Tag: revisionismo

Lucchetti al revisionismo!

di Daniele Maffione

“Nel giorno in cui le organizzazioni neofasciste in diverse parti d’Italia commemoravano, con convegni e fiaccolate, la celebrazione dei “martiri delle foibe”, anche ad Avellino l’ANPI organizzava un presidio antifascista.

Per tre ore la città è stata presidiata da tutte le forze democratiche ed antifasciste (partiti, associazioni, movimenti), che hanno risposto all’appello della sezione locale dell’ANPI, recentemente ricostituita.

Dopo il presidio, un nutrito gruppo di antifascisti si è recato al Centro sociale Della Porta, dove Futuro e Libertà, il cui presidente Fini giura sull’antifascismo e la Costituzione, teneva un convegno insieme a Casapound e Blocco studentesco!

All’iniziativa erano state invitate tutte le giovanili dei partiti di centro sinistra, che unanimemente, grazie al lavoro dell’ANPI e di Partiti come Rifondazione comunista ed i Giovani Democratici, avevano rifiutato di partecipare.

La politica nelle scuole contro l’ignoranza e il qualunquismo

di Simone Oggionni Accade che i Giovani Democratici di Brescia, cioè i giovani del Partito democratico, pubblichino un manifesto dal titolo sontuoso: «Il simbolo di un partito in una scuola pubblica? E’ ignobile». Sopra allo slogan e al loro simbolo (che presumiamo sia escluso dal novero dei simboli ignobili a cui è interdetta la frequentazione delle scuole pubbliche) tre facce e tre simboli. Mussolini e il fascio littorio, Hitler e la svastica, Stalin e la falce e il martello.

I problemi sono due, entrambi abbastanza gravi. Il primo è che i giovani del più grande partito di centro-sinistra del nostro Paese ritengono che i simboli dei partiti, e cioè la politica, debbano rimanere fuori dalle scuole. Pubbliche, specificano, dal che si indurrebbe che invece in quelle private – che il Pd ha sempre, programmaticamente, affermato di volere finanziare – i partiti

Resistenza, la Gelmini la cancella!

Semplicemente non c’è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dall’analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale. Troppo poco, ecco perché la commissione per la storia, presieduta da Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un

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