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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Migranti</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Le strade e le piazze sono di chi ama</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 13:48:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
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		<description><![CDATA[di GC Palermo Di fronte ai fatti accaduti lo scorso 13 dicembre a Firenze, l’unica parola che resta scolpita nella mente dei più è la parola «sgomento». Già, lo sgomento e lo sdegno immediato (e forse anche lo stupore, chissà) di chi proprio non riesce a spiegarsi razionalmente come Samb Modou e Diop Mor senegalesi,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong>di GC Palermo</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Di fronte ai fatti accaduti lo scorso 13 dicembre a Firenze, l’unica parola che resta scolpita nella mente dei più è la parola «sgomento». Già, lo sgomento e lo sdegno immediato (e forse anche lo stupore, chissà) di chi proprio non riesce a spiegarsi razionalmente come Samb Modou e Diop Mor senegalesi, siano stati uccisi a sangue freddo in pieno giorno da parte del cinquantenne Gianluca Casseri. Prima lo sdegno certo; poi però la rabbia e la lucidità. Questo ennesimo atto criminale, razzista e premeditato non è infatti un’azione isolata, nata da deviazioni improvvise, alterazioni della personalità o possibili turbe psichiche, come molti media si affrettano a riferire. No!<span id="more-3119"></span></p>
<p align="JUSTIFY">Questo gesto è solo la conseguenza ovvia, il risultato finale, si potrebbe cinicamente dire, di un progetto subdolo e meschino che parte da lontano e persiste ancora oggi, che purtroppo ha ancora lunghe radici nel nostro paese. Radici temporali e spaziali; Radici profonde; spesso tristemente dissimulate da ciarpami e foglie istituzionali che si ostinano a negarne, a coprire, a cancellarne l’inveterata memoria: il neo- fascismo.</p>
<p align="JUSTIFY">Da anni assistiamo ormai a raid notturni contro i campi rom, a devastazioni e saccheggi nei quartieri periferici dove vivono i migranti (a Palermo, recenti protagonisti sfortunati sono alcuni membri della comunità Tamil che vivevano nel quartiere della Zisa), a pestaggi ed intimidazioni di ogni sorta da parte di gruppi giovanili, o formazioni di estrema destra figlie di una strategia tanto violenta quanto precisa ed organizzata.</p>
<p align="JUSTIFY">I centri di CasaPound (della quale faceva parte Casseri, così come è stato rivendicato dalla stessa organizzazione), il movimento di Forza Nuova e altre sigle xenofobe minori continuano ad operare liberamente nel territorio italiano, trovando linfa vitale sia nei luoghi marginali e disagiati, sia nei nuclei cittadini a noi più consoni e prossimi, occultando sotto l’apparente veste politica, e “culturale”(per esempio presentazioni di libri,cene, dibattiti. A Palermo lo scorso febbraio alla libreria Mondadori, durante la presentazione di un testo, le forze dell’ordine ‘proteggevano’ l’ingresso stesso della libreria da alcuni studenti. Perché mai?&#8230;.) certi concetti di feroce odio razziale e intolleranza. Repressioni e frustrazioni inesauste che trovano sfogo in episodi del tutto fuori luogo e assurdi. Tutto questo va fermato ora e subito. Prima che sia troppo tardi.</p>
<p align="JUSTIFY">Noi, Giovani Comunisti di Palermo nell’esprimere sincera e viva solidarietà alla comunità senegalese fiorentina, invitiamo tutti quanti a tenere alto il livello di attenzione per le strade , nelle piazze, nelle scuole e nelle università.</p>
<p align="JUSTIFY">Per chi l’avesse dimenticato, riportiamo qui sotto il testo delle Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione., <a href="http://www.miolegale.it/norma_estesa/Scelba-Legge-645-1952-partito_fascista.html">Legge 20 giugno 1952, n. 645</a>, Scelba.</p>
<p align="JUSTIFY">«Art. 1 &#8211; (Riorganizzazione del disciolto partito fascista).</p>
<p align="JUSTIFY">Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».</p>
<p align="JUSTIFY">Le strada sono di chi ama. Antifascisti sempre.</p>
<p align="JUSTIFY">GIOVANI COMUNISTE/I &#8211; PALERMO</p>
<p align="JUSTIFY">15 dicembre 2011</p>
