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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Coordinamento</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Costruire l’alternativa alle destre e al Pd, ripartiamo dalle lotte e dai GC</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 19:16:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il Documento politico finale del secondo documento al coordinamento nazionale del 18 aprile 2010, bocciato con 9 voti a favore L’esito delle elezioni regionali costituisce una bocciatura senza appello della linea politica proposta dal partito e dalla maggioranza dei Gc alla conferenza nazionale di Pomezia. Rispetto alle europee perdiamo complessivamente circa 300mila voti (il]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong><img class="alignright size-full wp-image-140" style="margin: 4px;" title="comunisti.bmp" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/comunisti.bmp.jpg" alt="" width="241" height="172" />P</strong></em><strong><em>ubblichiamo il Documento politico finale del secondo documento al coordinamento nazionale del 18 aprile 2010, bocciato con 9 voti a favore</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’esito delle elezioni regionali costituisce una bocciatura senza appello della linea politica proposta dal partito e dalla maggioranza dei Gc alla conferenza nazionale di Pomezia. Rispetto alle europee perdiamo complessivamente circa 300mila voti (il 32%), con risultati particolarmente negativi in Lombardia e in Campania. Laddove la Fds si e’ presentata in coalizioni di centrosinistra il risultato non e’ stato positivo, considerati i risultati negativi in Emilia Romagna, Calabria, Piemonte etc… In Campania e in <span id="more-943"></span>Lombardia la scelta della Fds di presentarsi in modo autonomo dal centrosinistra non e’ stato il frutto di una volontà di rottura, ma solo la conseguenza della scelta del Pd di non averci in coalizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Va registrato il sorpasso di SeL che, al di là del dato pugliese, si conferma con una posizione politica governista e con modalità clientelari, avendo come scopo l’emarginazione o la subalternità del nostro partito al Pd, come dimostra la vicenda dello sbarramento elettorale in Puglia: si propone un’offensiva unitaria verso Vendola, quando è chiaro come in realtà Sinistra e Libertà è interessata alla costruzione di un nuovo centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fds dunque non  solo non ha intercettato neanche una minima parte di quel milione di voti perso dal Pd, ma si  rivela essere un soggetto privo di alcun progetto politico al di là delle discussioni sulle liste elettorali, con un’assenza di contenuti programmatici e di conflitto impressionanti, frutto di una costruzione verticistica tra le componenti politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo scenario, colpisce l’assenza di un’analisi seria sulle nostre responsabilità rispetto all’exploit di Beppe Grillo: ancora una volta non si vuole guardare in faccia alla realtà. Non possiamo metterci sulla difensiva e limitarci a indicare i limiti senz’altro veri come il populismo del Movimento Cinque stelle, che in 4 regioni su 5 supera il nostro dato elettorale, con preoccupanti punte di consenso in Val Susa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo movimento d’opinione, che è senz’altro episodico, è capace però di entrare in pieno sulle nostre contraddizioni, a partire dal nostro appoggio a giunte regionali responsabili di privatizzazioni e politiche di devastazione del territorio, utilizzando uno spazio politico lasciato vuoto dall’assenza di un profilo chiaro ed alternativo al bipolarismo degli affari.</p>
<p style="text-align: justify;">Aver declamato l’emergenza democratica contro i Cota e le Polverini di turno, sacrificando in nome del fronte contro le destre qualsiasi possibilità di alternatività a chi sosteneva la Tav o l’abolizione dell’art. 18. Una politica suicida che rischia di dare un colpo di spugna all’ottimo lavoro di decine di nostri circoli realmente attivi sul territorio e riconosciuti nei movimenti, come dimostrato dal caso della Val Susa. Ancora una volta la costruzione dell’organizzazione e il suo radicamento non possono fare a meno di un orientamento strategico che la maggioranza rifiuta di assumere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è un esempio la posizione pilatesca che si decide di assumere sulle elezioni per il CNSU.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza assumersene la responsabilità politica, la relazione del portavoce nazionale dà il via libera alla candidatura di compagni in liste che hanno come unica caratteristica comune un antiberlusconismo di facciata, senza curarsi del moderatismo, del sostegno alle politiche baronali e privatizzatrici che allignano al loro interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Siccome l’accordo è già fatto, l’intervento e la contrarietà dei compagni che sono state espresse nel coordinamento contano ben poco, e questi sono i frutti avvelenati della mancanza di una seria discussione sul nostro intervento nel movimento studentesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fa una proposta di campagne (acqua, antifascismo, legge 30, campeggi, feste, radio, ecc…) valida ma avulsa dalle risorse economiche e militanti del partito, non provando a costruire un percorso che faccia davvero dei GC il motore della ricostruzione della Rifondazione Comunista come opposizione sociale e politica alle destre. Non abbiamo bisogno di metterci tra i promotori di un’iniziativa solo perché qualche dirigente vi faccia un passaggio veloce,ma per costruirci attorno una vasta mobilitazione di compagne e compagni, per prepararla con la discussione e con la socializzazione delle esperienze dei territori.</p>
