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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Neofascismo</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Cinghiamattanza</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 00:52:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Kykeon Continuate a sventolare le vostre foglie di fico: una sincera ipocrisia trasuda dalle vostre bocche, le vostre lingue denunciano gli orrori commessi da voi stessi durante le piene di intolleranza. Approfondite le vostre lacerazioni: le differenze da voi discriminate con sottile ironia. Non smettete di offendere la memoria della Speranza, sbarrata da un vostro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Kykeon</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Continuate a sventolare le <strong><em>vostre</em></strong> foglie di fico: una sincera ipocrisia trasuda dalle <strong><em>vostre</em></strong> bocche, le <strong><em>vostre</em></strong> lingue denunciano gli orrori commessi da <strong><em>voi</em></strong> stessi durante le piene di intolleranza. Approfondite le <strong><em>vostre</em></strong> lacerazioni: le differenze da <em><strong>voi </strong></em>discriminate con sottile ironia. Non smettete di offendere la memoria della Speranza, sbarrata da un <strong><em>vostro</em></strong> uomo dotato di orecchie sensibili e con mani che hanno aggredito il grilletto, interrompendo il personale esodo verso una meta promessa, la stessa che ha restituito il sangue alla terra madre.</span><span id="more-3133"></span><br />
<span> Un cimitero a cielo aperto costeggia l’Arno e <strong><em>voi</em></strong> continuate a ballare sulle note delle urla di terrore: ricominciate a regalarci le lapidi ma noi continueremo a recidere le <strong><em>vostre</em></strong> radici, a scavalcare le <strong><em>vostre</em></strong> barriere, ad usare le mani per accarezzare. Non per trasformare le vite in cibo per vermi sotterranei. Noi, non <strong><em>voi</em></strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>KYKEON</span></p>
<p style="text-align: justify;">19 dicembre 2011</p>
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		<title>Stalingrado in ogni città</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 00:40:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni e Daniele Maffione “Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Simone Oggionni e Daniele Maffione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista</em>.” (Legge Scelba, paragrafo 1, 20 giugno 1952)</p>
<p style="text-align: justify;">L’omicidio di Firenze, compiuto dal militante di Casapound, Gianluca Casseri, ha portato agli onori delle cronache un problema contro cui i Giovani Comunisti si battono da anni, spesso insieme all’ANPI ed alle reti antifasciste autorganizzate, ma nel pressoché totale silenzio di gran parte delle altre organizzazioni politiche: in Italia proliferano gruppi e movimenti che non propugnano soltanto una <span id="more-3125"></span>nostalgica rievocazione del fascismo, ma addirittura inneggiano esplicitamente al nazismo, all’antisemitismo, alla segregazione “razziale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Casapound, che ha a Roma, sotto l’egida protettiva del Sindaco Alemanno, la propria roccaforte, ha preso le distanze dalla carneficina di Casseri. Il suo leader carismatico, Gianluca Iannone, già cantante del gruppo nazi-rock ZetaZeroAlfa, ha definito Casseri una persona “introversa” ed “instabile mentalmente”. Ciò non impedisce a Iannone ed ai suoi camerati di ribadire l’impegno “sociale” di C.p.i., esplicitamente definito il “fascismo del III millennio”. Tramite le “occupazioni non-conformi”, che godono spesso dell’appoggio e della copertura istituzionale di Pdl e della Destra di Storace, C.p.i. dispone anche di una fitta rete di pub in diverse città, che servono economicamente l’organizzazione e che nascondono, sovente, piccoli arsenali fatti di spranghe di ferro, coltelli, mazze da baseball, tirapugni, chiodi e rudimentali ordigni esplosivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente Casapound si è addirittura dotata di un sedicente “gruppo di protezione civile”, La Salamandra, che non è affiliato alla Protezione Civile vera e propria, ma che, in compenso, cela una reale attività di addestramento para-militare, con tanto di corsi di arti marziali e campi di formazione in montagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo averla costituita nel 2003 e averla riempita di picchiatori provenienti dalla Fiamma tricolore e di ultras del neofascismo romano, Casapound nel 2008 l’ha trasformata in una associazione di promozione sociale dedita ai pestaggi e alle aggressioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso nome di questo gruppo è un omaggio ad Ezra Pound, noto antisemita. Casapound, del resto, non si è fatta scrupoli nel commemorare anche il compleanno di Hitler, la figura di Robert Brasillach, un collaborazionista francese del regime nazista, o di indicare il 25 aprile come una data di “lutto nazionale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tramite finanziamenti pubblici e privati, provenienti da camerati che, con un’abile operazione di mimetismo istituzionale, sono stati eletti in partiti di centrodestra, C.p.i. ha lanciato un’operazione egemonica nella galassia dell’estrema destra italiana, presentandosi come una forza antagonista concorrenziale alle altre formazioni del neofascismo, come Forza Nuova di Roberto Fiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Casapound non è che il fenomeno più appariscente di un problema che è radicato da tempo nel nostro Paese e con cui non si è mai voluto chiudere realmente i conti. La destra istituzionale ha da sempre utilizzato il braccio armato del neofascismo per reprimere i movimenti dei lavoratori e di contestazione sociale. Basti ricordare il ruolo giocato da organizzazioni come Ordine Nuovo durante la strategia della tensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il proliferare di gruppi locali come gli Hammerskin in Lombardia, Veneto Fronte Skinheads, gli Apulia Skinheads, Stupor Mundi in Campania, solo per citarne alcuni, non è altro che l’espressione compiuta di un processo di maturazione degli ambienti neofascisti in un esplicito richiamo al neonazismo. Alcuni trovano copertura istituzionale da partiti come il Pdl e la Lega nord. Altri rifiutano l’interlocuzione istituzionale e dispongono di una rete di legami internazionali con altre formazioni neonaziste in giro per l’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni gruppi, poi, tentano un’opera di proselitismo anche nelle file della sinistra radicale, facendo leva su un generico anticapitalismo e anti-imperialismo che cela – invece – le peggiori posizioni anti-marxiste, revisioniste e negazioniste. Ci riferiamo alla composita galassia “comunitarista” e dei “rosso-bruni”, che condividono con Casapound (che è arrivata addirittura, per accreditarsi negli ambienti giovanili della sinistra, ad utilizzare icone e riferimenti della nostra storia, come Che Guevara e Gramsci) questo tentativo di sfondare a sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che è certo è che la galassia dell’estrema destra italiana non è omogenea al proprio interno. Alcuni gruppi sono eredi del neofascismo degli anni Settanta, come dimostra la simpatia e l’organicità di alcuni terroristi neri per le formazioni più recenti. Altri se ne pongono in netta discontinuità. Non solo nei riferimenti, ma anche nelle pratiche, questi gruppi si suddividono in tipologie d’intervento diverso: c’è chi si presenta come un “centro sociale” (Casapound), chi come un’associazione “culturale” (Veneto Fronte Skinheads), chi come un movimento (Fiamma Tricolore) e chi come un partito politico (La Destra di Storace o Forza Nuova). I richiami teorici sono dei più differenti e finanche in materia religiosa i neofascisti si distinguono fra atei e cattolici. Nonostante queste differenziazioni, la violenza, l’odio ed il revisionismo storico rimangono sempre i comun denominatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma attenzione: le idee ributtanti dell’estrema destra rischiano di attecchire, in un contesto di profonda ineguaglianza sociale quale quello attuale e nel quale l’arroccamento in difesa di una presunta purezza comunitaria e “razziale” rischia di essere percepita come una soluzione plausibile ai grandi guasti del capitalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti, insieme al Partito della Rifondazione Comunista, da sempre si battono per l’applicazione della Costituzione scaturita dalla Resistenza antifascista. Oltre alla XII Disposizione transitoria e definitiva della Costituzione, che impedisce la ricostituzione del disciolto partito fascista, chiediamo che vengano applicate le leggi