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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Carlo Giuliani</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>&#8220;Sallusti è un provocatore. La querela è pronta&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 09:49:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Giuliani]]></category>
		<category><![CDATA[Haidi Giuliani]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista ad Haidi Gaggio Giuliani, ex senatrice di Rifondazione Comunista e mamma di Carlo Quale è la tua reazione di fronte alle parole violente e sconsiderate di Sallusti? Con Giuliano abbiamo già informato il nostro avvocato. Gli abbiamo chiesto la possibilità di una querela. Voglio dire, le opinioni possono essere molte e varie ma affermare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Intervista ad <strong>Haidi Gaggio Giuliani</strong>, ex senatrice di Rifondazione Comunista e mamma di Carlo</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale è la tua reazione di fronte alle parole violente e sconsiderate di Sallusti?</strong><br />
Con Giuliano abbiamo già informato il nostro avvocato. Gli abbiamo chiesto la possibilità di una querela. Voglio dire, le opinioni possono essere molte e varie ma affermare che una persona ha fatto bene ad ammazzarne un’altra mi sembra davvero poco educativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E sopratutto contrario ai risultati dei processi.</strong><br />
Su Carlo non c’è nessuna sentenza perché ci hanno impedito un dibattimento pubblico. Dopo dieci anni ci siamo rassegnati, e stiamo pensando a una causa civile.<span id="more-3007"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sì, ma la ricostruzione dei fatti di Genova&#8230;</strong><br />
Un processo nei confronti dei manifestanti ha detto che il corteo ha reagito a cariche del tutto ingiustificate. La vicenda di Carlo accade dopo tre ore ed è tutta da discutere ancora. Noi abbiamo delle convinzioni, però, e vorremmo confrontarci in un dibattimento pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parlavi di opinioni, ma Sallusti, a quanto pare, è un giornalista.</strong><br />
Sì, Sallusti è un giornalista. E questo credo che aggravi la situazione perché prima di parlare dovrebbe verificare come si sono svolti i fatti. Secondo perché sa benissimo che il suo intervento è un intervento provocatorio e sa di suscitare delle rezioni indignate come è stata la reazione di Paolo Ferrero. Di solito evito certi programmi. La scena l’ho vista per fortuna registrata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Insomma, viene alimentata una cultura della vendetta.</strong><br />
C’è l’incapacità di dire le cose come sono state accertate da un tribunale. Questo è gravissimo. Nel senso che sono stati condannati in secondo grado gli agenti di polizia che nel frattempo hanno fatto ulteriore carriera. I carabinieri non vengono mai indagati. Nessuno ricorda che ci sono stati tanti dirigenti tra le forze dell’ordine condannati per le bugie e le violenze. Si continua sempre a passare lo stesso discorso sulla violenza dei manifestanti. Da dieci anni la stessa storia. La responsabilità della gestione dell’ordine non va affidata ai manifestanti ma alle forze dell’ordine che così si chiamano perché dovrebbero garantire l’ordine. Sia a Genova 2001 che Roma 2011 vediamo all’opera invece le forze del disordine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra Genova e Roma ci sono delle simmetrie impressionanti.</strong><br />
Sì, certo, le simmetrie con Genova sono impressionanti. Da Genova 2001, prima si prepara l’opinione pubblica e poi bastano un po’ di immagini pilotate per far dire sì ecco i violenti, noi non li vogliamo. Questo è funzionale ad un inasprimento degli strumenti di oppressione. Ho tremato a sentir parlare di legge Reale, che fece già tanti morti negli anni scorsi.</p>
<p>FABRIZIO SALVATORI</p>
<p>da Liberazione del 21 ottobre 2011</p>
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		<title>La sentenza che calpesta la verità di Genova</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 23:43:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Giuliani]]></category>
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		<category><![CDATA[Genova]]></category>

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		<description><![CDATA[Ordine del giorno approvato all’unanimità dal coordinamento nazionale del 27 marzo 2011 Pochi giorni fa la Corte dei diritti umani dell&#8217;Unione Europea ha assolto lo Stato italiano e Mario Placanica per l&#8217;omicidio di Carlo Giuliani durante le giornate di Genova ormai 10 anni fa. Quello Stato che in quei giorni del luglio 2001 a Genova]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a class="lightbox" title="carlogiuliani" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/carlogiuliani.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2347" style="margin: 4px;" title="carlogiuliani" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/carlogiuliani.jpg" alt="" width="273" height="182" /></a>Ordine del giorno approvato all’unanimità dal coordinamento nazionale del 27 marzo 2011</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pochi giorni fa la Corte dei diritti umani dell&#8217;Unione Europea ha assolto lo Stato italiano e Mario Placanica per l&#8217;omicidio di Carlo Giuliani durante le giornate di Genova ormai 10 anni fa.<br />
Quello Stato che in quei giorni del luglio 2001 a Genova sospese lo Stato di diritto e diffuse il terrore, l’arbitrio, la violenza. Quel Placanica che sparò e uccise, come tutti i filmati e le testimonianze di chi era in piazza quel maledetto pomeriggio del 20 luglio 2001 dimostrano. Di solito le sentenze si rispettano. Ma non si può avere rispetto per un giudizio che, di nuovo, calpesta la verità e rovescia la giustizia. <span id="more-2346"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Haidi e Giuliano, i genitori di Carlo, ricorreranno al tribunale civile; i Giovani Comunisti sono al fianco della famiglia e torneranno a Genova anche questo luglio, dentro le iniziative in programma per il decennale.</p>
