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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Fiat</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>I GC di Torino sulle dinamiche di Mirafiori</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 19:24:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovani Comunisti e giovani operai I Giovani Comunisti Torino, spesso soprannominati il &#8220;Circolo Garibaldi 2.0&#8243;, sono una piccola ma dignitosa organizzazione giovanile che in questi mesi, spesso senza alcun supporto ed aiuto del partito, ha lavorato per dare una svolta proletaria e operaia. Il compito è del tutto superiore alle nostre forze politiche, ma buona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="gctorino" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/gctorino.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2158" style="margin: 4px;" title="gctorino" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/gctorino-400x266.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a>Giovani Comunisti e giovani operai<br />
I Giovani Comunisti Torino, spesso soprannominati il &#8220;Circolo Garibaldi  2.0&#8243;, sono una piccola ma dignitosa organizzazione giovanile che in  questi mesi, spesso senza alcun supporto ed aiuto del partito, ha  lavorato per dare una svolta proletaria e operaia. Il compito è del  tutto superiore alle nostre forze politiche, ma buona parte del nostro  impegno militante è dedicato a questo nobile compito. In questi mesi  siamo stati impegnati in presidi e volantinaggi in alcune fabbriche in  crisi, dal gruppo Fiat e indotto, a fabbriche di altri settori. Abbiamo  partecipato alle manifestazioni nazionali dell&#8217;USB e della FIOM,  immergendoci col sindacato in lotta. Questo<span id="more-2157"></span> stremante impegno ha  contribuito a creare un legame, ma siamo onesti. Pensiamo di conoscere  molte problematiche interne, merito non dei volantinaggi, ma dal fatto che molti di noi in  fabbrica ci lavorano.<br />
La rabbia e la sfiducia verso istituzioni, partiti e sindacati dilaga e  rimane il sentimento maggioritario delle fabbriche dimenticate dalla  politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Rappresentanza e il compito dei comunisti<br />
Il nostro compito, anzi il nostro dovere è quello di dare voce a quel  46% di NO, di dare rappresentanza a questo spirito resistente, a questo  corpo pieno di cuore e dignità. E&#8217; un voto dignitoso, il NO ha vinto nei  seggi più importanti, nelle catene di montaggio (seggi 6-7-8-9). Se si  escludono i voti dei colletti bianchi, dei dirigenti e del reparto  verniciatura, il NO è ben sopra al 51%. L&#8217;impressione che percepivamo  nella città durante i numerosi volantinaggi non era così positiva. Ma si  sa, chi conosce quel mondo di fatica, sa cosa c&#8217;era in gioco. Venerdi  siamo stati 12 ore al presidio davanti porta 2 di Mirafiori, insieme ai  compagni, agli operai, alle rsu, per una notte di speranza e gloria. Una  sconfitta dignitosa, ben sopra tutte le aspettative. Il<br />
comitato del SI nei giorni precedenti annunciava che il NO non avrebbe  superato il 20%.<br />
Tutto il mondo della politica si è schierato con Marchionne, dalle  destre, al Partito Democratico. Vendola non ha avuto il coraggio di  schierarsi apertamente e noi eravamo soli, contro il partito del  capitale. Il Partito Democratico, IDV e il Terzo Polo lunedì 10 gennaio  hanno addirittura negato un incontro con la FIOM e domenca 23 gennaio il  Partito Democratico ha scaricato i comunisti della Federazione della  Sinistra in ottica comunali. Il piano Marchionne ha finalmente fatto  chiarezza nei partiti dell&#8217;ex unione, ci ha aiutato nel comprendere  meglio il quadro politico.<br />
Ora tocca a noi costruire un partito degno di questo nome, capace di  dare rappresentanza a quel 46% di Mirafiori, perchè chi come noi ha  fatto inchiesta in questi luoghi, sa che siamo lontanissimi da questo  obiettivo. Nonostante siamo l&#8217;unico partito a pieno sostegno di questi  lavoratori, non riusciamo ad essere attrattivi e credibili. Il motivo è  semplice. Gli operai non hanno bisogno di un partito che gli dice:  &#8220;avete ragione, noi siamo con voi&#8221;. Hanno bisogno di un partito che si  prenda carico di questi problemi e con una progettualità concreta e  pragmatica che riesca a risolverli. Questa dovrà essere la nostra sfida,  siamo realmente troppo lontani da questo compito, negarlo non ci aiuterà  a risolvere il problema.</p>
<p style="text-align: justify;">I Mass media vogliono eliminarci<br />
I media, soprattutto quelli di sinistra, stanno in tutti i modi tentando  di oscurarci. Credo che questo sia lampante. Spesso le rare occasioni di  visibilità ci vengono concesse dai destri, pensiamo a &#8220;L&#8217;ultima parola&#8221;  di Paragone o al &#8220;Il Tempo&#8221; di Sechi.<br />
Molti compagni avranno notato come in quest&#8217;ultimo mese i media, i TG  nazionali piuttosto che dare spazio al nostro partito, hanno  ripetutamente dato visibilità al presunto compagno Rizzo e al progetto  fantasma Sinistra Popolare. Credo che il perchè sia chiaro a tutti.<br />
