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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; neofascisti</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>I GC cancellano le scritte fasciste ai licei Tasso e Righi</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:44:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Ufficio stampa GC Ieri notte una squadraccia di fascisti facenti capo al gruppo Controtempo (conosciuto a Roma e notoriamente legato a settori della destra istituzionale) ha deturpato i muri dei licei Tasso e Righi di Roma con svastiche e scritte vergognose. Guarda caso quei licei, tra i simboli dell&#8217;antifascismo militante romano. Guarda caso ieri,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Ufficio stampa GC</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri notte una squadraccia di fascisti facenti capo al gruppo Controtempo (conosciuto a Roma e notoriamente legato a settori della destra istituzionale) ha deturpato i muri dei licei Tasso e Righi di Roma con svastiche e scritte vergognose. Guarda caso quei licei, tra i simboli dell&#8217;antifascismo militante romano.<br />
Guarda caso ieri, 27 gennaio, giornata della Memoria della Shoah. Si tratta soltanto dell&#8217;ultima provocazione vomitevole di una galassia di sigle, gruppi e associazioni che continua a vivere nella indifferenza, quando non nella colpevole compiacenza dell&#8217;amministrazione comunale. <span id="more-3261"></span>Quelle scritte sono state rimosse dall&#8217;azione di nostri giovani compagni. Vorremmo fossero rimosse per sempre dalla cultura e dalla quotidianità di Roma e dell&#8217;intero Paese.</p>
<p>ufficio stampa GC</p>
<p>28 gennaio 2012</p>
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		<title>Roma. Piste nere nella “guerra di mala”</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 22:38:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pistole ritrovate. Nelle indagini sulla guerra di mala a Roma spuntano fuori continuamente fascisti e malavitosi. Le telefonate e gli affari tra Mokbel e il boss di Ostia Carmine Fasciani. Uomini neri sempre disponibili per il “lavoro sporco”. Negli ultimi delitti e ferimenti c’è sempre qualche “cuore nero”. L’inchiesta prosegue. A Tivoli, dove lo scorso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pistole ritrovate. Nelle indagini sulla guerra di mala a Roma spuntano fuori continuamente fascisti e malavitosi. Le telefonate e gli affari tra Mokbel e il boss di Ostia Carmine Fasciani. Uomini neri sempre disponibili per il “lavoro sporco”. Negli ultimi delitti e ferimenti c’è sempre qualche “cuore nero”. L’inchiesta prosegue.</p>
<p style="text-align: justify;">A Tivoli, dove lo scorso 3 gennaio è stato ferito a colpi di arma da fuoco il neofascista Francesco Bianco, è stata ritrovata un’altra pistola, una calibro 9 e cinquanta munizioni. L’arma è stata rinvenuta nei pressi di un cassonetto ed è stata sequestrata. L&#8217;arma sarà ora esaminata dai tecnici della scientifica per accertare se sia stata utilizzata nei recenti agguati di sangue. &#8220;La pressione esercitata sul <span id="more-3191"></span>territorio nelle ultime ore ha probabilmente indotto il possessore a disfarsene&#8221; si legge in un comunicato della Questura. Proprio a Tivoli Terme lo scorso 3 gennaio è stato ferito in un agguato Francesco Bianco, 51enne in passato vicino al gruppo terroristico di destra Nuclei armati rivoluzionari e coinvolto nella vicenda di Parentopoli all&#8217;Atac.</p>
<p style="text-align: justify;">Prende corpo intanto nelle  ipotesi di Ris e Ros dei carabinieri che la pistola che ha ucciso il commerciante cinese e la sua bambina a Torpignattara qualche giorno fa, possa essere stata acquistata dagli assassini, poche settimane prima del colpo, nell’arsenale della mala trovato per caso il 17 dicembre sulla Casilina, solo cinque chilometri più a est del luogo del delitto”. Lo scrive oggi su Liberazione  online Checchino Antonini. Si tratta di un arsenale composto da tredici pistole, quattro fucili da guerra, una mitraglietta, cinque giubbotti antiproiettile, 2.500 munizioni, due uniformi dei carabinieri e una della polizia forse rubati in una lavanderia, una paletta segnaletica della protezione civile e la riproduzione di una placca di riconoscimento dell’Arma, passamontagna, parrucche e alcune dosi di erba. “Era l&#8217;armeria di Claudio Nuccetelli, 48 anni, passato alla storia criminale per la “spaccata&#8221; a Bulgari, il fallito colpo del 2007 quando un carro attrezzi assalì la nota gioielleria del centro di Roma. I carabinieri potrebbero chiedere lumi proprio a Nuccetelli,  il quale &#8211; come ha spiegato su Liberazione una ricostruzione di Ercole Olmi  -che  abbiamo pubblicato nei giorni scorsi anche su Contropiano &#8211; è considerato dagli inquirenti uno dei punti di contatto tra la mala romana, con la galassia neofascista e la mafia catanese. Con lui, nella rapina da Bulgari, c&#8217;erano  infatti anche Fabio Giannotta, con alle spalle un curriculum di rapine ma anche  di partecipazione alle commemorazioni presso la sede di Acca Larentia di cui la sua famiglia sembra essere &#8220;tenutaria&#8221;. Un padre segretario di sezione  dell&#8217;antico Msi, un fratello Mirko, condannato  con  rito abbreviato a un anno e otto mesi nel 2005 per rapine a banche e gioiellerie  ed infine Fabio noto per essere un altro  dei capitoli inquietanti della cosiddetta Parentopoli nera a Roma. Dirige, per conto delll&#8217;Ama e il comune di Roma, il settore Decoro urbano.<br />
Le connessioni tra organizzazioni criminali nella capitale, i neofascisti e la guerra di mala che si è scatenata a Roma nel 2011, riportano a galla episodi apparentemente scollegati ma che hanno come costante la presenza di ex militanti neofascisti dei Nar.<br />
Nella guerra di mala che sta insanguinando la capitale, a novembre ci sono stati due omicidi “mirati” a Ostia: quelli di Giovanni Galleoni – noto come “Bafficchio” &#8211; e di Francesco Antonini conosciuto come “Sorcanera”. I due sono stati uccisi a Nuova Ostia la sera del 23 novembre scorso. I due uccisi erano legati in passato alla Banda della Magliana e in particolare a Paolo Frau – detto “Paoletto” – a sua volta ucciso a Ostia nel 2002 e coinvolto anche nel processo per l’assassinio di Mino Pecorelli, il giornalista ucciso nel marzo del 1979. A fare il suo nome era stato Antonio Mancini, altro elemento di spicco della banda della Magliana ed ora “collaboratore di giustizia”.  Nel 2008 invece era stato ucciso ad Acilia, un altro boss come Salomone.<br />
