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C’è poco da festeggiare. C’è da fare opposizione!

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di Simone Oggionni

Le dimissioni di Berlusconi di queste ore sono un fatto epocale. Chiudono un’epoca tristissima della nostra storia nazionale, durante la quale il sistema di potere e di valori berlusconiano ha cambiato nel profondo il volto del Paese. Quest’Italia che oggi può svegliarsi dall’incubo è più povera di quanto non fosse nel 1994. Più ingiusta e diseguale socialmente, ma soprattutto corrotta e umiliata nella sua antropologia profonda. È un Paese che ha assorbito e radicato nelle viscere tutti i peggiori tratti del berlusconismo: l’individualismo, l’egoismo proprietario, la prepotenza e l’arroganza padronale, l’indifferenza. Soltanto i prossimi anni ci diranno quanto l’infezione sia

La destra mistifica e vede armi ovunque

di Simone Oggionni e Anna Belligero

Non sono bastate le provocazioni del ministro La Russa che, memore del suo passato (nel 1973 partecipò, da segretario lombardo del Fronte della Gioventù, alla manifestazione non autorizzata dell’Msi nel corso della quale venne ucciso l’agente di polizia Antonio Marino), ha zittito, aggredito e minacciato nel corso di una trasmissione televisiva uno studente colpevole di criticare la riforma Gelmini.

Non sono bastate le dichiarazioni di Maurizio Gasparri, il quale ha evocato un nuovo 7 aprile 1979, e cioè – per l’oggi – l’arresto preventivo dei referenti del movimento studentesco. Un fatto gravissimo, da Stato di polizia, inaccettabile per qualunque società democratica.

Non abbiate paura di perdere. Si vince solo lottando!

di Anna Belligero

L’Italia è bloccata. Non si respirava un’aria così “pesante” dagli anni in cui la generazione che sta capeggiando questa rivolta non era neppure nata. Anni difficili, che non abbiamo vissuto, che ci hanno raccontato. Anni che a volte ci affascinano ed altre ci spaventano un po’. Anni che hanno visto un Paese bruciare, la politica tremare, la cultura rigenerarsi. Anni che non hanno prodotto tutto ciò che sarebbe stato necessario, evidentemente, per un mondo migliore di quello che c’era e che c’è.

Oggi questa generazione che continuano, per comodità, a definire P come precaria, è stanca non solo di questo, ma sopratutto di prendere lezioni da chi crediamo non abbia davvero nulla da insegnare. In un Paese attraversato da una crisi devastante, con la crescita economica ai minimi storici, con l’emergenza abitativa a livelli esasperati, con la politica sull’immigrazione tra le peggiori

Non possiamo più aspettare! Ora sciopero generale!

Il governo Berlusconi ha ottenuto la fiducia anche alla Camera, con mezzi leciti e mezzi illeciti (e il contributo determinante di alcuni finiani pentiti). Ma oggi si è aperta una nuova fase.
Centinaia di migliaia di studenti in tutta Italia – con manifestazioni imponenti – hanno preso in mano il destino del Paese.
Ora serve il sostegno dei lavoratori e del sindacato, che deve convocare lo sciopero generale e, con quello, sfiduciare Berlusconi. Non possiamo più aspettare.

SIMONE OGGIONNI
Portavoce nazionale Giovani Comunisti/e

14 Dicembre 2010

Nessuna incoerenza: scardinare il bipolarismo per definire l’alternativa

In risposta a Matteo Iannitti, di Danilo Borrelli Caro Matteo, sento il dovere di rispondere ad alcune obiezioni che muovi al mio articolo proprio per liberare il dibattito interno da eventuali errori di interpretazione o da caricature di posizioni altrui: tutto ciò non farebbe bene né alla discussione né alla proficua dialettica tra compagni.
La critica maggiore che mi muovi è quella di sostenere posizioni “inconciliabili, profondamente contraddittorie se non demenziali” tra l’analisi del mio articolo e la proposta politica. Non mi sembrano parole di poco conto e per questo credo di meritarmi la possibilità di argomentare ulteriormente il mio pensiero, anche se in maniera schematica.

Caricati i manifestanti aquilani: il potere fa sempre più schifo

comunicato di Simone Oggionni e Anna Belligero L’aggressione di oggi a Roma contro i cittadini aquilani che manifestavano contro la Finanziaria è vergognosa. A tutti loro, e in particolare ai tre feriti, va la solidarietà e la vicinanza fraterna della nostra organizzazione.
Ciò che sconvolge è ancora una volta la violenza del potere: violenza fisica, bruta, che segue l’inganno di questi mesi (le tante promesse fasulle del governo Berlusconi) e il cinismo di chi (in primis la corte dei miracoli di Bertolaso) ha sfruttato la tragedia del terremoto per moltiplicare profitti e preservare porzioni di potere.
Il governo Berlusconi si dimostra anche in questa occasione per quello che è: degno erede del fascismo e del governo Tambroni.

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