Tag: donne

L’8 Marzo delle donne che lottano

di Carlotta Sorrentino

Molte sono le leggende sull’origine dell’8 marzo, un fatto però sembra esser certo: la scelta di questa data per la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, venne formalizzata durante la II Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste, tenutasi a Mosca nel 1921. Altra certezza è senza dubbio la natura simbolica che questo giorno ha assunto.  L’8 marzo è stato da sempre sinonimo di lotta per la libertà delle donne di determinarsi nelle scelte sul proprio corpo, nel lavoro e nella società. E’ stato il simbolo delle battaglie delle donne per affermare il proprio diritto ad avere piena autonomia sul proprio corpo. E’ stato il simbolo delle rivendicazioni perché venisse loro riconosciuto un ruolo come soggetti attivi nella vita pubblica e privata.

Contro la libertà di stupro delle menti e dei corpi

di Giorgia Bertolino

Le donne e gli uomini di Rifondazione Comunista hanno aderito alla manifestazione “se non ora quando?” nella convinzione che il potere non è soltanto un insieme di fattori materiali ma anche il prodotto delle culture dominanti. La strategia berlusconiana ha costruito la cultura della libertà di stupro attraverso la codificazione quotidiana dei messaggi televisivi, la pubblicità, i programmi d’intrattenimento e le battutacce del presidente del consiglio.
Fra il bigottismo clericale e la mercificazione liberista del corpo femminile, Rifondazione

Berlusconismo, lo specchio peggiore del Paese

di Annamaria Rivera Per favore, non si chiami sultanato il regime berlusconiano. E non si parli di harem o di suq quando si cerca di definire le pratiche sessuo-mercantili dell’indegno capo del governo italiano. Gli stereotipi orientalisti, lasciamoli a Giovanni Sartori, l’illustre politologo. Il quale a tal punto è ossessionato dall’invasione dei saraceni da teorizzare, fin dal 2000 la “radicale non integrabilità” degli “islamici” (si noti il linguaggio, davvero da fine studioso), suggerendo come rimedio l’immigration choisie di migranti di confessioni altre da quella musulmana: alla faccia del conclamato liberalismo.

Insomma, non v’è certo bisogno di ricorrere a cliché esotisti per descrivere il fenomeno Berlusconi: nel suo triplice versante -politico, culturale, comportamentale- esso appartiene interamente alla storia italiana. Se ci soffermiamo a considerare la psicologia berlusconiana, colpisce fino a qual punto sia dominata da un immaginario, anche sessuale, da venditore di spazzole dei tardi anni

25 Novembre. Contro la violenza maschile sulle donne. Tutti i giorni!

La guerra è stata sempre l’attività specifica del maschio e il suo modello di comportamento virile”
Carla Lonzi

di Anna Belligero

Anche quest’anno il numero dei femminicidi in Italia è a 3 cifre. Drammaticamente. E il numero delle violenze sessuali che hanno come vittime le donne, solo a Milano, è di oltre 330 dal 1 Gennaio al 30 Ottobre 2010. Non serve aggiungere altri dati, credo, per comprendere quindi quanto scriteriato sia il taglio dei fondi ai centri antiviolenza che in tutto il Paese chiudono, o rischiano di farlo. Se pure, paradossalmente, ci trovassimo di fronte ad una diminuzione drastica delle violenze sulle donne, i tagli non sarebbero giustificabili. In questo caso sono semplicemente criminali, a fronte della crescita, e non della diminuzione delle “cifre” in questione.

I/Le Giovani Comunisti/e per Sakineh e contro ogni violenza sulle donne!

Per la vita di Sakinehdi Anna Belligero “Non c’è più tempo”, è questa la frase che ormai da troppe ore leggiamo e ascoltiamo, riguardo alla vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani, o più semplicemente Sakineh. E’ la minaccia costante che risuona nelle nostre orecchie, sono le immagini ripetute di una pratica maledetta e a noi direttamente sconosciuta, è la sensazione di vivere lo stesso incubo, nel buio di una cella, con l’angoscia della solitudine e la paura di morire. Oltretutto da innocente. Prima di tutto perché è innocente, Sakineh non deve morire. Prima di tutto perché nessun uomo, nessun dio, nessun governo può disporre della vita di qualcun*. Prima di tutto perché ha un figlio e una figlia che l’aspettano e non l’hanno mai abbandonata.

La preside di Psicologia nega la parola ai GC di Caserta

Oggi 23 aprile 2010 si conclude la campagna “Donne e diritti negati, chi paga di più la crisi del capitalismo?”, promossa dai Comitati in difesa della scuola pubblica di Caserta e di Aversa e dal Coordinamento provinciale delle/dei Giovani comuniste/i, dopo 20 giorni di lavoro all’interno delle scuole di Terra di Lavoro attraverso l’allestimento di mostre fotografiche sulle conquiste del movimento femminista oggi sotto attacco e diffusione di materiale politico di controinformazione sulla questione femminile ai tempi della crisi economica. L’assemblea pubblica conclusiva avrà luogo alle ore 15:30 nella federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, sita in Via de Martino 13, (Parco Snicer) a Caserta.

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