antifasciste del 1952 (Legge Scelba, che applica la XII Disposizione e punisce il reato di associazione ed apologia del fascismo) e del 1993 (Legge Mancino, che estende il reato all’odio razziale ed all’antisemitismo). Non solo, chiediamo che venga fatta luce su tutte le inchieste giudiziarie a carico di dirigenti ed esponenti neofascisti, come Fiore e Iannone, che sono state insabbiate o gettate nel cassetto da qualche magistrato compiacente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tramite la nostra organizzazione, in tutto il Paese stiamo strutturando una fitta rete di responsabili che documentino le attività dei gruppi neofascisti, pronti a denunciarne pubblicamente l’operato e le coperture istituzionali o giudiziarie. Ma non ci limiteremo ad un lavoro di contro-inchiesta. In tutta Italia da tempo i Giovani Comunisti hanno attivato una rete di solidarietà con le realtà autorganizzate e promosso campagne di autofinanziamento per sostenere i procedimenti giudiziari a carico degli antifascisti. Favoriamo apertamente l’iscrizione ad associazioni storiche e di rilevanza morale, come l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, anche per incalzare tutta la sinistra all’unità e a recuperare un ruolo che non sia soltanto commemorativo, ma che parli al presente e contrasti in forma attiva il riemergere della violenza squadrista e di idee che propinano odio, ponendosi al di fuori della nostra democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso, infatti, ci troviamo di fronte ad un curioso fenomeno prodotto di questi tempi cupi, di maggioritario e di revisionismo: alcuni sostengono, anche a sinistra, che in democrazia tutti (anche i fascisti) devono poter esprimere il proprio pensiero! Il nostro lavoro quotidiano all’interno delle scuole, delle ANPI, delle reti autorganizzate è volto proprio a spiegare che l’Italia è una Repubblica democratica fondata su due pilastri: il lavoro e l’antifascismo. Ecco perché ci battiamo con tutte le nostre forze non solo contro i gruppi neofascisti, ma anche contro le nuove forme di sfruttamento capitalista nei luoghi produttivi, come sta accadendo nella fabbrica di Pomigliano, o contro le politiche ultra-liberiste del governo Monti, volte a privatizzare gli enti pubblici ed azzerare gli enti locali, come le province, che sono composti da assemblee elette dal popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi siamo con quelle decine di migliaia di persone, native e migranti, che sono scese in piazza per gridare il proprio sdegno per il massacro di Firenze. A nostro parere, vi è soltanto un requisito per essere italiani: essere antifascisti!</p>
<p style="text-align: justify;">Come Giovani Comunisti a gennaio lanceremo una campagna nazionale sull’antifascismo, rivolta alle nuove generazioni. Il nostro intento è restituire la memoria ed una consapevolezza critica a milioni di giovani italiani intorpiditi da quasi venti anni di berlusconismo, televisione ed abulia politica. Lottiamo per difendere ed applicare la Costituzione italiana e lo Statuto dei lavoratori. Per questo siamo convinti che oggi la lotta vada estesa ad ogni fabbrica, ad ogni scuola, ad ogni luogo di lavoro precario, con l’obiettivo di far crescere una cultura e una forza comunista che diano voce agli oppressi e siano in grado di aggregare una sinistra politica e sociale di alternativa, capace di battere il neofascismo e superare il neoliberismo capitalista.</p>
<p>SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p>DANIELE MAFFIONE<br />
Responsabile naz.le antifascismo &#8211; Giovani Comuniste/i</p>
<p>19 dicembre 2011</p>
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		<title>Obiettivo numero uno: sconfiggere il fascismo in tutta Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 10:02:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni La letteratura racconta la realtà, la verità raggiunge la fantasia. Il giallista Stieg Larsson qualche anno fa aveva previsto tutto: la violenza dell’estrema destra scandinava, il sangue e la strage come rottura dell’illusione di un nord Europa paradigma della tolleranza e della convivenza civile. Nel cuore del nord Europa in questi anni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La letteratura racconta la realtà, la verità raggiunge la fantasia. Il giallista Stieg Larsson qualche anno fa aveva previsto tutto: la violenza dell’estrema destra scandinava, il sangue e la strage come rottura dell’illusione di un nord Europa paradigma della tolleranza e della convivenza civile.<br />