Piccolo aneddoto: alla manifestazione nazionale dell&#8217;USB del 9 ottobre  Marco Rizzo è comparso all&#8217;improvviso e pochi minuti dopo è stato  cacciato dagli operai. Questo per far comprendere quando sia lontano dal  nostro popolo. Mai la sua formazione politica si è vista nei pressi di  Mirafiori. La Federazione della Sinistra, al contrario, da quasi 8 mesi  è presente ai cancelli della Fiat, il segretario di Rifondazione  Comunista spesso è stato dei nostri. Paolo Ferrero infatti è l&#8217;unico  politico che è andato a parlare con gli operai sempre, molto prima del  referendum, pochi giorni prima di esso, ma soprattutto l&#8217;unico che è  andato dopo il referendum. Quindi logica la domanda: perchè danno spazio  a lui e non a noi?</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo dei Giovani Comunisti<br />
Come giovani comunisti, ma soprattutto come giovani operai nell&#8217;era del  precariato dilagante, conosciamo sulla nostra pelle un problema che  poche volte viene affrontato dal mondo della politica. Un problema  dilagante nella nostra generazione che volutamente viene oscurato.  Spesso noi giovani lavoratori non veniamo assunti direttamente  dall&#8217;azienda, ma lavoriamo tramite agenzie interinali e cooperative. La  giovane classe lavoratrice viene così disunita, spezzettata.<br />
Difatto ci è impedito lo sciopero e l&#8217;adesione al sindacato. Succede non  di rado che lavoratori con la stessa mansione hanno diritti diversi, a  partire dalla paga e delle pause. Credeteci, è un problema che in  fabbrica, ma anche in altri posti di lavoro, si inizia a sentire molto  che se non affrontato seriamente potrà contribuire ad aumentare la  guerra tra poveri, tra operai stessi. La fine del contratto nazionale e  l&#8217;avvenire dei nuovi contratti individuali nascono per disunire i  lavoratori e indebolire le richieste degli stessi. Dobbiamo sforzarci di  rappresentare maggiormente questa nuova generazione disillusa dalla  politica degli affari, dai sindacati padronali. La battaglia dei Giovani  Comunisti sul collegato lavoro è l&#8217;inizio di un giusto e indispensabile  lavoro. Noi abbiamo una risorsa importantissima lobotomizzata dalla<br />
televisione, culturalmente ammaliata dallo stile Berlusconi,  politicamente e civilmente ignorante.<br />
Gli ultimi dati istat dicono che la disoccupazione giovanile è al 28,9%,  questo significa che il dato reale è ben superiore. In questi mesi di  lotte operaie, di lotte dei lavoratori, dove sta la quasi totalità dei  giovani? Tocca a noi portare questi apatici dalle poltrone di casa alle  piazze, alle lotte. E&#8217; un&#8217;impresa sicuramente impossibile, ma &#8220;chi lotta  può perdere, chi non lotta ha già perso&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">28 gennaio 2011<br />
Noi facciamo nostro questo spirito rivoluzionario. Questa mattina alle 5  abbiamo aderito, sotto invito della Fiom, al picchetto dell&#8217;Iveco. E&#8217;  riuscito benissimo, il nostro contributo è stato utile e necessario.  Poche ore dopo abbiamo partecipato compatti alla bellissima e  partecipata manifestazione regionale indetta dalla FIOM. Sarebbe dovuto  e sensato creare nelle prossime mobilitazioni un&#8217;azione e una presenza  unita di tutti i giovani comunisti, tutti i giovani della Federazione  della Sinistra perchè solo quando siamo uniti nelle lotte il padrone trema.<br />
Questo è il nostro obiettivo. Siamo realisti, esigiamo l&#8217;impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovani Comunisti Torino</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pFzi2TC0eAE">http://www.youtube.com/watch?v=pFzi2TC0eAE</a> (video di Sorrentino)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://giovanicomunistitorino.blogspot.com/2011/01/anche-se-tutti-noi-2326-no.html">http://giovanicomunistitorino.blogspot.com/2011/01/anche-se-tutti-noi-2326-no.html</a> (link dell&#8217;articolo)</p>
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		<title>Tutti con la FIOM! Firma l&#8217;appello!</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 00:28:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In centomila con la Fiom. Firma anche tu l&#8217;appello di Camilleri, Flores d&#8217;Arcais e Hack Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l&#8217;appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="fiom_def" href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&amp;idappello=391202"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2078" title="fiom_def" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/fiom_def-400x129.gif" alt="" width="400" height="129" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In centomila con la Fiom. <strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&amp;idappello=391202">Firma anche tu</a></strong> l&#8217;appello di Camilleri, Flores d&#8217;Arcais e Hack</p>
<p style="text-align: justify;">Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l&#8217;appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto in Parlamento di &#8220;terrorismo mediatico&#8221;, in un clima di mobilitazione delle più importanti testate contro la legge-bavaglio, mentre in piazza su questo tema si era speso anche Roberto Saviano.<br />
Eppure riteniamo necessario provare a realizzare questo OBIETTIVO “IMPOSSIBILE” perché siamo convinti che sulla “abrogazione” della Fiom che Marchionne sta cercando di imporre, si giochi una partita cruciale per la difesa dei più elementari e intrattabili diritti e libertà costituzionali. Per questo vi chiediamo di non limitarvi a <strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&amp;idappello=391202&amp;show=firme">firmare l’appello</a></strong>, ma di mobilitarvi per farlo firmare a tutti i <span id="more-2077"></span>vostri amici, per inserirlo nei vostri blog, per farlo girare in modo “virale”, come si usa dire, su quanti più siti siete in grado di raggiungere, partecipando a discussioni, forum e altre forme di intervento.<br />