Per il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, responsabile della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, titolare delle indagini assieme al pm Carlo La Speranza, il duplice omicidio di Ostia “È stato uno scontro evidente tra due gruppi criminali molto forti, uno scontro di un certo livello”. “Le due vittime &#8211; prosegue Capaldo &#8211; erano due personaggi profondamente inseriti nel contesto della criminalità organizzata di un certo significato, non marginale, insediata anche a Roma nel traffico di droga e usura, già coinvolti in episodi di sangue e conflitti tra bande”.<br />
Ma proprio a Ostia, esattamente due anni prima (dicembre 2009), i carabinieri avevano condotto una vasta operazione denominata Los Moros 2008-Madara 2008 – in cui vennero effettuati 36 arresti, di cui 31 italiani, 4 spagnoli e un bulgaro, per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish e cocaina. Questa operazione e i successivi sequestri di beni, hanno assegnato un durro colpo all’organizzazione crminale del boss di Ostia Carmine Fasciani.  Tra gli arrestati figuravano Silvia Bartoli, la moglie del boss di Ostia, e un certo Alberto Piccari. Quest&#8217;ultimo è noto come esponente neofascista dei Nar. Piccari viene ritenuto un “membro importante” nel gruppo originario dei Nar, alla pari di Gilberto Cavallini, Luigi Ciavardini, Massimo Carminati, Franco Anselmi, Walter Sordi ed altri. Picccari venne arrestato il 23 ottobre del 2001 e accusato di porto e detenzione illegale di armi. Le armi erano in ottimo stato di efficienza. Quando nel dicembre del 2009, i carabinieri lo fermano nel quadro dell&#8217;indagine “Los Moros”, si trovano di fronte ad una vecchia conoscenza ma più nell&#8217;ambito dei gruppi neofascisti che in quelli della criminalità.  Ma non è l’unica sorpresa. C’è qualcosina di ancora più importante. La telefonata intercettata tra il boss di Ostia, Carmine Fasciani e lo spregiudicato “imprenditore-finanziere” nero Gennaro Mokbel è ormai nelle cronache. Nella telefonata con Fasciani,  Mokbel si vanta di aver speso più di un milione di euro per far uscire dal carcere la coppia nera per eccellenza: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, tra i fondatori dei Nar. Non solo. Il Ros dei Carabinieri ha accertato &#8220;i contatti del Mokbel con Carmine Fasciani, noto esponente della criminalità organizzata romana, dal quale ha ricevuto l´assicurazione di poter svolgere in modo indisturbato la campagna politica nella zona di Ostia&#8221;. E’ ampiamente documentato poi il “cameratismo” tra Gennaro Mokbel (al quale, per importanza, dedicheremo un’altra puntata della nostra inchiesta) e il killer fascista Antonio D’Inzillo, coinvolto nella sanguinosa resa dei conti dentro la Banda della Magliana e “misteriosamente” morto nel 2008 in Kenya.<br />
Si potrebbero poi mettere in fila poi altri recenti fatti di cronaca: l’uccisione del broker Roberto Ceccarelli l’8 aprile; il ferimento di Andrea Antonini consigliere municipale di Casa Pound il 14 aprile; il ferimento del fascista Francesco Bianco ai primi di gennaio a Tivoli, il coinvolgimento dell’ex fascista dei Nar Pierfrancesco Vito nella vicenda del broker nero Gianfranco Lande (Il “Madoff” dei Parioli).<br />
Diventa dunque sempre più difficile tenere separate le piste “criminali” da quelle sugli ambienti neofascisti nella Capitale. Nella capitale nella seconda metà del 2010 è saltato qualche equilibrio nelle attività delle organizzazioni criminali ed è scoppiata la guerra. Questo ci dicono i fatti e la cosa, francamente, non è una sorpresa. L&#8217;inchiesta prosegue.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedi su questo gli articoli precedenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/5870-i-fascisti-nel-mirino-di-chi">http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/5870-i-fascisti-nel-mirino-di-chi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.contropiano.org/it/archivio-news/documenti/item/6011-roma-la-citt%C3%A0-delle-pistole-cronache-nere-come-i-cuori">http://www.contropiano.org/it/archivio-news/documenti/item/6011-roma-la-citt%C3%A0-delle-pistole-cronache-nere-come-i-cuori</a></p>
<p style="text-align: justify;">da Contropiano.org &#8211; Rete dei Comunisti</p>
<p style="text-align: justify;">12 gennaio 2012</p>
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		<title>Chiediamo con forza le dimissioni di Alemanno</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 22:26:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alemanno da giovane era un frequentatore della sede MSI di via Acca Larenzia a Roma e conosceva bene la famiglia Giannotta, tenutaria e testimonial di quella sede. Carlo, il pater familias, e due figli Fabio e Mirko. Fabio si contraddistingue per una serie di rapine e scassinamenti, l’ultimo 5 anni fa con il botto dello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alemanno da giovane era un frequentatore della sede MSI di via Acca Larenzia a Roma e conosceva bene la famiglia Giannotta, tenutaria e testimonial di quella sede. Carlo, il pater familias, e due figli Fabio e Mirko.<br />
Fabio si contraddistingue per una serie di rapine e scassinamenti, l’ultimo 5 anni fa con il botto dello spacco alla gioielleria con Nuccetelli. Mirko pure lui ha un passato lontano di furti a gioiellerie.<br />
Alemanno purtroppo per i romani viene eletto Sindaco e nomina Mirko Giannotta, diventato impiegato dell’AMA, a dirigere il decoro urbano, con il compito di pulire i muri di Roma di manifesti abusivi e di scritte. Il bravo Mirko però “tende” a non cancellare le svastiche di cui pullula Roma né a rimuovere i manifesti lugubri e clandestini di commemorazione di killer dei NAR.<br />
Alemanno da Sindaco dice che ci sono troppe pistole e armerie in mano alla Mala: un Sindaco tutto law and order. Peccato che l’armeria della Mala trovata dai carabinieri all’Alessandrino a fine 2011 era di Nuccetelli, il compagno di merende di Fabio Giannotta!<br />
E che dire del tentato omicidio a Tivoli, all’inizio dell’anno, dell’impiegato ATAC Francesco Bianco, ex NAR, assunto sotto il Campidoglio retto da Alemanno? Quel Bianco autore di invettive velenose antisemite durante una giornata lavorativa, il 14 dicembre 2110, in ATAC&#8230;<br />
Poi in queste ore apprendiamo che Carlo Giannotta, il pater familias, è stato fermato dai Carabinieri del ROS come indiziato per il tentato omicidio di Francesco Bianco, cosa di cui si sospetta anche la complicità del figlio Fabio… Di Mirko leggiamo che è stato sottoposto a perquisizione sempre dallo stesso ROS….<br />