Nel cuore del nord Europa in questi anni il racconto macabro si è trasformato in realtà e il martirio di novantadue ragazzi a Oslo e Utoya è il prezzo che dobbiamo pagare per aprire collettivamente gli occhi sul fatto che l’estrema destra e il neonazismo sono tutt’altro che un residuo del passato. La strage compiuta da Anders Breivik è la manifestazione di un fenomeno che denunciamo da tempo.<span id="more-2747"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In tutto il nord Europa la destra estrema – dopo il ciclo lungo della socialdemocrazia e della pace sociale – è sdoganata, è parte integrante e a pieno titolo delle diverse scene politiche nazionali. Parte integrante e con consensi crescenti: in Norvegia il Partito del progresso di Siv Jensen (di cui Breivik ha fatto parte dal 1997 al 2007) viaggia intorno al 22% dei voti, in Svezia i “Democratici” di Jimmie Akesson hanno ottenuto per la prima volta nel 2010 l’ingresso nel Parlamento (con 20 seggi), in Danimarca il Partito del Popolo di Pia Kjiaersgaard ottiene circa il 14% dei voti e in Finlandia il partito nazionalista dei veri finlandesi è al 19%.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare di quello che accade nel resto d’Europa, dal risultato del Pvv di Geert Wilders in Olanda (terza forza del Paese) a quello del Fpö in Austria (27% di voti alle municipali di Vienna nel 2010) e, ancora, ai risultati degli omologhi partiti dell’estrema destra dichiaratamente xenofobi e anti-islamici di Svizzera, Bulgaria e Ungheria.</p>
<p style="text-align: justify;">E che il clima nel resto dell’Europa non sia diverso, lo dimostra anche la vergognosa ma per nulla incoerente condivisione espressa dal parlamentare europeo della Lega Nord (forza di governo in Italia) Mario Borghezio rispetto al messaggio di Breivik. Borghezio parla di parole “profondamente sane”, di un condivisibile “rifiuto della società multirazziale”, di una condivisibile “critica dura alla viltà di un’Europa rassegnata all’invasione islamica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Borghezio e Breivik (che ha dichiarato esplicitamente che il suo obiettivo era, con le stragi, quello di “fermare l’alleanza marxista-islamica e salvare la Norvegia e l’Europa occidentale”): pensieri intercambiabili, pensieri che dovrebbero essere semplicemente banditi dalla dialettica democratica ma che, al contrario, sono parte del discorso pubblico dominante.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora nessuno parli di “follia”, di un gesto isolato. Anche sul piano materiale, come Breivik stesso ha confermato dopo l’arresto, è molto probabile che egli non abbia compiuto da solo i delitti, ma che due ulteriori cellule lo abbiano aiutato quantomeno nella pianificazione. E nessuno inventi fantasiose teorie complottiste per non guardare in faccia la realtà, dura e semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">Semmai, un’ombra va dissipata, e riguarda la condotta delle forze militari norvegesi che sono intervenute, a quanto sappiamo, con grave ritardo (quarantadue minuti) e che hanno sorvolato l’area per circa novanta minuti senza intervenire, senza sparare, lasciando che Breivik continuasse ad uccidere inseguendo i ragazzi uno per uno, fino in mare. E questo, davvero, è tanto inspiegabile quanto agghiacciante.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità è che esiste nel nostro Continente un fondamentalismo cattolico e neonazista molto radicato, a tutti i livelli, che è tanto più pericoloso quanto più si innesta nella crisi economica, nella povertà e nei conflitti che essa genera.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono un odio e un razzismo che sono frutti mortiferi ma legittimi della cosiddetta civiltà e cultura europea e, sul piano politico, del compromesso socialdemocratico sopravvissuto nei Paesi scandinavi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le stragi di Oslo e Utoya ci impongono il massimo rigore e il massimo impegno nel tracciare una linea di demarcazione netta tra il mondo (quello che abitiamo e proviamo a riempire ogni giorno di dialogo e di conflitto) e l’estrema destra, il neonazismo e il neofascismo. Non soltanto perché questo è l’unico modo non ipocrita per esprimere solidarietà ai giovani sopravvissuti del Partito Laburista e a tutto il popolo norvegese, ma anche perché, viceversa, rischiamo di perdere di vista le necessità, le urgenze e le priorità della lotta politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi come ieri il nemico principale – anche su scala globale – è il fascismo, la sua cultura e il virus che da esso promana. Non dimentichiamocelo mai.</p>
