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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Cgil</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Tutte le piazze dello SCIOPERO GENERALE!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 22:36:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Ferrero]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero generale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Ferrero Lo sciopero generale di oggi è molto importante. Per questo voglio innanzitutto voglio ringraziare tutti i lavoratori e le lavoratrici che lo stanno facendo in queste ore e ringraziare la CGIL e il sindacalismo di base che lo hanno proclamato. Uno sciopero importante non solo perché la manovra del governo è una]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Paolo Ferrero</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sciopero generale di oggi è molto importante. Per questo voglio innanzitutto voglio ringraziare tutti i lavoratori e le lavoratrici che lo stanno facendo in queste ore e ringraziare la CGIL e il sindacalismo di base che lo hanno proclamato.<br />
Uno sciopero importante non solo perché la manovra del governo è una manovra ingiusta: difende i ricchi e i privilegi delle caste mentre attacca pesantemente i diritti sindacali e le condizioni di vita dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori &#8211; pubblici e privati – dei precari.<br />
La manovra, oltre ad essere ingiusta è anche recessiva &#8211; cioè aggraverà la crisi economica &#8211; e favorirà la speculazione finanziaria, che continua tranquillamente a fare il suo sporco lavoro in tutta Europa. <span id="more-2817"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il punto fondamentale è quindi che la manovra del governo produrrà effetti opposti a quelli sbandierati: è un manovra che aggrava la crisi economica e pone le condizioni per un ulteriore attacco speculativo contro l’Italia. La ricetta che stanno applicando all’Italia – come al Portogallo, alla Spagna, all’Irlanda – è uguale a quella applicata alla Grecia: demolire i diritti dei lavoratori, privatizzare tutto e produrre quindi la recessione. Parallelamente permettere alle banche e alle finanziarie di speculare sul debito pubblico impossessandosi delle risorse sottratte ai lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario di cosa dicono l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea, il governo Italiano, il Presidente della Repubblica, i grandi mezzi di informazione, la speculazione finanziaria non nasce dai debiti degli stati ma dal fatto che la Banca Centrale Europea agisce come una banca privata e non come una banca centrale. I paesi più deboli dell’’Europa subiscono la speculazione sul debito pubblico unicamente perché la BCE non fa quello che fanno tutte le altre Banche centrali dell’Universo, cioè non compra direttamente, al tasso di sconto ufficiale, i titoli di stato dei paesi europei. Se la BCE facesse il suo mestiere non vi sarebbe in Europa alcuna speculazione. Ad esempio il Giappone ha un debito pubblico del 220 % eppure non è sottoposto a nessun attacco speculativo. Questo per la semplice ragione che la Banca Centrale giapponese – come tutte le banche centrali del mondo – compra direttamente i titoli di stato pubblici senza passare dal mercato. Ovviamente anche i paesi europei facevano così prima che i trattati di Maastricht dessero vita all’Euro e costruissero questa follia finanziaria che si chiama Banca Centrale Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo quindi nell’occhio del ciclone di una gigantesca truffa attuata dalle classi dominanti europee &#8211; dai banchieri ai padroni, dai popolari ai socialdemocratici ai liberali &#8211; a scapito dei popoli europei. Vi è un livello di falsificazione dei motivi della crisi e dei motivi della speculazione al cui confronto la propaganda nazista di Goebbels impallidisce. Il neoliberismo è in crisi ma il pensiero unico neoliberista funziona a pieno regime e manipola le coscienze raccontando balle clamorose che paiono vere solo perché sono ripetute quotidianamente a reti unificate da tutti coloro a cui viene concessa la parola. Questa è la ragione strutturale della vergognosa censura che subiamo. Anche per questo è così importante questo sciopero: rompe il coro dell’unanimismo e dell’Union Sacree in cui gli interessi dei ricchi vengono contrabbandati come gli interessi dei popoli.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà la speculazione finanziaria viene consapevolmente utilizzata dalle classi dominanti europee per due motivi: innanzitutto obbligare i governi dei vari paesi con minore produttività del lavoro a tagliare brutalmente lo stato sociale, gli stipendi e i diritti dei lavoratori. Senza lo spauracchio della speculazione Berlusconi non sarebbe mai riuscito a varare due stangate come quelle contro cui stiamo lottando. Non ci sarebbero riusciti il governo Greco, quello Portoghese, Spagnolo e via dicendo.</p>