La giustizia e le indagini facciano il loro corso, la politica di una opposizione seria e determinata  faccia però il proprio ruolo e chieda le dimissioni di Alemanno, interrompendo ogni logica di accordi anche istituzionali con questo Sindaco. La “fascisteria” cui ogni giorno siamo sottoposti, spesso più come farsa che come sostanza, è impresentabile: liberiamo Roma Bene Comune da questo sonno della Ragione, prima che siano generati i mostri.</p>
<p style="text-align: justify;">CLAUDIO ORTALE<br />
Vicepresidente del consiglio del Municipio ROMA 19 e Capogruppo PRC-FDS</p>
<p style="text-align: justify;">14 gennaio 2012</p>
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		<title>Ogni contrada è patria del ribelle&#8230; No all&#8217;utilizzo delle sedi comunali per i fascisti!</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 09:40:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Mancino]]></category>
		<category><![CDATA[neofascisti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Daniele Maffione In Italia, da qualche tempo a questa parte, si stanno moltiplicando iniziative organizzate da gruppi neofascisti ed antisemiti come Casapound Italia. La cosa che desta sconcerto è che organizzazioni apertamente reazionarie  usufruiscano, grazie alla gentile concessione di amministratori del Pdl, di sale dei consigli comunali o delle istituzioni scaturite dalla Resistenza antifascista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a class="lightbox" title="fischia il vento nazionale copia" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/fischia-il-vento-nazionale-copia.jpg"><img class="size-medium wp-image-2525 alignright" style="margin: 4px;" title="fischia il vento nazionale copia" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/fischia-il-vento-nazionale-copia-282x400.jpg" alt="" width="226" height="320" /></a>di Daniele Maffione</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, da qualche tempo a questa parte, si stanno moltiplicando iniziative organizzate da gruppi neofascisti ed antisemiti come Casapound Italia. La cosa che desta sconcerto è che organizzazioni apertamente reazionarie  usufruiscano, grazie alla gentile concessione di amministratori del Pdl, di sale dei consigli comunali o delle istituzioni scaturite dalla Resistenza antifascista.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante l’indignazione (di pochi), non c’è da stupirsi: per una sorta di ipocrita convenzione giurisprudenziale, le leggi antifasciste (Scelba e Mancino) sono sostanzialmente inapplicate. Sono pochissimi, poi, i casi di gruppi neofascisti disciolti. Fanno eccezione: Avanguardia nazionale, Ordine nuovo e qualche altro gruppuscolo dedito al terrorismo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra un paradosso, ma in regime di democrazia borghese, a meno che le istituzioni non siano oggetto di un esplicito attacco, tutti, finanche i fascisti, hanno diritto di parola!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è possibile richiedere l’applicazione della <strong>Legge Mancino</strong> (che estende la legge Scelba e punisce il reato di xenofobia ed antisemitismo) e dare un nuovo impulso all’antifascismo, chiedendo ai sindaci ed ai consigli comunali di tutta Italia di prendere le distanze da Casapound e chiamare alla mobilitazione attiva tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Giovani Comunisti avanziamo delle proposte ed invitiamo tutti gli antifascisti ed i sinceri democratici alla mobilitazione.<span id="more-2524"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Casapound, infatti, è un’associazione di matrice neofascista, che fa diretto richiamo ad <strong>Ezra Pound</strong>, principale teorico dell’antisemitismo nel fascismo italiano. Quindi, concedere una sala di un consiglio comunale ad un’organizzazione fascista ed <em>antisemita</em><em> </em>è un&#8217;aperta violazione della nostra Carta costituzionale e delle leggi che puniscono tali reati. Ma è anche un oltraggio alle centinaia di migliaia di italiani deportati nei lager nazisti.</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti, che molto spesso contrastano da soli, insieme ad altre realtà giovanili, il dilagante fenomeno fascista,  chiedono che tutte le organizzazioni antifasciste e democratiche pongano un argine alla diffusione di un messaggio xenofobo ed antisemita, mascherato da un linguaggio pseudo-futurista che cela solo barbarie e violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi vogliamo che nelle mobilitazioni antifasciste si schieriano anche la comunità ebraica, i partiti politici, dediti all&#8217;antifascismo di facciata, e tutte le organizzazioni sindacali e democratiche, che devono mobilitarsi per la difesa della Costituzione e della Repubblica. Bisogna unire le forze per chiedere l&#8217;applicazione delle leggi antifasciste e per educare le nuove generazioni ai valori fondanti della nostra democrazia, fatti di partecipazione attiva alla vita politica del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando il programma di Casapound, emerge con chiarezza quanto questa Associazione di Promozione Sociale, istituita da un decreto del 2004 del governo Berlusconi, appoggi la destra istituzionale, in particolare il Pdl (che fornisce finanziamenti e copertura politica), nelle sue posizioni politiche principali.</p>
<p style="text-align: justify;">Casapound propone il ritorno ad un modello di corporativismo tra lavoratori italiani ed aziende (che è ciò che tenta di fare il governo Berlusconi con Cisl e Uil), sostiene il nucleare (come vuole la  Confindustria), parla di nazionalizzazione di banche ed energia, ma appoggia la politica di privatizzazione dei servizi pubblici (vedi la giunta Alemanno a Roma, che ha costituito società multi-utility), apre alla riforma della giustizia (voluta da Berlusconi), parla di riscrivere la Costituzione… Altro che generazione “non conforme”! Questi sono realmente servi del capitale!</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, Casapound  ha animato una corrente culturale, che ha pubblicato il cosiddetto “manifesto del turbodinamismo”, che è una specie di inno allo squadrismo fascista in salsa futurista. In uno dei manifesti che lancia il Turbodinamismo, compare l’immagine di <strong>Robert De Brasillach</strong>, collaborazionista del governo di Vichy ed <strong>uno dei principali esponenti del neonazismo europeo</strong>, giustiziato alla fine della Seconda guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo: Casapound, che fuori Roma ha un’entità modesta, gode di grande sostegno economico e politico da parte del Pdl (la giunta Alemanno ne è un lampante esempio), che in tempi recenti ha presentato ben due disegni di legge:</p>
<p style="text-align: justify;">a) Disegno di legge con primo firmatario il sen. Pdl Cristiano De Eccher (tra gli indagati per la strage di Piazza Fontana), che propone di abolire la XII disposizione transitoria e definitiva della Costituzone (apologia di fascismo);</p>
