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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; PD</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Giovani PD: campeggio con la Meloni. A quando Storace e Rauti?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 22:47:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni Sarà che i giornali d’estate sono a corto di notizie e così danno spazio praticamente a tutto, sarà che l’estate è la stagione dei campeggi e delle feste delle varie organizzazioni di partito. Sta di fatto che ieri l’Unità ha realizzato una super-intervista al segretario nazionale dei giovani del Partito Democratico, Fausto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="melonifas" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/melonifas.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1365" style="margin: 4px;" title="melonifas" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/melonifas.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><strong><em>di Simone Oggionni</em></strong> Sarà che i giornali d’estate sono a corto di notizie e così danno spazio praticamente a tutto, sarà che l’estate è la stagione dei campeggi e delle feste delle varie organizzazioni di partito. Sta di fatto che ieri l’Unità ha realizzato una super-intervista al segretario nazionale dei giovani del Partito Democratico, Fausto Raciti con, in oggetto, niente popò di meno che il campeggio estivo dei Giovani Democratici.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché ne scriviamo? Non solo perché, con un po’ di soddisfazione, possiamo tranquillamente dire che il nostro appuntamento sarà più partecipato (e pure più lungo: una settimana invece di tre giorni) di quello dei Giovani Democratici. Che, vorremmo ricordarlo, hanno <span id="more-1364"></span>alla spalle in una misura stratosferica amministrazioni locali, soldi, sedi, funzionari e quant’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là di questo, quello che colpisce è la scelta di Raciti di invitare ad un dibattito Giorgia Meloni (ministro del governo Berlusconi), definita “una interlocutrice” e di rifiutarsi contestualmente di invitare Nichi Vendola, perché – dice Raciti – “non vogliamo farci fare una lezione da sinistra da lui”.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente i Giovani Democratici sono talmente giovani e talmente democratici (e messi talmente male) che la lezione da sinistra se la faranno fare dalla ex fascista Giorgia Meloni! A quando l’invito ufficiale per Storace e per Pino Rauti?</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">28 Luglio 2010</p>
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		<title>Il PD e gli operai&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 21:48:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Luca Fiori Sintetizzo i punti salienti; per i GD di Rimini in questo momento a Pomigliano e in genere nel mondo succede questo: - la proposta d&#8217;accordo presentata da Marchionne ai lavoratori di Pomigliano non viola leggi e non viola la Costituzione; - stante questo, l&#8217;unico motivo valido per gli operai di Pomigliano sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="pdtraballa" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/pdtraballa.jpg"><img class="size-full wp-image-1206 alignleft" style="margin: 4px;" title="pdtraballa" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/pdtraballa.jpg" alt="" width="180" height="218" /></a>di Luca Fiori </strong></em>Sintetizzo i punti salienti; per i GD di Rimini in questo momento a  Pomigliano e in genere nel mondo succede questo:</p>
<p style="text-align: justify;">- la proposta d&#8217;accordo presentata da Marchionne ai lavoratori di  Pomigliano non viola leggi e non viola la Costituzione;<br />
- stante questo, l&#8217;unico motivo valido per gli operai di Pomigliano  sarebbe la presenza di una offerta migliore &#8220;cogliendo così  l’opportunità positiva offerta loro dalla globalizzazione &#8220;;<br />
- il sistema sindacale italiano, qualora non si trovi un accordo tra  i sindacati stessi, è paralizzante;<br />