Proviamo a realizzare questo “IMPOSSIBILE” entro il 28 gennaio, giorno dello sciopero nazionale dei metalmeccanici, a dimostrazione che la parte più coerentemente democratica della società italiana ha capito che la lotta della Fiom è una lotta che ci riguarda tutti.<br />
(pfd’a)</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;APPELLO</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.<br />
Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack</p>
<p style="text-align: justify;">Primi firmatari: don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi, Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d&#8217;Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa, don Paolo Farinella.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&amp;idappello=391202">FIRMA L&#8217;APPELLO</a> </strong>| <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Ftemi.repubblica.it%2Fmicromega-online%2Fla-societa-civile-con-la-fiom-si-ai-diritti-no-ai-ricatti-firma-lappello-di-andrea-camilleri-paolo-flores-darcais-e-margherita-hack%2F&amp;t=La%20societ%C3%A0%20civile%20con%20la%20Fiom%3A%20%E2%80%9CS%C3%AC%20ai%20diritti%2C%20No%20ai%20ricatti%E2%80%9D.%20Firma%20l%E2%80%99appello%20di%20Andrea%20Camilleri%2C%20Paolo%20Flores%20d%E2%80%99Arcais%20e%20Margherita%20Hack%20-%20micromega-online%20-%20micromega&amp;src=sp">C<strong>ONDIVIDI SU FACEBOOK</strong></a></p>
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		<title>Premio a Marchionne. Una vergogna</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 17:06:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domani contesteremo duramente ma pacificamente Marchionne. E&#8217; una vergogna dare un premio, come avverra&#8217; con il premio &#8216;Pico della Mirandola&#8217;, ad una persona che baratta i diritti costituzionali con il diritto al lavoro&#8221;. Lo annunciano Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci e Simone Oggionni, portavoce nazionale dei Gc, le organizzazioni giovanili della Federazione della sinistra,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="marchionnedf" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/marchionnedf.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1771" style="margin: 4px;" title="marchionnedf" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/marchionnedf.jpg" alt="" width="215" height="165" /></a>Domani contesteremo duramente ma pacificamente Marchionne. E&#8217; una vergogna dare un premio, come avverra&#8217; con il premio &#8216;Pico della Mirandola&#8217;, ad una persona che baratta i diritti costituzionali con il diritto al lavoro&#8221;.<br />
Lo annunciano Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci e Simone Oggionni, portavoce nazionale dei Gc, le organizzazioni giovanili della Federazione della sinistra, annunciando il presidio a Mirandola, in provincia di Modena. &#8220;Il &#8216;modello Pomigliano&#8217;- proseguono- e&#8217; la forma moderna della schiavitu&#8217;.<span id="more-1770"></span><br />
Contestualmente alla consegna del premio, durante il presidio premieremo i veri eroi di questi tempi, i lavoratori che<br />
resistono alla crisi, quelli che, guadagnando 400 volte meno dell&#8217;Ad di Fiat, mantengono se stessi e le proprie famiglie. Per noi Sergio Marchionne e&#8217; un personaggio indesiderato, altro che meritevole di premi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">AG. DIRE</p>
<p style="text-align: justify;">4 Novembre 2010</p>
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		<title>Pomigliano non si piega, Pomigliano resiste!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 09:09:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fiat]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervento introduttivo di Domenico Loffredo (segretario del Circolo Prc Fiat auto – Avio, Gc) all&#8217;incontro Pubblico con i lavoratori della Fiat di Pomigliano e con i compagni del Circolo di Fabbrica, organizzato dal Prc giovedì 8 luglio 2010, a Pomigliano d&#8217;Arco Non posso fare altro che aprire questa riunione dicendo che tutto il nostro sostegno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><a class="lightbox" title="pomiglianofiat" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomiglianofiat.jpg"><img class="size-full wp-image-1319 alignleft" style="margin: 4px;" title="pomiglianofiat" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomiglianofiat.jpg" alt="" width="253" height="167" /></a>Intervento introduttivo di Domenico Loffredo (segretario del Circolo Prc Fiat auto – Avio, Gc) all&#8217;incontro Pubblico con i lavoratori della Fiat di Pomigliano e con i compagni del Circolo di Fabbrica, organizzato dal Prc giovedì 8 luglio 2010, a Pomigliano d&#8217;Arco</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non posso fare altro che aprire questa riunione dicendo che tutto il nostro sostegno va ai lavoratori della Fiat Sata di Melfi che stanno scioperando contro i carichi di lavoro e che siamo al fianco dei delegati della Fiom licenziati in queste ore. Così come salutiamo lo sciopero di 2 ore fatto a Mirafiori oggi per il premio di risultato che Fiat non ci vuole corrispondere, siamo inoltre solidali con gli operai della Mangiarotti caricati dalla polizia. <span id="more-1318"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questa iniziativa è importante non solo per la presenza di Ferrero e di