<p style="text-align: justify;">b) Disegno di legge, che vede come primo firmatario l’on. Gregorio Fontana, autore nel 2008 di dichiarazioni sull’antifascismo (!), che propone di equiparare i partigiani ai repubblichini di Salò e di porre sotto il controllo del Ministero della Difesa l’ANPI. Tra l’altro, pochi sanno che gli stessi repubblichini rifiutano di essere equiparati ai partigiani!</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, il neofascismo itialiano è complementare alle destre al governo!</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti ed il Partito della Rifondazione comunista hanno promosso l’idea di presentare in tutta Italia degli ordini del giorno per far dichiarare un comune antifascista e liberare, città per città, paese per paese, la nostra terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto a questa azione, abbiamo raccolto e fatto nostro l’invito dell’ANPI, che ha aperto i propri battenti alle nuove generazioni, di iscriversi a questa storica associazione, custode degli ideali della Resistenza e dei valori fondativi della Costituzione, rafforzando la lotta contro il revisionismo storico e culturale e rendendo capillare l&#8217;intervento per radicare tra gli italiani i valori dell’antifascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Concentreremo la nostra attività soprattutto tra le nuove generazioni, oppresse da venti anni di berlusconismo, che sono attraversate da problemi drammatici, come la disoccupazione ed il precariato, per costruire una nuova stagione di rinnovamento politico, morale e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra stessa Costituzione, all&#8217;art. 3 recita che: &#8220;È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla scia del cambiamento, proveniente dall’affermazione delle sinistre a Milano e Napoli, il nostro obiettivo è di cacciare il governo, sconfiggere il berlusconismo e le politiche confindustriali, e fare applicare la Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Costruiremo una nuova partecipazione popolare alla politica con la campagna referendaria, sostenendo i quattro sì ai referendum sull’acqua, il nucleare ed il legittimo impedimento. E rimetteremo in discussione le leggi sul precariato e le scelte industriali dei nostri capitalisti. Vogliamo lavoro, reddito, istruzione pubblica e cultura.</p>
<p style="text-align: justify;">La generazione &#8220;non conforme&#8221; di Casapound ha i giorni contati&#8230; I nuovi italiani stanno animando una nuova Liberazione!</p>
<p>DANIELE MAFFIONE<br />
Responsabile naz. Antifascismo Giovani Comunisti – PRC/FDS</p>
<p>1° Giugno 2011</p>
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		<title>Uniti, con i compagni aggrediti, continuiamo a lottare!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 23:22:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni Poche settimane fa abbiamo commentato l’ennesima oscenità consegnataci dalle cronache parlamentari: un disegno di legge, firmato da alcuni senatori del Pdl, tra cui un ex esponente dell’estrema destra armata degli anni Settanta, che prevedeva l’abolizione della XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, quella che vieta «la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="schio2" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/schio2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2434" style="margin: 4px;" title="schio2" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/schio2.jpg" alt="" width="242" height="186" /></a><strong><em>di Simone Oggionni</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Poche settimane fa abbiamo commentato  l’ennesima oscenità consegnataci dalle cronache parlamentari: un disegno  di legge, firmato da alcuni senatori del Pdl, tra cui un ex esponente  dell’estrema destra armata degli anni Settanta, che prevedeva  l’abolizione della XII Disposizione transitoria e finale della  Costituzione, quella che vieta «la riorganizzazione sotto qualsiasi  forma del disciolto Partito Fascista».</p>
<p style="text-align: justify;">Tante reazioni di sdegno ma nessuna dal  Presidente della Repubblica, che pure in una circostanza così grave  avrebbe avuto il dovere di intervenire; e nulla dal partito di  appartenenza di questi senatori, che avrebbe dovuto – per obbligo  istituzionale – chiedere come minimo il ritiro del disegno di legge.<span id="more-2433"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La realtà è che il Popolo della Libertà è  un partito organicamente eversivo dell’ordine costituzionale. Lo è  nella natura plebiscitaria del consenso che attiva e richiede, nel  tratto clientelare che domina i rapporti tra eletti ed elettori a  livello territoriale (al Nord come al Sud), nella cifra a-democratica,  razzista e classista della politica che mette in campo a qualsiasi  livello.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo  quadro, la volontà di eliminare il divieto opposto dalla Costituzione  alla rinascita del partito fascista è il segno della volontà di  istituzionalizzare questa tensione eversiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è che il fascismo sdoganato dall’alto produce e legittima il fascismo dal basso e i peggiori rigurgiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche e – forse – ancora di più il giorno del 25 aprile.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettiamo in ordine i fatti. A Milano una  lapide dedicata alla Resistenza è stata sfregiata da scritte ingiuriose  e dalla firma di Forza nuova. A Roma numerosi quartieri sono stati  tappezzati di manifesti raffiguranti giovani in camicia nera armati e  firmati con tre fasci littori. A Corsico, in provincia di Milano, sono  stati bruciati i drappi delle brigate partigiane affissi sul locale  monumento alla Resistenza. A Venezia Forza Nuova ha sfregiato il  monumento alla Partigiana a Castello coprendolo con uno striscione  inneggiante al Ventennio. A San Severo, in provincia di Foggia, sono  comparse locandine dal contenuto analogo. Ancora a Roma, nel quartiere  Pigneto, è addirittura apparsa un’insegna in ferro battuto con incisa la  lugubre frase di benvenuto del campo di sterminio di Auschwitz.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine a Cinquefrondi, in provincia di  Reggio Calabria, quattro giovani compagni dei Giovani Comunisti sono  stati aggrediti da un gruppo di squadristi mentre affiggevano manifesti  di commemorazione del 25 aprile. E chissà quanti altri episodi non hanno  avuto la stessa eco.</p>