<p style="text-align: justify;">Simone Oggionni</p>
<p style="text-align: justify;">27 Marzo 2011</p>
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		<title>20 Luglio: verità e giustizia per Carlo, per tutte/i</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 23:32:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria e cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[piazza Alimonda]]></category>

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		<description><![CDATA[di Haidi Giuliani Il 20 Luglio a Genova arriva dopo un 30 Giugno ricordato con convinzione. Ricordato e manifestato da una sinistra plurale, non solo da quella piccola parte che in tutti gli anni scorsi, rifiutando la stanca commemorazione ufficiale, ha continuato a denunciare il pericolo della presenza di un fascismo strisciante nella nostra società,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="430" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IlAoxvjlAmU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="430" src="http://www.youtube.com/v/IlAoxvjlAmU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>di Haidi Giuliani </em></strong>Il 20 Luglio a Genova arriva  dopo un 30 Giugno ricordato con convinzione. Ricordato e manifestato da  una sinistra plurale, non solo da quella piccola parte che in tutti gli  anni scorsi, rifiutando la stanca commemorazione ufficiale, ha  continuato a denunciare il pericolo della presenza di un fascismo  strisciante nella nostra società, perfino nelle nostre istituzioni. Che  cosa unisce le giornate del ’60 a quelle del 2001? Ne parlavamo alcuni  giorni or sono a Palermo, dove cinquanta anni fa il governo Tambroni  fece tre vittime, dopo i cinque morti di Reggio Emilia e uno di Catania. <span id="more-1323"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A Genova non  fecero vittime: i lavoratori scesero in piazza in gran numero, tanto che  i fascisti del Msi dovettero rinunciare al loro congresso e le violenze  delle forze dell’ordine furono respinte. Anche quest’anno la presenza  pacifica e determinata di numerosi cittadini e cittadine ha impedito una  provocazione della destra che voleva tenere nello stesso giorno un  incontro polemico nello storico albergo Bristol, dove il Cln decise  l’insurrezione.<br />
Ragionavamo a Palermo sul carattere essenzialmente operaio del movimento  del ’60, ben diverso da quello studentesco e intellettuale che sarebbe  seguito otto anni dopo, sull’onda che proveniva da Stati Uniti e  Francia, e che pure anticipò l’autunno caldo di lotte sindacali del ’69.  Il Pci, partito operaio, allora non comprese ed anzi in alcuni casi si  mobilitò contro chi pretendeva “la fantasia al potere”. Nel ’60  l’esperienza di che cosa fosse il fascismo, di quali danni avesse  provocato, di quanti dolori e lutti e tragedie fosse responsabile, era  ben viva. Poi ci siamo “riconciliati”, senza giustizia e con molte  omissioni e falsità. Nel 2001 a Genova si è incontrato un movimento  ancora diverso, forse ingenuo o smemorato, sicuramente generoso e vario;  univa le due grandi “anime” del nostro Paese, quella comunista e quella  cristiana, univa molti popoli, non chiedeva per sé ma per altri, per  quel Sud del Mondo da sempre sfruttato, assetato, affamato, avvelenato.  Per questo motivo fu represso. Con grande violenza. La repressione non  si è limitata a quelle giornate, con le manganellate, i gas Cs, la  caccia all’uomo, gli arresti arbitrari, false molotov, veri colpi di  pistola, torture nella scuola e nella caserma, come è stato sentenziato  dal tribunale. E’ proseguita, complice la disinformazione di gran parte  delle testate giornalistiche e servizi televisivi.<br />
Mentre Carlo non ha ancora avuto diritto ad un processo; mentre i  dirigenti della polizia, riconosciuti responsabili e condannati in  secondo grado, non vengono allontanati dai loro alti incarichi; mentre  nessuno dei carabinieri che hanno devastato e saccheggiato le nostre  vite è mai stato neppure indagato nonostante filmati e testimonianze  dimostrino la gravità dei comportamenti; mentre avviene tutto questo si  continuano a perseguire in due diversi procedimenti a Genova dieci  manifestanti (condannati in secondo grado a pene da dieci a quindici  anni per “devastazione e saccheggio”) e in Calabria tredici (tutti  assolti in primo grado). Martedì 20, mentre noi saremo in piazza  Alimonda, si terrà un presidio davanti al Tribunale di Catanzaro che  dovrà emettere la sentenza. Da un lato abbiamo agenti che risultano  impunibili (o trattati con i guanti, come nel caso di Federico  Aldrovandi: tre anni e qualcosa a testa per aver ammazzato un ragazzo),  dall’altra una giustizia che persegue severamente cittadini rei, al  massimo, di aver danneggiato cose. Da un lato qualsiasi pubblico  ufficiale può ritenersi “offeso” e arrestare, dall’altro un semplice  cittadino può perdere ogni diritto, compreso quello alla vita, nel buio  di una strada, in una cella, un sottoscala di Questura e perfino di  Tribunale. Carlo è stato la prima vittima di una nuova repressione. Per  questo è giusto lottare per la denuncia e la memoria di quanto è  successo e continua ad accadere. Sabato prossimo ascolteremo le  testimonianze su alcune delle vittime di ieri e di oggi, senza  dimenticare chi muore nei luoghi di detenzione. E domenica ascolteremo  chi lavora, nelle associazioni e in comunità, dalla parte delle vittime.<br />
Si può leggere tutto in hyperlink “http://www.piazzacarlogiuliani.org”.  Il pomeriggio del 20, naturalmente, resisteremo ancora una volta tutte e  tutti in piazza Alimonda.</p>
<p style="text-align: justify;">HAIDI GIULIANI<br />
(Editoriale di  Liberazione del 15 luglio 2010)</p>
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