<p>SIMONE OGGIONNI</p>
<p>27 Luglio 2011</p>
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		<title>Fermare il fascismo, vecchio e nuovo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 22:27:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni È il segno forse più paradigmatico di questi tempi cupissimi: al Senato alcuni parlamentari del Pdl hanno presentato nei giorni scorsi un disegno di legge che propone l’abolizione della XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, quella che vieta «la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto Partito Fascista». Il primo firmatario è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="gasparazzo" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/gasparazzo.jpg"><img class="size-medium wp-image-2397 alignleft" style="margin: 4px;" title="gasparazzo" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/gasparazzo-371x400.jpg" alt="" width="239" height="259" /></a><strong><em>di Simone Oggionni</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">È il segno forse più paradigmatico di  questi tempi cupissimi: al Senato alcuni parlamentari del Pdl hanno  presentato nei giorni scorsi un disegno di legge che propone  l’abolizione della XII Disposizione transitoria e finale della  Costituzione, quella che vieta «la riorganizzazione sotto qualsiasi  forma del disciolto Partito Fascista».</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo firmatario è Cristano De  Eccher, rampollo di una famiglia nobile di Trento e già responsabile per  il Triveneto del gruppo neofascista Avanguardia Nazionale, indagato per  la strage di piazza Fontana e arrestato e condannato tra il 1973 e il  1975 per un fallito attentato ad uno studente comunista e per attività  eversive.</p>
<p style="text-align: justify;">Un personaggio raccapricciante, dalla  biografia simile a quella di diversi altri che siedono con lui negli  stessi banchi del Parlamento e del Governo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unica cosa  logica che qualsiasi persona democratica dovrebbe fare è indignarsi e  sostenere quello che diciamo ormai da anni: che deve essere data  applicazione piena al dettato della<span id="more-2396"></span> disposizione transitoria e alle  leggi Scelba e Mancino, sciogliendo per decreto tutte le organizzazioni  neofasciste e neonaziste italiane sulla base del principio che le idee  che esse propugnano non possono avere alcun diritto di cittadinanza  all’interno del nostro ordinamento e della nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contempo, qualsiasi persona  democratica dovrebbe lottare con noi per contrastare quella estesa  agibilità politica e sociale che sempre più viene offerta ai gruppi  neofascisti: si concede loro la libertà di manifestare, di radunarsi, di  propagandare materiale antisemita, addirittura di aprire sedi con il  benestare delle amministrazioni locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è sufficiente. Se ci fermassimo a  questo sbaglieremmo e rischieremmo di fare una battaglia di  retroguardia. Al contrario, penso che noi dobbiamo chiederci cosa sia il  fascismo oggi e fino a dove esso sia penetrato.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il fascismo ha il volto di  Lampedusa. Non certo della Lampedusa antirazzista e solidale, dei tanti  giovani che hanno da subito aiutato, prestato assistenza, messo a  disposizione la propria generosità e la propria solidarietà concreta  alle centinaia e alle migliaia di disperati che hanno raggiunto il  nostro Paese nei giorni scorsi. Il volto del fascismo è nella Lampedusa  del governo, dei respingimenti, dei rimpatri forzati, della brutalità  volgare ed egoista dei ministri leghisti con la bava alla bocca.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa mattina al largo dell’isola si è  ribaltato un barcone con 300 persone e 150 di loro sono dispersi.  Moltissimi sono bambini. Il fascismo è l’indifferenza con cui questa  notizia viene accolta, e che fa sì che essa non diventi, come dovrebbe,  immediatamente, il cuore della politica italiana e dello scontro tra  interessi e visioni del mondo mai così evidentemente diversi e  antitetici.</p>