<p style="text-align: justify;">La misura è colma. Ma il punto è  chiederci, al netto del giudizio sul governo e sulla sua cultura  eversiva, perché tutto questo accade.</p>
<p style="text-align: justify;">Accade perché le nostre idee fanno  paura, perché la nostra storia ha ancora tanto da dire e tanto da  raccontare, perché è una storia viva, è un’anticipazione del futuro che  vogliamo costruire.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri sono stato a San Cesario sul  Panaro, in provincia di Modena, ad un pranzo di compagni. Tra loro c’era  una ragazza splendida di 91 anni, Italina, una partigiana che nel 1943  salì in montagna per combattere i fascisti. Mi ha trasmesso questa idea,  molto semplice: chi scelse la Resistenza era armato dei valori più  belli e più puri, voleva un’Italia migliore e combatté per ottenerla.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli che oggi, sconfitti dalla Storia,  ci insultano, infangano le nostre radici, addirittura ci aggrediscono  per tapparci la bocca e impedirci di parlare sono i figli di una  tragedia abortita, rigettata dal nostro popolo e la cui vergogna venne  riscattata proprio dall’eroismo della lotta partigiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo non possiamo fermarci, e anzi  dobbiamo sentire su di noi ancora di più il peso gentile della  responsabilità. Rimanendo uniti e continuando a lottare possiamo  farcela. Italina ci vuole passare il testimone. Tendiamo le nostre  braccia per raccoglierlo e non farlo cadere.</p>
<p>SIMONE OGGIONNI</p>
<p>Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p>26 Aprile 2011</p>
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		<title>Solidarietà ai GC di Cinquefondi</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 09:22:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Daniele Maffione Esprimo a nome del Coordinamento nazionale dei Giovani Comunisti tutta la solidarietà per il gravissimo episodio di violenza ed intimidazione accaduto a danno di quattro nostri compagni di Cinquefrondi (RC), che sono stati aggrediti fisicamente durante l&#8217;affissione di manifesti, che celebravano il 25 aprile e la Liberazione dal nazifascismo. Tuttavia, la pronta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="naziskin" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/naziskin.jpg"><img class="size-full wp-image-2429 alignright" title="naziskin" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/naziskin.jpg" alt="" width="230" height="156" /></a><em><strong>di Daniele Maffione</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Esprimo a nome del Coordinamento nazionale dei Giovani Comunisti  tutta la solidarietà per il gravissimo episodio di violenza ed  intimidazione accaduto a danno di quattro nostri compagni di  Cinquefrondi (RC), che sono stati aggrediti fisicamente durante  l&#8217;affissione di manifesti, che celebravano il 25 aprile e la Liberazione  dal nazifascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, la pronta denuncia  dell&#8217;accaduto e la compattezza dei nostri compagni dimostra che  l&#8217;intento di tale gesto è miseramente fallito! Come organizzazione  nazionale, ci impegnamo a mobilitarci al fianco dei compagni calabresi,  costruendo insieme una risposta politica all&#8217;accaduto. Chiediamo che le  forze <span id="more-2428"></span>dell&#8217;ordine e la magistratura intervengano immediatamente per fare  luce sull&#8217;accaduto, poichè questa intimidazione, in una data come  quella del 25 aprile, è ancora più inquietante e denucia lo spirito  eversivo alimentato dalla destra al governo.</p>
<p style="text-align: justify;">I GC di  Cinquefrondi, con il loro impegno, hanno dimostrato ancora una volta che  i Giovani Comunisti ed il PRC sono in prima linea nella lotta al  fascismo di ieri e di oggi, che trova nel governo Berlusconi e nelle  destre istituzionali la propria copertura politica, idelogica ed  istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La battaglia di questi nostri compagni è di  esempio, perchè condotta in un contesto come quello dell&#8217;Italia  meridionale, in cui i diritti e la memoria del nostro popolo sono  quotidianamente calpestati e rimossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Come GC denunceremo  alle forze dell&#8217;ordine qualsiasi aggressione, ricevuta a danno di  singoli e strutture, e chiederemo alla magistratura d&#8217;intervenire per  applicare la Costituzione. Allo stess modo, proseguiremo la nostra lotta  al revisionismo storico sulla Resistenza ed il protagonismo delle masse  popolari nella Liberazione dal nazifascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mobilitiamo la cittadinanza democratica ed antifascista denunciando qualunque sopruso.</p>
<p style="text-align: justify;">Mobilitiamoci per difendere i nostri compagni, le nostre sedi e la nostra Costituzione. Ora e sempre Resistenza!</p>
<p style="text-align: justify;">DANIELE MAFFIONE &#8211; Responsabile naz. Antifascismo GC</p>
<p>25 Aprile 2011</p>
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		<title>Contro lo squadrismo fascista a Viterbo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 10:59:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di Venerdì 25 marzo, durante lo svolgimento del convegno «Confine orientale italiano &#8211; Occupazione fascista e foibe» organizzato da Rifondazione Comunista, Arci, Anpi e dall&#8217; associazione Fata Morgana, presso l&#8217;ex cinema di via Macel Gattesco, nel centro storico di Viterbo, si è assistito all’ennesimo atto di squadrismo. Una ventina di ragazzi, dalla testa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="manobasta" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/manobasta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2332" style="margin: 4px;" title="manobasta" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/manobasta.jpg" alt="" width="175" height="189" /></a>Nel pomeriggio di Venerdì 25 marzo, durante lo svolgimento del  convegno «Confine orientale italiano &#8211; Occupazione fascista e foibe»  organizzato da Rifondazione Comunista, Arci, Anpi e dall&#8217; associazione  Fata Morgana, presso l&#8217;ex cinema di via Macel Gattesco, nel centro  storico di Viterbo, si è assistito all’ennesimo atto di squadrismo. Una  ventina di ragazzi, dalla testa rasata e di chiara appartenenza a gruppi  neofascisti, ha fatto irruzione nei locali urlando ai partecipanti del  convegno frasi del tipo “porci comunisti” e “gli assassini siete voi”,  rovesciando un tavolo pieno di libri e altro materiale dell&#8217;iniziativa,  lanciando in aria dei volantini prima di<span id="more-2331"></span> allontanarsi. Tra i presenti ci  sono stati momenti di panico, facilitando la fuga degli aggressori e la  manifestazione è stata sospesa.</p>