<p style="text-align: justify;">La necessità di una proiezione internazionale del nostro lavoro come GC deve essere volta a costruire relazioni e connessioni in Europa e nel mondo, aderendo al processo fondativo della V Internazionale, e traendo lezioni da esperienze di lotta e opposizione come dimostrano le sinistre in Grecia, Portogallo, Francia e Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa fase di rafforzamento delle destre passa per la crescita del livello dello scontro da parte delle forze neofasciste: le manifestazioni programmate il 2 maggio a Milano e la marcia su Roma del 7 vanno fermate con una mobilitazione sociale e politica di massa, organizzando appuntamenti di piazza per rilanciare una nuova stagione di lotta antifascista.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Paolo Cipressi</p>
<p style="text-align: justify;">Margherita Colella</p>
<p style="text-align: justify;">Emanuele Cullorà</p>
<p style="text-align: justify;">Gemma Giusti</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Molinaro</p>
<p style="text-align: justify;">Deborah Pezzani</p>
<p style="text-align: justify;">Ilario Pinnizzotto</p>
<p style="text-align: justify;">Simone Raffaelli</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Savino</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">9 voti a favore</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Processo unitario, cura dell’organizzazione e lotta sociale: la linea politica dei GC</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 09:19:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Oggionni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni. Relazione introduttiva al coordinamento nazionale Giovani Comunisti – 18 aprile 2010 Mi concederete il tempo di una relazione introduttiva articolata, data la mole di lavoro che abbiamo davanti a noi, il novero di temi che dobbiamo dibattere e dato il fatto che questo è il primo coordinamento nazionale che svolgiamo a distanza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><img class="alignright size-full wp-image-869" style="margin: 4px;" title="bandierefdsc" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/bandierefdsc.png" alt="" width="267" height="200" />di Simone Oggionni. Relazione introduttiva al coordinamento nazionale Giovani Comunisti – 18 aprile 2010</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi concederete il tempo di una relazione introduttiva articolata, data la mole di lavoro che abbiamo davanti a noi, il novero di temi che dobbiamo dibattere e dato il fatto che questo è il primo coordinamento nazionale che svolgiamo a distanza di due mesi dalla conclusione della nostra quarta conferenza nazionale. Prima di arrivare a noi, ai Giovani comunisti, alla proposta politica e alle proposte operative, lasciatemi dare una valutazione sul voto amministrativo.<span id="more-868"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La destra ha dilagato. E in particolare ha vinto l’asse costituito da Berlusconi e Bossi, e cioè il coacervo di forze più pericoloso sul piano democratico e più insofferente nei confronti dell’impianto costituzionale e dei suoi valori guida. Ha vinto con una netta affermazione sul piano elettorale quando in molti – noi tra questi – ipotizzavano scenari del tutto differenti, pronti a scommettere persino sulla rottura della maggioranza e sulla fine anticipata della legislatura. Nello specifico, la destra e la Lega Nord sfondano anche nelle regioni dell’Italia centro-settentrionale, tradizionalmente impermeabili: è questo il segno della corrosione lenta e inesorabile di un’intera fase storica, fondata sull’egemonia dei valori con i quali era stata combattuta e vinta la guerra di Liberazione dal nazifascismo, ormai sempre più alle nostre spalle.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi siamo in piena «emergenza democratica». E la cifra di questa emergenza è quello che sta accadendo a Emergency, la più grande organizzazione non governativa italiana, che viene additata a mezza voce dallo stesso governo italiano di avere rapporti con le milizie del (cosiddetto) terrorismo internazionale, mentre tre suoi operatori sono ostaggio delle carceri del governo afgano di Karzai.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa caduta di senso dell’alfabeto democratico va di pari passo con una emergenza sociale di dimensioni inedite. Lo dimostra l’attacco scriteriato e concentrico (governo e padroni) ad alcuni dei maggiori baluardi del compromesso sociale della seconda metà del Novecento italiano, come il contratto collettivo nazionale di lavoro, che fino a pochi anni fa erano considerati semplicemente intoccabili. Tutto questo nel pieno di una crisi economica drammatica che è entrata nella seconda fase: i cassintegrati diventano disoccupati, gli ammortizzatori sociali non sono più sufficienti per attutire i colpi delle crisi aziendali e si pone, in maniera sempre più immediata, il tema di una ridiscussione complessiva degli assetti, della proprietà e delle prospettive strategiche dell’apparato produttivo italiano. Il governo, ovviamente, non fa nulla, rimuove il dramma, non ascolta le decine di migliaia di lavoratori che ogni mese, in una liturgia laica della disperazione, ingrossano le file degli sportelli di lavoro interinale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opposizione parlamentare, in particolare quella del Pd, è alle corde: perde il governo di regioni del calibro del Piemonte, del