Tag: diritti civili

Le ingerenze del PD nelle lotte delle donne

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di Erica Rampini

Il giorno in cui ho preso la tessera di Partito mi sono immediatamente dimessa dal mio ruolo di responsabile locale di UDI (Unione Donne in Italia) di Arezzo, perché ho sempre creduto fortemente nello statuto, considerato da me come una specie di vangelo, dove si diceva a chiare lettere che l’associazione era apartitica. Per me questo era ed è un valore aggiunto, poiché credo fermamente che la politica delle donne non debba essere vista né da destra né da sinistra ma solo esclusivamente dagli occhi femminili. La mia tessera non esclude però la mia militanza, che spero possa essere più attiva e partecipata di prima, come non verrà

Berlusconismo, lo specchio peggiore del Paese

di Annamaria Rivera Per favore, non si chiami sultanato il regime berlusconiano. E non si parli di harem o di suq quando si cerca di definire le pratiche sessuo-mercantili dell’indegno capo del governo italiano. Gli stereotipi orientalisti, lasciamoli a Giovanni Sartori, l’illustre politologo. Il quale a tal punto è ossessionato dall’invasione dei saraceni da teorizzare, fin dal 2000 la “radicale non integrabilità” degli “islamici” (si noti il linguaggio, davvero da fine studioso), suggerendo come rimedio l’immigration choisie di migranti di confessioni altre da quella musulmana: alla faccia del conclamato liberalismo.

Insomma, non v’è certo bisogno di ricorrere a cliché esotisti per descrivere il fenomeno Berlusconi: nel suo triplice versante -politico, culturale, comportamentale- esso appartiene interamente alla storia italiana. Se ci soffermiamo a considerare la psicologia berlusconiana, colpisce fino a qual punto sia dominata da un immaginario, anche sessuale, da venditore di spazzole dei tardi anni

17 Novembre: sapere, diritti, felicità. Che le battaglie si incontrino. Che il conflitto esploda

di Matteo Iannitti

Era il 17 novembre 1939. Migliaia di ragazze e ragazzi scendevano in piazza in Cecoslovacchia. Studentesse e studenti che si ribellavano al nazismo e alla guerra. Migliaia di giovani appartenenti a quella sfortunata generazione che visse i regimi nazifascisti, i campi di concentramento, l’atroce guerra. Il sonno della ragione. Quegli studenti furono arrestati e uccisi dall’esercito nazista.

Oggi il mondo non è cambiato. Il futuro è precarietà e disoccupazione, umiliazione e sfruttamento. I sogni hanno lasciato il posto al cinismo individualista. Le piazze sono diventate virtuali ed i balordi sono soli nelle strade e nei palazzi. I “diversi”, che siano essi omosessuali o neri, zingari o romeni, sono espulsi, culturalmente e fisicamente. È violenza e deportazione. I lager sono riempiti da

Cari GC, i comunisti non fanno lotte diseguali per eguali

di Marco Sferini Lettera aperta in merito al dibattito apertosi sulle pagine del sito nazionale dei Giovani Comuniste/i sull’omosessualità e i Pride

Alle giovani comuniste e ai giovani comunisti
Alle compagne e ai compagni del PRC

Care compagne, cari compagni, perdonate questa intrusione nel vostro mondo che non è più il mio, anagraficamente parlando, da ormai parecchi anni. Vorrei poter essere molto sintetico, e so che non ci riuscirò, nel dirvi che le comuniste e i comunisti non sono persone che fanno lotte diseguali per uguali. Non si può francamente accettare che vi sia una sorta di classificazione dei diritti in base al loro legame storicamente provato o meno con l’operaismo, col movimento dei lavoratori che ha fondato la lotta per la liberazione degli esseri umani dal profitto.

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