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		<title>Il porto di Palermo non è una galera, liberi/e tutti/e!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 12:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Belligero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[Rinchiusi dietro gigantografie di Duffy Duck e Willy il coyote oltre 300 tunisini attendono, da giorni, al largo del porto di Palermo che le autorità italiane decidano del loro destino. Tappezzata da sorrisi ammiccanti dei protagonisti Looney Tunes, la nave “Fantasy” della compagnia Grimaldi Lines esprime appieno quanto ci sia di grottesco e tragico dell’odissea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="IMMIGRAZIONE: EMERGENZA CLANDESTINI A LAMPEDUSA" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/IMMIGRATI-LAMPEDUSA11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2883" title="IMMIGRAZIONE: EMERGENZA CLANDESTINI A LAMPEDUSA" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/IMMIGRATI-LAMPEDUSA11-400x300.jpg" alt="" width="269" height="202" /></a>Rinchiusi dietro gigantografie di Duffy Duck e Willy il coyote oltre 300 tunisini attendono, da giorni, al largo del porto di Palermo che le autorità italiane decidano del loro destino. Tappezzata da sorrisi ammiccanti dei protagonisti Looney Tunes, la nave “Fantasy” della compagnia Grimaldi Lines esprime appieno quanto ci sia di grottesco e tragico dell’odissea dei migranti, che prima erano trattenuti illecitamente a Lampedusa e adesso sulle navi; infatti la “Moby Vincent” ancorata al largo dei cantieri navali, e la “Audacia”, situata a 200 m dall’antico foro italico di Palermo, si uniscono alla prima creando così una vera e propria flotta di navi galera dove gli immigrati sono stipati. Per mare sono venuti e in mare restano. <span id="more-2880"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le creazione di questi CIE galleggianti non è che l’ennesimo grave episodio di gestione emergenziale dell’immigrazione dal Nordafrica: la proclamazione delle stato d’emergenza e la conseguente decretazione d’urgenza gli hanno permesso di ignorare le garanzie fondamentali della Costituzione e di utilizzare forme di detenzione in strutture improvvisate, come la collina della vergogna a Lampedusa, la stazione marittima o queste navi, inaccessibili alla stampa e alle associazioni. “Il concentramento forzato in non luoghi, di persone che non hanno commesso alcun crimine, riportano a episodi che la storia d’ Europa avrebbe dovuto cancellare e che invece continuano a ripetersi sotto i nostri occhi.” Borderline Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dai primi sbarchi avvenuti all’inizio del 2011 l’isola di Lampedusa è stata vittima di una gestione predisposta e finalizzata al verificarsi di episodi esplosivi come l’incendio del centro di contrada Imbriacola e le successive violenze che sono scoppiate nell’isola il 21 settembre scorso. “Era da tempo che tutti quelli che dovevano sapere, erano a conoscenza dello stato di degrado e di nervosismo che nel centro di Lampedusa si viveva quotidianamente” sostiene Giacomo Sferlazzo dell’associazione Askavusa di Lampedusa “molti lo avevano detto, ed era prevedibile che lasciare i ragazzi tunisini in quelle condizioni e in più essendo a conoscenza che i rimpatri erano lo scopo finale della loro attesa, avrebbe causato una grande rivolta, e così è stato.” Questo è solo l’ultimo, e il più grave, degli episodi susseguitisi dall’inizio del 2011 e la risposta delle istituzioni a ciò che è stato colpevolmente causato dalle stesse è un’altra gravissima sospensione dello stato di diritto che non può essere in alcun modo accettata.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli immigrati sono privati della libertà personale da settimane, senza avere mai incontrato un avvocato ne’ essere mai stati condotti davanti a un giudice di pace per la convalida del trattenimento, per di più a bordo di navi che hanno assunto le funzioni di Centri di identificazione ed espulsione galleggianti. Vengono violati così i più elementari diritti umani, a partire dal diritto di difesa e di controllo giurisdizionale sulla libertà personale. Eppure non ha rilevato la minima violazione dei diritti umani il deputato regionale del PD Tonino Russo, secondo le dichiarazioni scandalose rilasciate al GR regionale, “I migranti a bordo delle navi sono in buone condizioni; sono assistiti regolarmente, dormono in cabine fornite di lenzuola e in poltrone reclinabili. Alcuni tunisini che hanno avuto dei malori sono stati trasportati in ospedale, altri sono stati medicati direttamente a bordo da personale sanitario”. L’onorevole dimentica però che le detenzione illegittima rimane anche se le persone non vengono fatte morire di fame e sete.