Rinaldini oggi qui, ma anche perché segna una continuità del lavoro politico svolto dal Partito della rifondazione comunista sul tema FIAT. C’è un filo infatti che collega questa iniziativa con quella che più di un anno fa in fase differente ma altrettanto importante della lotta abbiamo organizzato sempre con i due segretari come circolo di fabbrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti sotto questo aspetto il nostro è stato l’unico partito che dall’inizio della vertenza, circa 2 anni fa, si è sempre schierato al fianco dei lavoratori in modo chiaro e deciso, sia nelle istituzioni ove siamo presenti ma soprattutto nelle piazze come accaduto nello sciopero cittadino del febbraio 2009 a Torino nella manifestazione del gruppo FIAT, fino ad arrivare allo sciopero generale del 25 giugno scorso dove era presente un nutrito gruppo di compagni. Per non parlare del continuo lavoro svolto dal circolo della FIAT AUTO-AVIO che ha prodotto o contribuito a produrre diverse iniziative, a Pomigliano come a livello nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come compagni presenti in fabbrica ci siamo però concentrati rispetto al nostro luogo di lavoro, provando a praticare quel radicamento sociale di cui il nostro partito e l’intera sinistra ha bisogno. Si tratta di un lavoro quotidiano, per riconquistare metro per metro la fiducia dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo prodotto con regolarità volantini e comunicati che esprimessero la nostra posizioni rispetto ai punti di svolta essenziali della vertenza in questi anni e abbiamo provato a praticare concretamente l’unità dei lavoratori, mettendo in piedi un vero e proprio tour per gli stabilimenti dell’indotto o del gruppo Fiat a livello nazionale, a cominciare da quelli campani, ma anche a Termoli o alla Fiat-Sata e alla Lasme di Melfi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro impegno ha prodotto diverse idee, su cui dopo ritornerò, che possono essere messe a disposizione delle forze che vogliono aiutarci a svilupparle, e che sono volte alla risoluzione della vertenza di Pomigliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono idee, come quella dell’auto ecologica,che abbiamo sviluppato coinvolgendo alcuni compagni di Legambiente, provando a coniugare il sapere operaio con la ricerca e l’innovazione scientifica e ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo lavoro lo abbiamo fatto nel contesto difficile degli ultimi due anni di lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Lotta che, come è visibile a tutti, per mezzo della determinazione dei lavoratori che sono stati per mesi e mesi sulle barricate, ha reso possibile che Pomigliano avesse una sua missione produttiva, cosa per niente scontata e non prevista nelle intenzioni originarie di Marchionne.</p>
<p style="text-align: justify;">Come non era previsto da Marchionne l’esito del referendum.</p>
<p style="text-align: justify;">I sindacati filo padronali che hanno firmato l’accordo farebbero bene a riflettere su quanto siano realmente rappresentativi nello stabilimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato del referendum che si è avuto in fabbrica da l’idea dell’ingiustizia ricevuta dai lavoratori, che nonostante la portata enorme dell’attacco che metteva in discussione la continuità lavorativa, hanno trovato forza e dignità per dire no all’out-out di Marchionne,ora però, necessita trovare il modo per alimentare la speranza generata in tutti i luoghi di lavoro del paese da quest’evento.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fiom all’inizio della vertenza risultava isolata e facile bersaglio, per chi come la CONFINDUSTRIA e l’attuale governo vorrebbero  una società assoggettata al mercato, e senza conflitto, in cui non ci sia possibilità di ragionare su aspetti diversi, a partire dal ruolo dell’uomo nelle sue concrete condizioni di operaio e dei suoi diritti. Da una parte la destra che voleva usare la Fiat di Pomigliano per cancellare il diritto di sciopero e i contratti nazionali e dall’ il Pd ormai assoggettato alla Confindustria che non solo sosteneva il si ma addirittura presentava una protesta perché la Fiom secondo loro andrebbe troppo sui media a difendere i diritti dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo progetto noi vogliamo mostrare tutta la nostra contrarietà stando al fianco della FIOM.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo già fatto schierandoci con lei prima dell’accordo lo continueremo a fare dopo. Anche perché essa resta l’unica organizzazione di massa che prova, tra le tante difficoltà a dettare una linea di margine alla deriva della nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi abbiamo l’obbligo morale di dare un nostro contributo per cambiare le regole del gioco, che oggi sempre più vertono nel pensiero unico dettato dalle destre. E lo facciamo riconoscendo i meriti della FIOM ma anche cercando alternative valide come possono essere la ricerca di nuovi prodotti ecocompatibili, come nel nostro caso di vetture ecologiche da produrre, difendendo i diritti e le leggi che tutelano chi produce e consuma quei beni.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso va anche detto che proprio in virtù di questo ragionamento, il nostro no convinto a questo accordo presentato agli operai di Pomigliano, va esteso oltre che ai diritti inviolabili, anche ai peggioramenti delle condizioni di lavoro proposte.</p>