<p style="text-align: justify;">In secondo luogo la speculazione finanziaria viene utilizzata per determinare un enorme spostamento di risorse dal basso verso l’alto, dai lavoratori alle banche. Stiamo vivendo nel mezzo del più gigantesco furto legalizzato che la storia dell’umanità abbia mai visto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo delle classi dirigenti europee è semplice quanto brutale: determinare una pesante riduzione del tenore di vita del popolo e del potere dei lavoratori per aumentare la competitività dell’Europa a livello mondiale basata sulla drastica riduzione del costo del lavoro. Non stiamo parlando di qualche sacrificio ma di un vero e proprio salto indietro nella storia, del dimezzamento dei salari e delle tutele. La speculazione serve a costruire un “vincolo esterno” che permetta di fare questa vera e propria rivoluzione passiva contro i popoli europei. Per questo mettono attaccano sia i diritti civili che i diritti sociali, la Costituzione come il Contratto nazionale di lavoro e la sanità pubblica: vogliono cancellare il ‘45, quel gigantesco movimento di liberazione dal nazifascismo che ha cambiato la faccia all’Europa e al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo noi comunisti dobbiamo lottare contro il governo Berlusconi e costruire le alleanze necessarie per mandarlo a casa. Parallelamente però dobbiamo costruire un fronte di lotta contro il capitale finanziario, le politiche europee e il neoliberismo. Solo sconfiggendo il neoliberismo è possibile uscire dalla crisi che il neoliberismo ha provocato. Per questo proponiamo una manovra alternativa a quella di Berlusconi ma proponiamo anche il rovesciamento delle politiche della BCE e la nazionalizzazione delle grandi banche, al fine di mettere la mordacchia al capitalismo finanziario e ricostruire un serio intervento pubblico in economia. Lo facciamo in piena sintonia con gli altri partiti della sinistra europea, che portano avanti nei loro paesi le nostre stesse parole d’ordine. Lo facciamo puntando a costruire – paese per paese – una rivolta contro le politiche europee.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sciopero generale è quindi per noi il primo passo per costruire una consapevole rivolta contro questo enorme attacco delle classi dominanti contro il popolo italiano e contro i popoli europei.</p>
<p style="text-align: justify;">PAOLO FERRERO</p>
<p style="text-align: justify;">da Liberazione del 6 Settembre 2011</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">SCIOPERO GENERALE IN TUTTA ITALIA, DOVE E QUANDO</p>
<p style="text-align: justify;">Abruzzo:<br />
• Teramo &#8211; concentramento corteo ore 9.30 largo Madonna delle Grazie.</p>
<p style="text-align: justify;">Alto Adige:<br />
• Bolzano &#8211; partenza corteo ore 9.30 Piazza Matteotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Basilicata:<br />
• Matera &#8211; partenza corteo ore 9 Piazza Matteotti.<br />
• Potenza &#8211; partenza corteo ore 9 San Rocco.</p>
<p style="text-align: justify;">Campania:<br />
• Napoli &#8211; partenza corteo ore 9.30 Piazza Mancini. Comizio coclusivo del Segretario Confederale CGIL, Vincenzo Scudiere.<br />
• Benevento &#8211; partenza corteo ore 9.30 Piazza Santa Maria.<br />
• Salerno &#8211; partenza corteo ore 9.30 Piazza Vittorio Veneto.<br />
• Caserta &#8211; partenza corteo ore 9.30 Piazza Ferrovia.<br />
• Grottaminarda &#8211; partenza corteo ore 9.30 Piazzale Padre Pio.</p>
<p style="text-align: justify;">Lazio:<br />
• Roma &#8211; Concentramento corteo ore 9 in Piazza dei Cinquecento (angolo via Cavour). Il corteo passerà per via Cavour, sfiorerà la Basilica di Santa Maria Maggiore, per proseguire su via Merulana, via Labicana, via Celio e concludersi verso le ore 11 nei pressi del Colosseo, vicino all&#8217;Arco di Costantino, con il comizio del Segretario Generale CGIL, Susanna Camusso.</p>
<p style="text-align: justify;">Liguria:<br />