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo dopo quattro giorni di detenzione il PD è riuscito a prendere una posizione che non si burlasse dei diritti fondamentali dell’uomo: Alessandra Siracusa e Pino Apprendi, dopo una visita di tre ore a bordo delle navi, hanno dichiarato che anche se fossero rinchiusi in un Hotel a cinque stelle rimarrebbe un sequestro di stato. Inoltre hanno verificato la condizione giuridica delle persone trattenute, tra cui ci sono sei minori e una donna, sola, in mezzo a un gruppo di uomini. Duecento immigrati sono trattenuti nella Moby Vincent e un altro centinaio sull’Audacia. La Fantasy la scorsa domenica ha traghettato 221 migranti tunisini da Palermo al porto di Cagliari. Questi destinati ad essere identificati nel centro di prima accoglienza di Elams e poi rimpatriati. Sinora è inascoltata la protesta di centinaia di manifestanti che alle 17.00 di ogni pomeriggio si riuniscono in presidio difronte al porto. Cercano di richiamare la cosiddetta società civile attorno all’emergenza della discriminazione delle minoranze in Italia, ma, alla vigilia delle primarie della sinistra palermitana, chissà in quanti avranno il coraggio di denunciare questi abusi, nella bella Italia, patria del diritto.</p>
<p>GIORGIA MIRTO</p>
<p>Responsabile Migranti Giovani Comunisti/e Palermo</p>
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		<title>Aiutiamo gli schiavi delle angurie a Nardò</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 22:45:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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		<category><![CDATA[Nardò]]></category>

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		<description><![CDATA[I Giovani Comunisti esprimono pieno sostegno allo sciopero  autorganizzato dai braccianti immigrati che lavorano alla raccolta delle angurie a Nardò, in provincia di Lecce, oggi al quinto giorno di lotta contro le condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti, per cui vengono pagati anche meno di 20 euro al giorno per una giornata lavorativa che]]></description>
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<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti esprimono pieno sostegno allo sciopero  autorganizzato dai braccianti immigrati che lavorano alla raccolta delle angurie a Nardò, in provincia di Lecce, oggi al quinto giorno di lotta contro le condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti, per cui vengono pagati anche meno di 20 euro al giorno per una giornata lavorativa che arriva a 10 ore sotto il sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel lavoro stagionale vengono sfruttati ogni anno migliaia di lavoratori migranti che, costretti dalla povertà, accettano condizioni di lavoro durissime e salari da fame, condizioni superate nella storia del nostro Paese dalle lotte sindacali e politiche del Novecento, ma che <span id="more-2791"></span>oggi si ripetono sulla pelle del nuovo proletariato dalla composizione estremamente frammentata, facilmente esposto al ricatto del lavoro nero e del caporalato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi i lavoratori si sono radunati in assemblea ed hanno iniziato a discutere dei propri diritti e delle necessarie risposte da mettere in campo, riuscendo a superare le divisioni culturali date dalle diverse provenienze nazionali, divisioni continuamente rafforzate da chi li vuole più facili da sfruttare.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sciopero è portato avanti con grande coraggio dai lavoratori che sfidano le minacce di morte ricevute dai caporali, principali organizzatori del loro sfruttamento assieme ai proprietari agricoli. i lavoratori chiedono che venga rispettato il compenso stabilito dal contratto provinciale che prevede come salario minimo il doppio di quello che attualmente ricevono, e la fine dell&#8217;intermediazione dei caporali.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal fine i braccianti di Nardò chiedono al Prefetto di Lecce di istituire un tavolo di confronto tra aziende agricole sindacati e lavoratori per avere risposte immediate contro lo sfruttamento del lavoro nero, per ottenere diritti e il giusto compenso a un lavoro durissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; necessario che ciascuno per le sue possibilità e il suo ruolo rompa il muro d&#8217;omertà verso le condizioni di questi lavoratori, grazie ai quali va avanti gran parte della produzione agricola e dei profitti che si riversano sul complesso del territorio ma di cui i lavoratori non beneficiano minimamente. E&#8217; necessario inoltre un