Lazio, della Campania e della Calabria mentre prosegue – in alcune realtà con proporzioni ragguardevoli – la crescita di consensi di movimenti di protesta dai forti tratti antipolitici e populistici come le liste Grillo. Si conferma poi il dato di Sinistra Ecologia Libertà, in larga parte determinato dal successo di Nichi Vendola in Puglia, e la Federazione della Sinistra si attesta sul 2,7% complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">È un risultato negativo che non ammette, purtroppo, letture auto-consolatorie. Tuttavia è un risultato disomogeneo, perché andiamo male in alcune regioni, come Lombardia e Campania, e meglio nelle Marche, dove siamo in coalizione con SEL, e in regioni come Liguria, Toscana, Umbria o Calabria, dove ci presentiamo in coalizione con il centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo dato a mio avviso non ci dice automaticamente che allora bisogna fare gli accordi ovunque (sarebbe una semplificazione e una banalizzazione che non ci possiamo permettere, anche perché sposterebbe a destra la linea politica del partito), ma ci dice che il nostro elettorato ci premia ancora dove percepisce una nostra utilità e dove percepisce che noi lavoriamo per costruire una massa critica e per uscire dall’isolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il senso dell’offensiva unitaria a 360° che il partito ha messo in campo – a mio avviso con grande intelligenza – con l’ultimo comitato politico nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Offensiva nei confronti delle forze di centro-sinistra, per valorizzare il percorso avviato nei mesi scorsi, con l’obiettivo di costruire una grande coalizione democratica capace di tornare a battere le destre alle prossime elezioni politiche. Nessun accordo programmatico, nessun nuovo centrosinistra ma un’intesa per difendere la Costituzione, approvare una legge sul conflitto d’interessi e modificare la legge elettorale in senso proporzionale per rompere la gabbia del bipolarismo che, sul piano istituzionale, è una delle fonti della nostra sconfitta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’offensiva unitaria è rivolta anche a tutte le forze a sinistra del Partito democratico, e in primo luogo a Sinistra Ecologia Libertà, perché si dia vita con coraggio e tempestività ad un polo autonomo dal Pd in grado di tornare a contare e a pesare per i lavoratori e le classi subalterne. A partire dal riconoscimento della diversità dei progetti politici a cui noi e SeL lavoriamo (persino delle identità e delle culture politiche di appartenenza), ma consapevoli della comune necessità di non disperdere ulteriormente i consensi e di dare al conflitto sociale una sponda politica credibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Per essere in grado di fare questo serve un partito forte, che ascolti i propri iscritti (sarebbe un bene che tornasse a farlo anche tra un congresso e un altro) e ancor di più sappia ascoltare la società, dalla quale spesso veniamo percepiti come corpo estraneo, incapaci di intercettarne i bisogni e interpretarne i linguaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma abbiamo bisogno anche di proseguire nel progetto della Federazione della Sinistra. Il mio parere è questo: noi non possiamo rimanere in mezzo al guado, ricacciando i soggetti che hanno dato vita al processo federativo nella solitudine dei propri recinti, sempre più marginali e sempre più autoreferenziali. Dobbiamo scegliere e assumerci collettivamente le nostre responsabilità. Anche noi, come Giovani Comunisti, dobbiamo lavorare pancia a terra per superare i motivi di divisione che ancora oggi in diverse realtà impediscono alla Federazione di decollare. Allora io dico questo: lavoriamo per costruire immediatamente, ovunque, le assemblee e i coordinamenti provinciali e regionali della Federazione della Sinistra e convochiamo subito dopo l’estate un congresso costitutivo che chiuda questa lunga fase di transizione e che dia finalmente al nostro popolo un messaggio di unità.</p>
<p style="text-align: justify;">Però attenzione: tutto questo ragionamento, se si ferma a questo livello (discussione sulle alleanze, sulla collocazione istituzionale, sugli assetti, sui contenitori, sulle formule, le alchimie), è totalmente inefficace e totalmente inutile. Serve che questa sia solo la superficie di un ragionamento profondo che prenda di petto e affronti quelle che a mio parare sono le cause fondamentali della nostra sconfitta: l’assenza di un’analisi di classe articolata della società italiana; l’assenza di un programma semplice e percepibile immediatamente da tutti, in particolar modo dai lavoratori; l’assenza di un ancoraggio ideale, di un immaginario, l’idea di un orizzonte al quale guardare per uscire dalle secche delle nostre difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo è urgente discutere seriamente, qui ed ora, del carattere regressivo e rivoluzionario (non contingente) dello sfondamento delle destre nelle classi popolari (l’idea che suggerisco è che il meccanismo dell’alternanza sia saltato proprio nella modificazione profonda e difficilmente reversibile del senso comune delle classi subalterne); è preliminare discutere sui modi con cui reinsediare il partito nella società (costruiamo centri sociali, case dei diritti sociali, facciamo in modo che i circoli non siano più quello che spesso sono oggi: luoghi di discussione e di commento, spesso polemico, sulla linea politica nazionale) e nelle organizzazioni di massa (la Cgil, l’Anpi, l’Arci, la rete dell’associazionismo diffuso e democratico).</p>