• Genova &#8211; Cortei a partire dalle ore 9 dal Terminal Traghetti, Via Milano (Coop A. Negro) e dai Giardini Stazione Brignole (lato p.zza della Vittoria). Comizio conclusivo in piazza De Ferrari con la Segretaria Confederale CGIL, Vera Lamonica.<br />
• Savona &#8211; Concentramento in piazza Sisto IV alle ore 9.<br />
• Imperia &#8211; Corteo con partenza da Piazza Bianchi alle ore 9 con arrivo in Piazza Della Vittoria verso le ore 11 dove si svolgerà il comizio conclusivo.<br />
• La Spezia &#8211; Corteo da Piazza Europa alle 9.30 con arrivo in Piazza del Bastione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lombardia:<br />
• Bergamo &#8211; Corteo alle 9,30 dalla Stazione (Piazzale Marconi) a Piazza Vittorio Veneto.<br />
• Brescia &#8211; Corteo alle 9 da Piazza Garibaldi a Piazza della Loggia.<br />
• Brianza &#8211; Corteo alle 9,30 dalla stazione di Monza a Piazza San Paolo.<br />
• Como &#8211; Presidio alle 10 sotto la sede della Prefettura in Piazza Vittoria.<br />
• Cremona &#8211; Corteo alle 9 da Palazzo Cittanova ai Giardini Pubblici di P.zza Roma.<br />
• Lecco &#8211; Corteo alle 9 dalla sede sindacale di via Besonda a P.zza Garibaldi.<br />
• Lodi &#8211; Presidio alle 9,30 sotto la sede della Prefettura in Corso Umberto.<br />
• Mantova &#8211; Corteo alle 9 da Largo Pradella a Piazza Mantegna.<br />
• Milano &#8211; Corteo alle 9,30 dai Bastioni di Porta Venezia a Piazza del Duomo. Comizio conclusivo del Segretario Confederale CGIL, Fulvio Fammoni.<br />
• Pavia &#8211; Presidio alle 10 sotto la sede della Prefettura in Piazza Guicciardini.<br />
• Sondrio &#8211; Presidio alle 10 sotto la sede della Prefettura.<br />
• Ticino Olona &#8211; Corteo alle 9,30 da P.zza Alberto da Giussano a Piazza San Magno a Legnano.<br />
• Valle Camonica-Sebino &#8211; Corteo alle 9,30 dal Piazzale della stazione di Boario al municipio di Darfo.<br />
• Varese &#8211; Corteo alle 9,30 da Piazza della Repubblica a P.zza Montegrappa.</p>
<p style="text-align: justify;">Marche:<br />
• Ancona &#8211; concentramento corteo ore 9, C.so C. Alberto (Salesiani). Comizio ore 10.30 Piazza Roma.<br />
• Ascoli Piceno &#8211; concentramento corteo ore 9.30, P.zza Giaconini (Lungo Tronto). Comizio ore 11 P.zza Simonetti.<br />
• Fermo &#8211; concentramento e comizio ore 10 P.zzale Azzolino.<br />
• Macerata &#8211; corteo ore 9 P.zza della Vittoria. Comizio ore 10.30 P.zza V. Veneto (S.Giovanni).<br />
• Pesaro-Urbino &#8211; corteo ore 9 P.le 1^ Maggio. Comizio ore 10.30 P.le Lazzarini.</p>
<p style="text-align: justify;">Piemonte:<br />
• Vercelli &#8211; ore 10-12 manifestazione e presidio davanti Prefettura.<br />
• Biella &#8211; ore 10-12 presidio davanti Prefettura, ore 14-18.30 volantinaggio in centro città.<br />
• Cuneo &#8211; partenza corteo ore 10 da Piazza Europa. Comizio conclusivo al Parco della Resistenza.<br />
• Torino &#8211; concentramento corteo ore 9 Piazza Vittorio. Comizio conclusivo del Segreterio Confederale CGIL Danilo Barbi in piazza San Carlo.<br />
• Alessandria &#8211; presidio dalle ore 10 in Piazza della Lega.<br />
• Novara &#8211; concentramento corteo ore 9,30 in piazza Matteotti.<br />
• Verbania &#8211; ore 9 manifestazione e presidio in piazza Ranzoni.<br />
• Asti &#8211; ore 9 -12.30 manifestazione e presidio in Piazza del Palio.</p>
<p style="text-align: justify;">Puglia:<br />
• Bari &#8211; Comizio conclusivo del Segretario Confederale CGIL, Fabrizio Solari.</p>
<p style="text-align: justify;">Sardegna:<br />
• Cagliari &#8211; Concentramento ore 9.30 in Piazza Garibaldi. Comizio conclusivo in Piazza del Carmine del Segretario Confederale CGIL, Nicola Nicolosi.<br />
• Sassari &#8211; Concentramento ore 10 in Piazza Castello.<br />
• Nuoro &#8211; Concentramento ore 9.30 in Piazza Italia e corteo fino alla sede della Prefettura.<br />
• Oristano &#8211; Concentramento ore 10 in Piazza Roma.<br />
• Olbia/Tempio &#8211; Concentramento ore 10 davanti al Comune di Olbia e corteo fino a Piazza Regina Margherita.<br />
• Carbonia/Iglesias &#8211; Concentramento in Piazza Roma ore 9.30 e corteo fino a Via Mannu.<br />
• Medio/Campidano &#8211; Concentramento a Sanluri, Piazza San Pietro (Municipio) ore 9.30. Alle ore 11 assemblea aperta nel Montegranatico.<br />
• Ogliastra &#8211; Concentramento a Tortolì, Piazza Fra Locci ore 10.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicilia:<br />
• Palermo &#8211; Concentramento ore 9 in piazza Croci e comizio in Piazza Cavour.<br />
• Catania &#8211; Concentramento ore 9 in piazza Bellini. Comizio conclusivo del Segretario Confederale CGIL Serena Sorrentino, alle 11.30 in piazza Manganelli.<br />