- &#8220;il sistema italiano attuale di relazioni industriali è ancora  oggi troppo chiuso ai piani industriali innovativi, perché troppo  saldamente fondato sul divieto di deroga da parte della contrattazione  aziendale al contratto collettivo nazionale &#8220;;<br />
- si dovrebbe spostare il confine tra &#8220;diritti non negoziabili&#8221; e  &#8220;condizioni di lavoro&#8221;;<span id="more-1205"></span><br />
- nessuno vuole investire a Pomigliano perchè ci sono &#8220;punte anomale  di assenteismo&#8221;, sanabili grazie ad un ripensamento della titolarità  del diritto di sciopero;<br />
- la globalizzazione ha sì messo in difficoltà i lavoratori dei  paesi più sviluppati le cui aziende vanno ad investire in paesi in via  di svluppo, ma ha anche ampliato su scala planetaria il bacino  imprenditoriale disposto ad investire in Italia.</p>
<p>A questa prima parte dell&#8217;intervento, diciamo &#8220;illustrativa&#8221;, cerco di  rispondere brevemente perchè il meglio viene nelle soluzioni proposte  dai GD di Rimini.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la legalità dell&#8217;accordo proposto da Marchionne ai  lavoratori di Pomigliano mi permetto di citare l&#8217;opinione di  Piergiovanni Alleva, docente di diritto del lavoro all&#8217;Università  Politecnica delle Marche che in un&#8217;intervista comparsa su Liberazione il  16/06/10 afferma che &#8220;Diciamo che è sicuro che la giurisprudenza dice  che il diritto di sciopero è un diritto individuale seppur a indirizzo  collettivo. I lavoratori scioperano non perché lo dicono i sindacati, ma  perché è una decisione loro e quindi non possono essere rimproverati o  sanzionati. Se il diritto di sciopero non fosse individuale non  potrebbero esistere gli scioperi politici o quelli di  solidarietà.Pretendere che i lavoratori firmino una clausola di pace che  li investa direttamente è un’assoluta novità. Diciamo che lo sciopero è  più vicino a un diritto di espressione. Per questo motivo, se si  volesse dire che una volta che questo accordo sia stato stipulato solo  con alcuni ma venisse applicato, con tanto di sanzioni, anche ai  lavoratori non iscritti al sindacato o iscritti alla Fiom, ecco, saremmo  di fronte ad una incostituzionalità massima&#8221;. Trovo a questo punto  superfluo procedere oltre nell&#8217;analisi dei punti dell&#8217;accordo che  prevedono la facoltà dell&#8217;Azienda di non pagare indennità di malattia  qualora si superino le medie di giorni d&#8217;assenza dal lavoro.ù</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei poi ricordare ai Giovani Democratici di Rimini che il sistema  sindacale italiano nasce da un&#8217;idea, sancita dalla Costituzione,  dell&#8217;utilità ai fini sociali dell&#8217;iniziativa privata, che deve sì essere  tutelata, ma che non può prescindere da un fine di miglioramento  sociale esteso alla totalità dei cittadini. Ora, io posso capire come  questo a Ichino possa suonare blasfemo, ma per fortuna la nostra carta  Costituzionale è stata scritta in tempi intelligentemente più felici di  quelli attuali, tempi in cui la globalizzazione ci offre &#8220;opportunità  positive&#8221;, a vostro giudizio. Se l&#8217;opportunità positiva che mi offre la  globalizzazione è accettare una riduzione vistosa nei miei diritti umani  e di lavoratore, salariali e politici, in cambio di un posto di lavoro,  credo che non sia un bel mondo, questo, e credo che nessuno di voi  abbia mai pensato di avere una famiglia da mantenere con 800 – 1000 € al  mese. Ringraziare Marchionne perchè mi elemosina un pasto caldo  obbligandomi a tacere e a trasformarmi in bestia da soma mi pare davvero  eccessivo.</p>
<p>Che soluzioni propongono i GD di Rimini per risolvere la questione  Pomigliano, ma anche per risolvere tutte le situazione che grazie a  Pomigliano sorgeranno in futuro?</p>
<p>L&#8217;innovazione!</p>
<p>La panacea zoppa del PD che risolve i problemi del mondo, che  meraviglia.</p>
<p>Innoviamo, basta con questi tristi operai assenteisti che gravano sui  colleghi con la loro pigrizia &#8220;messicana&#8221;, basta con questi contratti  nazionali che costringono il sig. Marchionne e altri come lui</p>
