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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Gelmini</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Gli studenti a Napoli &#8220;bloccano tutto!&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 22:35:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giovani Comuniste/i Napoli Il movimento studentesco napoletano ha messo in piazza un&#8217;altra grande giornata di lotta. Un corteo di migliaia di persone fra studenti medi, numerosissimi, studenti universitari, precari della scuola e disoccupati è partito da piazza del Gesù ed ha inondato le strade del centro storico della città. Si è poi diretto verso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="studentipartenop" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/studentipartenop.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2050" style="margin: 4px;" title="studentipartenop" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/studentipartenop.jpg" alt="" width="285" height="190" /></a><strong><em>di Giovani Comuniste/i Napoli</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il movimento studentesco napoletano ha messo in piazza un&#8217;altra grande giornata di lotta. Un corteo di migliaia di persone fra studenti medi, numerosissimi, studenti universitari, precari della scuola e disoccupati è partito da piazza del Gesù ed ha inondato le strade del centro storico della città. Si è poi diretto verso il porto, seguendo la parola d&#8217;ordine di questi mesi di mobilitazione: &#8220;Blocchiamo Tutto!&#8221;. Sono stati infatti fermati per diversi minuti due varchi, il molo Beverello e il Pisacane, che trasportano ogni giorno migliaia di <span id="more-2049"></span>persone e milioni di euro di merci. Il corteo si è quindi diretto verso la stazione centrale in piazza Garibaldi, dove ha dato vita ad un blocco totale della circolazione ferroviaria per oltre un&#8217;ora, per poi concludersi lungo Corso Umberto I.</p>
<p style="text-align: justify;">Le/I Giovani Comuniste/i hanno come sempre partecipato a tutte le fasi della lotta. Sono intervenuti nel corteo calando un lungo striscione dalla sede della federazione provinciale del Prc al passaggio dei manifestanti. Lo striscione riportava lo slogan lanciato dagli studenti e dai lavoratori greci in lotta da questa privavera: &#8220;Popoli d&#8217;Europa ribellatevi!&#8221;. Uno slogan sempre efficace ed attuale perché rende chiaro che la lotta in corso in Italia si collega e si unisce a quella degli altri paesi europei, dove politiche simili, dettate dall&#8217;Unione Europea, stanno tagliando brutalmente la spesa sociale, l&#8217;istruzione pubblica ed i diritti dei lavoratori, facendo pagare il prezzo della Crisi ai più deboli e non ai potenti che l&#8217;hanno causata.</p>
<p style="text-align: justify;">GIOVANI COMUNISTE/I NAPOLI</p>
<p style="text-align: justify;">22 Dicembre 2010</p>
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		<title>La rivolta studentesca si &#8220;copia e incolla&#8221;!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 21:17:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Copia e incolla questo adesivo sui tuoi blog, sulle tue pagine Facebook, sui murales telematici, ovunque si possa diffondere il messaggio che questa riforma non passerà e che la rivolta continua, con ancora più energia e vigore, passione e determinazione dopo le violente parole del senatore Gasparri e del ministro La Russa. Nessun Daspo, nessuna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="gelminiriv" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/gelminiriv.jpg"><img class="size-full wp-image-2040     aligncenter" title="gelminiriv" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/gelminiriv.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Copia e incolla questo adesivo sui tuoi blog, sulle tue pagine Facebook, sui murales telematici, ovunque si possa diffondere il messaggio che questa riforma non passerà e che la rivolta continua, con ancora più energia e vigore, passione e determinazione dopo le violente parole del senatore Gasparri e del ministro La Russa. Nessun Daspo, nessuna legislazione speciale potrà fermare gli studenti e le studentesse di questo paese che ormai si battono per la preservazione delle democrazia, della Costituzione, di un futuro degno di poter essere vissuto.</p>
