di Daniele Maffione
“Nel giorno in cui le organizzazioni neofasciste in diverse parti d’Italia commemoravano, con convegni e fiaccolate, la celebrazione dei “martiri delle foibe”, anche ad Avellino l’ANPI organizzava un presidio antifascista.
Per tre ore la città è stata presidiata da tutte le forze democratiche ed antifasciste (partiti, associazioni, movimenti), che hanno risposto all’appello della sezione locale dell’ANPI, recentemente ricostituita.
Dopo il presidio, un nutrito gruppo di antifascisti si è recato al Centro sociale Della Porta, dove Futuro e Libertà, il cui presidente Fini giura sull’antifascismo e la Costituzione, teneva un convegno insieme a Casapound e Blocco studentesco!
All’iniziativa erano state invitate tutte le giovanili dei partiti di centro sinistra, che unanimemente, grazie al lavoro dell’ANPI e di Partiti come Rifondazione comunista ed i Giovani Democratici, avevano rifiutato di partecipare.







Semplicemente non c’è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dall’analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale. Troppo poco, ecco perché la commissione per la storia, presieduta da Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un


