di Simone Oggionni In questi giorni ho letto, a commento degli articoli di Matteo Iannitti e di Antonio Perillo sul Pride di Napoli e in generale sulle tematiche legate ai diritti GLBTQ, una serie di interventi (li potete trovare sul sito nazionale dei Gc, su facebook e su qualche forum) che fanno davvero male. Fanno male alla nostra organizzazione, alla lenta e faticosa costruzione di senso comune prodotta in questi anni e che, per inciso, mi smentiscono: commentando proprio su facebook l’articolo di Perillo, criticavo la nostra vocazione “tafazziana” (vi ricordate il personaggio di Mai dire Gol che si dava sempre le martellate sui maroni?) per cui non siamo
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DAI TERRITORI
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Il dissenso non si arresta. La vostra repressione non ci fermerà!
31 gennaio 2012 -
Caro sindaco Stefàno, a Taranto i giovani ci sono
29 gennaio 2012 -
Solidarietà agli arrestati No TAV
26 gennaio 2012 -
Chiediamo con forza le dimissioni di Alemanno
15 gennaio 2012 -
Le strade e le piazze sono di chi ama
16 dicembre 2011
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Se questa foto vi fa orrore, ribrezzo; se vi mette angoscia e se siete a disagio, allora vuol dire che qualche breccia nel vostro “io” il pregiudizio l’ha fatta e la mantiene. Un pregiudizio non è mai classificabile in migliore o peggiore. E’ un aspetto assolutamente negativo della società e dell’individualità. Prima ce ne liberiamo tutte e tutti e prima sapremo fare veramente una battaglia per una più ampia acquisizione della libertà civile di amare chi ci pare: uomini che amano uomini; donne che amano donne; uomini e donne che si amano. E non esiste una scala di valori sull’amore: non è “normale” l’eterossesualità se non tanto quanto l’omosessualità. 