<div style="text-align: justify;">
<p>La nostra Regione, purtroppo, non è nuova a questo tipo di aggressioni  di matrice fascista, basti ricordare il raid avvenuto da parte di  esponenti dell&#8217;organizzazione neofascista Casapound, solo un anno fa,  all’università di Tor Vergata ai danni di alcuni ragazzi che  distribuivano volantini contro un iniziativa pubblica. La destra moderna  vive di ignoranza, appropriandosi di miti ed esempi non appartenenti al  pensiero fascista (come i manifesti raffiguranti il Che o a quelli con  Capitan Harlock). Questi sono gruppi di ragazzi organizzati e incitati  all’odio, foraggiati e protetti da quella destra finta moderata dei  fascisti in doppio petto, sempre pronti ad intimorire chi ancora con  fatica e con coraggio cerca di mantenere viva la memoria storica e  antifascista della nazione</p>
<p>Le/i Giovani comuniste/i del Lazio esprimono la propria solidarietà a  tutti i compagni che con tanto impegno e fatica avevano organizzato il  Convegno; infine, le/i Giovani comuniste/i del Lazio, consapevoli  dell&#8217;importanza di formare un servizio d’ordine da mandare a supporto  laddove vengano organizzate iniziative di Partito, onde evitare  ulteriori aggressioni ai compagni, si impegnano a lavorare in questa  direzione.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Giovani comuniste/i Lazio</p>
</div>
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		<title>Valerio vive&#8230; un&#8217;idea non muore mai</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 12:35:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[neofascisti]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Verbano]]></category>

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		<description><![CDATA[di Ketty Bertuccelli &#8220;Siamo amici di suo figlio e vorremmo parlargli&#8221;, tre ragazzi armati e con il volto coperto fanno irruzione in casa Verbano, al quarto piano di Via Montebianco 114 al quartiere Montesacro (Roma). Legano e imbavagliano la madre e il padre e attendono l’arrivo del loro unico figlio Valerio, 18 anni, il 25]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="Valerio Verbano" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Valerio-Verbano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2232" style="margin: 4px;" title="Valerio Verbano" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Valerio-Verbano.jpg" alt="" width="166" height="214" /></a><strong><em>di Ketty Bertuccelli</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Siamo amici di suo figlio e vorremmo parlargli&#8221;, tre ragazzi armati e con il volto coperto fanno irruzione in casa Verbano, al quarto piano di Via Montebianco 114 al quartiere Montesacro (Roma).<br />
Legano e imbavagliano la madre e il padre e attendono l’arrivo del loro unico figlio Valerio, 18 anni, il 25 febbraio 19, che in quel momento è ancora a scuola. Gli assassini, dotati di pistole munite di silenziatore, lo aspettano per quasi un’ora ai genitori dicono che devono solo fare delle domande, vogliono sapere solo dei nomi.  Passano circa 50 minuti, durante i quali gli assassini rovistano nella camera da letto di Valerio. <span id="more-2231"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Valerio apre con le sue chiavi la porta di casa e secondo la ricostruzione di quanto avvenne sulla scena del delitto, ebbe una colluttazione con i suoi aggressori riuscì a disarmare uno dei tre attentatori e stese a terra gli altri due. Il colpo mortale venne sparato alle sue spalle dal basso verso l’alto perforandogli l’intestino mentre stava cercando di raggiungere il balcone. Valerio muore prima di raggiungere l’ospedale riverso sul divano di casa.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ il commando neofascita dei Nuclei Armati Rivoluzionari (sigla dello spontaneismo armato della estrema destra) a rivendicare l’uccisione di Valerio fornendo dettagli inequivocabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Valerio Verbano, era uno studente del Liceo Archimede, si contraddistingueva per la sua incessante partecipazione alle attività e nei movimenti di lotta dentro e fuori dalla scuola. Accanto all’impegno politico all’interno dei movimenti autorganizzati, il giovane studente antifascista era personalmente impegnato nella realizzazione in un ampio e approfondito dossier contenente: nomi, descrizioni meticolose, luoghi, date, fotografie dei fascisti del quartiere Montesacro, documenti sui Nuclei Armati Rivoluzionari e materiale che dimostrava collegamenti tra gruppi armati dell’eversione nera, personaggi politici di destra, la malavita romana, forze dell’ordine pezzi di apparati statali. Un dossier che era finito nelle mani della polizia dieci mesi prima dell’omicidio Verbano, quando Valerio era stato fermato e la sua stanza era stata perquisita, un dossier che riappare solo cinque giorni dopo la sua morte ridotto del suo contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché i reperti e i corpi del reato dell’omicidio Verbano sono spariti?</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa aveva fotografato o trascritto il giovane militante di Autonomia Operaia di tanto importante da costargli la vita?</p>
<p style="text-align: justify;">Sono trascorsi 31 anni da quel 22 febbraio 1980, 31 anni in cui l’uccisione di Valerio Verbano diventa un mistero per via dell’assenza di indagini vere, accurate, decise, per via di omissioni e inadempienze.</p>
<p style="text-align: justify;">La figura di Valerio ha acquistato in questi anni un forte valore simbolico, la sua breve e intensa storia politica, come quella di un partigiano moderno continua a trasmettere con forza di un giovane che ha lottato per un’idea, “Un’idea &#8211; come diceva lo scrittore, poeta e drammaturgo irlandese Oscar Wilde, che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea&#8221;. L’idea di uno mondo migliore di Valerio fu cosi rischiosa da costargli la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Tante iniziative ricordano e riattualizzano la figura del giovane antifascista romano in occasione dell’anniversario della sua morte, una sorta di filo rosso che dagli anni 80 si muove velocemente fino ai giorni nostri.