Tag: razzismo

Cinghiamattanza

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di Kykeon

Continuate a sventolare le vostre foglie di fico: una sincera ipocrisia trasuda dalle vostre bocche, le vostre lingue denunciano gli orrori commessi da voi stessi durante le piene di intolleranza. Approfondite le vostre lacerazioni: le differenze da voi discriminate con sottile ironia. Non smettete di offendere la memoria della Speranza, sbarrata da un vostro uomo dotato di orecchie sensibili e con mani che hanno aggredito il grilletto, interrompendo il personale esodo verso una meta promessa, la stessa che ha restituito il sangue alla terra madre.

La “biodiversità” è un bene comune

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di Lorenzo Lupoli

Una grande manifestazione, pacifica e di massa. Questa la risposta che Firenze e i suoi cittadini hanno dato a pochi giorni dall’orrore di Piazza Dalmazia, stringendosi attorno alla comunità senegalese della città. Una comunità, quella africana, che in questi giorni ha dato un esempio di grande civiltà, dignità e maturità, organizzando una mobilitazione che è sfociata nel partecipato corteo che ha attraversato le strade cittadine pacificamente, senza creare disordini e tensioni.
Una strana coincidenza quella che collega la reazione di questa comunità ferita e umiliata, con quella del quartiere torinese che poco più di una settimana fa aveva risposto barbaramente alla falsa notizia dello stupro di una giovane sedicenne, che aveva accusato di

Stalingrado in ogni città

Stalingrado

di Simone Oggionni e Daniele Maffione

Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.” (Legge Scelba, paragrafo 1, 20 giugno 1952)

L’omicidio di Firenze, compiuto dal militante di Casapound, Gianluca Casseri, ha portato agli onori delle cronache un problema contro cui i Giovani Comunisti si battono da anni, spesso insieme all’ANPI ed alle reti antifasciste autorganizzate, ma nel pressoché totale silenzio di gran parte delle altre organizzazioni politiche: in Italia proliferano gruppi e movimenti che non propugnano soltanto una

Le strade e le piazze sono di chi ama

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di GC Palermo

Di fronte ai fatti accaduti lo scorso 13 dicembre a Firenze, l’unica parola che resta scolpita nella mente dei più è la parola «sgomento». Già, lo sgomento e lo sdegno immediato (e forse anche lo stupore, chissà) di chi proprio non riesce a spiegarsi razionalmente come Samb Modou e Diop Mor senegalesi, siano stati uccisi a sangue freddo in pieno giorno da parte del cinquantenne Gianluca Casseri. Prima lo sdegno certo; poi però la rabbia e la lucidità. Questo ennesimo atto criminale, razzista e premeditato non è infatti un’azione isolata, nata da deviazioni improvvise, alterazioni della personalità o possibili turbe psichiche, come molti media si affrettano a riferire. No!

Per una unità democratica contro ogni forma di razzismo

di Valerio Todeschini Varese, giovedì 22 luglio scorso, una ragazza viene insultata e picchiata sull’autobus perchè si lamenta del caldo. E le viene gridato  “sporca negra, negra di merda”. Un atto, l’ennesimo purtroppo, che ci da il senso di come nella città giardino ormai sempre più si sta insinuando una sorta di razzismo diffuso, strisciante, che diventa una giustificazione per gli atti più brutali, verso chi è ritenuto diverso (sia dal punto di vista razziale che sessuale). Varese, la Lombardia, che dal punto di vista

La “Padania”, ovvero il volto caricaturale della Lega

di Marco Sferini Chissà se Erodoto riuscirebbe a far cambiare idea a Umberto Bossi? Eh già… nemmeno il grande storiografo greco, parlando della parte nord della nostra penisola, la chiama “Padania”. Non la chiamano così nemmeno i romani: Gallia Cisalpina la definiscono. E solo Augusto crea la provincia italiana tutta intera (ad esclusione di Sardegna e Sicilia). Ma gli esempi storici forse non servono per confutare l’esistenza o meno della “Padania”. Infatti ciò che non esisteva ieri potrebbe esistere domani, ma se ad oggi non esiste non si può pretendere di mettere mano ad un complesso problema di natura ontologica e farne un argomento di dibattito politico.

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