lunedì con la Lega Nord primo partito e la sinistra ai minimi storici, il risultato di Recoaro Terme, nel suo piccolo, fa storia: qui la Federazione della sinistra (che unisce Rifondazione e Comunisti italiani) raggiunge l’8,63 per cento. La sinistra fieramente comunista raccoglie 303 voti, ed è il quarto partito dopo Lega, Partito democratico e Pdl. Altro che partiti «leggeri», «liquidi» o «mediatici »: confrontando le urne di oggi con quelle di cinque anni fa, i voti sono sempre gli stessi, saldi e sicuri. E sono quasi

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