<p style="text-align: justify;">E cioè, vogliamo ribadire che la FIOM che sosteniamo con forza è quella che dice no all’accordo a Pomigliano, ma anche quella che dice no ai 18 turni di Melfi. In continuità col proprio passato di sindacato che sappia dire si ove possibile ma che dice no quando si svende l’integrità fisica e morale dei lavoratori che essa rappresenta.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’ottica salutiamo con piacere la nascita dell’area programmatica che si da come obiettivo quello di rendere la CGIL un sindacato più conflittuale, e magari più libero da legami con forze politiche, che hanno preso strade divergenti dalla natura e la storia del sindacato più grande d’Italia. Per questo allo sciopero generale dello scorso 25 Giugno abbiamo lanciato dallo spezzone di Pomigliano lo slogan “la Cgil che vogliamo siamo noi”ripreso da larga parte del corteo; perché una sinistra sindacale può vivere solo se si basa su lotte come queste , sulla loro partecipazione, sul protagonismo operaio e sulla loro radicalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo percorso può essere fecondo e per la Federazione della sinistra chiediamo  una  scelta di campo netta e senza ambiguità al fianco di questa prospettiva. Infatti siamo preoccupati per il silenzio assordante di alcune componenti della Federazione  sulla questione Pomigliano, da cui non abbiamo sentito nessuna differenziazione rispetto alla segreteria regionale in cui siedono in Campania che ha sostenuto il si al referendum. Simili posizioni ci sembrano in continuità con il loro appiattimento avuto in passato sulle posizioni di Epifani e dello stesso Bassolino.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire da oggi, e in verità non da oggi, ci consideriamo tutti in trincea, nella lotta per una società giusta, e chiediamo alla FIOM una strategia di mobilitazioni per rendere tutto questo effettivo a partire sin da subito.</p>
<p style="text-align: justify;">Una mobilitazione che serva a sciogliere i nodi attorno alle prospettive per lo stabilimento che sia anche da stimolo a tutti quei lavoratori che ci hanno espresso la loro solidarietà, e si sono sentiti e si sentono come noi in trincea in questa battaglia decisiva, “in campo” come hanno detto i compagni di Mirafiori.</p>
<p style="text-align: justify;">Come recita l’odg approvato all’assemblea de la Cgil che vogliamo “costruiamo comitati di sostegno che promuovano controinformazione sulle reali condizioni di lavoro nelle fabbriche Fiat e momenti assembleari, coinvolgendo lavoratori e delegati sindacali degli stabilimenti in Italia e all’estero (Brasile, Polonia e Serbia)”.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo si misura la capacità delle forze della sinistra di essere di nuovo punto di riferimento e non sulle passerella fatte da tanti politici nei giorni delle manifestazioni. per avere un loro tornaconto mediatico. Spero per tanto che il fronte della difesa dei diritti diventi sempre più ampio, senza generare come spesso succede, specie nelle formazioni politico sindacali che si rifanno alle tradizioni della sinistra comunista, un continuo antagonismo inconcludente, tale da spaccare le difese di una lotta come la nostra .</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo bisogno che la classe operaia e le organizzazioni che più conseguentemente la rappresentano, escano dall’assedio a cui sono sottoposte, che si metta all’ordine del giorno la possibilità di porre un limite all’arretramento, un punto fermo da cui si cominci a risalire la china. In fin dei conti è questo il messaggio più forte che viene da Pomigliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi saremo in campo con il nostro bagaglio culturale, con le nostre conoscenze, col nostro essere comunisti fieri delle nostre idee, orgogliosi del nostro prossimo operato.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo convinti che questa possa essere l’inizio di una grossa mobilitazione che difenda il popolo del mondo dal sempre più aggressivo  capitalismo, con le sue regole del tutti contro tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure in questa lotta, abbiamo riscoperto la necessità dell’internazionalismo, come auspicato anche dal documento dell’assemblea del 1 luglio in cui la Fiom si è detta pronta ad una stretta collaborazione per evitare che le grosse multinazionali mettano gli uni contro gli altri, in una logica di competitività, lavoratori delle varie zone ove esse sono presenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sta a noi lanciare la nostra globalizzazione, la globalizzazione dei diritti!</p>
<p style="text-align: justify;">Un saluto a tutti i compagni che sono oggi qui; è più che mai giusto viste le difficoltà che dovremo affrontare il nostro classico saluto al lavoro ed alla lotta.</p>