<p style="text-align: justify;">E invece si continua a parlare di  Berlusconi, dei suoi processi, delle sue feste e di una opposizione  parlamentare che non è in grado di fare nulla se non ogni tanto di  attraversare piazza Montecitorio e arringare qua e là una rabbia e una  insofferenza sempre più diffuse. Il Partito democratico ha organizzato  l’altra sera la notte bianca per la democrazia. Ma non è arrivata, da  quella piazza, alcuna parola vera contro il razzismo, l’indifferenza e  soprattutto una guerra, quella che stiamo combattendo in Libia, che è  esattamente l’altra faccia del razzismo di casa nostra. La verità è che  non sarebbe potuta venire perché il Partito democratico in questi anni  ha fatto altre scelte, ha difeso altri interessi, ha propugnato altri  valori.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto che sono pensieri  disorganici, ma forse una logica c’è: non è per niente finita la  battaglia contro le idee che hanno mosso l’esperienza storica del  fascismo e quel grande “peso morto della storia” che l’ha permessa e  accompagnata.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo di fronte a noi settimane e mesi  molto importanti, in cui la nostra capacità di mobilitazione e di  organizzazione sarà sollecitata da tantissime urgenze, dai prossimi  appuntamenti locali e nazionali contro la guerra allo sciopero generale  del 6 maggio, dalla campagna referendaria alla campagna elettorale per  le elezioni amministrative. Dobbiamo sapere orientare questa capacità di  iniziativa politica esattamente contro questo grande peso morto della  storia, contro l’indifferenza, la violenza, il razzismo, la guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe bello guardarsi allo specchio  potendosi dire che stiamo facendo quello che è giusto con la massima  coerenza tra quello che sentiamo dentro di noi e quello che possiamo  fare nella mediazione della politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella scelta delle alleanze per le  elezioni amministrative lo abbiamo fatto, rifuggendo la tentazione di  sostenere candidati impresentabili e invotabili, da Torino a Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei tanto che nel più breve tempo possibile non rimanessimo i soli a poterlo dire.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI</p>
<p style="text-align: justify;">7 Aprile 2011</p>
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		<title>Blocco studentesco? Non hanno diritto di fare politica</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 20:42:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Neofascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Oggionni]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista de “Gli Altri” a Simone Oggionni –  14 maggio 2010 Simone Oggionni, sei il capo dei Giovani Comunisti che hanno fortemente contrastato la manifestazione del Blocco studentesco. Dunque essere comunisti è soprattutto essere antifascisti? Certo, è un elemento essenziale. Non solo per i comunisti ma per tutti i democratici. Ma forse non è poi così  democratico proibire]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong><em><img class="size-medium wp-image-1042 alignright" style="margin: 4px;" title="blstud" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/blstud-400x247.jpg" alt="" width="258" height="158" />Intervista de “Gli Altri” a Simone Oggionni –  14 maggio 2010</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Simone Oggionni, sei il capo dei Giovani  Comunisti che hanno fortemente contrastato la manifestazione del Blocco  studentesco. Dunque essere comunisti è soprattutto essere antifascisti?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, è un elemento essenziale.  Non solo per i comunisti ma per tutti i democratici.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma forse non è poi così  democratico proibire a qualcuno di esistere…</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono leggi che vietano la costituzione  di gruppi che si rifanno alle idee del Ventennio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma un comunista è anche un disobbediente,  è un’avanguardia. Questa obiezione legalista ce la aspettiamo  da altri…</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe un dramma se la sinistra pensasse  di risolvere tutto chiedendo ad un prefetto di vietare una manifestazione  fascista. Il nostro è e deve essere un lavoro quotidiano nella  società.<span id="more-1041"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma vi preoccupa più il fascismo  dichiarato del Blocco studentesco o le politiche reali e razziste della  Lega?</em></p>
