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I GC di Torino sulle dinamiche di Mirafiori

Giovani Comunisti e giovani operai
I Giovani Comunisti Torino, spesso soprannominati il “Circolo Garibaldi 2.0″, sono una piccola ma dignitosa organizzazione giovanile che in questi mesi, spesso senza alcun supporto ed aiuto del partito, ha lavorato per dare una svolta proletaria e operaia. Il compito è del tutto superiore alle nostre forze politiche, ma buona parte del nostro impegno militante è dedicato a questo nobile compito. In questi mesi siamo stati impegnati in presidi e volantinaggi in alcune fabbriche in crisi, dal gruppo Fiat e indotto, a fabbriche di altri settori. Abbiamo partecipato alle manifestazioni nazionali dell’USB e della FIOM, immergendoci col sindacato in lotta. Questo

Tutti con la FIOM! Firma l’appello!

In centomila con la Fiom. Firma anche tu l’appello di Camilleri, Flores d’Arcais e Hack

Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l’appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto in Parlamento di “terrorismo mediatico”, in un clima di mobilitazione delle più importanti testate contro la legge-bavaglio, mentre in piazza su questo tema si era speso anche Roberto Saviano.
Eppure riteniamo necessario provare a realizzare questo OBIETTIVO “IMPOSSIBILE” perché siamo convinti che sulla “abrogazione” della Fiom che Marchionne sta cercando di imporre, si giochi una partita cruciale per la difesa dei più elementari e intrattabili diritti e libertà costituzionali. Per questo vi chiediamo di non limitarvi a firmare l’appello, ma di mobilitarvi per farlo firmare a tutti i

Premio a Marchionne. Una vergogna

Domani contesteremo duramente ma pacificamente Marchionne. E’ una vergogna dare un premio, come avverra’ con il premio ‘Pico della Mirandola’, ad una persona che baratta i diritti costituzionali con il diritto al lavoro”.
Lo annunciano Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci e Simone Oggionni, portavoce nazionale dei Gc, le organizzazioni giovanili della Federazione della sinistra, annunciando il presidio a Mirandola, in provincia di Modena. “Il ‘modello Pomigliano’- proseguono- e’ la forma moderna della schiavitu’.

Pomigliano non si piega, Pomigliano resiste!

Intervento introduttivo di Domenico Loffredo (segretario del Circolo Prc Fiat auto – Avio, Gc) all’incontro Pubblico con i lavoratori della Fiat di Pomigliano e con i compagni del Circolo di Fabbrica, organizzato dal Prc giovedì 8 luglio 2010, a Pomigliano d’Arco

Non posso fare altro che aprire questa riunione dicendo che tutto il nostro sostegno va ai lavoratori della Fiat Sata di Melfi che stanno scioperando contro i carichi di lavoro e che siamo al fianco dei delegati della Fiom licenziati in queste ore. Così come salutiamo lo sciopero di 2 ore fatto a Mirafiori oggi per il premio di risultato che Fiat non ci vuole corrispondere, siamo inoltre solidali con gli operai della Mangiarotti caricati dalla polizia.

Gli operai non si piegano!

di Daniele Maffione Ribellarsi è un dovere! La lotta contro l’accordo separato siglato dai vertici aziendali della FIAT e dalle principali sigle sindacali, escluse la FIOM, è una lotta contro la fame, la distruzione del contratto nazionale di lavoro e l’abolizione dei diritti costituzionali, fra cui il diritto di sciopero. Ma rappresenta anche l’odierna lotta fra capitale e lavoro, in cui una minoranza combattiva non si piega agli attacchi padronali. Il referendum voluto dall’azienda e svoltosi nello stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco, in un clima d’intimidazione e ricatto dei lavoratori, non ha sortito gli effetti desiderati dalla Confindustria e dal governo Berlusconi, poiché se è

Il PD e gli operai…

di Luca Fiori Sintetizzo i punti salienti; per i GD di Rimini in questo momento a Pomigliano e in genere nel mondo succede questo:

- la proposta d’accordo presentata da Marchionne ai lavoratori di Pomigliano non viola leggi e non viola la Costituzione;
- stante questo, l’unico motivo valido per gli operai di Pomigliano sarebbe la presenza di una offerta migliore “cogliendo così l’opportunità positiva offerta loro dalla globalizzazione “;
- il sistema sindacale italiano, qualora non si trovi un accordo tra i sindacati stessi, è paralizzante;
- “il sistema italiano attuale di relazioni industriali è ancora oggi troppo chiuso ai piani industriali innovativi, perché troppo saldamente fondato sul divieto di deroga da parte della contrattazione aziendale al contratto collettivo nazionale “;
- si dovrebbe spostare il confine tra “diritti non negoziabili” e “condizioni di lavoro”;

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