Tag: donne

Non ci arrendiamo e continuiamo a lottare. Per Stefania Noce

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di Manuela Grano

C’erano tante donne e tanti uomini giovedì scorso in piazza a Roma, come in altre città d’Italia, per ricordare Stefania Noce e tutte le altre donne a cui un uomo ha deciso di negare il più elementare dei diritti, quello alla vita. Migliaia di fiaccole si sono accese per far luce su un tema troppo a lungo ignorato: la violenza maschile sulle donne.
In Italia, un Paese cosiddetto democratico “avanzato”,  le donne vivono una guerra in tempo di pace. I numeri della violenza di genere non lasciano spazio a fraintendimenti: la violenza maschile è la prima causa di morte nel nostro Paese per le donne tra i 16 e i 44 anni; sono sei milioni 743 mila, secondo l’ISTAT, le donne che hanno subito una violenza fisica e sessuale; 97 sono le donne uccise

Stefania, porteremo avanti la tua lotta

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di Anna Belligero

Domani sarà passato già un mese dall’assassinio di Stefania, la nostra compagna della provincia di Catania, uccisa durante le feste natalizie dal suo ex fidanzato.
Loris, il suo assassino, non era un pazzo. Chi lo pensa, chi pensa che non volesse compiere quel che ha compiuto, che è stato solo un gesto estremo, sbaglia. Così come sbaglia chi pensa di essere immune da questo pericolo, dal pericolo di trasformarsi in un assassino perché non è violento, perché crede di rispettare le donne, perché crede nella parità e altre frasi fatte di questo tipo, oppure, semplicemente, perché è un compagno. Per chi non lo sapesse era un compagno pure Loris. Uno a cui sarà capitato, per volontà o per

Ha ancora un senso essere femministe?

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Pubblichiamo un articolo scritto da Stefania Noce per il giornale studentesco “La Bussola”. Una riflessione sulla necessità e sull’attualità delle battaglie contro il patriarcato nella nostra società. Ciao compagna Sen!
(Marco Giordano)

Queste righe sono per quelle donne che non hanno ancora smesso di lottare. Per chi crede che c’è ancora altro da cambiare, che le conquiste non siano ancora sufficienti, ma le dedico soprattutto a chi NON ci crede. A quelle che si sono arrese e a quelle convinte di potersi accontentare. A coloro i quali pensano ancora che il “femminismo” sia l’estremo opposto del “maschilismo”: non risulta da nessuna parte che quest’ultimo sia mai stato un movimento culturale, nè, tantomeno, una forma di emancipazione!

Per ricordare Stefania Noce

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di Simone Oggionni

Ho pensato molto all’opportunità di scrivere queste righe e al significato che avrebbero potuto avere. Temevo che la rabbia, la frustrazione e l’impotenza prevalessero e partorissero un testo del tutto inadeguato. Lo temo tuttora. Sono quasi convinto di non esserne in grado. Ma è da martedì, dal momento in cui ho saputo dell’uccisione di Stefania Noce, che un grumo di pensieri torvi mi perseguita e mi costringe a scrivere, cercando un senso e una via d’uscita.

Perché Stefania era una compagna, una giovane compagna iscritta per anni al nostro partito e alla nostra organizzazione giovanile. Fino ad un paio d’anni fa era la segretaria del circolo di Licodia Eubea, in provincia di Catania. Faceva parte del movimento

Le ingerenze del PD nelle lotte delle donne

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di Erica Rampini

Il giorno in cui ho preso la tessera di Partito mi sono immediatamente dimessa dal mio ruolo di responsabile locale di UDI (Unione Donne in Italia) di Arezzo, perché ho sempre creduto fortemente nello statuto, considerato da me come una specie di vangelo, dove si diceva a chiare lettere che l’associazione era apartitica. Per me questo era ed è un valore aggiunto, poiché credo fermamente che la politica delle donne non debba essere vista né da destra né da sinistra ma solo esclusivamente dagli occhi femminili. La mia tessera non esclude però la mia militanza, che spero possa essere più attiva e partecipata di prima, come non verrà

L’altra metà della manovra

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di Irene Bregola

Oggi le donne italiane, in continuità con la manifestazione tenutasi a Roma lo scorso 13 febbraio contro il governo Berlusconi (il cui retrivo profilo patriarcale e violentemente familistico ha diffuso un’immagine femminile reificata, mercificata e subalterna), torneranno in piazza ci auguriamo numerose e più determinate che mai. Il mantenere l’appuntamento di oggi è una scelta coraggiosa che ci parla di un prezioso protagonismo trasformativo, nonché della consapevolezza sempre più radicata che nessun cambiamento è possibile prescindendo dal coinvolgimento della nostra specifica soggettività, fatta di differenze che meritano una piena valorizzazione.

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