di Marco Sferini Lettera aperta in merito al dibattito apertosi sulle pagine del sito nazionale dei Giovani Comuniste/i sull’omosessualità e i Pride
Alle giovani comuniste e ai giovani comunisti
Alle compagne e ai compagni del PRC
Care compagne, cari compagni, perdonate questa intrusione nel vostro mondo che non è più il mio, anagraficamente parlando, da ormai parecchi anni. Vorrei poter essere molto sintetico, e so che non ci riuscirò, nel dirvi che le comuniste e i comunisti non sono persone che fanno lotte diseguali per uguali. Non si può francamente accettare che vi sia una sorta di classificazione dei diritti in base al loro legame storicamente provato o meno con l’operaismo, col movimento dei lavoratori che ha fondato la lotta per la liberazione degli esseri umani dal profitto.









di Marco Sferini Il piglio con cui i presidenti delle regioni Piemonte e Veneto hanno preso la questione inerente la pillola Ru486 è assolutamente assimilabile ad un editto imperiale (per una volta lo possiamo dire e non siamo certamente tacciabili di filo-bersanismo), ad un anatema clericale. E non c’è nessun fuorilocalismo verbale. Purtroppo le prime parole di Cota e Zaia, dopo la loro vittoria, sono state di censura e di divieto, di impedimento e di limitazione: a Torino ora