<p style="text-align: justify;">A noi preoccupa proprio questa commistione  tra destra, per così dire, di movimento e destra istituzionale.  Non è un caso che molti parlamentari del Pdl, e tra loro molti  finiani, hanno firmato l’appello per il diritto di manifestare di  Blocco studentesco. Voglio dire: questi gruppi sono responsabili di  numerose aggressioni di matrice xenofoba e omofoba. Perché dobbiamo  dare loro il diritto di continuare?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>In realtà loro dicono il contrario.  Sostengono di non avere neanche un indagato per violenze e di subirne.</em></p>
<p style="text-align: justify;">C’è una galassia dell’estrema  destra che è responsabile di continue aggressioni, di continui  atti intimidatori. E questa galassia va assolutamente fermata. D’altra  parte il lavoro dei nostri padri costituenti si basava proprio su questo:  sull’antifascismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma forse, il messaggio più profondo  della nostra Costituzione sta proprio nell’aver rovesciato il carattere  discriminatorio, illiberale e violento del fascismo. Perché, dunque,  discriminare proprio in nome della Costituzione?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Perché queste persone rifiutano  l’impianto stesso di quella Carta. Si tengono fuori dalle regole e  dai principi fissati dai costituenti. E per questo non hanno il diritto  di manifestare.</p>
<p style="text-align: justify;">14 Maggio 2010</p>
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		<title>Sono ancora loro a Roma Tre: i fascisti del Blocco</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 11:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Neofascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto avvenuto all’università di Roma 3 mette ancora una volta in evidenza la pericolosità di una situazione che la Federazione della Sinistra ha già ripetutamente denunciato, nel silenzio di gran parte dei media e del mondo politico: la minaccia costituita dalla candidatura nelle università italiane di liste di estrema destra che si richiamano direttamente al]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-841" style="margin: 4px;" title="bloccost" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/bloccost.jpg" alt="" width="270" height="200" />Quanto avvenuto all’università di Roma 3 mette ancora una volta in  evidenza la pericolosità di una situazione che la Federazione della  Sinistra ha già ripetutamente denunciato, nel silenzio di gran parte dei  media e del mondo politico: la minaccia costituita dalla candidatura  nelle università italiane di liste di estrema destra che si richiamano  direttamente al neofascismo. Intanto i fatti: un gruppo di giovani del  centro sociale romano Acrobax impegnati ad attaccare manifesti della  rete sociale del XI municipio si imbatte di notte in una squadra di  attacchini di Blocco Studentesco, intenti ad affiggere materiale di  propaganda per le prossime elezioni al CNSU <span id="more-840"></span>(Consiglio Nazionale degli  Studenti Universitari), a cui il movimento di estrema destra risulta  candidato, nonostante i molti appelli alle istituzioni universitarie e  politiche a non accogliere la candidatura di liste di matrice fascista.  Abbastanza prevedibile il seguito, riassunto nella breve presa di  posizione del centro sociale: “Ci siamo fronteggiati, li abbiamo  invitati ad andarsene dal quartiere perché qui i fascisti non sono bene  accetti. A quel punto ci hanno aggrediti, noi eravamo di più e siamo  riusciti a respingerli. Poi è arrivata la polizia ed è finito tutto”.<br />
