Molte sono le leggende sull’origine dell’8 marzo, un fatto però sembra esser certo: la scelta di questa data per la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, venne formalizzata durante la II Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste, tenutasi a Mosca nel 1921. Altra certezza è senza dubbio la natura simbolica che questo giorno ha assunto. L’8 marzo è stato da sempre sinonimo di lotta per la libertà delle donne di determinarsi nelle scelte sul proprio corpo, nel lavoro e nella società. E’ stato il simbolo delle battaglie delle donne per affermare il proprio diritto ad avere piena autonomia sul proprio corpo. E’ stato il simbolo delle rivendicazioni perché venisse loro riconosciuto un ruolo come soggetti attivi nella vita pubblica e privata.
-
DAI TERRITORI
-
Il dissenso non si arresta. La vostra repressione non ci fermerà!
31 gennaio 2012 -
Caro sindaco Stefàno, a Taranto i giovani ci sono
29 gennaio 2012 -
Solidarietà agli arrestati No TAV
26 gennaio 2012 -
Chiediamo con forza le dimissioni di Alemanno
15 gennaio 2012 -
Le strade e le piazze sono di chi ama
16 dicembre 2011
-
ARCHIVIO
- febbraio 2012 (2)
- gennaio 2012 (24)
- dicembre 2011 (12)
- novembre 2011 (7)
- ottobre 2011 (22)
- settembre 2011 (16)
- agosto 2011 (4)
- luglio 2011 (16)
- giugno 2011 (12)
- maggio 2011 (15)
- aprile 2011 (11)
- marzo 2011 (18)
- febbraio 2011 (15)
- gennaio 2011 (15)
- dicembre 2010 (14)
- novembre 2010 (29)
- ottobre 2010 (20)
- settembre 2010 (17)
- agosto 2010 (8)
- luglio 2010 (24)
- giugno 2010 (20)
- maggio 2010 (31)
- aprile 2010 (30)
- marzo 2010 (33)
- febbraio 2010 (21)
- gennaio 2010 (14)
- dicembre 2009 (12)
- novembre 2009 (6)
- ottobre 2009 (4)
- settembre 2009 (1)
-
RIFO TWEETS
- Crimini nazisti, sentenza atroce. Intervista a Bianca Bracci Torsi http://t.co/NxeU0IU8 4 ore ago
- Sei della FIOM? Fuori dalla fabbrica! http://t.co/rAKYE9eE 6 ore ago
- Mobilitiamoci per difendere ed estendere art.18 http://t.co/tVAngRWi 7 ore ago
- Intervista ad Armenio Carlos segretario principale sindacato portoghese http://t.co/zGZvT1yM 7 ore ago
- Il partito padrone http://t.co/lIVv0dLl 7 ore ago
Visitatori










di Anna Belligero “Non c’è più tempo”, è questa la frase che ormai da troppe ore leggiamo e ascoltiamo, riguardo alla vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani, o più semplicemente Sakineh. E’ la minaccia costante che risuona nelle nostre orecchie, sono le immagini ripetute di una pratica maledetta e a noi direttamente sconosciuta, è la sensazione di vivere lo stesso incubo, nel buio di una cella, con l’angoscia della solitudine e la paura di morire. Oltretutto da innocente. Prima di tutto perché è innocente, Sakineh non deve morire. Prima di tutto perché nessun uomo, nessun dio, nessun governo può disporre della vita di qualcun*. Prima di tutto perché ha un figlio e una figlia che l’aspettano e non l’hanno mai abbandonata.
Oggi 23 aprile 2010 si conclude la campagna “Donne e diritti negati, chi paga di più la crisi del capitalismo?”, promossa dai Comitati in difesa della scuola pubblica di Caserta e di Aversa e dal Coordinamento provinciale delle/dei Giovani comuniste/i, dopo 20 giorni di lavoro all’interno delle scuole di Terra di Lavoro attraverso l’allestimento di mostre fotografiche sulle conquiste del movimento femminista oggi sotto attacco e diffusione di materiale politico di controinformazione sulla questione femminile ai tempi della crisi economica. L’assemblea pubblica conclusiva avrà luogo alle ore 15:30 nella federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, sita in Via de Martino 13, (Parco Snicer) a Caserta.