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		<title>A fianco degli studenti per riprenderci il destino, per costruire il futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 12:51:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni La giornata del 14 dicembre la ricorderemo a lungo. Non solo perché in mattinata il governo ha incassato la fiducia in entrambi i rami del Parlamento, riuscendo a concludere in tempo utile trattative più o meno lecite che hanno consentito a Berlusconi, per ora, di portare a casa la pelle. E non]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="++ SCUOLA: SCONTRI STUDENTI FORZE ORDINE IN CENTRO ROMA ++" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/scontri-roma-studenti.jpg"><img class="size-full wp-image-2032 alignright" style="margin: 4px;" title="++ SCUOLA: SCONTRI STUDENTI FORZE ORDINE IN CENTRO ROMA ++" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/scontri-roma-studenti.jpg" alt="" width="270" height="179" /></a><strong><em>di Simone Oggionni</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La giornata del 14 dicembre la ricorderemo a lungo. Non solo perché in  mattinata il governo ha incassato la fiducia in entrambi i rami del  Parlamento, riuscendo a concludere in tempo utile trattative più o meno  lecite che hanno consentito a Berlusconi, per ora, di portare a casa la  pelle. E non solo perché, quindi, si è aperta nel Paese una fase  politica completamente nuova, i cui esiti sono ad oggi del tutto  incerti: potremmo essere alla vigilia di un colpo di coda del regime, di  una fase di transizione guidata dal centro-destra oppure ancora &#8211; ed è  forse questa l&#8217;ipotesi più probabile &#8211; all&#8217;alba di un capovolgimento  repentino in cui i vincitori di oggi (Berlusconi e Lega) potrebbero  risultare gli sconfitti di domani, logorati irreversibilmente da  un&#8217;agonia durata mesi.<span id="more-2031"></span><br />
Il motivo per cui ricorderemo a lungo il 14  dicembre è però anche un altro: perché mai come con gli imponenti cortei  di martedì è risultato chiaro a tutti che un&#8217;intera generazione ha  ripreso in mano il proprio destino.<br />
Come nelle settimane scorse in  Francia, in Grecia e in Inghilterra anche nel nostro Paese si pone con  molta nettezza il tema della rivolta della generazione precaria, figlia  dell&#8217;insofferenza di massa nei confronti di un capitalismo disumano e in  crisi. Centinaia di migliaia di studenti e di precari, a Roma e in  tantissime altre città d&#8217;Italia, hanno preso con la forza quello che era  stato sottratto loro da una politica totalmente scissa dalle loro vite,  dai loro bisogni, dai loro desideri.<br />
Mentre in Parlamento andava in  scena il teatrino umiliante della compravendita e delle risse, con una  ritualità ormai stanca seppure con punte di aberrazione inedite e  parossistiche, nelle piazze un popolo imponente di giovani, studenti e  lavoratori ha ricollocato appunto al centro del discorso pubblico  l&#8217;esigenza di un sapere democratico e libero dal profitto, di un lavoro  dignitoso e per tutti, di una società giusta e autogovernata.<br />
Per  questo &#8211; per l&#8217;universalità del loro messaggio, per il significato  pienamente politico della loro lotta &#8211; quelle centinaia di migliaia di  studenti hanno ripreso in mano, insieme al proprio destino, il destino  del Paese.<br />
E noi siamo tra loro, come lo siamo stati a Roma. Fianco a  fianco. Attoniti quando la polizia ha deciso di caricare a freddo  migliaia di ragazzi; reattivi quando l&#8217;unica possibilità che ci è stata  concessa è stata quella di difenderci; solidali e compatti quando la  repressione inusitata delle forze dell&#8217;ordine ha lasciato sul terreno  oltre cento feriti, cinquanta fermati e retate a tappeto in tutta la  città.<br />