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Valerio Vive&#8230;Un&#8217;idea non muore mai&#8221; è la scritta che quasi quotidianamente vedo scritta su di un muro del mio quartiere scrive Valerio Nicolosi, fotografo romano,” un reportage sulle attività quotidiane della palestra intitolata a Valerio in un quartiere come il Tufello è il modo migliore per far rivivere quell&#8217;idea, dietro a questo progetto ci sono ragazzi e ragazze come Valerio che credono ancora nella solidarietà e nella fratellanza e fanno anche dello sport un strumento contro il fascismo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordare Valerio oggi non è solo una vuota ricorrenza annuale ma una battaglia collettiva di verità e giustizia perché certe pagine della storia italiana non si possono e non si devono archiviare, siamo obbligati a ricercare in modo instancabile la verità e non è solo il caso Verbano ad aspettare oggi una risposta, ci sono molti avvenimenti storici del nostro recente passato (la strage di Piazza della Loggia, l’attentato al treno Italicus) che hanno segnato il corso politico del nostro paese e che ci portano a fare i conti con i personaggi e i gruppi fascisti di allora, che, in parte, ritroviamo riciclati nel pentolone della politica odierna.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>KETTY BERTUCCELLI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">23 Febbraio 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fermiamo i fascisti a Pavia e nell’Italia intera!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 23:52:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
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		<description><![CDATA[di Daniele Maffione Due notti fa, ancora a Pavia, sono stati sfondati i vetri della sezione locale del Partito Democratico da &#8220;ignoti&#8221;. Inoltre, le pareti della città sono state imbrattate con la vernice rossa con scritte inneggianti all&#8217;odio contro Saverio Ferrari, esponente regionale del PRC/FDS, dirigente dell&#8217;ANPI e fondatore dell&#8217;Osservatorio democratico sulle nuove destre di]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="rattonazi" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/rattonazi.jpg"><img class="size-full wp-image-1918 alignright" title="rattonazi" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/rattonazi.jpg" alt="" width="283" height="150" /></a><em><strong>di Daniele Maffione</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Due notti fa, ancora a Pavia, sono stati sfondati i vetri   della sezione locale del Partito Democratico da &#8220;ignoti&#8221;. Inoltre, le pareti della città sono state imbrattate con   la vernice rossa con scritte inneggianti all&#8217;odio contro Saverio Ferrari,   esponente regionale del PRC/FDS, dirigente dell&#8217;ANPI e fondatore   dell&#8217;Osservatorio democratico sulle nuove destre di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ferrari è relatore di un&#8217;iniziativa antifascista indetta   dalle giovanili della sinistra pavese. L&#8217;episodio segue ad una lunga serie di attacchi a   sezioni politiche della sinistra ed aggressioni individuali, che hanno   una dichiarata matrice neofascista. Il gruppo di Forza Nuova agisce in modo vigliacco ed   impunito, come le squadracce di Mussolini e Balbo.<span id="more-1917"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attacco a sezioni di partiti costituzionali è   gravissimo. Le aggressioni verbali e fisiche a militanti antifascisti sono   vergognose! Dobbiamo chiedere l&#8217;immediato intervento delle forze   dell&#8217;ordine e della Magistratura, che devono attuare la XII Disposizione   transitoria e definitiva della Costituzione e la Legge Scelba del 1952.</p>
<p style="text-align: justify;">Forza Nuova e tutte le organizzazioni neofasciste devono   essere immediatamente disciolte. I loro capi prcessati per il reato di   apologia di fascismo ed istigazione all&#8217;odio razziale. Oggi si terrà un&#8217;importante iniziativa antifascista,   indetta dalle giovanili della sinistra pavese. Dobbiamo lanciare una   mobilitazione nazionale in solidarietà di Alessandro Savoldi e degli   antifascisti del capoluogo lombardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i GC ed il Partito devono spingere le altre foze   politiche e democratiche a battersi contro la violenza neofascista, che trova   sponda nella destra istituzionale, in particolare nella Lega nord e nel   Pdl. Rafforziamo la vigilanza democratica su Pavia e   sull&#8217;Italia intera. Qualcuno potrebbe convincersi che, in tempi di crisi   economica e politica, e nell&#8217;assenza delle istituzioni democratiche preposte,   si debba tornare al manganello.</p>
<p style="text-align: justify;">DANIELE MAFFIONE</p>
<p style="text-align: justify;">Coordinamento nazionale Giovani Comunisti &#8211; PRC/FDS</p>
<p style="text-align: justify;">26 Novembre 2010</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bologna, 2 Agosto 1980, ore 10.25</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:18:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[strage]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marco Sferini I signori delle bombe, quelli delle stragi sui treni e nelle tante banche dell’agricoltura di questo Paese, quei signori sono ormai o degli imprenditori di moda o chissà che altro in Giappone (leggasi Delfo Zorzi), oppure sono degli pseudo intellettuali che vengono invitati a convegni da associazioni di una riscoperta molto ambigua]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="stragebologna" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/stragebologna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1378" style="margin: 4px;" title="stragebologna" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/stragebologna.jpg" alt="" width="290" height="200" /></a><strong><em>di Marco Sferini</em></strong> I signori delle bombe, quelli delle stragi sui treni e nelle tante  banche dell’agricoltura di questo Paese, quei signori sono ormai o degli  imprenditori di moda o chissà che altro in Giappone (leggasi Delfo  Zorzi), oppure sono degli pseudo intellettuali che vengono invitati a  convegni da associazioni di una riscoperta molto ambigua e strana della  cultura (leggasi Francesca Mambro e Valerio “Giusva” Fioravanti). Ma chi  sono stati i committenti e gli esecutori delle stragi di cui è cosparsa  la storia della Repubblica Italiana? Tinte fosche, anzi nere, nere  pece, nero celtico. La matrice è fascista, ma chi ha armato la mano? Chi  ha dato il comando di mettere, ad esempio, una bomba alla stazione di  Bologna il 2 agosto 1980?<span id="more-1377"></span><br />
Quel giorno ero in vacanza in campagna, a Murazzano, con la mia  famiglia. Ero un bambino, avevo appena 7 anni. Eppure ricordo il fragore  dei telegiornali, la drammatica notizia data con l’ansia del crescente  numero di vittime sotto le macerie della stazione, sotto quell’orologio  che segnava immobile, a peritura memoria dell’attimo di divisione tra la  vita e la morte, il compimento della strage, la tremenda deflagrazione  della bomba che squarciò le mura, che gettò da una parte all’altra  decine di povere vittime, seppellendole sotto un accatastarsi di cemento  e di lamiere, di vetri e di polvere.<br />