ruolo più combattivo del sindacato nella tutela e nell&#8217;organizzazione dei lavoratori stagionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un sostegno importante a questa lotta completamente autorganizzata viene dato in loca dalla masseria Boncuri, dove un gruppo di volontari dell&#8217;associazione Fisnis Terrae e della Brigata di Solidarietà Attiva, responsabili del campo di accoglienza dei migranti, ha lanciato la campagna &#8220;ingaggiami contro il lavoro nero&#8221; e offre quotidianamente un sostegno attivo e non meramente assistenzialistico ai lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerosi nostri compagni partecipano a questa importante esperienza di sostegno alle lotte dei braccianti. Questi sono i dettagli per sostenere economicamente la masseria Boncuri e quindi la lotta dei braccianti:</p>
<p><strong>IBAN: IT10N0335901600100000018770</strong><br />
<strong>BANCA PROSSIMA</strong><br />
<strong>OGGETTO: sostegno braccianti Nardò</strong></p>
<p style="text-align: justify;">red. 4 agosto 2011</p>
</div>
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		<title>Il lampedusano che viene da Portofino!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 12:32:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Lampedusa. «Lampedusa sta vivendo un momento storico unico &#8211; ha esclamato il presidente Lombardo difronte all’aula consiliare del municipio &#8211; per la prima volta un presidente del Consiglio sull’isola!». L’attenzione dei cittadini tutti e dei giornalisti è incentrata sull’arrivo di Berlusconi e delle sue promesse. Poco importa se nel frattempo sul molo del Porto ci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="lampedusa-silvio-berlusconi" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/lampedusa-silvio-berlusconi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2366" style="margin: 4px;" title="lampedusa-silvio-berlusconi" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/lampedusa-silvio-berlusconi-400x265.jpg" alt="" width="276" height="183" /></a>Lampedusa. «Lampedusa sta vivendo un momento storico unico &#8211; ha  esclamato il presidente Lombardo difronte all’aula consiliare del  municipio &#8211; per la prima volta un presidente del Consiglio sull’isola!».  L’attenzione dei cittadini tutti e dei giornalisti è incentrata  sull’arrivo di Berlusconi e delle sue promesse. Poco importa se nel  frattempo sul molo del Porto ci sia stato il delirio. La prima nave,  giunta per spostare i migranti dell’isola alla “terra ferma”, ha  ormeggiato alla Cala Francese. Si tratta del Battaglione San Marco che  con mezzi anfibi preleverà dal porto i migranti e li porterà a bordo.  Tutte le altre navi arriveranno invece al porto commerciale di Cala  Pisana. Già alle otto di mattina la nave Grimaldi aveva attraccato e  iniziato la pulizia del mezzo. Alcuni ormeggiatori dichiarano<span id="more-2365"></span> che  nell’arco di 72 ore si concluderanno le procedure di imbarco. La  capienza stimata è di circa diecimila passeggeri. Intanto nella notte è  avvenuto il primo trasferimento dall’isola. Tutti gli eritrei ospitati  nel centro di prima accoglienza sono stati spostati a Porto Empedocle.  Lungo il molo la polizia si sta affrettando per le procedure  d’identificazione. Come negli ultimi giorni, gli immigrati sono seduti,  anche delle ore, in ginocchio lungo banchina: è il metodo della polizia  per mantenere la situazione sotto controllo e identificare i gruppi in  cui sono divisi i migranti. Dieci a volta, dai diversi gruppi e in modo  casuale, vengono prelevati, fatti mettere in fila e infine scortati fino  al pullman del “Lampedusa Accoglienza”. E’ l’unica sede per  l’identificazione e anche lì le condizioni dei migranti sono precarie:  il centro distribuisce solo un kit con cibo, vestiti e scheda  telefonica, ma mancano perfino le coperte e il mangiare per tutti.  Intanto nella giornata ci sono stati altri due sbarchi, passati quasi  inosservati. La tensione lungo il molo era tangibile: i migranti  stremati e costretti a terra non mangiano da giorni, ma soprattutto, più  delle condizioni fisiche, sono provati dalla paura di un rimpatrio.  