Ora si tratta di individuare, dentro questo movimento, la  giusta direzione, per evitare di disperderne la forza, di arenarci in  derive inconcludenti, e ancora di più per evitare che prevalga  nell&#8217;immaginario collettivo e nel senso comune un&#8217;immagine sbagliata del  movimento, più somigliante alle istantanee di qualche dissennato gesto  isolato che alla realtà della lotta di questi mesi. Una realtà &#8211; come  hanno ricordato in queste ore moltissime voci dal movimento, dalla Fiom  alla Rete della Conoscenza &#8211; fatta di occupazioni, di autogestioni, di  scioperi, di assemblee, di cortei, di conflitto anche aspro ma sempre  coerente, nelle pratiche, con gli obiettivi condivisi.<br />
Quale direzione politica, quindi?<br />
Prima  di tutto: convincere chi nel sindacato ancora non è convinto, a maggior  ragione dopo il voto di martedì che consegna a Berlusconi un equilibrio  più che precario e alla sinistra sociale uno spazio di consenso e di  manovra enorme, a convocare lo sciopero generale. È una necessità non  più rinviabile, perché risponde contemporaneamente al bisogno di  consolidare &#8211; in un conflitto sociale crescente e dirompente &#8211; l&#8217;unità  tra gli studenti e i lavoratori e al bisogno di premere, con ancora più  forza, sulla politica per rovesciare la maggioranza di governo.<br />
In  secondo luogo, infine: tenere unito il movimento su di una piattaforma  di alternativa di classe, con obiettivi radicali e una capacità  egemonica che passi dalla costruzione di vaste alleanze sociali e da  pratiche di lotta democratiche e comprensibili a livello di massa. Non è  una chimera e non siamo grilli parlanti che, dall&#8217;esterno, additano e  giudicano. Siamo una componente importante di questo movimento e di  questa generazione che vuole e deve dare un contributo per trasformare  questa rivolta in un progetto organico di trasformazione della società.  Come hanno detto i cortei di martedì, la parola &#8220;rivoluzione&#8221; può  tornare ad avere cittadinanza nel nostro Paese. Il compagno Monicelli ne  sarebbe orgoglioso.</p>
<p>SIMONE OGGIONNI</p>
<p style="text-align: justify;">portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">da <strong><a href="http://www.liberazione.it">Liberazione</a> </strong>del 16 Dicembre 2010</p>
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		<title>Le lotte degli studenti accelerano la crisi del governo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 23:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dichiarazione di Simone Oggionni Siamo in piazza Montecitorio, insieme a centinaia di studenti, lavoratori della scuola, insegnanti precari, davanti ad un Parlamento per una volta fortunatamente incapace di deliberare provvedimenti che – come è successo molte volte nel recente passato – costituiscono di volta in volta i tasselli della distruzione della scuola e dell’Università pubblica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="19_rivolta" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/19_rivolta.jpg"><img class="size-full wp-image-1696 alignright" style="margin: 4px;" title="19_rivolta" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/19_rivolta.jpg" alt="" width="234" height="176" /></a>dichiarazione di Simone Oggionni </strong></em>Siamo in piazza Montecitorio, insieme a centinaia di studenti, lavoratori della scuola, insegnanti precari, davanti ad un Parlamento per una volta fortunatamente incapace di deliberare provvedimenti che – come è successo molte volte nel recente passato – costituiscono di volta in volta i tasselli della distruzione della scuola e dell’Università pubblica. Ma oggi non abbiamo il tempo di esultare per questa manifesta incapacità delle destre.</p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo nelle nostre Università, nelle nostre scuole, e continuiamo la nostra lotta contro il DDL Gelmini, consapevoli che soltanto <span id="more-1695"></span>cacciando a casa questo Governo (oggi precario almeno quanto il lavoro e l’esistenza di milioni di giovani italiani) possiamo dare una svolta alla politica del Paese in materia di istruzione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabato torneremo in piazza con i metalmeccanici della Fiom, dimostrando quanto sia saldo il rapporto tra studenti e lavoratori: anche da lì, dalla lotta per la dignità del lavoro e contro l’arroganza di Confindustria, passa la possibilità di invertire la rotta, rimettere al centro il conflitto sociale e le esigenze materiali del Paese e della sua parte propulsiva per iniziare a scrivere una nuova pagina della storia del nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">L’impressione è che siamo davvero alle battute finali di questa tragicommedia chiamata governo Berlusconi: sta a noi accelerare i tempi e tornare a vincere, nelle piazze e nelle urne.