<p style="text-align: justify;">In secondo luogo discutiamo del programma: definiamo chiaramente cosa vogliamo, per che cosa ci battiamo, quale programma abbiamo, che cosa ci distingue dagli altri partiti sul terreno concreto della proposta politica (salario sociale di 1000 euro al mese, stop ai licenziamenti, abrogazione della legge 30, acqua pubblica, no alla riforma Gelmini), anche attraverso i referendum.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi serve un immaginario, e in questo dobbiamo recuperare i chilometri perduti in questi anni (nel partito dal congresso di Venezia in poi e nel Paese reale dal governo Prodi, eventi dai quali – io li lego, Venezia e il governo Prodi – abbiamo iniziato a perdere “capacità di raccontare” il nostro orizzonte di alternativa e le nostre prospettive).</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivo finalmente ai Giovani Comunisti. Io la dico così: non dobbiamo nasconderci i problemi interni. La Conferenza nazionale è stata il luogo di una discussione profonda e articolata che ha finalmente risvegliato, ridato passione al corpo dell’organizzazione, ma al contempo ha messo in evidenza i limiti assolutamente intollerabili dell’irrigidimento correntizio (badate: non dico intollerabili perché voglia burocraticamente mettere la mordacchia alla discussione ma perché in una fase di profonda difficoltà come questa non possiamo più permetterci divisioni fratricide). Devo anche ammettere, per totale onestà, che questo irrigidimento correntizio si è prodotto (e questo è un dato paradossale a ben guardare) più per i demeriti del primo documento che per quelli del secondo. Arrivo a dire, con molta amarezza ma penso anche con oggettività, che abbiamo dato prova di una scarsa autonomia dal partito, sebbene noi la si sia sbandierata ai quattro venti come segno della nostra diversità. Questi due limiti (il correntismo esasperato e la scarsa autonomia dal partito) sono limiti ed errori che dobbiamo impegnarci tutti insieme a superare al più presto.</p>
<p style="text-align: justify;">Qual è la strada che va percorsa? Io, a costo di essere ripetitivo (ma guardate che le parole d’ordine sono importanti perché, come diceva Engels, sono “bandiere piantate nella testa della gente”, e in primo luogo dei nostri compagni) dico tre cose: unità, radicamento, conflitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Unità, innanzitutto interna: serve il massimo della solidarietà al nostro interno, facciamo al centro nei gruppi dirigenti quello che avviene già tra i compagni nei territori, dimostriamoci all’altezza dei nostri compagni. Parlo di un’unità che non nasconda le differenze ma che ci consenta di presentarsi all’esterno compatti, con un’unica voce, un unico gruppo dirigente.</p>
<p style="text-align: justify;">Unità anche all’esterno: da questo punto di vista (il processo unitario: tema che interessa molto i nostri compagni e appassiona molto anche il dibattito che ruota intorno alla nostra organizzazione) io voglio essere lapidario: abbiamo un preciso mandato congressuale che abbiamo il dovere di rispettare. Nelle prossime settimane proseguiremo gli incontri con le realtà che riteniamo si possano coinvolgere nel progetto e io penso che al prossimo coordinamento nazionale saremo in grado di presentare una proposta precisa con tempi, modi e contenuti precisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Radicamento: dobbiamo curare al meglio la nostra organizzazione. Avanzo alcune proposte molto concrete sulle quali però vi chiedo di esprimervi puntualmente:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<ol>
<li>dobbiamo 		costruire una mappatura precisa di tutti i coordinamenti 		provinciali eletti, mettendo in piedi una mailing list dei 		coordinatori provinciali, così da avviare di volta in volta la 		discussione e il dibattito tra noi anche tra un coordinamento 		nazionale e l’altro, coinvolgendo il gruppo dirigente diffuso 		dell’organizzazione. È finita l’epoca in cui esisteva un 		gruppo ristretto di illuminati che decideva sempre per conto e per 		nome di migliaia di compagni;</li>
<li>dobbiamo 		avviare una seria campagna per il tesseramento, con manifesti, 		video, diffusione via internet (facebook, sito): su questo è mia 		intenzione sollecitare il lavoro del gruppo di compagni grafici dei 		quali abbiamo raccolto la disponibilità nelle settimane scorse. 		Inutile dire che il nostro obiettivo deve essere quello di superare 		alla grande il 100% degli iscritti 2009;</li>
<li>dobbiamo 		fare funzionare al meglio i mezzi di comunicazione che abbiamo. Il 		giudizio che do del nuovo sito internet è un giudizio molto 		positivo. Dobbiamo poi fare partire al più presto un palinsesto 		nazionale della radio nazionale (Red Generation Radio) dei Giovani 		Comunisti;</li>
<li>dobbiamo 		lavorare da subito per il campeggio, decidendo insieme dove farlo, 		con chi e con quali risorse economiche. Dal mio punto di vista 		l’esperienza dell’anno scorso di Alternativa Rebelde va senza 		dubbio replicata;</li>
<li>dobbiamo 		poi lavorare per mettere in campo una Festa nazionale dei Giovani 		Comunisti, da fare alla fine dell’estate in una città del Nord, 		come strumento di aggregazione ma anche di autofinanziamento;</li>
<li>dobbiamo 		prendere di petto il tema della gravissima mancanza di liquidi del 		nostro partito. Lo avete visto già con questo coordinamento, la 		condizione economica del partito non è più quella di un tempo: 		quindi bisogna pensare seriamente e celermente a forme di 		finanziamento e di autofinanziamento alternativo (come, per 		esempio, la produzione da parte del nazionale di materiali di 		propaganda e gadgets da vendere all’esterno);</li>