<p>ad andare a delocalizzare in Polonia, Romania, Serbia, Brasile,  ecc.ecc., basta con questi lavoratori troppo attaccari ai propri diritti  che si trasformano così in &#8220;reazionari, conservatori, non più  progressisti.&#8221; Basta con questo obsoleto Statuto dei Lavoratori che ha  francamente rotto un po&#8217; i coglioni con tutte quelle tutele verso quei  poveracci che non ringraziano neppure il signor padrone.</p>
<p>Basta! Innoviamo, per dio!</p>
<p>Secondo il sig. &#8220;paterinho&#8221; allora il partito democratico deve  impegnarsi per &#8220;innovare lo statuto dei lavoratori e far si che in un  caso come quello di Pomigliano si possa derogare al contratto  nazionale&#8221;.</p>
<p>Ora io mi chiedo dove stia andando il partito democratico e dove stia  andando la sua organizzazione giovanile. L&#8217;innovazione di cui parlano in  questo aberrante articolo non è innovazione, nè minimamente la si può  paragonare a qualsiasi forma di progressismo; è semplicemente un ritorno  all&#8217;Ottocento, una regressione bicentenaria della condizione sociale  dell&#8217;uomo e del lavoratore.</p>
<p>Se l&#8217;intenzione del Partito Democratico è quello di creare una nuova  destra liberista in Italia, devo ammettere che le basi ci sono tutte, e  devo ammettere che hanno pure qualche buona chance di successo, ma che  lo ammettano, a loro stessi, ai loro elettori e ai loro tesserati  (alcuni dei quali continuano ingenuamente a chiamarsi &#8220;compagni&#8221; –  tristi reazionari di un&#8217;ideologia dismessa – cosa che fa infuriare le  giovani leve).</p>
<p>Io continuo a credere che questo mondo non sia un bel mondo, credo che  le diseguaglianze e le contraddizioni del capitalismo si palesino ogni  giorno di più, credo che sia regredendo nel progresso dei diritti che si  possa costruire una società migliore.</p>
<p>Forse sono io fuori dal mondo, ma mi piacerebbe che qualcuno di questi  giovani, che tra vent&#8217;anni saranno i nostri amministratori, avesse la  decenza di tacere, a volte.</p>
<p style="text-align: justify;">LUCA FIORI</p>
<p style="text-align: justify;">Giovani Comunisti Rimini</p>
<p style="text-align: justify;">24 Giugno 2010</p>
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		<title>La lotta contro il berlusconismo e le generazioni che si incontrano</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 09:45:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche se non piove il governo resta ladro. Da queste parti lo pensano in tanti. Anzi tutti. E non sono pochi. L’anziano militante romano arrivato in piazza del Popolo mostra soddisfatto lo striscione fatto in casa. Un cartello di carta incollato a un manico di scopa. C’è scritto “Pdl = partito dei ladri”. Ecco, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><img class="size-full wp-image-720 alignleft" style="margin: 4px;" title="generazionicontrob" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/generazionicontrob.jpg" alt="" width="272" height="182" />Anche se non piove il governo resta ladro. Da queste parti lo pensano in tanti. Anzi tutti. E non sono pochi. L’anziano militante romano arrivato in piazza del Popolo mostra soddisfatto lo striscione fatto in casa. Un cartello di carta incollato a un manico di scopa. C’è scritto “Pdl = partito dei ladri”. Ecco, il clima oggi è questo. La piazza è anti-tabacco, perché è così piena che anche rispondere al cellulare diventa un’impresa. La cronista che vaga si imbatte in scenette da raccontare. Fotografie particolari di una giornata in cui le opposizioni al governo Berlusconi tornano in piazza. Tutte insieme, senza infilarsi vicendevolmente le dita negli <span id="more-719"></span>occhi. Ah, sia chiaro che l’Udc non c’è. «Casini in meno», commenta secca una ragazza che a naso non ha particolare simpatia per lo scudocrociato di Casini, Cesa e Buttiglione. C’è da capirla, li ha visti per quindici anni al fianco del Cavaliere e ora che pure fanno opposizione in Parlamento restano comunque al fianco del Cavaliere almeno nella sua Campania. Una coppia di signori di mezz’età dà vita a una scenetta emblematica. Lei vorrebbe accendersi una sigaretta, lui la invita a rispettare i suoi polmoni e soprattutto le migliaia e migliaia di persone che stanno intorno, pressate come sardine. Non è un problema di divieti, è un problema di spazio vitale. Il fratello migrante che vende libri cercando di fendere la folla fa affari. La legalità chiesta a gran voce dalla piazza va a braccetto con la solidarietà. Non era scontato, in un paese dove il governo e la sua maggioranza parlamentare approvano leggi non propriamente progressiste in tema di immigrazione. Tanto che vivere in Italia non da irregolare è un’autentica impresa.