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">14 Ottobre 2010</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dagli studenti l&#8217;inizio dell&#8217;autunno caldo</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 12:48:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione di Simone Oggionni, portavoce nazionale dei Giovani Comunisti &#8211; Prc Stiamo dando una prova di forza incredibile: non c&#8217;è città in Italia che non sia invasa da una marea di studenti, ricercatori, insegnanti, lavoratori della conoscenza a qualunque titolo e di qualunque grado. Stiamo lottando, scendendo in piazza in centinaia di migliaia in tutto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="lascuolaedisastrata" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/lascuolaedisastrata.jpg"><img class="size-full wp-image-1670 alignleft" style="margin: 4px;" title="lascuolaedisastrata" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/lascuolaedisastrata.jpg" alt="" width="255" height="191" /></a><em><strong>Dichiarazione di Simone Oggionni</strong>, portavoce nazionale dei Giovani Comunisti &#8211; Prc</em></p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo dando una prova di forza incredibile: non c&#8217;è città in Italia che non sia invasa da una marea di studenti, ricercatori, insegnanti, lavoratori della conoscenza a qualunque titolo e di qualunque grado.</p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo lottando, scendendo in piazza in centinaia di migliaia in tutto il Paese, per una scuola e una Università libere, pubbliche, di massa, di qualità. Contro l’idea di scuola e di formazione di Berlusconi, del ministro Gelmini e di Confindustria. Perché la scuola che ha progettato la Gelmini è esattamente la scuola dei padroni, dell’interesse privato, del profitto privato. È la scuola che prepara i <span id="more-1669"></span>lavoratori silenziosi e subalterni del domani, quando a tutto il Paese sarà – nelle loro intenzioni – esteso il modello ricattatorio di Pomigliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo dobbiamo intensificare la lotta e unirci ai lavoratori metalmeccanici che il 16 ottobre scenderanno in piazza a Roma. Da oggi può partire un nuovo autunno caldo, una nuova stagione di conflitto sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con al centro, come un tempo, gli operai e gli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI</p>
<p style="text-align: justify;">Portavoce nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">8 Ottobre 2010</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inizia la scuola, inizia la lotta</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 18:30:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui e scarica il volantino in formato PDF, stampalo e diffondilo davanti alla tua scuola!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/volantinoinizioscuola2010.pdf">Clicca qui</a></strong> e scarica il volantino in formato PDF, stampalo e diffondilo davanti alla tua scuola!</p>
<p style="text-align: center;"><span class="lightbox"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1493" title="SCUOLA1" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/SCUOLA1-282x400.gif" alt="" width="373" height="540" /></span></p>