• Messina &#8211; Concentramento ore 9.30 in piazza Antonello. Comizio in piazza Lo Sardo.<br />
• Agrigento &#8211; Concentramento ore 10.30 in piazza Cavour.<br />
• Caltanissetta &#8211; Sit-in di fronte Prefettura dalle ore 10.<br />
• Enna &#8211; Corteo ore 10 in piazza S. Francesco.<br />
• Ragusa &#8211; Sit-in ore 10 di fronte alla Prefettura.<br />
• Siracusa &#8211; Concentramento ore 9 davanti alla Prefettura.<br />
• Trapani &#8211; Partenza corteo ore 9 piazza Vittorio Veneto, che si concluderà a Piazza Saturno.</p>
<p style="text-align: justify;">Toscana:<br />
• Arezzo &#8211; Corteo per le vie della città e comizio conclusivo in piazza.<br />
• Firenze &#8211; La manifestazione partirà da piazza Cavalleggeri, di fronte alla Biblioteca Nazionale.<br />
• Grosseto &#8211; Dalla mattina di lunedì 5 presidio permanente davanti alla Prefettura. Notte bianca di lotta con iniziative, raccolta di firme, musica.<br />
• Livorno &#8211; Concentramento ore 9 in piazza Magenta, il corteo sfilerà lungo le vie del centro per arrivare in Piazza Civica dove hanno sede le istituzioni.<br />
• Lucca &#8211; Corteo per le vie cittadine e comizio conclusivo nella piazza civica.<br />
• Massa Carrara &#8211; Ore 9 concentramento presso la Ex Eaton. Corteo cittadino. Ore 12 Piazza Mercurio Comizio Conclusivo.<br />
• Pisa &#8211; Presidio di massa davanti alla Prefettura e comizio.<br />
• Pistoia &#8211; Presidio davanti alla Prefettura e comizio.<br />
• Prato &#8211; Presidio in Piazza Duomo davanti alla prefettura.<br />
• Siena &#8211; Corteo con comizio conclusivo in Piazza Salimbeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Umbria:<br />
• Perugia &#8211; ore 10 Piazza della Repubblica.<br />
• Terni &#8211; ore 10, in viale della Stazione, davanti alla Provincia.</p>
<p style="text-align: justify;">Veneto:<br />
• Mestre &#8211; Partenza corteo ore 9. Comizio conclusivo del Segretario Confederale CGIL Enrico Panini, alle ore 10.30 in Piazza Ferretto.</p>
<p>6 Settembre 2011</p>
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		<title>L’unità parte dai diritti</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 20:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consiglio ai compagni la lettura di questo articolo di Campetti a proposito di un intervento di Emanuele Macaluso. Lo ritengo utile per la nettezza della critica e per la sobrietà nell&#8217;indicare un rischio &#8211; quello delle divisioni  &#8211; che sarebbe mortale. (S.O.) di Loris Campetti Nel conflitto che divide il sindacato più importante per numeri,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Consiglio ai compagni la lettura di questo articolo di Campetti a proposito di un intervento di Emanuele Macaluso. Lo ritengo utile per la nettezza della critica e per la sobrietà nell&#8217;indicare un rischio &#8211; quello delle divisioni  &#8211; che sarebbe mortale. (S.O.)</em></strong></p>
<p><strong><em>di Loris Campetti</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel conflitto che divide il sindacato più importante  per numeri, storia e cultura, la Cgil, c&#8217;è un punto di analisi comune,  quasi un&#8217;ovvietà: l&#8217;unità dei sindacati è fondamentale per vincere. <strong>Chi  pensa che la rottura possa avere un effetto palingenetico, liberatorio,  si sbaglia di grosso. Ha ragione Maurizio Landini a dire che la Fiom non  intende uscire dalla Cgil per la semplice ragione che la Fiom è la  Cgil, l&#8217;ha fatta nascere. </strong>La Fiom fa i suoi primi vagiti nel 1901 come  sindacato generale e tale è rimasto nei 110 anni della sua vita. <span id="more-2615"></span><br />
La  Fiom dà e darà battaglia per far passare, nella sua confederazione una  diversa e più compiuta idea di democrazia. C&#8217;è però chi, come Emanuele  Macaluso sul Riformista di ieri, legge l&#8217;accordo siglato da Cgil, Cisl e  Uil con la Confindustria come un passo avanti nella ricostruzione  dell&#8217;unità sindacale. Dunque è buono, e male fa Landini a parlare e  comportarsi come gli estremisti parolai del manifesto. Per sostenere la  sua tesi Macaluso ricorda il ruolo fondamentale svolto dai  metalmeccanici della Flm nel superamento delle rotture degli anni &#8217;50. E  qui Macaluso sbaglia, perché dimentica che l&#8217;unità della Flm all&#8217;inizio  degli anni &#8217;70 fu costruita nelle fabbriche, grazie alle lotte comuni  degli operai nell&#8217;autunno caldo che imposero il superamento delle sigle e  il rimescolamento delle appartenenze. Oggi, al contrario, l&#8217;unità di  Cgil, Cisl e Uil è un&#8217;operazione di vertice che divide i lavoratori ed è  spinta da motivi politici e non sindacali. Sancisce una riduzione della  democrazia, dei diritti e della partecipazione dei lavoratori proprio  mentre nel paese cresce una domanda di democrazia, diritti,  partecipazione. È dentro questo vento di libertà che può rinascere  un&#8217;unità vera, non nei sottoscala di Confindustria, sotto la spinta del  Marchionne pensiero.<br />