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		<title>Gli operai non si piegano!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 21:54:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Daniele Maffione Ribellarsi è un dovere! La lotta contro l’accordo separato siglato dai vertici aziendali della FIAT e dalle principali sigle sindacali, escluse la FIOM, è una lotta contro la fame, la distruzione del contratto nazionale di lavoro e l’abolizione dei diritti costituzionali, fra cui il diritto di sciopero. Ma rappresenta anche l’odierna lotta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="servidelpadrone" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/servidelpadrone.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1211" style="margin: 4px;" title="servidelpadrone" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/servidelpadrone.jpg" alt="" width="278" height="170" /></a><em><strong>di Daniele Maffione </strong></em>Ribellarsi è un dovere! La lotta contro l’accordo separato siglato dai vertici aziendali della FIAT e dalle principali sigle sindacali, escluse la FIOM, è una lotta contro la fame, la distruzione del contratto nazionale di lavoro e l’abolizione dei diritti costituzionali, fra cui il diritto di sciopero. Ma rappresenta anche l’odierna lotta fra capitale e lavoro, in cui una minoranza combattiva non si piega agli attacchi padronali. Il referendum voluto dall’azienda e svoltosi nello stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco, in un clima d’intimidazione e ricatto dei lavoratori, non ha sortito gli effetti desiderati dalla Confindustria e dal governo Berlusconi, poiché se è <span id="more-1210"></span>vero che la maggioranza dei votanti si è espressa per il “sì” all’accordo, è pur vero che il fronte del “no” ha raggiunto una percentuale ben al di sopra delle aspettative, con oltre il 36% dei consensi. Si dovrebbe aggiungere che l’azienda, sperando di raccogliere ulteriore consenso, ha pagato la giornata lavorativa a migliaia di lavoratori, che sono da oltre due anni in cassa integrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mancato plebiscito sul piano Marchionne, controfirmato dalle sigle sindacali vendute alla FIAT, è indice del malessere degli operai e degli impiegati italiani, che ormai da due anni pagano con le proprie tasche la crisi. Il ricatto dell’azienda, che viola le principali norme di contrattazione sindacale e rimette in discussione i diritti sanciti dalla Costituzione della Repubblica, non convince neppure i lavoratori che hanno sostenuto l’accordo separato, poiché la politica dei “sacrifici” non piace a chi di sacrifici ne fa quotidianamente per vivere. In Campania, come in tutta Europa, devono essere garantiti i posti di lavoro ed il potere d’acquisto dei salari.</p>
<p style="text-align: justify;">La lotta combattuta dalla FIOM è divenuta un simbolo ed esprime le ragioni di chi non si vuole piegare ai ricatti padronali. Dimostra altresì agli apologeti della “fine della lotta di classe” com’è possibile nel XXI secolo costruire un’opposizione sociale determinata e compatta, in barba a tutti i nuovismi della “sinistra vincente”, che corre dietro la Confindustria. Però è doloroso ascoltare le parole del segretario del PD Bersani, che auspica ancora una volta che “si abbassino i toni” tra lavoratori e padroni. Questa crisi, invece, dimostra sempre più come gli interessi del capitale siano profondamente diversi dagli interessi dei lavoratori. Non a caso, con il pretesto dell’emergenza, i capitalisti italiani hanno fretta di chiudere i conti con le conquiste del movimento operaio del’900 e con la stessa Costituzione, come dimostra l’attacco del governo all’art. 41 e, nei fondamenti, allo stesso art. 1 della Carta costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi però mette in luce l’inconsistenza delle opposizioni parlamentari, che non difendono gli interessi dei lavoratori. Occorre costruire una nuova sinistra e, con essa, un soggetto rivoluzionario capace di mettere in discussione le fondamenta del capitalismo e dello sfruttamento.</p>
<p style="text-align: justify;">I comunisti e la sinistra devono mobilitarsi in difesa della Costituzione, dello Statuto dei Lavoratori e del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, chiedendo ai padroni di pagare i danni della crisi che hanno generato.</p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 25 giugno, nostro impegno è di aderire allo sciopero promosso dalla CGIL e scendere in piazza al fianco dei lavoratori, caratterizzando la nostra presenza chiamando all’unità di tutte le lotte, poiché anche dentro il sindacato più grande d’Italia c’è chi vorrebbe cedere alle pressioni della Confindustria e ridurre i lavoratori e le loro rappresentanze sociali al ruolo di semplici spettatori dei licenziamenti e delle ristrutturazioni aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro il “no” della FIOM a Pomigliano d’Arco c’è la lotta di classe, che si ripropone con forza ed attualità. In continuità con essa arriva la lettera del gruppo di operai polacchi della FIAT di Tichy, che invita gli operai italiani a “resistere”. La risposta degli operai italiani non si è fatta attendere: nel giorno del referendum, in varie parti d’Italia, ci sono stati scioperi e mobilitazioni contro le prove tecniche di fascismo proposte nello stabilimento di Pomigliano. La vecchia talpa scava ancora… L’unica strada da seguire è quella della lotta!</p>
<p style="text-align: justify;">DANIELE MAFFIORNE</p>
<p style="text-align: justify;">Coordinamento nazionale Giovani Comunisti</p>
<p style="text-align: justify;">24 Giugno 2010</p>
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		<title>Il PD e gli operai&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 21:48:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Luca Fiori Sintetizzo i punti salienti; per i GD di Rimini in questo momento a Pomigliano e in genere nel mondo succede questo: - la proposta d&#8217;accordo presentata da Marchionne ai lavoratori di Pomigliano non viola leggi e non viola la Costituzione; - stante questo, l&#8217;unico motivo valido per gli operai di Pomigliano sarebbe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="pdtraballa" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/pdtraballa.jpg"><img class="size-full wp-image-1206 alignleft" style="margin: 4px;" title="pdtraballa" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/pdtraballa.jpg" alt="" width="180" height="218" /></a>di Luca Fiori </strong></em>Sintetizzo i punti salienti; per i GD di Rimini in questo momento a  Pomigliano e in genere nel mondo succede questo:</p>