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		<title>Grande concorso!!! Gelmini? Sarta subito!</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 11:32:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Guglielmo La Cognata, Marinella Spina e Giovanni Lo Castro Siamo un gruppo di insegnanti che, anche grazie ad un piccolo premio di satira, cercano di dare voce ad una scuola agonizzante ma ancora capace di stupire. Le saremmo estremamente grati se potesse dare visibilità alla nostra iniziativa, aderendo al gruppo“Premio Gelmini sarta subito!”, estendendo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="gelminigrandeforbice" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/gelminigrandeforbice.jpg"><img class="size-full wp-image-1284 alignright" style="margin: 4px;" title="gelminigrandeforbice" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/gelminigrandeforbice.jpg" alt="" width="274" height="190" /></a><em><strong>di</strong><strong> Guglielmo La Cognata</strong>, <strong>Marinella Spina</strong></em><strong> </strong>e<strong> </strong><em><strong>Giovanni Lo Castro</strong></em> Siamo un gruppo di insegnanti che, anche grazie ad un piccolo premio di satira, cercano di dare voce ad una scuola agonizzante ma ancora capace di stupire. Le saremmo estremamente grati se potesse dare visibilità alla nostra iniziativa, aderendo al gruppo“Premio Gelmini sarta subito!”, estendendo l’invito ai suoi contatti, pubblicando il link <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=131383966892803&amp;ref=mf">http://www.facebook.com/group.php?gid=131383966892803&amp;ref=mf</a> Un saluto cordialissimo e un tir con rimorchio di in bocca al lupo!<span id="more-1283"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Guglielmo La Cognata, Marinella Spina, Giovanni Lo Castro</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PREMIO DI SATIRA<br />
GELMINI SARTA SUBITO!<br />
PIU’ SI TAGLIA PIU’ SI RAGLIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Art. 1) Fateci ridere, liberateci dalle ragnatele mentali, stupiteci. Ogni cosa ha sempre un’altra faccia, come la luna. E’ questo il lato delle cose che genera meraviglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 2) La partecipazione al concorso è assolutamente gratuita e aperta a tutti coloro i quali non hanno Ketchup nelle vene.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 3) L’obiettivo di fondo di questa sfida all’ultimo neurone è quello di utilizzare la forza comunicativa della satira per coinvolgere il personale docente e non docente, le famiglie, gli studenti, tutti coloro i quali non hanno il quoziente intellettivo di una nespola, in una discussione critica sui rischi e le opportunità legate ai rilevanti cambiamenti che investiranno l’universo formativo, il luogo dove i sogni imparano a camminare. Pertanto, il contenuto dell’opera deve essere inscindibilmente connesso al tema del premio: “LA SCUOLA DELLE LIBERTA’ ”.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 4) Sono ammesse poesie, battute, filastrocche, slogan, barzellette, brevi epigrammi, vignette, canzoni, miniracconti, qualunque idea creativa, purché di lunghezza tassativamente non superiore a 30 righe da 60 battute (una cartella, spazi inclusi). Ogni partecipante può inviare un solo scritto<br />
(anche in lingua straniera, dialetto o “gotico vampirico”, purché accompagnato da traduzione italiana).</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 5) Gli scritti vanno inviati esclusivamente via e-mail, in formato .doc, entro e non oltre il 15 Settembre 2010, al seguente indirizzo: <a href="mailto:gelmini.sarta.subito@hotmail.it">gelmini.sarta.subito@hotmail.it</a>. Ogni candidato deve allegare all’elaborato un breve curriculum, i dati anagrafici e una dichiarazione firmata attestante che l’opera è di esclusiva produzione personale, inedita, mai premiata né segnalata in altri concorsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 6) La valutazione delle opere è affidata al giudizio insindacabile e inappellabile della giuria, i cui nomi verranno resi noti il giorno della premiazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 7) I primi classificati riceveranno come premio oltre l’attestato, la coppa e la pubblicazione on line dell’opera, la visibilità garantita dalla partecipazione al concorso di idee e … una sorpresa indimenticabile! L’attribuzione dei premi è subordinata, pena la decadenza, alla presenza dei vincitori (o di loro delegati) alla cerimonia conclusiva.<br />
