di Matteo Iannitti
Si sa, ultimamente, chi si mette in testa di interpretare e capire il mondo non lo fa più col calcolo scientifico della letteratura marxiana o con il rigore e il cinismo leninista. E chi decide di cambiarlo lo fa col cuore prima che con la testa. Per l’insofferenza di fronte le proprie e le altrui condizioni, per la rabbia verso chi si arricchisce e specula sulla pelle di molti altri, per una voglia di giustizia che ti fa stringere i pugni davanti ad ogni malefatta. Per quel desiderio di felicità collettiva senza la quale non riesci a tirare avanti senza sentirti in colpa.