<p style="text-align: justify;">- la proposta d&#8217;accordo presentata da Marchionne ai lavoratori di  Pomigliano non viola leggi e non viola la Costituzione;<br />
- stante questo, l&#8217;unico motivo valido per gli operai di Pomigliano  sarebbe la presenza di una offerta migliore &#8220;cogliendo così  l’opportunità positiva offerta loro dalla globalizzazione &#8220;;<br />
- il sistema sindacale italiano, qualora non si trovi un accordo tra  i sindacati stessi, è paralizzante;<br />
- &#8220;il sistema italiano attuale di relazioni industriali è ancora  oggi troppo chiuso ai piani industriali innovativi, perché troppo  saldamente fondato sul divieto di deroga da parte della contrattazione  aziendale al contratto collettivo nazionale &#8220;;<br />
- si dovrebbe spostare il confine tra &#8220;diritti non negoziabili&#8221; e  &#8220;condizioni di lavoro&#8221;;<span id="more-1205"></span><br />
- nessuno vuole investire a Pomigliano perchè ci sono &#8220;punte anomale  di assenteismo&#8221;, sanabili grazie ad un ripensamento della titolarità  del diritto di sciopero;<br />
- la globalizzazione ha sì messo in difficoltà i lavoratori dei  paesi più sviluppati le cui aziende vanno ad investire in paesi in via  di svluppo, ma ha anche ampliato su scala planetaria il bacino  imprenditoriale disposto ad investire in Italia.</p>
<p>A questa prima parte dell&#8217;intervento, diciamo &#8220;illustrativa&#8221;, cerco di  rispondere brevemente perchè il meglio viene nelle soluzioni proposte  dai GD di Rimini.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la legalità dell&#8217;accordo proposto da Marchionne ai  lavoratori di Pomigliano mi permetto di citare l&#8217;opinione di  Piergiovanni Alleva, docente di diritto del lavoro all&#8217;Università  Politecnica delle Marche che in un&#8217;intervista comparsa su Liberazione il  16/06/10 afferma che &#8220;Diciamo che è sicuro che la giurisprudenza dice  che il diritto di sciopero è un diritto individuale seppur a indirizzo  collettivo. I lavoratori scioperano non perché lo dicono i sindacati, ma  perché è una decisione loro e quindi non possono essere rimproverati o  sanzionati. Se il diritto di sciopero non fosse individuale non  potrebbero esistere gli scioperi politici o quelli di  solidarietà.Pretendere che i lavoratori firmino una clausola di pace che  li investa direttamente è un’assoluta novità. Diciamo che lo sciopero è  più vicino a un diritto di espressione. Per questo motivo, se si  volesse dire che una volta che questo accordo sia stato stipulato solo  con alcuni ma venisse applicato, con tanto di sanzioni, anche ai  lavoratori non iscritti al sindacato o iscritti alla Fiom, ecco, saremmo  di fronte ad una incostituzionalità massima&#8221;. Trovo a questo punto  superfluo procedere oltre nell&#8217;analisi dei punti dell&#8217;accordo che  prevedono la facoltà dell&#8217;Azienda di non pagare indennità di malattia  qualora si superino le medie di giorni d&#8217;assenza dal lavoro.ù</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei poi ricordare ai Giovani Democratici di Rimini che il sistema  sindacale italiano nasce da un&#8217;idea, sancita dalla Costituzione,  dell&#8217;utilità ai fini sociali dell&#8217;iniziativa privata, che deve sì essere  tutelata, ma che non può prescindere da un fine di miglioramento  sociale esteso alla totalità dei cittadini. Ora, io posso capire come  questo a Ichino possa suonare blasfemo, ma per fortuna la nostra carta  Costituzionale è stata scritta in tempi intelligentemente più felici di  quelli attuali, tempi in cui la globalizzazione ci offre &#8220;opportunità  positive&#8221;, a vostro giudizio. Se l&#8217;opportunità positiva che mi offre la  globalizzazione è accettare una riduzione vistosa nei miei diritti umani  e di lavoratore, salariali e politici, in cambio di un posto di lavoro,  credo che non sia un bel mondo, questo, e credo che nessuno di voi  abbia mai pensato di avere una famiglia da mantenere con 800 – 1000 € al  mese. Ringraziare Marchionne perchè mi elemosina un pasto caldo  obbligandomi a tacere e a trasformarmi in bestia da soma mi pare davvero  eccessivo.</p>
<p>Che soluzioni propongono i GD di Rimini per risolvere la questione  Pomigliano, ma anche per risolvere tutte le situazione che grazie a  Pomigliano sorgeranno in futuro?</p>
<p>L&#8217;innovazione!</p>
<p>La panacea zoppa del PD che risolve i problemi del mondo, che  meraviglia.</p>
<p>Innoviamo, basta con questi tristi operai assenteisti che gravano sui  colleghi con la loro pigrizia &#8220;messicana&#8221;, basta con questi contratti  nazionali che costringono il sig. Marchionne e altri come lui</p>
<p>ad andare a delocalizzare in Polonia, Romania, Serbia, Brasile,  ecc.ecc., basta con questi lavoratori troppo attaccari ai propri diritti  che si trasformano così in &#8220;reazionari, conservatori, non più  progressisti.&#8221; Basta con questo obsoleto Statuto dei Lavoratori che ha  francamente rotto un po&#8217; i coglioni con tutte quelle tutele verso quei  poveracci che non ringraziano neppure il signor padrone.</p>
<p>Basta! Innoviamo, per dio!</p>