La premiazione si terrà in data e luogo da destinarsi, indicativamente a Catania intorno alla fine del mese di settembre. Luogo e giorno precisi verranno comunicati direttamente ai vincitori via e mail; gli altri concorrenti potranno verificarli su Facebook, digitando “Premio Gelmini sarta subito!”, oppure richiederli per posta elettronica all’indirizzo: <a href="mailto:gelmini.sarta.subito@hotmail.it">gelmini.sarta.subito@hotmail.it</a> .</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 8) Pur garantendo la massima attenzione, la Segreteria declina ogni responsabilità per l’eventuale smarrimento degli elaborati</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 9) Ogni autore è responsabile del contenuto delle proprie opere. Non verranno presi in considerazione gli scritti pervenuti in ritardo, che violano le regole del bando, che si collocano al di là dei confini della decenza e del buon gusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 10) I diritti delle opere che partecipano al concorso restano di completa ed esclusiva proprietà degli autori, ad eccezione di quelli concernenti la pubblicazione a stampa e/o on line (a cura degli organizzatori del premio, senza alcun compenso per gli autori).</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 11) Con l’invio degli elaborati partecipanti al premio, l’interessato acconsente, ai sensi della normativa vigente sulla privacy, al trattamento dei dati personali, limitatamente agli scopi del concorso in oggetto. I dati dei concorrenti non verranno comunicati né diffusi a terzi e in qualsiasi momento si potrà chiedere l’aggiornamento o la cancellazione, scrivendo alla nostra segreteria.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 12) L’organizzazione si riserva il diritto di apportare modifiche al presente regolamento, qualora dovessero verificarsi circostanze contingenti non previste. In tal caso, verrà data tempestiva comunicazione agli interessati.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 13) Con l’invio dell’elaborato l’autore attesta, sotto la propria responsabilità, che l’opera è in regola con le norme del bando di concorso, che ne ha preso visione e che ne accetta ogni sua parte. Per quanto non esplicitamente dichiarato è abilitata a decidere, in piena autonomia, la segreteria del Premio.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 14) Per eventuali informazioni potete rivolgervi all’indirizzo e-mail: <a href="mailto:gelmini.sarta.subito@hotmail.it">gelmini.sarta.subito@hotmail.it</a> .</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 15) BUON DIVERTIMENTO!</p>
<p style="text-align: justify;">GUGLIELMO LA COGNATA</p>
<p style="text-align: justify;">MARINELLA SPINA</p>
<p style="text-align: justify;">GIOVANNI LO CASTRO</p>
<p style="text-align: justify;">10 Luglio 2010</p>
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		<title>Resistenza, la Gelmini la cancella!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 10:03:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-746" style="margin: 4px;" title="partigianifi" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/partigianifi.jpg" alt="" width="260" height="180" />Semplicemente non c&#8217;è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno  dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come  antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto  anno, dedicato allo studio dell&#8217;epoca contemporanea, dall&#8217;analisi delle  premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova  articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata  dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è  successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale.  Troppo poco, ecco perché la commissione per la storia, presieduta da  Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un<span id="more-745"></span> intero anno di studi al  Novecento. Nella formulazione dei temi fondamentali, le indicazioni  nazionali precisano che «non potranno essere tralasciati i seguenti  nuclei tematici»: l&#8217;inizio della società di massa&#8230;«il nazismo, la  shoah e gli altri genocidi del XX secolo, la seconda guerra mondiale, la  guerra fredda (il confronto ideologico tra democrazia e comunismo),  l&#8217;aspirazione alla costruzione di un sistema mondiale pacifico (l&#8217;Onu),  la formazione e le tappe dell&#8217;Italia repubblicana».<br />