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>I giovani comunisti hanno allestito un banchetto dove vengono venduti ottimi panini con la porchetta, stand ribattezzato “Fatevi un panino alla Milioni’’. Al secolo Alfredo Milioni, il dirigente del Pdl che non ha consegnato in tempo la lista del partito. Dicono fosse stato sopraffatto dai morsi della fame. Prendiamola per buona. Il resto è storia nota, il governo ha approvato il decreto salva-liste, sarebbe bastato uno studente di legge al terzo anno per dire che sarebbe andata a finire male. Tant’è. La piazza del popolo dà voce alla protesta: “Licenziamoli per giusta causa”. Battuta fulminante contro un governo che vuole lasciare ai padroni totale libertà di licenziamento. Fra i tanti striscioni molti appelli al lavoro che non c’è, alla giustizia. Per dirla in due parole: «Italiani svegliatevi», (striscione che il signor Pino abbraccia come fosse la coppa dei campioni conquistata dalla sua squadra del cuore). Gira anche qualche scritta che recita “Sandro Pertini quanto mi manchi. Napolitano e Vittorio Emanuele III a volte ritornano’’. E poi il cartello giallo con una scritta nera:  “Vendesi Repubblica, rivolgersi a Napolitano”. Tanto basterà per scatenare la prevista bagarre politica intono al capo dello Stato. Il Pd dice non si tocca, l’Udc dice che non va tirato per la giacchetta, il Pdl dice che la sinistra non ha senso delle istituzioni. Non ridere, please. Dal palco risuona una cover dell’immortale Toto Cotugno: “Lasciatemi cantare con la chitarra in mano, sono un italiano, un italiano vero”. Di quelli che non rubano, che fanno ordinatamente la fila, che pagano le tasse, che non votano Di Girolamo. Arriva trafelato Carmine De Angelis, giovane segretario del Pd di Mormanno, provincia di Cosenza. Si è sciroppato settecento chilometri per essere qui, altrettanti ne farà per tornare a casa. Ma ora stretto nell’abbraccio della sua sezione, pardon circolo, e di una piazza intera che sembra cullare i suoi figuranti uno per uno, il segretario democrat De Angelis non nasconde l’emozione: «Siamo qui per difendere una democrazia che è a rischio». Poco distante una ragazzina, ad occhio ancora liceale, fa professione di fede viola. “Resistere, resistere, resistere”. Vale per la Fiorentina, vale anche per quel pezzo d’Italia che ancora crede nella Costituzione repubblicana e nella giustizia sociale.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Alle cinque della sera in piazza del popolo non entra più neppure uno spillo. Ma Berlusconi c’è. Un Silvio di gommapiuma (mai più senza) che se ne frega dei disoccupati e si interessa solo ai suoi processi. La legge è uguale per tutti, ben lo sanno i manifestanti più disinvolti, quelli che hanno lasciato la macchina in sosta vietata. I vigili urbani, implacabili, sanzionano. Il volto severo della legge. Carla, arrivata da Napoli, rincorre un inflessibile tutore del traffico per cercare clemenza, per chiedere una grazia. Tutto inutile. Alla fine dirà che è stata colpa del giorno sbagliato, «manifestare il 13 porta male e anche quel colore viola&#8230;». Subito dopo però si fa una risata. La manifestazione è stata molto bella, in piazza del popolo sono tutti contenti. Anche Antonio, marchigiano, che prova a dire alla cronista due o tre cose ma viene sconfitto dal clamore popolare. Una bolgia. Il cartello racconta la storia di fabbriche che licenziano, di operai disoccupati, di scarpe rotte. Eppur bisogna andare. Cosima è di Lariano, per venire qui ha preso la metro. «Quando è troppo è troppo, non si poteva non scendere in piazza». Bambini con i palloncini. Gente del nord, del sud, delle regioni mediane. Il signore con il sigaro ricorda un po’ il Che Guevara. Antonella, torinese e dipietrista, urla: «Ladri, ladri&#8230;.». Un pensionato sventola il cartello con la scritta “basta”. Ha gli auricolari alle orecchie, anche la terza età ha scoperto l’I-Pod. Generazioni che si incontrano, si guardano, si riconoscono reciprocamente.