Alcuni cercano di intrufolarsi in altri gruppi nella speranza di essere  identificati prima; questo aggrava l’esasperazione dei gruppi. I  poliziotti con i caschi antisommossa intervengono con i manganelli per  placare le risse. Arrivano a minacce pesanti. «Se qalcuno si comporta  ancora così vi scanno e vi porto in Tunisia», urla un agente in borghese  col manganello in mano. Solo da ieri sera un’ordinanza ministeriale ha  permesso l’istallazione di un ospedale da campo della Croce rossa. Fino a  l’altro ieri operavano all’interno della tenda del ministero degli  Interni, dividendo lo spazio con Save the Children. Contemporaneamente è  iniziato il piano di “bonifica” e di pulizia del porto. Intanto nel  paese già dalle prime ore del mattino alcuni lampedusani antirazzisti  avevano preparato striscioni di protesta contro il governo presso la  sede dell’associazione Askavusa. Alla notizia che il premier avrebbe  tenuto il suo discorso nella piazza antistante al municipio i  manifestanti, tra cui gli attivisti di Legambiente, hanno provato ad  esibire i loro striscioni, ma hanno avuto subito una contestazione  esplicita da parte di altri cittadini che hanno violentemente impedito  la protesta. Le autorità presenti sul palco hanno incitato ad escludere  ogni forma di contestazione politica.</p>
<div style="text-align: justify;">«State facendo politica sulle nostre spalle! Manco so di quale  partito è Berlusconi, che mi importa se è di destra!», urla un  lampedusano contro i contestatori, prima di aggredire fisicamente  un’attivista e strapparle di mano lo striscione. «Siamo un popolo civile  e rispettoso &#8211; incalza il sindaco in carica Dino de Rubeis &#8211; adesso si  fa quello che dico io o il presidente non esce di casa. Lombardo  rappresenta tutta la Sicilia, io sono l’ultimo dei servi ma padrone di  casa qui, quindi ci metto la faccia». Dalla maggioranza all’opposizione  Pd, un unico grido all’unità dunque, che impedisce la protesta pacifica.  Ma già all’inizio del  raggruppamento nella platea due fazioni ben  distinte si sono disposte da un lato all’altro del palco.</div>
<div style="text-align: justify;">Da una parte  le madri che qualche giorno fa erano scese sul molo per protestare  d’essere state lasciate da sole. Sono fiduciose adesso e aggiungono:  «Destra o sinistra non cambia niente, do fiducia a Berlusconi ma anche a  Prodi avrei dato un’opportunità. Stiamo a vedere quali sono le novità».  Dall’altra gli occupanti del municipio. E’ Caterina F., assistente  sociale,  a dire che «Mi aspettavo qualcosa prima dal governo, non ora  dopo cinquanta giorni. Sono come un padre o una madre che dopo aver  abbandonato un figlio cercano dopo di rimediare comprandogli un  giocattolo. Queste sono le promesse e i soldi che ci vogliono dare, ma  non restituiranno la dignità di Lampedusa. Sono per i diritti umani per  tutti, ma noi e gli immigrati siamo stati trattati come numeri. Ognuno  ha progetti e sogni che deve perseguire. Ora mi sento delusa. Come una  donna che viene abbandonata dal suo compagno, io mi sento abbandonata  dal governo».</div>
<div style="text-align: justify;">«Il Presidente», esordisce Silvio Berlusconi, parlando in terza  persona, «non è venuto prima perché ha il vizio di risolvere il  problemi». Presentando la sua azione come un “piano” diviso in vari  punti, profetizza il cambiamento dell’Isola.  Lampedusa, avamposto  dell’Europa civilizzata e porta per la democrazia, tornerà in appena 60  ore alla normalità. Sarà impedita la presenza di immigrati nell’isola,  anche nel centro di identificazione. «Ci saranno solo lampedusani a  Lampedusa» e per garantirlo ci sarà un nave sempre ormeggiata nel porto  per  trasferire i nuovi sbarcati. Ha promosso un’azione  “imprenditoriale”, comprando i pescherecci tunisini per togliere loro il  mezzo per arrivare. Un’altra novità che dovrebbe scoraggiare il viaggio  è il tentativo di «convincimento» per il rimpatrio, manifestando così  l’inutilità del rischio del viaggio.</div>
<div style="text-align: justify;">Ha poi illustrato il “Piano Colore:  stile Portofino”, propone di intonacare le case con colori vivaci,  aggiungere il ciottolato nelle strade e i corrimano. Per rilanciare il  turismo promette dei servizi nella Rai e nei suoi canali Mediaset sul  paradiso che è sempre stato Lampedusa. La folla si infervora però alla  dichiarazione che saranno abolite le tasse per le importazioni e le  esportazioni: prima esperienza in Italia, istituirà una Zona Franca per  la tassazione. Come forma di sanatoria perenne inoltre, annuncia la  creazione di una Zona a Burocrazia Zero, in cui per esempio i gestori  dei locali non dovranno più aspettare le certificazioni del Comune, ma  la regolamentazione sarà fatta ad attività già avviata. «I giornali di  sinistra dicono che io curo solo i miei interessi», ha ironizzato  annunciando l’acquisto della villa Le Due Palme. «Gli interessi di  Lampedusa oggi sono anche interessi miei e io sono uno di voi». Dato  inoltre il grande sforzo umanitario che la popolazione dell’isola ha  sostenuto negli ultimi mesi, al prossimo consiglio dei ministri  Berlusconi sosterrà la candidatura di Lampedusa al Premio Nobel per la  Pace.</div>