Emanuele Macaluso, che è un vecchio compagno,  ricco di esperienza e storia, dovrebbe osservare la realtà di oggi, che è  di oggi e non di un passato piuttosto lontano.</p>
<p>LORIS CAMPETTI</p>
<p>il manifesto, 2 Luglio 2011</p>
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		<title>La Camusso, l’accordo ed il ruolo della sinistra. Il coraggio di divorziare dalla CGIL</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/la-camusso-l%e2%80%99accordo-ed-il-ruolo-della-sinistra-il-coraggio-di-divorziare-dalla-cgil.html</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 11:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Belligero</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
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		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
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		<category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category>

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		<description><![CDATA[di Matteo Iannitti Chissà se Susanna Camusso ha pensato alle straordinarie giornate del 16 ottobre, del 28 gennaio e del 6 maggio mentre firmava l’accordo su contratti e democrazia sindacale con Confindustria, Cisl, Uil e Ugl? Probabilmente ha rivisto nei suoi occhi quei migliaia di giovani, di cui il 29,6 % disoccupati, che sfilavano davanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>di Matteo Iannitti</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chissà se Susanna Camusso ha pensato alle straordinarie giornate del 16 ottobre, del 28 gennaio e del 6 maggio mentre firmava l’accordo su contratti e democrazia sindacale con Confindustria, Cisl, Uil e Ugl? Probabilmente ha rivisto nei suoi occhi quei migliaia di giovani, di cui il 29,6 % disoccupati, che sfilavano davanti alle fabbriche e nelle piazze di tutte le città d’Italia. Ha ricordato quelle tute blu che minacciate da Marchionne hanno comunque, nonostante le sue velate direttive, votato per la dignità, anche a costo di perdere il posto di lavoro. Per alcuni secondi sarà addirittura ritornata a quelle contestazioni a Bonanni, Angeletti, Confindustria, Marchionne di chi non accettava di svendere i propri diritti.  Chissà se ha rivisto quegli studenti arrabbiati che chiedevano da ottobre<span id="more-2610"></span> uno sciopero generale? Sicuramente Susanna Camusso e con lei tutti coloro che in CGL hanno condiviso quella firma su quell’inaccettabile accordo hanno pensato a tutto questo. E proprio per questo hanno firmato.<br />
Non era normale per l’Italia infatti la straordinaria mobilitazione dell’autunno e dell’inverno, non era normale uno sciopero generale convocato in assurdo ritardo ma comunque partecipatissimo, non era normale la rabbia di operai e studenti, dalla Sapienza ai Cantieri Navali, che, per la prima volta da tanto tempo, affrontava potenti e potere senza la paura della loro repressione. E occorreva ritornare alla normalità: lasciare gratuitamente lotta e conflitto per restaurare una concertazione al ribasso. Troppo schiamazzo facevano quei rozzi operai e quegli ignoranti degli studenti. Avevano perfino vinto un referendum palesemente antiliberista, per il pubblico contro le privatizzazioni, per i beni comuni contro i profitti. Infondo non si poteva fare altrimenti, l’Italia si prepara al post-Berlusconi e bisogna apparire affidabili, migliori di quelli che c’erano prima, più coraggiosi e meno combattivi, pacati e moderati. Ovviamente agli occhi dei poteri forti.<br />
Non credo che in questa sede occorra addentrarsi nella valutazione sistematica dell’accordo sottoscritto. Per capire a cosa va incontro tutto il mondo del lavoro probabilmente basta leggere le reazioni di Governo e Confindustria o gli articoli di Loris Campetti su Il Manifesto o le dichiarazioni di Giorgio Cremaschi.<br />