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Piazza del popolo è gremita. “Sì alle regole no ai trucchi” si legge nei pannelli messi ai lati del palco, sullo sfondo la scritta: “Per la democrazia, la legalità, il lavoro, i diritti”. Tante le bandiere di partito, Pd, Idv, Prc, Pdci, Sel. Molti palloncini galleggiano sulla piazza, da quelli dei Verdi che reggono lo striscione  “Fermiamo il nucleare” a quelli della Cgil. Tutto intorno ci sono i gazebo con su scritto “Emma Bonino presidente”. Tutto quanto fa opposizione. Colori compresi.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Ultimi tre flash di una bella giornata che sa di primavera. Ignazio La Russa diventa Ignazio La Rissa, Berlusconi confessa: “l’unica cosa legale che conosco è l’ora”, infine nota di merito per il disobbediente pappagallo che sfugge alla catena. Sceglie la libertà. Il popolo legalitario per lui chiude volentieri un occhio-</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>FRIDA NACINOVICH</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>da Liberazione del 17 Marzo 2010</p>
</div>
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		<title>Ormai succede di tutto</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 19:40:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa di Francesco Ilardo e Valerio Todeschini (Giovani Comunisti &#8211; PRC,  Federazione della Sinistra -Varese) Ormai succede di tutto. Il Partito Democratico riconosce come “interlocutrici” le frange della nuova destra fascista a Varese? E’ una domanda che ci poniamo dopo aver appreso dai giornali che Casa Pound ha partecipato all’iniziativa di presentazione del candidato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-437" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/ormai-succede-di-tutto.html/pdsuccedetutto"><img class="alignright size-full wp-image-437" style="margin: 4px;" title="pdsuccedetutto" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/pdsuccedetutto.jpg" alt="" width="231" height="170" /></a>Comunicato stampa di Francesco Ilardo e Valerio Todeschini (Giovani Comunisti &#8211; PRC,  Federazione della Sinistra -Varese)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ormai succede di tutto. Il Partito Democratico riconosce come “interlocutrici” le frange della nuova destra fascista a Varese? E’ una domanda che  ci poniamo dopo aver appreso dai giornali che Casa Pound ha partecipato all’iniziativa di presentazione del candidato del PD Alessandro Alfieri, in quanto “attratti e incuriositi” dal profilo dello stesso candidato.<br />
Domandiamo, se la domanda non è sgradita, se la corsa del PD all’accaparramento di voti, dopo aver raggiunto Confindustria (Colaninno), oggi butta a mare anche l’antifascismo<span id="more-422"></span> e la battaglia contro la xenofobia. Strano, davvero strano che una candidatura del PD susciti tanto interesse da parte di una organizzazione di estrema destra, fascista e xenofoba. Noi crediamo che dialogare con queste formazioni sia un errore madornale, che mette in dubbio la fedeltà ai principi costituzionali e alla memoria di tutti coloro che sono morti per la libertà, che credavamo fosse (almeno quella) sopravvissuta alle mutazioni genetiche del PD.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento di grande confusione politica noi riconfermiamo la nostra appartenenza alla storia antifscista e antirazzista della sinistra italiana. Questa è una posizione chiara della Federazione della Sinistra, ci chiediamo se sia anche del PD. I fatti ci dicono però il contrario e non ne siamo felici.</p>
<p style="text-align: justify;">FRANCESCO ILARDO<br />
VALERIO TODESCHINI</p>
<p style="text-align: justify;">Giovani Comunisti &#8211; PRC<br />
Federazione della Sinistra -Varese</p>
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