Tag: operai

Lavoro, rivolte e diritto alla rabbia

di Francesco Bellina

Li vediamo avanzare davanti le porte del Comune fino ad occuparlo, li vediamo bloccare strade e autostrade, li vediamo alzare le barricate contro le forze dell’ordine: sono teppisti o sono vittime? Probabilmente sono i genitori di quegli studenti che in autunno hanno infiammato le piazze, reclamando saperi e cultura gratuiti per tutt*.

Quegli studenti che, sempre in autunno, andavano in piazza non solo per parlare di Istruzione ma anche di reddito e lavoro. Gli stessi studenti che hanno apppoggiato le lotte operaie di Pomigliano, Termini Imerese e Mirafiori. Ma è anche probabile che i loro figli non vadano all’università ma che lavorino in fabbrica o altrove, perchè ancora, per certi versi, l’università per molti è un lusso.

Tutti con la FIOM! Firma l’appello!

In centomila con la Fiom. Firma anche tu l’appello di Camilleri, Flores d’Arcais e Hack

Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l’appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto in Parlamento di “terrorismo mediatico”, in un clima di mobilitazione delle più importanti testate contro la legge-bavaglio, mentre in piazza su questo tema si era speso anche Roberto Saviano.
Eppure riteniamo necessario provare a realizzare questo OBIETTIVO “IMPOSSIBILE” perché siamo convinti che sulla “abrogazione” della Fiom che Marchionne sta cercando di imporre, si giochi una partita cruciale per la difesa dei più elementari e intrattabili diritti e libertà costituzionali. Per questo vi chiediamo di non limitarvi a firmare l’appello, ma di mobilitarvi per farlo firmare a tutti i

A Palermo, gli operai con gli studenti

“Questa mattina le studentesse e gli studenti della Rete dei collettivi e Coordinamento Universitari in lotta hanno partecipato al presidio degli operai dei cantieri navali che si è svolto a Piazza Indipendenza, davanti la sede della Presidenza della Regione Sicilia. Presenti anche i Giovani comunisti”.

“Gli operai dei cantieri conducono una lotta per difendere i livelli occupazionali dello stabilimento di Palermo, duramente messi in discussione dalla crisi e dalle scelte strategiche di Fincantieri. La situazione è particolarmente grave per chi lavora nell’indotto, dove le

I GC verso il 16 Ottobre: organizzazione locale e nazionale

Care compagne e cari compagni, il 16 ottobre, data della manifestazione nazionale indetta dalla Fiom per la tutela dei diritti dei lavoratori e per il salario, si sta avvicinando. Come ripetiamo da diverse settimane, è per noi un appuntamento imprescindibile, la manifestazione più importante di tutto l’autunno.

Come risulta facilmente comprensibile, un’ottima riuscita della mobilitazione dei metalmeccanici significherebbe battere un colpo forte e chiaro nel Paese, stringendo le forze più avanzate intorno ai lavoratori, vero perno del conflitto sociale. Il 16 ottobre porteremo in piazza i nostri contenuti: via il governo Berlusconi, sapere libero e pubblico per tutti, salario sociale, scala mobile, diritti.

La riuscita della manifestazione è essenziale e strategica per il nostro stesso progetto politico e per questo abbiamo deciso di investirvi tutte le nostre forze.

“Uniti siamo tutto, divisi siam canaglia”

di Andrea Salutari Ci sono momenti in cui la rabbia dentro il cuore è difficile da placare. Questo è uno di quelli. Viviamo una stagione tragica per i lavoratori che, con la crisi, ha ricevuto un ulteriore colpo di grazia. Credo di essere uno dei tanti giovani che ben rappresentano il dramma di un’intera generazione. Ho spalle grosse e forti, ma mi è difficile riuscire a tenere la schiena dritta.
Da una parte vivo la mancanza di diritti che i nostri genitori avevano conquistato negli anni delle lotte. E’ dura trovare il coraggio di vivere senza un salario sicuro, la precarietà ci trasforma in schiavi che non possono permettersi nulla.
E’ dura lavorare sentendosi una macchina, una merce col proprio numero di riconoscimento.

Gli operai non si piegano!

di Daniele Maffione Ribellarsi è un dovere! La lotta contro l’accordo separato siglato dai vertici aziendali della FIAT e dalle principali sigle sindacali, escluse la FIOM, è una lotta contro la fame, la distruzione del contratto nazionale di lavoro e l’abolizione dei diritti costituzionali, fra cui il diritto di sciopero. Ma rappresenta anche l’odierna lotta fra capitale e lavoro, in cui una minoranza combattiva non si piega agli attacchi padronali. Il referendum voluto dall’azienda e svoltosi nello stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco, in un clima d’intimidazione e ricatto dei lavoratori, non ha sortito gli effetti desiderati dalla Confindustria e dal governo Berlusconi, poiché se è

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