Ciò su cui vorrei che con onestà ci confrontassimo, senza quell’orrendo opportunismo politico che contraddistingue qualsiasi discussione che tira in ballo il maggiore sindacato italiano, è il ruolo della sinistra alla luce del ricompattamento di destra, Confindustria e Cgil, il nostro ruolo nei confronti di coloro che credono ancora nell’efficacia della lotta e del conflitto, il nostro rapporto con la dirigenza sindacale della Cgil francamente incompatibile con tutte le parole d’ordine urlate in piazza nello scorso autunno e durante le mobilitazioni dell’inverno.<br />
La Cgil infatti non è più davanti ad un bivio. Ha legittimamente imboccato una strada. Quella sbagliata. Al vento di cambiamento si è preferita l’afa della compatibilità di sistema, al sollevamento di intere fasce della popolazione italiana si è preferito l’ossequioso inchino ai soliti potenti. Proprio mentre un referendum puntellava gli equilibri e il silenzio intorno al sistema neoliberista dominante, mentre si affacciava la speranza di mettere all’ordine del giorno del dibattito politico la critica ed il cambiamento dell’attuale modello di sviluppo, la Cgil ha deciso di salire sul carro di quei perdenti che, purtroppo e speriamo ancora per poco, detengono il potere.<br />
E di fronte a ciò, che fare? Certo non si può fare di tutta l’erba un fascio, la Cgil non è tutta uguale, il suo dibattito interno è composito e acceso, le sue categorie, a partire da FIOM e FLC, hanno spesso osato e dato battaglia. Ma ci sono delle regole “democratiche” e chi parla, chi firma, lo fa a nome di tutti. La sinistra, quella vera, quella che continua ad avere le stesse posizioni dell’autunno su CCNL e diritti dei lavoratori, da una parte non può che caldeggiare un cambiamento di rotta della Cgil, un mutamento dei rapporti di forza al suo interno. Ma dall’altro non può che prendere una posizione netta, drastica, efficace sul più grande sindacato italiano.<br />
Basterebbe, con chiarezza, rompere la subalternità. La sinistra assomiglia infatti sempre più ad un coniuge continuamente cornificato, tradito, umiliato ma che, chissà se per amore o interessi, non ha mai uno scatto d’orgoglio, non chiede mai la separazione. Continua a subire, con la consapevolezza di non essere più amato. Forse, dopo trent’anni di concertazione al ribasso nei quali stipendi e diritti si sono via via assottigliati, è ora di emanciparsi. Di chiedere il divorzio. Infondo abbiamo ragione noi, lo hanno dimostrato i fatti. Se l’amore si dovesse riaccendere e chi ha tradito e fallito riconoscerà gli errori commessi allora la grande madre o moglie o marito che è la Cgil potrà pure tornare. Chiedendo scusa. E certamente non dovrà inginocchiarsi di fronte ad un ceto politico della sinistra sistematicamente complice delle cattive scelte del sindacato, ma di fronte a migliaia di donne e uomini che credono ancora nel conflitto, nella dignità del lavoro, nell’imprescindibilità dei diritti, di fronte a tante e tanti che proprio per la delusione verso un sindacato moderato e troppo opportunista, hanno perso la voglia di combattere.<br />
D’altronde per la sinistra c’è in Italia un mare aperto e sconfinato, fatto di movimenti, comitati, sindacati di base, centri sociali, associazioni, sezioni di partito. C’è quel mare di gente che, nonostante tutto, ha detto no alla privatizzazione dell’acqua e al nucleare. Quella gente esasperata che a Napoli ha votato per il cambiamento radicale. C’è per la sinistra ed è la sinistra quella moltitudine che non ha mai smesso di lottare che spesso in solitudine ha creato conflitti e battaglie, che ha avuto il coraggio di mantenere passione e coerenza, che ha prodotto percorsi politici indipendenti e radicali. Non è una minoranza né inutile, né minoritaria. È la forza di un cambiamento che nel nostro Paese e nel mondo è quanto mai necessario.<br />
La sinistra e non la Cgil è davanti a un bivio. Può continuare nel solco dell’ambiguità, come ben continua a fare Sinistra Ecologia e Libertà, da un lato retoricamente vicina ai movimenti sociali e dall’altro piegata alle logiche politiciste ed affariste del Partito Democratico, o come fa Lavoro e Solidarietà, area della CGIL interna alla Federazione della Sinistra, che da un lato chiede lo sciopero generale contro il piano Marchionne e poi difende la firma al piano Marchionne nazionale rappresentato dall’accordo con Confindustria sui contratti. Oppure possiamo guardare oltre.<br />
Gli ultimi avvenimenti politici italiani dimostrano che cambiamento radicale, coerenza e determinazione sono vincenti, sono maggioritari. Bisogna, ora o mai più, trovare il coraggio di stare dalla parte del cambiamento. Che esso provenga da una minoranza della Cgil, dai sindacati di base, dai movimenti. Se vinceremo questa sfida, daremo una speranza in più a chi ogni giorno combatte.<br />