Quanto riportato deve far riflettere coloro che fino ad oggi hanno  preferito far finta di non vedere, e per comodità e quieto vivere hanno  voluto chiudere entrambi gli occhi, ritenendo “normale” che un movimento  coinvolto nella violenta aggressione di qualche settimana fa ai danni  degli studenti di Tor Vergata, in quella dell’anno scorso a piazza  Navona contro gli studenti medi dell’Onda, solo per citare gli episodi  più conosciuti, possa essere pienamente legittimato a presentarsi ad  ogni livello alle elezioni universitarie, in barba al carattere  democratico e antifascista della nostra Repubblica, sancito dalla  Costituzione italiana. Se in questo caso la prontezza dei giovani del  centro sociale ha evitato che l’aggressione si concludesse ancora una  volta con feriti e contusi vittime dello “squadrismo del terzo  millennio”, ciò non alleggerisce affatto la nostra denuncia nei  confronti di chi continua a mettere in atto quotidianamente pratiche di  intimidazione ed eliminazione violenta dell’avversario politico: perciò  di nuovo chiediamo l’esclusione di tutte le liste neofasciste dalle  elezioni studentesche e il diniego della piazza a Blocco Studentesco per  la manifestazione nazionale che ha indetto a Roma il 7 maggio, la cui  pericolosità per l’ordinamento democratico è evidentemente preannunciata  dagli eventi delle ultime settimane.<br />
Ribadiamo infine il nostro impegno nell’appoggiare attivamente le liste  democratiche e antifasciste che si oppongono ad un modello di atenei  ostaggi dei poteri forti e delle imprese e luoghi di scorribande di  squadracce armate a cui viene delegata la repressione di ogni forma di  conflitto: è indispensabile presidiare le istituzioni universitarie, a  maggior ragione per non permettere che soggetti di estrema destra ne  facciano uno strumento per ripulirsi e legittimarsi nel quadro politico  italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">SIRIO ZOLEA</p>
<p style="text-align: justify;">15 Aprile 2010</p>
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		<title>Ormai succede di tutto</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 19:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Neofascismo]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Varese]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa di Francesco Ilardo e Valerio Todeschini (Giovani Comunisti &#8211; PRC,  Federazione della Sinistra -Varese) Ormai succede di tutto. Il Partito Democratico riconosce come “interlocutrici” le frange della nuova destra fascista a Varese? E’ una domanda che ci poniamo dopo aver appreso dai giornali che Casa Pound ha partecipato all’iniziativa di presentazione del candidato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-437" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/ormai-succede-di-tutto.html/pdsuccedetutto"><img class="alignright size-full wp-image-437" style="margin: 4px;" title="pdsuccedetutto" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/pdsuccedetutto.jpg" alt="" width="231" height="170" /></a>Comunicato stampa di Francesco Ilardo e Valerio Todeschini (Giovani Comunisti &#8211; PRC,  Federazione della Sinistra -Varese)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ormai succede di tutto. Il Partito Democratico riconosce come “interlocutrici” le frange della nuova destra fascista a Varese? E’ una domanda che  ci poniamo dopo aver appreso dai giornali che Casa Pound ha partecipato all’iniziativa di presentazione del candidato del PD Alessandro Alfieri, in quanto “attratti e incuriositi” dal profilo dello stesso candidato.<br />
Domandiamo, se la domanda non è sgradita, se la corsa del PD all’accaparramento di voti, dopo aver raggiunto Confindustria (Colaninno), oggi butta a mare anche l’antifascismo<span id="more-422"></span> e la battaglia contro la xenofobia. Strano, davvero strano che una candidatura del PD susciti tanto interesse da parte di una organizzazione di estrema destra, fascista e xenofoba. Noi crediamo che dialogare con queste formazioni sia un errore madornale, che mette in dubbio la fedeltà ai principi costituzionali e alla memoria di tutti coloro che sono morti per la libertà, che credavamo fosse (almeno quella) sopravvissuta alle mutazioni genetiche del PD.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento di grande confusione politica noi riconfermiamo la nostra appartenenza alla storia antifscista e antirazzista della sinistra italiana. Questa è una posizione chiara della Federazione della Sinistra, ci chiediamo se sia anche del PD. I fatti ci dicono però il contrario e non ne siamo felici.</p>
<p style="text-align: justify;">FRANCESCO ILARDO<br />
VALERIO TODESCHINI</p>
<p style="text-align: justify;">Giovani Comunisti &#8211; PRC<br />
Federazione della Sinistra -Varese</p>
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