<p>Secondo il sig. &#8220;paterinho&#8221; allora il partito democratico deve  impegnarsi per &#8220;innovare lo statuto dei lavoratori e far si che in un  caso come quello di Pomigliano si possa derogare al contratto  nazionale&#8221;.</p>
<p>Ora io mi chiedo dove stia andando il partito democratico e dove stia  andando la sua organizzazione giovanile. L&#8217;innovazione di cui parlano in  questo aberrante articolo non è innovazione, nè minimamente la si può  paragonare a qualsiasi forma di progressismo; è semplicemente un ritorno  all&#8217;Ottocento, una regressione bicentenaria della condizione sociale  dell&#8217;uomo e del lavoratore.</p>
<p>Se l&#8217;intenzione del Partito Democratico è quello di creare una nuova  destra liberista in Italia, devo ammettere che le basi ci sono tutte, e  devo ammettere che hanno pure qualche buona chance di successo, ma che  lo ammettano, a loro stessi, ai loro elettori e ai loro tesserati  (alcuni dei quali continuano ingenuamente a chiamarsi &#8220;compagni&#8221; –  tristi reazionari di un&#8217;ideologia dismessa – cosa che fa infuriare le  giovani leve).</p>
<p>Io continuo a credere che questo mondo non sia un bel mondo, credo che  le diseguaglianze e le contraddizioni del capitalismo si palesino ogni  giorno di più, credo che sia regredendo nel progresso dei diritti che si  possa costruire una società migliore.</p>
<p>Forse sono io fuori dal mondo, ma mi piacerebbe che qualcuno di questi  giovani, che tra vent&#8217;anni saranno i nostri amministratori, avesse la  decenza di tacere, a volte.</p>
<p style="text-align: justify;">LUCA FIORI</p>
<p style="text-align: justify;">Giovani Comunisti Rimini</p>
<p style="text-align: justify;">24 Giugno 2010</p>
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		<title>L&#8217;unità che passa dalla Lotta</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 08:47:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Alessandro Fatigati Neanche ventiquattro ore fa, un giovane dirigente del movimento bolivariano, di fronte alla platea della Federazione Napoletana ripeteva emozionato che le ragioni che spinsero il Partito Comunista a nascere nel 1921 non potevano che essere le stesse che avrebbero portato i militanti del ventunesimo secolo a ritrovare nell&#8217;unità della lotta l&#8217;arma più]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="lavorodignita" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/lavorodignita.jpg"><img class="size-full wp-image-1191 alignright" style="margin: 4px;" title="lavorodignita" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/lavorodignita.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><strong><em>di Alessandro Fatigati </em></strong>Neanche ventiquattro ore fa, un giovane dirigente del movimento bolivariano, di fronte alla platea della Federazione Napoletana ripeteva emozionato che le ragioni che spinsero il Partito Comunista a nascere nel 1921 non potevano che essere le stesse che avrebbero portato i militanti del ventunesimo secolo a ritrovare nell&#8217;unità della lotta l&#8217;arma più efficace del conflitto di classe. Oggi, dinanzi ai cancelli dello Stabilimento di Pomigliano D&#8217;Arco, quelle parole che rimandavano al pensiero di Antonio Gramsci, hanno assunto in modo concreto i caratteri di una realtà presente. <span id="more-1190"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le Compagne ed i Compagni provenienti dalle realtà organizzative più disparate, hanno all&#8217;unisono risposto all&#8217;appello lanciato in questi giorni dal Circolo di Lavoro Fiat, combattendo nell&#8217;immediato, accanto al punto di gran lunga più avanzato della lotta. Sin dalle prime luci dell&#8217;alba, all&#8217;apertura dei cancelli,  un flusso continuo di operai si è riversato all&#8217;interno della fabbrica, mentre all&#8217;esterno i Compagni di tutta Italia spiegavano nuovamente le ragioni per le quali dire no al più iniquo dei ricatti della storia lavorativa Repubblicana, e all&#8217;interno un filmato preparato ad hoc dai dirigenti Fiat intimava di fatto a chinare il capo di fronte ad un “accordo” imposto da una sola delle parti in causa.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;oggi, la Federazione della Sinistra, ha rappresentato l&#8217;elemento politico meglio strutturato all&#8217;interno del conflitto, mettendo in luce le assordanti assenze di un&#8217;opposizione parlamentare inesistente nei temi dirimenti che accompagnano la vita degli strati meno abbienti della società. Non un agglomerato dai connotati  evanescenti dunque, ma un laboratorio permanente di idee d&#8217;avanguardia, una forza di Classe capace di esprimere contenuti radicati in anni di conflitto attraverso le mani giovani di chi per la prima volta si affaccia alla politica, un momento di fraseggio generazionale, un&#8217;alternativa, non meramente declamata, a questo stato di cose.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;indomani dello spoglio, queste parole avrebbero assunto in ogni caso tutt&#8217;altro significato. Oggi però, guardiamo più fiduciosi che mai alla prospettiva storica che lega l&#8217;unità della lotta al riscatto culturale, politico e sociale di chi  soffre una condizione subordinata nei confronti dei poteri forti. Chiamiamo questo processo dinamico  col nome di Comunismo, e per esso continueremo a batterci  tutta la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">ALESSANDRO FATIGATI</p>
<p style="text-align: justify;">23 Giugno 2010</p>
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