<p style="text-align: justify;">FORUM ANTIRAZZISTA DI PALERMO</p>
<p style="text-align: justify;">31 Marzo 2011</p>
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		<title>Il PRC di Cagliari denuncia il pestaggio di un migrante a Quartu</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-prc-di-cagliari-denuncia-il-pestaggio-di-un-migrante-a-quartu.html</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 23:23:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Apprendiamo da un video pubblicato da YouReporte.it un vergognoso pestaggio della polizia municipale ai danni di un cittadino migrante avvenuto il 21 Aprile. Dal titolo del video si evidenzia la provenienza senegalese del giovane e le immagini mostrano un giovane migrante impaurito, circondato da una decina di agenti della polizia municipale quartese che cercano di]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-895 alignright" style="margin: 4px;" title="pestaggio" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/pestaggio.jpg" alt="" width="300" height="200" />Apprendiamo da un video pubblicato da YouReporte.it un vergognoso pestaggio della polizia municipale ai danni di un cittadino migrante avvenuto il 21 Aprile. Dal titolo del video si evidenzia la provenienza senegalese del giovane e le immagini mostrano un giovane migrante impaurito, circondato da una decina di agenti della polizia municipale quartese che cercano di ammanettarlo con una forza e una violenza sempre più crescente. Fortunatamente sono numerose le urla di orrore dei cittadini che assistono al pestaggio e denunciano comportamento incivile degli agenti.<span id="more-894"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La segreteria federale di Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti della provincia di Cagliari denunciano il vergognoso gesto di razzismo istituzionale. Queste violenze sono la diretta conseguenza del clima di odio razziale e di caccia all’immigrato generato dalle destre al governo. Un clima scatenato dalla cultura dei pacchetti sicurezza e dalle leggi Bossi-Fini e Turco-Napolitano. Un clima infame che colpisce anche le amministrazioni locali, compresa la città di Quartu. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’omicidio di 6 ragazzi africani a CastelVolturno, all’omicidio di Abba a Milano, al pestaggio di un operaio cinese a Tor Bella Monaca, a quello di Emmanuel a Parma e all’esplosione della rabbia dei lavoratori migranti di Rosarno.</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">Pensiamo sia arrivato il momento di dire basta. Basta alle disparità di trattamento dei cittadini migranti nei luoghi di lavoro, basta con i padroni che sfruttano in nero il loro lavoro. Chiediamo il diritto di cittadinanza e all’istruzione per tutti i figli dei migranti. Vogliamo una politica orientata a garantire una sicurezza diversa, fatta di servizi sociali, sicurezza nei cantieri e sui posti di lavoro e politiche per la casa.</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">GIUSEPPE STOCCHINO &#8211; Segretario Federale Prc Cagliari</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">MARTA LAURA FARCI &#8211; Coordinatrice Federale Giovani Comunisti/e</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">22 Aprile 2010</p>
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		<title>1° Marzo: la nostra rabbia contro il razzismo</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 19:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[primo marzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo in versione testuale e PDF il volantino dei GC di Milano Facciamo appello a lavoratori e studenti, italiani e stranieri, a partecipare alle iniziative previste per il primo marzo. Questa giornata di protesta riguarda tutti noi: i fatti di Rosarno segnano un punto di non ritorno. E’ l’ora di scatenare la nostra intolleranza verso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 4px;" title="primo marzo senzadi noi" src="http://4.bp.blogspot.com/_fmnIKx3y3v8/S0NhM-P_VMI/AAAAAAAAIa4/WmjGIP5Vda8/S235/chisiamo.jpg" alt="" width="235" height="157" /><em>Pubblichiamo in versione testuale e PDF il volantino dei GC di Milano</em></p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo appello a lavoratori e