Se questa sfida decideremo di non affrontarla, schiavi dei nostri equilibri, allora avremo già perso. Il vento di cambiamento calerà definitivamente. E torneremo ad un’Italia normale. Ad un’Italia francamente insopportabile.</p>
<p>MATTEO IANNITTI<br />
Esecutivo Nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p>2 Luglio 2011</p>
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		<title>Tutti con la FIOM! Firma l&#8217;appello!</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 00:28:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In centomila con la Fiom. Firma anche tu l&#8217;appello di Camilleri, Flores d&#8217;Arcais e Hack Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l&#8217;appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="fiom_def" href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&amp;idappello=391202"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2078" title="fiom_def" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/fiom_def-400x129.gif" alt="" width="400" height="129" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In centomila con la Fiom. <strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&amp;idappello=391202">Firma anche tu</a></strong> l&#8217;appello di Camilleri, Flores d&#8217;Arcais e Hack</p>
<p style="text-align: justify;">Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l&#8217;appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto in Parlamento di &#8220;terrorismo mediatico&#8221;, in un clima di mobilitazione delle più importanti testate contro la legge-bavaglio, mentre in piazza su questo tema si era speso anche Roberto Saviano.<br />
Eppure riteniamo necessario provare a realizzare questo OBIETTIVO “IMPOSSIBILE” perché siamo convinti che sulla “abrogazione” della Fiom che Marchionne sta cercando di imporre, si giochi una partita cruciale per la difesa dei più elementari e intrattabili diritti e libertà costituzionali. Per questo vi chiediamo di non limitarvi a <strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&amp;idappello=391202&amp;show=firme">firmare l’appello</a></strong>, ma di mobilitarvi per farlo firmare a tutti i <span id="more-2077"></span>vostri amici, per inserirlo nei vostri blog, per farlo girare in modo “virale”, come si usa dire, su quanti più siti siete in grado di raggiungere, partecipando a discussioni, forum e altre forme di intervento.<br />
Proviamo a realizzare questo “IMPOSSIBILE” entro il 28 gennaio, giorno dello sciopero nazionale dei metalmeccanici, a dimostrazione che la parte più coerentemente democratica della società italiana ha capito che la lotta della Fiom è una lotta che ci riguarda tutti.<br />
(pfd’a)</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;APPELLO</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.<br />
Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack</p>
<p style="text-align: justify;">Primi firmatari: don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi, Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d&#8217;Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa, don Paolo Farinella.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&amp;idappello=391202">FIRMA L&#8217;APPELLO</a> </strong>| <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Ftemi.repubblica.it%2Fmicromega-online%2Fla-societa-civile-con-la-fiom-si-ai-diritti-no-ai-ricatti-firma-lappello-di-andrea-camilleri-paolo-flores-darcais-e-margherita-hack%2F&amp;t=La%20societ%C3%A0%20civile%20con%20la%20Fiom%3A%20%E2%80%9CS%C3%AC%20ai%20diritti%2C%20No%20ai%20ricatti%E2%80%9D.%20Firma%20l%E2%80%99appello%20di%20Andrea%20Camilleri%2C%20Paolo%20Flores%20d%E2%80%99Arcais%20e%20Margherita%20Hack%20-%20micromega-online%20-%20micromega&amp;src=sp">C<strong>ONDIVIDI SU FACEBOOK</strong></a></p>