<li>e 		ancora: la gestione collegiale delle responsabilità, coinvolgendo 		i compagni del coordinamento nazionale nel lavoro esecutivo dei Gc 		(traduco questo obiettivo in deleghe assegnate al di fuori 		dell’esecutivo e nella costituzione di gruppi di lavoro ad hoc).</li>
</ol>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Infine vi è il nodo del conflitto. Su questo vi sollecito nei vostri interventi ad enucleare al meglio i campi di intervento. Io ritengo che le priorità siano quattro: il lavoro, la formazione, l’antirazzismo-antifascismo e il tema dei diritti civili. Propongo su ciascuna di queste priorità di lanciare una campagna nazionale che ci caratterizzi.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, una campagna sul salario sociale, la precarietà, l’abrogazione della legge 30, il blocco dei licenziamenti; una sul diritto allo studio e la critica radicale della riforma Gelmini (e in particolare mobilitando le nostre strutture contro il ddl 1905 sulla organizzazione dell’Università, che aumenta il ruolo dei Rettori ed esautora completamente gli studenti da qualunque potere di contrattazione e controllo); una terza sull’antifascismo militante e sulla solidarietà con i migranti, contro la xenofobia e il razzismo dilaganti; una quarta sui Pride e i diritti civili. Propongo che su questi temi venga dato mandato ai due portavoce di individuare una proposta da condividere e quindi rendere operativa coinvolgendo il coordinamento nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, propongo che prima dell’estate si faccia a Roma un attivo degli studenti medi per elaborare con largo anticipo la nostra piattaforma di rivendicazioni e un attivo degli studenti universitari allo stesso scopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, e in maniera disorganica, segnalo alcuni temi e alcuni appuntamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’antifascismo. Nella primavera del 2011 si terrà il congresso dell’Anpi e noi non possiamo più disinteressarcene. Come già in altre occasione, invito quindi i compagni e le compagne a tesserarsi e a sentire l’Anpi sempre più come la nostra casa e la casa di tutti gli antifascisti italiani. Il 7 maggio è stata convocata, da parte dei fascisti del Blocco Studentesco, una manifestazione che sin da subito abbiamo detto di voler contrastare. Ora stiamo lavorando per capire se ci sono le forze per impedirne lo svolgimento oppure se saremo costretti ad una contromanifestazione. In questa seconda ipotesi maggiore è il numero delle forze e dei soggetti che aderiscono, maggiore è la possibilità che si dia al Blocco una lezione che scongiuri da parte loro l’idea di poter replicare iniziative del genere a Roma e in tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica universitaria. In questi ultimi giorni molto si è dibattuto sul CNSU. Vorrei essere molto chiaro su questo punto, per evitare equivoci e fraintendimenti. Nelle settimane scorse abbiamo, personalmente e di comune accordo con Anna Belligero, convocato una riunione dei nostri compagni più attivi nelle Università (una riunione non del coordinamento nazionale, che sarebbe stato impossibile convocare in piena campagna elettorale e ancor più riconvocare una seconda volta, come sarebbe poi stato d’obbligo, dopo le elezioni) che ha tracciato una linea. Ho quindi facilitato e avallato la collocazione all’interno delle liste Udu-liste democratiche-liste di sinistra di alcuni compagni iscritti al Prc o vicini alla Federazione della Sinistra che erano espressione di realtà locali convintamente interessate al progetto della lista. Non si tratta di alcuna internità organica dei Gc all’Udu. Come abbiamo deciso a Pomezia, la nostra linea non è quella di scegliere di collocare i Giovani Comunisti dentro una struttura sindacale (qualunque essa sia) ma di valorizzare le autonomie territoriali nell’ambito di un unico programma politico e di un’unica piattaforma universitaria. Il CNSU è un organismo che così com’è non è per nulla funzionante né funzionale alle lotte degli studenti. Noi quindi non investiamo strategicamente nelle elezioni,  non presentiamo una nostra lista comunista. Tuttavia, valutata la presenza di liste di destra anche fascista (lo stesso capo del Blocco Studentesco è candidato al Centro in una lista di centrodestra) noi auspichiamo che prevalga l’unica lista di sinistra presente, che ha tra l’altro un buon programma, e all’interno della lista dei compagni vicini a noi. Questo organizzativamente si traduce nella costituzione di comitati elettorali locali, gestiti dai compagni candidati, ai quali penso che la nostra organizzazione a livello territoriale, in tutta autonomia, possa decidere se dare o meno un contributo. Senza alcun “ordine di scuderia”, come abbiamo deciso anche a Pomezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo sui rapporti internazionali. Ho lavorato personalmente in questi due mesi per favorire il recupero di una rete di relazioni con le giovanili più significative e radicate della sinistra comunista e d’alternativa europea, recandomi in Germania al congresso dei giovani della Linke, seguendo i lavori del Synaspismos, dei giovani del Pc francese e dei comunisti spagnoli, e a maggio andrò in Grecia dal Kne. L’interesse internazionale nei nostri confronti è altissimo. Il nostro obiettivo, io credo, è quello di dare vita ad una vera e propria rete di relazioni internazionali che producano una serie di iniziative politiche unitarie (campagna per il ritiro dei militari dall’Afghanistan e salario europeo). Dopo anni di isolamento e di disinteresse, il nostro ruolo internazionale non è indifferente e può contribuire a definire ancora meglio il profilo anche nazionale dei Giovani Comunisti che stiamo ricostruendo.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI</p>
