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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; lotte</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>17 Novembre: sapere, diritti, felicità. Che le battaglie si incontrino. Che il conflitto esploda</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 19:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Belligero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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		<description><![CDATA[di Matteo Iannitti Era il 17 novembre 1939. Migliaia di ragazze e ragazzi scendevano in piazza in Cecoslovacchia. Studentesse e studenti che si ribellavano al nazismo e alla guerra. Migliaia di giovani appartenenti a quella sfortunata generazione che visse i regimi nazifascisti, i campi di concentramento, l&#8217;atroce guerra. Il sonno della ragione. Quegli studenti furono]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="lottaperidiritti" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/lottaperidiritti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1852" style="margin: 4px;" title="lottaperidiritti" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/lottaperidiritti.jpg" alt="" width="253" height="190" /></a>di Matteo Iannitti</strong> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Era il 17 novembre 1939. Migliaia di ragazze e ragazzi scendevano in piazza in Cecoslovacchia. Studentesse e studenti che si ribellavano al nazismo e alla guerra. Migliaia di giovani appartenenti a quella sfortunata generazione che visse i regimi nazifascisti, i campi di concentramento, l&#8217;atroce guerra. Il sonno della ragione. Quegli studenti furono arrestati e uccisi dall&#8217;esercito nazista.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il mondo non è cambiato. Il futuro è precarietà e disoccupazione, umiliazione e sfruttamento. I sogni hanno lasciato il posto al cinismo individualista. Le piazze sono diventate virtuali ed i balordi sono soli nelle strade e nei palazzi. I “diversi”, che siano essi omosessuali o neri, zingari o romeni, sono espulsi, culturalmente e fisicamente. È violenza e deportazione. I lager sono riempiti da <span id="more-1848"></span>migranti e la società è parimenti silenziosa, connivente e cieca.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;Impero è succeduta la crescita globale, la competizione internazionale. Parole come PIL, borsa, rating, Maastricht, BCE e fondo monetario internazionale hanno preso il posto di Dio, patria e famiglia. Prima l&#8217;allargamento dell&#8217;Impero ora i parametri economici europei sono l&#8217;unica bussola della politica. A farne le spese, come ieri, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti. Un&#8217;umanità annichilita e stuprata. Un mondo privo di dignità, diritti e felicità. A ridere sono sempre in pochi, sempre gli stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma esiste una resistenza che esige un riscatto. Parla inglese nelle strade di Londra mentre si attacca la sede del partito conservatore britannico. Parla greco in un&#8217;Atene infiammata dalle bandiere nere, nel nome di Alexis e della giustizia sociale. Parla spagnolo e portoghese nell&#8217;America Latina di Marcos e Morales. Parla italiano a Pomigliano, Terzigno, in alto su una gru a Brescia, dentro un provveditorato occupato, nell&#8217;aula magna di una scuola autogestita, durante le lezioni universitarie interrotte dalla protesta di studenti e ricercatori.</p>
<p style="text-align: justify;">È una resistenza che esiste ed occupa le piazze. Come il 16 ottobre a Roma, il 30 a Napoli, il 6 novembre contro la repressione.</p>
<p style="text-align: justify;">È un&#8217;alleanza sociale tra mondi diversi che hanno incominciato a parlarsi. Studenti, lavoratori, migranti, donne, omosessuali, precari. Un intreccio, spesso esistenziale, pronto a contaminarsi e marciare compatto, con la consapevolezza che non può esistere una gerarchia delle rivendicazioni ma al tempo stesso la miccia del conflitto sociale non può che essere accesa da una giovanissima generazione che sta vedendo smaterializzarsi qualsiasi diritto ed ogni prospettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo scuole e università devono essere il centro dell&#8217;elaborazione politica, del conflitto, della riscossa. Luoghi del sapere definitivamente attaccati dai tagli governativi e da una Riforma universitaria che vuole sabotare qualsiasi garanzia democratica all&#8217;interno dell&#8217;università e vuole cancellare il carattere pubblico e statale dell&#8217;istruzione italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 17 novembre 2010, settantuno anni dopo le manifestazioni cecoslovacche, vuole essere un nuovo innesco di conflitto sociale. Un altro duro colpo a questo Governo. Un grido di allarme per l&#8217;istruzione pubblica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Le potenzialità perché questo avvenga sono nei fatti. Nella dichiarazione di sciopero dei lavoratori della conoscenza, nelle mille assemblee che si succedono in tutta Italia, nell&#8217;adesione dei metalmeccanici alla mobilitazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il 17 novembre sarà un grande giorno di lotta e conflitto dipende da noi. Dalle nostre scuole, dalle nostre facoltà, dai nostri luoghi di lavoro. Dal nostro coraggio di tornare in piazza, nonostante le tante sconfitte, con l&#8217;ambizione, finalmente, di guadagnare un futuro diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">MATTEO IANNITTI</p>
<p style="text-align: justify;">Esecutivo nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">16 Novembre 2010</p>
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		<title>&#8220;In prima persona&#8221;, lotte e vertenze nel Lazio</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 19:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
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		<category><![CDATA[vertenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima Presentazione: Sabato 6 Marzo ore 15:00 in Piazza Santi Apostoli a Roma In occasione della Manifestazione Unitaria dei Movimenti Contro le Nocività e le Devastazioni Ambientali del Lazi. Indetta dai Comitati uniti del Lazio per la Difesa della Salute, dell’Ambiente e l’Autogoverno dei nostri territori Dall’ 8 marzo in libreria il Libro:&#8221; In Prima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://inprimapersona.wordpress.com/"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 4px;" title="in prima persona" src="http://inprimapersona.files.wordpress.com/2010/02/dsc_0075.jpg?w=201&amp;h=300" alt="" width="201" height="299" /></a>Prima Presentazione: Sabato 6 Marzo ore 15:00 in Piazza Santi Apostoli a Roma</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione della Manifestazione Unitaria dei Movimenti Contro le Nocività e le Devastazioni Ambientali del Lazi.<br />
Indetta dai Comitati uniti del Lazio per la Difesa della Salute, dell’Ambiente e l’Autogoverno dei nostri territori</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dall’ 8 marzo in libreria</strong> il Libro:&#8221; In Prima Persona – Lotte e vertenze dei comitati territoriali nel Lazio&#8221; di Daniele Nalbone e Ylenia Sina. Prefazione: Don Roberto Sardelli. Introduzione: Checchino Antonini<br />
Con contributi di Paolo Berdini (urbanista), Manuele Bonaccorsi (giornalista), Paolo Di Vetta (sindacalista Asia Rdb), Stefano Galieni (giornalista), Stefano Montanari (ricercatore), Francesco Tedesco (Greenpeace), Isde &#8211; Medici per l’ambiente, Madri per Roma Città Aperta. Comitati e vertenze territoriali di città, paesi, quartieri. In lotta contro decisioni calate dall&#8217;alto, per difendere il &#8220;bene comune&#8221;, la qualità della vita, il futuro dei figli, le proprie città, i diritti fondamentali. <span id="more-453"></span>Storie di cittadini e cittadine che non si sentono più rappresentati e che in mancanza di tutele e privati del diritto al futuro scelgono<br />
di agire in prima persona. Dalla battaglia contro l&#8217;inceneritore di Albano alla No-Turbogas di Aprilia, dai comitati NoFly di Ciampino e Viterbo al NoCoke dell&#8217;Alto Lazio fino al No Corridoio Roma-Latina; dalla lotta per la casa fino alla difesa dei migranti o al comitato delle Madri per Roma città aperta. Un viaggio nella mobilitazione invisibile di Roma e Lazio, una mappa ragionata e raccontata di lotte esemplari, di persone in carne e ossa, che non trovano spazio nei media ufficiali ma che fondano le ragioni e le speranze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Daniele Nalbone</strong> è collaboratore del quotidiano <em>Liberazione</em> e scrive per il settimanale <em>left</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ylenia Sina</strong> collabora con vari quotidiani, settimanali e mensili.</p>
<p style="text-align: justify;">Per info, interviste e presentazioni con gli autori</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://inprimapersona.wordpress.com/" target="_blank">http://inprimapersona.wordpress.com</a></p>
<p><a href="mailto:redazione@edizionialegre.it" target="_blank"> </a></p>
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