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In mobilitazione contro Alemanno, la crisi e la repressione

Manifestazione degli studenti contro la crisi economica

I Giovani Comunisti con gli studenti oggi per le vie di Roma sfidando i divieti autoritari del sindaco

Denunciamo con forza il clima di militarizzazione e repressione messo in atto oggi a Roma. Già dalle prime ore della giornata, infatti, davanti alle maggiori scuole della Capitale abbiamo assistito all’identificazione e all’intimidazione di decine di studenti ad opera di appartenenti alle forze dell’ordine. Non possiamo tollerare che le nostre scuole vengano considerate territorio di guerra da presidiare con camionette e agenti in borghese. Non possiamo accettare i continui divieti imposti a tutta la città: dalla limitazione dei cortei al diritto di muoversi liberamente per le nostre strade. Non possiamo accettare le cariche selvagge nei confronti di una manifestazione pacifica composta il larga parte da studenti medi.

Siamo un esercito di sognatori. E per questo siamo invicibili

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introduzione di Simone Oggionni

Quello che segue è il testo dell’appello che promuoviamo come Alternativa Ribelle (e quindi come Giovani Comunisti e Fgci) in vista del 15 ottobre e che è stato pubblicato quest’oggi sul manifesto. Come ho già scritto, il nostro ruolo diventa determinante. Non è presunzione, ma la consapevolezza che Berlusconi non se ne andrà mai senza la lotta, il protagonismo dei movimenti, della sinistra politica e sociale. E lo stesso discorso vale per la crisi economica e per tutte le classi dirigenti che con le loro politiche neo-liberiste la crisi l’hanno prodotta e la crisi inevitabilmente la riprodurranno se saranno di nuovo messe nelle condizioni di governare. Va fermata

Appello unitario per un 15 ottobre di lotta

adesso

Il 15 Ottobre sarà una giornata europea di mobilitazione di lotta: “gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri, chi pretende di governarci non ci rappresenta, l’alternativa c’è ed è nelle nostre mani, democrazia reale ora!”.

Commissione Europea, governi europei, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale,  multinazionali e poteri forti ci presentano come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico, gli interessi dei mercati finanziari, le privatizzazioni, i tagli alla spesa, la precarizzazione del lavoro e della vita.

Diamo un calcio alla crisi!

Un pomeriggio di festa, all’insegna dello sport e della solidarietà. “Diamo un calcio alla crisi”, è il titolo della manifestazione, in programma domenica 27 febbraio, presso il campetto di calcio “Monsignor Francesco Ricceri”, in viale Europa 33, (alle spalle dell’ospedale), promossa dal circolo dei Giovani Comunisti “Mauro Rostagno” di Trapani.
A scendere in campo, la formazione degli studenti contro una inedita squadra, formata dai lavoratori dei Cantieri Navali di Trapani. Tutti i partecipanti, donando una piccola offerta, possono contribuire a sostenere la causa degli operai della “Cnt”, da alcuni mesi senza lo stipendio e che dopo ben 21 giorni di sciopero solo adesso cominciano a intravedere uno spiraglio per il loro futuro occupazionale.

Gli studenti a Napoli “bloccano tutto!”

di Giovani Comuniste/i Napoli

Il movimento studentesco napoletano ha messo in piazza un’altra grande giornata di lotta. Un corteo di migliaia di persone fra studenti medi, numerosissimi, studenti universitari, precari della scuola e disoccupati è partito da piazza del Gesù ed ha inondato le strade del centro storico della città. Si è poi diretto verso il porto, seguendo la parola d’ordine di questi mesi di mobilitazione: “Blocchiamo Tutto!”. Sono stati infatti fermati per diversi minuti due varchi, il molo Beverello e il Pisacane, che trasportano ogni giorno migliaia di

In fondo al precipizio della crisi

di Simone Oggionni e Flavio Arzarello Dal rapporto annuale dell’Istat presentato nei giorni scorsi emerge un quadro drammatico per il nostro Paese, ed in particolare per la condizione di tantissimi giovani: sono 2 milioni, più della metà nel Mezzogiorno, le ragazze ed i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che sono esclusi contemporaneamente sia dal mondo del lavoro sia da quello della formazione. Nella fascia di età immediatamente successiva, tra i 30 e i 34 anni, il 28,9% vive ancora a casa con i propri genitori, un dato più che triplicato dal 1983. Non si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di una libera scelta, ma di una dura necessità imposta dalla mancanza di un reddito stabile.

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