Si trattò del più sanguinoso attentato compiuto nella storia italiana  dal dopoguerra in avanti: 87 morti e 177 feriti. E tutto ciò si inseriva  nell’alveo degli anni di piombo, degli anni del terrorismo sia nero che  rosso, negli anni in cui la spinta della c.d. “strategia della  tensione” non era affatto esaurita ma si compiva in queste azioni di  morte di massa, di vero e proprio terrore e sospetto verso tutto e  tutti. Tensione, appunto.<br />
Sono le 10.25 minuti quando Bologna perde un pezzo della sua vita  quotidiana, quando a terra restano quasi cento cadaveri e quasi duecento  feriti. I terroristi usano come esplosivo del T4 e del tritolo. Ne  fanno una massa unica e la collocano lì, in un luogo dove in piena  estate non si riesce a contare la gente che vi transita. Sul primo  binario, in quel momento, c’è un convoglio: è il treno che va da Ancona a  Chiasso. Appena la bomba esplode, la detonazione è talmente forte che  viene udita a chilometri di distanza, distrugge gran parte della  stazione e investe anche l’Ancona-Chiasso.<br />
Presidente del Consiglio è l’attuale senatore a vita Francesco Cossiga  che mette in moto una rete di disarticolazione dei fatti che però non ha  un cammino semplice. Di mezzo c’è la volontà carsica di destabilizzare  l’ordinamento democratico e dare scacco matto una volta per tutte al  Partito Comunista Italiano, magari applicando quel famoso “Piano di  rinascita nazionale” che piace tanto al Gran Maestro della Loggia  massonica “Propaganda 2″. Un piano che prevede la fine dei sindacati,  l’occupazione della Rai Tv, la trasformazione delle libertà  costituzionali in concessioni governative. La dittatura, insomma. E di  chiaro stampo nordamericano, benedetta da Washington nell’eterna lotta  contro il blocco sovietico e contro tutti i comunisti e i democratici  anche liberali.<br />
La pista che viene seguita dagli inquirenti porta in un primo momento a  cause tecniche circa l’esplosione. Ma non regge neanche un minuto. Non è  scoppiata una caldaia, ma una bomba al tritolo e al T4. Non sono  “bruscolini”, direbbero a Roma.<br />
Allora si cerca di indirizzare la responsabilità della strage ai  terroristi delle Brigate Rosse (il c.d. “partito armato”). Si dichiarano  comunisti? Sì, e allora incolpiamoli di questa strage. Chissà che non  ne venga uno scredito talmente buono da far inginocchiare anche chi con  le Brigate Rosse mai ha avuto a che fare, ossia il Partito Comunista  Italiano. Tutto fa brodo per i signori delle stragi e degli inganni.<br />
Ma accade qualche cosa di imprevisto. Di imprevisto certamente per le  dimensioni che assume. Si costituisce una Associazione dei famigliari  delle vittime che diviene la spina nel fianco dei depistatori, di tutti  coloro che cercano di insabbiare e coprire la verità. I parenti  combattono uniti, non si danno mai per vinti e riescono ad ottenere un  brandello di giustizia: il 23 novembre 1995 (quindi anni dopo…!) la  Suprema Corte di Cassazione, con sentenza definitiva, commina  l’ergastolo a quelli che vengono riconosciuti essere gli esecutori  materiali dell’attentato: sono i terroristi neofascisti Francesca Mambro  e Valerio Fioravanti detto “Giusva” per i suoi amici “camerati”. Il  “bel Valerio”, nel periodo di fermento politico in Italia, fu implicato  direttamente in molti omicidi verso giovani comunisti, forze dell’ordine  e magistrati.<br />
Lei è la sua donna, e proviene da una storia politica e personale  costellata di sangue: è il 7 gennaio 1978 quando, nel corso di scontri  in piazza, un suo amico, Stefano Recchioni, viene colpito e ucciso dai  carabinieri. Dirà successivamente la Mambro riguardo l’episodio: “Da  quel giorno ho giurato che non mi avrebbero più trovata disarmata”. Da  quel giorno compie una serie di azioni armate che la portano a compiere  tre omicidi, fino alla strage della stazione di Bologna. Quello per la  strage della stazione non è il primo ergastolo che ha sulle spalle. E’  una ferale collezione e rende l’idea di come lo scontro tra neofascisti e  comunisti fosse senza tregua in quegli anni. Se mai poi tregua ha  conosciuto…<br />
La Suprema Corte di Cassazione, comunque, trova reità anche per il  “Venerabile” Licio Gelli. Lo riconosce colpevole di depistaggio. E anche  per Gelli non è un battesimo del fuoco questa condanna. E’ maestro  certo della Massoneria, ma è soprattutto maestro di intrighi con i  settori deviati dei servizi segreti, con generali con ambizioni troppo  più grandi di loro e, soprattutto, con gli ambienti bancari e mafiosi al  di qua e al di là dell’oceano. La vinceda di Michele Sindona insegna…<br />
Giusva Fioravanti e Francesca Mambro furono gli esecutori di quella  strage, la mano che pose la borse nell’atrio della stazione, quella che  decretò in modo fattivo la fine di vite, così a caso, scelte nel  passaggio da un binario all’altro. La mano che interruppe i sogni di  molti, che spezzò le vite dei parenti, che ne tranciò il respiro. Il  tutto a tragico dispetto di quanti – anche a sinistra – cercano ancora  in tutti modi di smentirlo, accreditando tesi infondate e strumentali  come l’inconsistente ‘pista palestinese’.<br />
Una grande coscienza popolare, come disse il Presidente Pertini, si fece  avanti in quell’occasione, anche e soprattutto nel proclamare il 2  agosto la “giornata in memoria di tutte le stragi”. L’Italia non ha  dimenticato i suoi morti, caduti di una guerra nascosta, fatta di  tradimenti verso la Costituzione e verso la Repubblica, fatta di mille  tradimenti provenienti da i più disparati centri di controllo dello  Stato e di quel para-Stato che era la loggia P2 con i suoi elenchi di  accoliti che portavano con sè nomi di politici, alti politici, militari,  giudici, giornalisti, imprenditori, banchieri.<br />
Dedichiamo questo nostro scritto alla memoria delle vittime, per un  Paese libero dalle trame, dal terrorismo di ogni colore. Per un Paese  democratico e sociale, vicino alla sua Costituzione salvata pochi mesi  fa da un referendum che ha visto, ancora una volta, un’alta  partecipazione di popolo. La coscienza collettiva di questo bizzarro  popolo italiano non è finita. Esiste ancora ed esisterà anche grazie al  tessuto di garanzie sociali che i comunisti nei decenni hanno  contribuito a costruire.</p>
<p style="text-align: justify;">MARCO SFERINI</p>
<p style="text-align: justify;">da <strong><a href="http://www.lanternerosse.it">www.lanternerosse.it</a></strong> del 2 Agosto 2007</p>
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