studenti, italiani e stranieri, a partecipare alle iniziative previste per il primo marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa giornata di protesta riguarda tutti noi: i fatti di Rosarno segnano un punto di non ritorno. E’ l’ora di scatenare la nostra intolleranza verso l’intolleranza razziale. I mass media, la Confindustria e i due poli politici (Pd e Pdl) ci immergono ogni giorno nel veleno razzista. Rivolgono la nostra rabbia verso gli immigrati perché sia distolta l’attenzione dalla crisi epocale di questa società. Non si pensi al crack finanziario, ai soldi pubblici regalati alle banche, ai tagli a sanità e scuola pubblica, all’emergenza mutui e affitti. Così ci tolgono ogni nostro diritto e ci ne lasciano uno solo: quello di linciare chi sta peggio di noi mettendo alla gogna lo straniero.<span id="more-424"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Fuori dai luoghi comuni, ecco la verità: non esiste alcun legame tra i tassi di criminalità e i migranti. Il tasso di criminalità tra italiani e stranieri è praticamente identico (fonti Istat). I lavoratori stranieri lavorano di più: 12 punti in più di tasso di attività rispetto agli italiani. Sono i primi a perdere il posto di lavoro: 2 punti in più di tasso di disoccupazione rispetto ai lavoratori italiani (rapporto Caritas). Producono il 10% del Pil e sono pagati il 30% in meno per la stessa mansione. Quindi non rubano né il lavoro né i servizi, ma producono più ricchezza e possono usufruire tre volte meno dei servizi degli italiani. I migranti complessivamente pagano 4 miliardi di euro di tasse e versano 7 miliardi di euro all’Inps. Sono i nostri italianissimi imprenditori a portare avanti una campagna di isolamento culturale e legislativo degli stranieri per poter coltivare la propria “propensione alla ricerca di manodopera a basso costo” (vedi XV ricerca Insu, Fondazione Cariplo).</p>
<p style="text-align: justify;">I delitti compiuti dagli stranieri sono legati all’84% alla condizione di clandestinità. Leggi securitarie che inaspriscono la condizione del migrante lo gettano più facilmente nella clandestinità e nelle braccia di lavoro nero e criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è altra soluzione che una lotta unitaria tra migranti e italiani per difendere e migliorare le nostre condizioni di vita:<br />
abolizione della Bossi-Fini, del pacchetto sicurezza e del reato di clandestinità: no al permesso di soggiorno a punti!<br />
chiusura dei Cpt/Cie (Centro di identificazione ed espulsione): gli stranieri che perdono il lavoro non devono cadere nello stato di clandestinità!</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun muro e nessuna forza di polizia potrà fermare la pressione di milioni di persone che sfuggono dalla povertà dei propri paesi di origine. Per questo l’unica società sicura è quella dove tutti abbiano i propri diritti:<br />
diritto alla casa per tutti: requisizione degli appartamenti sfitti e reintroduzione dell’equo canone sugli affitti; piano di edilizia popolare e credito pubblico per chi vuole comprare casa<br />
diritto al lavoro per tutti: ridurre l’orario a parità di salario per poter lavorare meno e far lavorare tutti blocco dei licenziamenti: le aziende che licenziano siano prese in mano dallo Stato e fatte funzionare per il bene della collettività<br />
scuola pubblica, di massa e di qualità per la piena integrazione dei figli dei migranti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gcmilano.altervista.org/spip/IMG/primo_marzo_milano.pdf" target="_blank">Scarica il volantino in PDF</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>GLI INVISIBILI DI ROSARNO</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 12:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>

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		<description><![CDATA[tratto da www.rifondazione.it Caro Ministro Maroni, le foto che esponiamo nel sito sono quelle scattate ben cinque anni fa alla Cartiera di Rosarno. La Cartiera, archeologia di una industrializzazione meridionale ipotizzata, era già da molti anni hotel della modernità, riservato, qualche mese l&#8217;anno, a braccianti invisibili. Non c&#8217;è che dire, un cinque stelle di polveri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Rosarno_lavoro_nero_0911.jpg"></a><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Rosarno_lavoro_nero_0912.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-221" title="Rosarno_lavoro_nero_09(1)" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Rosarno_lavoro_nero_0912-1023x682.jpg" alt="" width="443" height="295" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">tratto da <a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/">www.rifondazione.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Caro  Ministro  Maroni, <a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/" target="_blank"> le  foto  che  esponiamo  nel  sito</a> sono quelle<br />