<p style="text-align: justify;">18 Aprile 2010</p>
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		<title>Gli Odg approvati dal Coordinamento del 18 Aprile 2010</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/gli-odg-approvati-dal-coordinamento-del-18-aprile-2010.html</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 21:16:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ordini del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo di seguito tutti gli ordini del giorno approvati dal Coordinamento nazionale dei Giovani Comunisti del 18 aprile 2010 COSTRUIRE LA PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONEDEL 7 MAGGIO Approvato all’unanimità Il Coordinamento dei\delle Giovani Comunisti\e assume come prioritario l&#8217;impegno nella costruzione di una mobilitazione sociale e civile in grado di bloccare la manifestazione di Casa Pound\Blocco Studentesco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: x-small;"><img class="alignright size-full wp-image-851" style="margin: 4px;" title="frecciarossa" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/frecciarossa.gif" alt="" width="267" height="200" /></span></em><em>Riportiamo di seguito tutti gli ordini del giorno approvati dal Coordinamento nazionale dei Giovani Comunisti del 18 aprile 2010</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">COSTRUIRE LA PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONEDEL 7 MAGGIO</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato all’unanimità</p>
<p style="text-align: justify;">Il Coordinamento dei\delle Giovani Comunisti\e assume come prioritario l&#8217;impegno nella costruzione di una mobilitazione sociale e civile in grado di bloccare la manifestazione  di Casa Pound\Blocco Studentesco del 7 maggio a Roma.<br />
L&#8217;organizzazione tutta deve essere in prima linea contro questa grave provocazione di stampo fascista delle due destre, istituzionale ed extraparlamentare. La ripresa dell&#8217;iniziativa antifascista deve essere un punto cardine dei\delle Giovani Comunisti\e. <span id="more-850"></span>le federazioni tutte devono quindi costruire dei percorsi politici per favorire la partecipazione all&#8217;evento, cercando di coinvolgere il maggior numero di forze politiche e sociali antifasciste.</p>
<p style="text-align: justify;">Virginia De Cesare</p>
<p style="text-align: justify;">Valerio Todeschini</p>
<p style="text-align: justify;">Daniele Quatrano</p>
<p style="text-align: justify;">
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<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">INVESTIRE NELL&#8217;ANPI</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato all’unanimità</p>
<p style="text-align: justify;">La fase politica odierna è caratterizzata da un lato da un pesante attacco della destre (PDL e LEGA) ai principi costituzionali, dall&#8217;altro da una ripresa del vigore dell&#8217;attività e del radicamento di forze che si richiamano direttamente al neofascismo-neonazismo.<br />
Il Coordinamento Nazionale dei\delle Giovani Comunisti\e ritiene indispensabile investire nell&#8217;ANPI, sia per il patrimonio di memorie storica che esse possiede e rappresenta, sia perché è il simbolo ed erede diretta di quello che è stata la Resistenza partigiana e i suoi valori. Invita quindi tutti i compagni e le compagne ad iscriversi all&#8217;ANPI, per ridare slancio all&#8217;associazione su una base più marcatamente a sinistra, per difendere uno dei baluardi dell&#8217;antifascismo che ancora oggi l&#8217;ANPI rappresenta.</p>
<p style="text-align: justify;">Valerio Todeschini</p>
<p style="text-align: justify;">Niccolò Gherarducci</p>
<p style="text-align: justify;">Simone Gimona</p>
<p style="text-align: justify;">Giuliano Ezzelini Storti</p>
<p style="text-align: justify;">Grazia Di Ottavio</p>
<p style="text-align: justify;">Daniele Maffione</p>
<p style="text-align: justify;">Chiara Pollio</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">PRIMA DELL’ESTATE ATTIVI NAZIONALI SCUOLA E UNIVERSITA’</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato all’unanimità</p>
<p style="text-align: justify;">Il Coordinamento Nazionale dei Giovani Comunisti ritiene prioritario avviare un confronto fra i diversi territori per comprendere le situazioni nelle varie realtà locali sul radicamento dell&#8217;organizzazione nelle scuole e nell&#8217;università. Riteniamo prioritario elaborare sulla base di questo confronto una proposta politica che sia poi la bussola per i nostri compagni impegnati fra gli studenti al fine di rafforzare la nostra presenza e incisività nei luoghi di studio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi motivi risulta indispensabile individuare due momenti nazionali di incontro ed elaborazione programmatica fra i compagni impegnati nelle diverse strutture territoriali convocando due attivi nazionali, uno sulla scuola e uno sull&#8217;università possibilmente entro il mese di giugno.</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Quarantiello</p>
<p style="text-align: justify;">Silvia Conca</p>
<p style="text-align: justify;">Niccolò Gherarducci</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">LE NOSTRE PROSSIME CAMPAGNE NAZIONALI</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato ad ampia maggioranza</p>
<p style="text-align: justify;">Il coordinamento nazionale dei/delle Giovani comunisti/e assume come prioritario il rilancio politico della nostra organizzazione giovanile attraverso l&#8217;individuazione di campagne chiare e riconoscibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne proponiamo tre:</p>
