Era il 17 novembre 1939. Migliaia di ragazze e ragazzi scendevano in piazza in Cecoslovacchia. Studentesse e studenti che si ribellavano al nazismo e alla guerra. Migliaia di giovani appartenenti a quella sfortunata generazione che visse i regimi nazifascisti, i campi di concentramento, l’atroce guerra. Il sonno della ragione. Quegli studenti furono arrestati e uccisi dall’esercito nazista.
Oggi il mondo non è cambiato. Il futuro è precarietà e disoccupazione, umiliazione e sfruttamento. I sogni hanno lasciato il posto al cinismo individualista. Le piazze sono diventate virtuali ed i balordi sono soli nelle strade e nei palazzi. I “diversi”, che siano essi omosessuali o neri, zingari o romeni, sono espulsi, culturalmente e fisicamente. È violenza e deportazione. I lager sono riempiti da