Si passa poi alla formazione dell&#8217;Unione europea e agli Usa, «potenza  egemone, tra keynesismo e neoliberismo», senza tralasciare «il rapporto  tra intellettuali e potere politico», da affrontare in modo  interdisciplinare. A differenza dei vecchi programmi, parole come  antifascismo, Resistenza, Liberazione sono sparite. «Nessuna operazione  di rimozione», dice a ItaliaOggi Max Bruschi, consigliere del ministro  dell&#8217;istruzione, Mariastella Gelmini, e presidente della cabina di regia  sulle indicazioni nazionali dei licei. «I programmi hanno individuato  alcuni nuclei fondamentali lasciando grande libertà alle scuole, ai  docenti. Quando parliamo di seconda guerra mondiale e della costruzione  dell&#8217;Italia repubblicana per noi è evidente che è inclusa la  Resistenza». Eppure sulla Shoah, per esempio, si precisa che lo studio  deve ricomprendere anche gli altri genocidi, una precisazione che  manifesta una sensibilità storica e politica sui cui non si è disposti  ad affidarsi all&#8217;autonomia e alla bravura dei docenti. «La Shoah è un  unicum, poi ci sono altri genocidi su cui non si può far finta di  niente. Ciò non toglie, sull&#8217;altro fronte, che la Resistenza è un valore  imprescindibile, mai pensato di declassarla». Il punto è che un elenco  di fatti significativi di un periodo può facilmente essere accusato di  parzialità se non li cita tutti. «Il nostro non è un elenco esaustivo e  prescrittivo, abbiamo solo indicato macrotemi», dice Bruschi. Che nega  che possa esserci il rischio che la Liberazione finisca per essere  liquidata in due righe e la lotta partigiana magari in una nota. «Che  esagerazione, non c&#8217;è nessun rischio di questo tipo. Ma se il fatto che  nei programmi non c&#8217;è la parola Resistenza è un problema, allora&#8230;  possiamo sempre reinserirla», ribatte.<br />
I programmi infatti non sono ancora definitivi. Genitori, insegnanti e  associazioni possono dire la loro alla Gelmini sul forum dell&#8217;Indire.  C&#8217;è tempo fino al 22 di aprile.<br />
“Protesteremo, protesteremo con il ministro Gelmini, innanzitutto. E  coinvolgeremo tutti a tutti i livelli, politici, sindacalisti, storici,  perché si rimedi a un grave errore, una vergogna». Al telefono dalla sua  casa romana, il 91enne Massimo Rendina, medaglia d&#8217;oro della Guerra  contro il nazifascismo, presidente dell&#8217;Anpi di Roma, l&#8217;associazione  nazionale partigiani d&#8217;Italia, ha l&#8217;indignazione appassionata di quando  era partigiano a Torino. Eppure dal ministero assicurano che non c&#8217;è  stata nessuna volontà politica di cancellare la Resistenza o la  Liberazione non citandole espressamente nei programmi di storia&#8230; «È  una dimenticanza pericolosa. C&#8217;è il tentativo, da un po&#8217; di tempo, di  rimuovere il nostro passato, la cui conoscenza è già così flebile. Si  vuole mettere tutto sullo stesso piano, tutti colpevoli e tutti  innocenti, i ragazzi partigiani e i repubblichini di Salò, senza così  far capire come è nata l&#8217;identità democratica dell&#8217;Italia». E ricorda  come, ministro della pubblica istruzione Rosa Russo Iervolino, «ci fu il  primo riferimento diretto nei programmi di storia al fascismo,  l&#8217;antifascismo e alla Resistenza. Il ministro Berlinguer poi lo chiarì  con una circolare. Tornare indietro è un errore dal punto di vista  culturale e politico, una lesione alla memoria storica del paese». C&#8217;è  chi rivendica la necessità di riscrivere la storia di quegli anni  dolorosi, di mettere in luce gli errori e i delitti commessi da una  parte e dall&#8217;altra. «Ma glissare sulla Resistenza, con la scusa che  tanto è compresa tra le tappe dell&#8217;Italia repubblicana, farla finire  magari in una nota a piè di pagina di un libro di testo, non è  revisionismo, è confusionismo», ribatte Rendina, «io vado in giro nelle  scuole, i ragazzi non sanno nulla&#8230; Non c&#8217;è bisogno di confondere le  acque, non gli facciamo un buon servizio».</p>
<p style="text-align: justify;">ALESSANDRA RICCIARDI, da Italia Oggi</p>
<p style="text-align: justify;">31 Marzo 2010</p>
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		<title>VERGOGNA! ABBASSATO A 15 ANNI L&#8217;OBBLIGO SCOLASTICO</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 11:42:36 +0000</pubDate>
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