<p style="text-align: justify;">- un&#8217;iniziativa sui temi del lavoro e della precarietà, che passi per l&#8217;abrogazione della legge 30 e del Pacchetto Treu, leggi simbolo dell&#8217;istituzione della precarietà, e che individui il tempo indeterminato quale forma canonica contrattuale di lavoro. Proponiamo inoltre l&#8217;istituzione di un salario sociale mensile di 1000 euro al mese per i disoccupati di lunga durata (oltre 12 mesi) e per i giovani in attesa della prima occupazione. Le risorse vanno ricercate nell&#8217;evasione fiscale, in un sistema di tassazione fortemente progressivo e nella rimodulazione della spesa sociale, a partire dall&#8217;abbattimento di quella militare.</p>
<p style="text-align: justify;">- una campagna nazionale antifascista e antirazzista. Il sempre più preoccupante emergere nel Paese di forze che si richiamano dichiaratamente al ventennio fascista e più in generale il dilagare nel senso comune di una forma di razzismo di massa ci impongono di agire su più livelli: quello sociale, cultuale e militante. Scevri da una contrapposizione tra opposti estremismi rivendichiamo la nostra pratica antifascista nel vivo della società: dalle battaglie per un lavoro dignitoso, vero strumento di emancipazione individuale e collettiva, all&#8217;estensione dei diritti sociali e politici per tutti/e, indipendentemente dal colore della pelle o dalla nazionalità di appartenenza.</p>
<p style="text-align: justify;">- l&#8217;impegno 	strategico in scuola e università. I continui attacchi alla 	scuola e all&#8217;università pubblica portati avanti dal governo 	Berlusconi delineano una precisa idea di società: si porta avanti 	un attacco di classe contro l&#8217;intero mondo della 	conoscenza, sovvertendola a logiche aziendalistiche che 	perseguono l&#8217;obiettivo del profitto e del contenimento della &#8220;spesa&#8221; 	sociale, che annullano la capacità critica degli studenti, e 	sfornano &#8220;manodopera&#8221; dequalificata pronta ad essere 	immediatamente immessa (ovviamente con contratti da fame e 	magari in nero!) nel mercato del lavoro. I tagli portati avanti dal 	duo Tremonti-Gelmini si inseriscono nel processo organico di 	dequalificazione della scuola pubblica. Rivendichiamo il diritto ed 	il dovere di lottare per una scuola laica, pubblica, di massa e di 	qualità. Per questo proponiamo momenti di 	discussione nei territori per rilanciare la mobilitazione contro la 	politica del governo Berlusconi sul tema della formazione, e più in 	generale della cultura. Inoltre perseguiamo l&#8217;obiettivo di 	unificare la lotta degli studenti (medi e universitari) con quella 	dei docenti e del personale amministrativo che lavora nel mondo 	della conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Danilo Borrelli</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Quarantiello</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">LA NECESSITA’ DELL’AUTOFINANZIAMENTO</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato a maggioranza</p>
<p style="text-align: justify;">Le difficoltà economiche che investono il partito e più in generale le forze della sinistra antisistemica non possono trovarci come silenti spettatori. Pensiamo sia indispensabile lanciare come Giovani comunisti/e un progetto organico sul tema dell&#8217;autofinanziamento, precondizione necessaria per una reale autonomia economica e politica dai poteri forti che direttamente e indirettamente condizionano la vita politica del Paese. Pertanto il coordinamento nazionale dei/delle giovani comunisti/e si impegna a verificare i progetti di autofinanziamento già attivi nei territori favorendo lo scambio di informazioni e la connessione tra le realtà che molto spesso lavorano autonomamente senza un elemento di condivisione politica e di organicità progettuale. Il coordinamento nazionale si attiva anche per valutare l&#8217;potesi di produrre gadget politici e di propaganda da poter utilizzare come materiale di autofinanziamento nelle varie realtà del partito. Per questo viene proposta l’istituzione di un gruppo di lavoro aperto al contributo delle compagne e dei compagni intenzionati a lavorare in questa direzione .</p>
<p style="text-align: justify;">Danilo Borrelli</p>
<p style="text-align: justify;">Virginia De Cesare</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">IL CAMPEGGIO E LA FESTA NAZIONALE dei GC</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato a maggioranza</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;organizzazione delle Giovani Comuniste/i necessita di momenti di confronto di respiro nazionale, un luogo di dibattito e socialità in grado di concretizzare e dare voce ad un sentire comune, di saldare nella socialità la condivisione di un progetto politico. Per questo motivo il Coordinamento dei\delle Giovani Comunisti\e s&#8217;impegna a calendarizzare il V CAMPEGGIO Nazionale, da  collocarsi in una località balneare preferibilmente del centro-sud Italia nelle prime settimane di settembre che coinvolga, oltre ai Giovani Comunisti, altri soggetti della sinistra comunista e di alternativa, movimenti e vertenze locali che riconoscono nella nostra organizzazione un interlocutore politico di riferimento. Oltre all&#8217;appuntamento estivo rappresentato dal campeggio , il Coordinamento dei\delle Giovani Comuniste/i si impegna ad organizzare una FESTA NAZIONALE dei GC, che si terrà tendenzialmente in un capoluogo dell&#8217;Italia settentrionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Virginia De Cesare</p>