scattate  ben  cinque  anni  fa  alla  Cartiera di Rosarno. La Cartiera,<br />
archeologia  di  una industrializzazione meridionale ipotizzata, era già<br />
da  molti  anni hotel della modernità, riservato, qualche mese l&#8217;anno, a<br />
braccianti  invisibili. Non c&#8217;è che dire, un cinque stelle di polveri di<br />
amianto,  di  puzzo  di  ogni  genere, di improbabili pareti di cartone,<br />
destinato  a  quegli uomini e donne che leggi ingiuste fanno clandestini<br />
cancellando loro diritti e dignità. Noi non abbiamo tollerato! La parola<br />
tolleranza  non  appartiene  a noi che preferiamo riconoscere diversità,<br />
mescolare  culture, costruire le identità in divenire, ma in questo caso</p>
<p><span id="more-203"></span></p>
<p>la usiamo in modo pertinente.Non   abbiamo   tollerato  e  non  tolleriamo  l&#8217;ingiustizia  di  quella<br />
precarietà  che  ti  fa  schiavo.  Abbiamo  raccolto  l&#8217;urlo  dei  tanti<br />
movimenti che da anni denunciavano le condizioni di vita di questi nuovi<br />
braccianti  e  abbiamo fatto da deputati della XV legislatura un viaggio<br />
dantesco  nei gironi infernali dell&#8217;agricoltura meridionale modello PAC.<br />
Non  abbiamo  tollerato  quelle  strade  della  vergogna  dove i giovani<br />
braccianti  espongono  braccia  che  i  caporali selezionano e svendono.<br />
Rosarno,  Foggia,  Cassibile,  San  Nicola  Varco, città dell&#8217;ortofrutta<br />
meridionale diventano tappe consuete di una tratta umana drammatica dove<br />
i pericolosi intrecci tra criminalità, assenza di diritti, precarietà si<br />
fanno   vera   e   propria   schiavitù.  Noi  queste  città  le  abbiamo<br />
attraversate,  trascorrendo  intere giornate ad ascoltare storie di vita<br />
drammatiche. Questi “pericolosi” clandestini sospesi tra il sogno di una<br />
opportunità  e  la  dura realtà che non la consente chiedevano di essere<br />
visti,  chiedevano “soggiorno”. Una richiesta che abbiamo fatto nostra e<br />
portata  in  quel  Palazzo  così  distante  dalle vite in carne ed ossa.<br />
Abbiamo  chiesto  con  forza  e,  superando resistenze anche del governo<br />
Prodi, ottenuto una Commissione di Indagine Conoscitiva sull&#8217;agricoltura<br />
meridionale,  che  non  ha  concluso  l&#8217;iter  ma  che  mostra  un quadro<br />
interessante.  Abbiamo proposto noi, che non tolleriamo l&#8217;ingiustizia di<br />
rispondere  ai  desideri  di  cittadinanza  e di dignità, consentendo ai<br />
nuovi   braccianti  di  essere  cittadini  attraverso  il  “permesso  di<br />
soggiorno”  per  tutti.  Noi  che  non  tolleriamo  l&#8217;ingiustizia  e che<br />
sappiamo che bisogna battere il mercato criminale, quello che tratta gli<br />
esseri  umani  come  merce, abbiamo chiesto di istituire un collocamento<br />
pubblico  in  cui  far  incontrare  braccianti  e imprenditori agricoli.<br />
Imprenditori  agricoli  sottoposti  alle  dure  leggi  di  una  Politica<br />
Comunitaria  che distrugge le agricolture locali e determina la crisi di<br />
piccoli   imprenditori,   delle   criminalità   che   impongono   “altre<br />
guardianie”,  a  danno  di  qualità  del  prodotto,  dell&#8217;ambiente e dei<br />
diritti  dei  lavoratori.  Lei  ministro che invece tollera tutto questo<br />
addita  i  “clandestini”come i responsabili dell&#8217;insicurezza collettiva.<br />
Li  ha perseguitati con l&#8217;infame pacchetto sicurezza, li ha perseguitati<br />
qualche  mese fa a San Nicola Varco in una spietata caccia all&#8217;uomo allo<br />
scopo  di  riempire  il  CIE  di  Bari Palese e di consegnare il terreno<br />
regionale  nelle mani della camorra. Oggi lei dichiara di non volere più<br />
tollerare  i  clandestini di Rosarno, non vuole vedere le contraddizioni<br />
che anche la sua politica di violenza produce. Le consigliamo di provare<br />
a non tollerare più l&#8217;ingiustizia che noi mai abbiamo tollerato. Abroghi<br />
il  pacchetto  sicurezza  e  garantisca  immediatamente  il  permesso di<br />
soggiorno a tutti quegli invisibili dell&#8217;agricoltura.</p>
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