Tag: Diritti

Contro la libertà di stupro delle menti e dei corpi

di Giorgia Bertolino

Le donne e gli uomini di Rifondazione Comunista hanno aderito alla manifestazione “se non ora quando?” nella convinzione che il potere non è soltanto un insieme di fattori materiali ma anche il prodotto delle culture dominanti. La strategia berlusconiana ha costruito la cultura della libertà di stupro attraverso la codificazione quotidiana dei messaggi televisivi, la pubblicità, i programmi d’intrattenimento e le battutacce del presidente del consiglio.
Fra il bigottismo clericale e la mercificazione liberista del corpo femminile, Rifondazione

25 Novembre. Contro la violenza maschile sulle donne. Tutti i giorni!

La guerra è stata sempre l’attività specifica del maschio e il suo modello di comportamento virile”
Carla Lonzi

di Anna Belligero

Anche quest’anno il numero dei femminicidi in Italia è a 3 cifre. Drammaticamente. E il numero delle violenze sessuali che hanno come vittime le donne, solo a Milano, è di oltre 330 dal 1 Gennaio al 30 Ottobre 2010. Non serve aggiungere altri dati, credo, per comprendere quindi quanto scriteriato sia il taglio dei fondi ai centri antiviolenza che in tutto il Paese chiudono, o rischiano di farlo. Se pure, paradossalmente, ci trovassimo di fronte ad una diminuzione drastica delle violenze sulle donne, i tagli non sarebbero giustificabili. In questo caso sono semplicemente criminali, a fronte della crescita, e non della diminuzione delle “cifre” in questione.

Dopo il 16 Ottobre continua il processo unitario. Con la FIOM, per lavoro, salario, diritti

La manifestazione di oggi è un evento che segna la storia recente del nostro Paese e apre una nuova fase nella politica e nella società italiana: oltre un milione e mezzo di persone ha invaso Roma in maniera totalmente pacifica. Decine di migliaia di bandiere, gli studenti, le associazioni democratiche, il mondo del lavoro precario e dipendente, tutti intorno alla Fiom e ai metalmeccanici. Con parole d’ordine chiare (la dignità del lavoro, il contratto collettivo nazionale, il salario, l’opposizione al modello di Pomigliano) hanno indicato una strada molto precisa alla sinistra e ai comunisti.

Un giovane compagno di Lecco non assunto perché iscritto alla FIOM!

Riportiamo di seguito la lettera scritta da un ex lavoratore della ditta “Badoni Costameccanica”, che abbiamo conosciuto durante la lotta coraggiosa nella quale, assieme ai suoi colleghi, aveva cerato di salvare quell’importante realtà produttiva.
La lettera è stata inviata a noi e a diverse realtà politiche e sociali che hanno a cuore il lavoro ed i lavoratori. Pubblichiamo volentieri la lettera, che suscita in noi lo sdegno più assoluto. Il ricatto a cui Davide è stato sottoposto è indice di un clima generale in cui la reazione del padronato, capitanato dalla Fiat di Marchionne, sta cercando di schiacciare la Fiom, unica erede della tradizione

I/Le Giovani Comunisti/e per Sakineh e contro ogni violenza sulle donne!

Per la vita di Sakinehdi Anna Belligero “Non c’è più tempo”, è questa la frase che ormai da troppe ore leggiamo e ascoltiamo, riguardo alla vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani, o più semplicemente Sakineh. E’ la minaccia costante che risuona nelle nostre orecchie, sono le immagini ripetute di una pratica maledetta e a noi direttamente sconosciuta, è la sensazione di vivere lo stesso incubo, nel buio di una cella, con l’angoscia della solitudine e la paura di morire. Oltretutto da innocente. Prima di tutto perché è innocente, Sakineh non deve morire. Prima di tutto perché nessun uomo, nessun dio, nessun governo può disporre della vita di qualcun*. Prima di tutto perché ha un figlio e una figlia che l’aspettano e non l’hanno mai abbandonata.

A proposito dei commenti agli articoli di Iannitti e Perillo sul Pride: quando l’omofobia c’è e fa male

di Simone Oggionni In questi giorni ho letto, a commento degli articoli di Matteo Iannitti e di Antonio Perillo sul Pride di Napoli e in generale sulle tematiche legate ai diritti GLBTQ, una serie di interventi (li potete trovare sul sito nazionale dei Gc, su facebook e su qualche forum) che fanno davvero male. Fanno male alla nostra organizzazione, alla lenta e faticosa costruzione di senso comune prodotta in questi anni e che, per inciso, mi smentiscono: commentando proprio su facebook l’articolo di Perillo, criticavo la nostra vocazione “tafazziana” (vi ricordate il personaggio di Mai dire Gol che si dava sempre le martellate sui maroni?) per cui non siamo

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