<p style="text-align: justify;">Carmelo Ingegnere</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Quarantiello</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">LA NECESSITA’ DELLA FORMAZIONE</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato a maggioranza</p>
<p style="text-align: justify;">Il Coordinamento Nazionale dei Giovani Comunisti impegna l&#8217;Organizzazione nella costruzione di un percorso di formazione che sappia contestualizzare,e in modo esaustivo e puntuale, le vicende che animano la vita sociale del Paese e non solo. Si intende in tal senso  tornare alla pratica dello studio, inteso non come mera riproposizione di pratiche passate, ma come lavoro di proficua ricerca.  Preso atto delle scarse disponibilità economiche dell&#8217;Organizzazione si individua nella rete un mezzo ideale di condivisione e confronto per la suddetta  proposta</p>
<p style="text-align: justify;">Viene espressa inoltre l&#8217;esigenza di costruire un percorso omogeneamente strutturato di seminari periodici,al fine di incentivare uno scambio proficuo di idee innovative che affianchi la sempre maggiore conoscenza delle dinamiche politiche che hanno animato,e animano la società.</p>
<p style="text-align: justify;">Dmitrij Palagi</p>
<p style="text-align: justify;">Daniele Quatrano</p>
<p style="text-align: justify;">Carmelo Ingegnere</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Servodio</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">UNA RETE GIOVANILE COMUNISTA E DI SINISTRA A LIVELLO EUROPEO</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato all’unanimità</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani comunisti si impegnano ad intraprendere un intenso rapporto politico con le forze giovanili comuniste, anticapitaliste e d’alternative su scala europea, con l’obiettivo di coordinare l’iniziativa politica di ciascuna forza nazionale nell’ambito di un comune contrasto al comune quadro di regressione sociale e democratica vigente.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo l’internazionalismo parte integrante e caratterizzante del nostro agire politico. Da questo punto di vista guardiamo con estremo interesse ed estrema speranza alla V Internazionale e al laboratorio politico latinoamericano.</p>
<p style="text-align: justify;">In Europa va perseguito l’obiettivo di costruire una rete delle organizzazioni giovanili comuniste e di sinistra alternativa, fuori e dentro il Partito della Sinistra Europea, con l’obiettivo di mettere in campo alcune campagne di lotta comune, come quella per il ritiro dei contingenti militari europei dall’Afghanistan e quella per un salario sociale europeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Simone Oggionni</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco D&#8217;Agresta</p>
<p style="text-align: justify;">Danilo Borrelli</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Servodio</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">RAFFORZARE I LEGAMI CON LE ASSOCIAZIONI CHE INTERVENGONO IN ZONE DI GUERRA</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato all’unanimità</p>
<p style="text-align: justify;">Considerato che esiste una rete associazionistica diffusa che lavora sull’intervento diretto nelle zone di guerra in paesi esteri animata in massima parte da compagne e compagni iscritti o simpatizzanti di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti,</p>
<p style="text-align: justify;">Valutato che carovane e missioni di solidarietà in questi scenari hanno dimostrato in passato di essere un’importante occasione formativa per le compagne e i compagni,</p>
<p style="text-align: justify;">Il coordinamento nazionale delle e dei Giovani Comunisti impegna i portavoce e il delegato per competenza del futuro Esecutivo nazionale a rafforzare i legami con tali associazioni, a partire da !AlaCalle! (Rimini)  e Uiki (associazione nazionale dei Curdi) al fine di promuovere carovane comuni sulle quali far convergere quanti più compagni possibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Carlo Pallavicini</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">RINNOVARE LA NOSTRA COMUNICAZIONE</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato all’unanimità</p>
<p style="text-align: justify;">Il Coordinamento dei\delle Giovani Comunisti\e impegna tutta l&#8217;organizzazione nella ricerca di nuove e adeguate forme di comunicazione capaci di raggiungere e coinvolgere tutte/i quelle/quei giovani che si avvicinano alla politica in cerca di un riferimento, anche nel rinnovamento dei mezzi di comunicazione. Individua per questo delle priorità da cui partire: la costruzione di una radio web, a partire dalle sperimentazioni già avviate in queste mesi nei territori; lo sviluppo del sito internet e la creazione nello stesso di spazi che garantiscano a tutte e tutti la partecipazione diretta nei contenuti e nelle forme. A queste si aggiunge l&#8217;attenzione per i mezzi di comunicazione politica personali, in particolare il materiale grafico (volantini, manifesti). Da un lato è necessario uno sforzo per la creazione di uno stile, un&#8217; immaginario nazionale chiaramente riconoscibile, dall&#8217;altro bisogna aiutare quei compagni e quelle compagne dei territori che non hanno competenze grafiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impostazione comunicativa deve avere come comuni denominatori l&#8217;interscambio paritario tra centro e territori, tra redazione e community, tra divulgazione interna ed esterna.</p>
<p style="text-align: justify;">Simone Gimona</p>
<p style="text-align: justify;">Silvia Conca</p>
<p style="text-align: justify;">Dmitrij Palagi</p>
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