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		<title>Direzione PRC. Ordine del giorno sul 16 Ottobre</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 11:36:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dal Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giuliano Ezzelini Storti Oggi si è svolta la manifestazione nazionale della Fiom-Cgil. La grande partecipazione popolare ha dimostrato, rispetto alle aspettative, un risultato fuori da ogni immaginazione. I temi del lavoro, la contrarietà alla precarietà, la difesa del contratto collettivo nazionale, sono diventati da oggi i temi su cui tutta la politica dovrà confrontarsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="16ottobregcapoogt" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/16ottobregcapoogt.jpg"><img class="size-full wp-image-1777 alignright" style="margin: 4px;" title="16ottobregcapoogt" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/16ottobregcapoogt.jpg" alt="" width="253" height="190" /></a><strong><em>di Giuliano Ezzelini Storti </em></strong>Oggi si è svolta la manifestazione nazionale della Fiom-Cgil. La grande partecipazione popolare ha dimostrato, rispetto alle aspettative, un risultato fuori da ogni immaginazione. I temi del lavoro, la contrarietà alla precarietà, la difesa del contratto collettivo nazionale, sono diventati da oggi i temi su cui tutta la politica dovrà confrontarsi. È chiaro che la manifestazione di oggi, come la mobilitazione europea del 29 settembre, hanno dato un segnale forte che una risposta diversa la crisi è possibile ed evoluto da una grande parte del<span id="more-1776"></span> popolo italiano che oggi non trova rappresentanza in Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani comunisti manifestano la loro grande soddisfazione per l&#8217;ottima riuscita della manifestazione e si impegnano fin da ora per costruire assieme al partito sciopero generale. Per dare continuità alla giorno di oggi per dare risposta grande bisogno di unità e di rappresentanza che è emerso alla piazza, proponiamo che tutte le forze che hanno costruito la manifestazione della Fiom diano vita ad un fronte unico permanente in difesa del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">GIULIANO EZZELINI STORTI</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato all’unanimità</p>
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		<title>12 Marzo, GC in piazza con Cobas e Cgil per la scuola pubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 22:58:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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		<category><![CDATA[Cobas]]></category>
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		<description><![CDATA[In un momento così difficile per la democrazia nel nostro Paese riteniamo essenziale che gli studenti e i lavoratori della scuola ritrovino un pieno protagonismo, manifestando la loro contrarietà a questo Governo e ai suoi provvedimenti. La Costituzione sta subendo i colpi di un attacco senza precedenti. La scuola pubblica della Costituzione, il diritto allo studio e ai saperi, è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-658" style="margin: 4px;" title="vauro_studente" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/vauro_studente.gif" alt="" width="200" height="247" />In un momento così difficile per la democrazia nel nostro Paese riteniamo essenziale che gli studenti e i lavoratori della scuola ritrovino un pieno protagonismo, manifestando la loro contrarietà a questo Governo e ai suoi provvedimenti. La Costituzione sta subendo i colpi di un attacco senza precedenti. La scuola pubblica della Costituzione, il diritto allo studio e ai saperi, è nel mirino di questa destra liberticida. Le/i Giovani Comuniste/i aderiscono per questo ad entrambe le manifestazioni del 12 marzo prossimo, sia quella convocata dalla Cgil sia quella convocata dai Cobas.<span id="more-657"></span> La prima perché dimostra una grande attenzione su temi quali la redistribuzione della ricchezza, la tassazione delle rendite patrimoniali, la difesa inflessibile della scuola pubblica, la cancellazione del reato di clandestinità, in una fase in cui i migranti sono uno dei bersagli privilegiati della destra e del Governo. La seconda perché  mette in campo parole d’ordine nettissime sul fronte della scuola, dell’Università e della ricerca, contro l&#8217;eliminazione di discipline non asservibili al mercato (o almeno con più difficoltà rispetto ad altre), contro l&#8217;abbassamento dell&#8217;obbligo scolastico a 15 anni, contro i licenziamenti e la continua precarizzazione dei lavoratori della conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Saremo nelle piazze assieme a studenti e lavoratori, per difendere il diritto allo studio e al lavoro, contro la precarietà, per una scuola qualificata di tutte/i e per tutte/i, pubblica, laica, democratica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">ANNA BELLIGERO e SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoce nazionali Giovani Comuniste/i</p>
]]></content:encoded>
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