Tag: Lavoro

Sempre più su… Lo spreco vs lo spread!

firenze

di Il nostro tempo è adesso.it

Il tasso di disoccupazione giovanile sale sempre più su e ogni mese l’Istat ci consegna un nuovo record. E’ la conferma che la disoccupazione giovanile e la precarietà, non lo spread, sono la vera emergenza. La fotografia è la seguente: 1 su 3 senza lavoro (e senza alcuna forma adeguata di welfare aggiungiamo noi). Gli altri 2 con lavori quasi sempre precari e compensi al di sotto della decenza. Riteniamo che l’agenda del governo debba ripartire da qui: dallo spreco di una generazione che oggi ottiene il record di disoccupazione nella storia italiana.

Martone, la nostra sfiga è la tua fortuna

Commemorazione di Bettino Craxi a dieci anni dalla morte

di Anna Belligero e Simone Oggionni

«Il figlio d’arte Michel Martone non ha il diritto di parlare di situazioni che non conosce. Facile dire che chi non è amico di Previti e Bunetta è sfigato, facile dirlo per chi ha avuto la “fortuna” che quest’esercito di sfigati non ha. Il vice ministro è mai stato un precario, uno studente lavoratore o ha mai dovuto cambiare 3 volte il proprio piano di studio per ottenere una laurea?

A 28 anni non siamo sfigati, siamo “scaduti” per un mercato sempre più ingordo e crudele. Chiediamo da sempre di avere scuola e università pubbliche, laiche e non subordinate alle logiche di mercato, e otteniamo l’esatto opposto da tutti i governi.

I GC oggi a Rosarno per dire “Su la testa!”

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comunicato stampa

La crisi economica che ci troviamo a subire ha delle pesantissime ricadute sulla vita delle persone: licenziamenti, cancellazione dei diritti, precarizzazione di massa, lotta tra poveri, crisi ambientale e della sovranità popolare. La stessa crisi ci impone momenti di discussione e mobilitazione comuni affinché possiamo lottare insieme per riprenderci il nostro fruturo, un futuro che giorno dopo giorno ci è sempre più negato. Per questo come Giovani comunisti/e raccogliamo il grido “Su la testa” e aderiamo alla giornata di lotta a Rosarno del 7 gennaio, perché non abbassiamo la testa di fronte a sfruttamento, precarizzazione, razzismo e devastazione del territorio ma

Licenziamenti a mano libera

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di Manuele Bonaccorsi

Rendere più facili i licenziamenti e liberalizzare il mercato del lavoro produce crescita economica e favorisce i giovani; anche perché in Italia è quasi impossibile licenziare i vecchi assunti, mentre i nuovi l’articolo 18 non sanno neppure cos’è. Due assiomi ripetuti senza sosta nel dibattito pubblico. Eppure basta solo dare un occhio a leggi e dati per accorgersi che si tratta di falsità colossali.

Milioni di licenziati con l’articolo 18. Licenziare non è impossibile a causa dell’articolo 18. Altrimenti le lavoratrici della Omsa starebbero ancora producendo calze e gli operai della Fiat di Termini Imerese automobili. I metalmeccanici della Innse non sarebbero dovuti salire su una gru per difendere il proprio posto di lavoro. Messo a rischio senz’altro ingiustamente, da un punto di vista morale ed economico, ma in maniera ineccepibile dal punto di vista legale. «Attualmente ci saranno alcune centinaia di migliaia di lavoratori licenziati che erano difesi dall’articolo 18. E milioni sono stati coloro che hanno perso il posto con le ristrutturazioni degli anni

Liberiamoci della precarietà

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Assemblea nazionale 19 e 20 novembre

La precarietà non è un destino, né un dato immodificabile a causa di oscure leggi di mercato. Per questo possiamo liberarcene! La precarietà è il frutto di scelte (e non scelte) politiche. E’ un problema di felicità e di libertà negate, di diritti, di continuità di lavoro e di reddito, è un problema di opportunità e di competenze sprecate. E’ un problema di soldi, di previdenza e di tempo rubato. E’ la difficoltà a vivere il presente, ad avere una casa, a immaginare il futuro. E’ la paura di invecchiare in miseria.

Emblema della crisi.
Proprio la precarietà è il filo rosso che lega il modello economico che ha prodotto la crisi e le politiche di austerity invocate per contrastarla. E’ il terreno su cui questo modello di sviluppo ha mostrato il suo volto più feroce: lo smantellamento del welfare

Lavoro, rivolte e diritto alla rabbia

di Francesco Bellina

Li vediamo avanzare davanti le porte del Comune fino ad occuparlo, li vediamo bloccare strade e autostrade, li vediamo alzare le barricate contro le forze dell’ordine: sono teppisti o sono vittime? Probabilmente sono i genitori di quegli studenti che in autunno hanno infiammato le piazze, reclamando saperi e cultura gratuiti per tutt*.

Quegli studenti che, sempre in autunno, andavano in piazza non solo per parlare di Istruzione ma anche di reddito e lavoro. Gli stessi studenti che hanno apppoggiato le lotte operaie di Pomigliano, Termini Imerese e Mirafiori. Ma è anche probabile che i loro figli non vadano all’università ma che lavorino in fabbrica o altrove, perchè ancora, per certi versi, l’università per molti è un lusso.

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