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Il dissenso non si arresta. La vostra repressione non ci fermerà!

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di Giovani Comuniste/i – Bologna

Oggi 30 Gennaio 2012 siamo scesi, con centinaia di altri studenti, nelle strade di Bologna dando vita ad un corteo per protestare contro la laurea honoris causa al presidente Napolitano.

Non serve né ricordare né giustificare le motivazioni della contestazione al Presidente della Repubblica, complice dell’istituzione dei CPT quando era ministro dell’Interno e, da Presidente, della legge Gelmini e di tutte di tutte le leggi che hanno portato alla distruzione del mondo dell’università e del lavoro e non ultimo, colpevole in prima persona del vergognoso insediamento del governo Monti, un governo privo di legittimità popolare formato da quella casta di banchieri che ha portato tutta l’Europa e il mondo intero all’attuale

Sono comunista perché voglio combattere l’indifferenza generale

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Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questa lettera di un giovane compagno bolognese e gli diamo il benvenuto nei GC e in Rifondazione Comunista

Ciao a tutti/e, mi chiamo Christian, sono uno studente di Bologna che a settembre farà il liceo classico. Per la mia giovane età mi rendo conto di essere un po’ precoce rispetto ai miei coetanei, perchè non appena compiuti i 14 anni mi sono tesserato ai Giovani Comunisti di Bologna e vorrei spiegare brevemente i motivi che mi hanno portato a questa importante scelta.
Comunista non lo sono diventato per un particolare desiderio, lo sono diventato per necessità. Innanzitutto per il ruolo, secondo me importante, che ho nella società, ovvero sono uno studente e per questo ho dei doveri e dei diritti: ho il dovere di andare a scuola, di

Bologna, 2 Agosto 1980, ore 10.25

di Marco Sferini I signori delle bombe, quelli delle stragi sui treni e nelle tante banche dell’agricoltura di questo Paese, quei signori sono ormai o degli imprenditori di moda o chissà che altro in Giappone (leggasi Delfo Zorzi), oppure sono degli pseudo intellettuali che vengono invitati a convegni da associazioni di una riscoperta molto ambigua e strana della cultura (leggasi Francesca Mambro e Valerio “Giusva” Fioravanti). Ma chi sono stati i committenti e gli esecutori delle stragi di cui è cosparsa la storia della Repubblica Italiana? Tinte fosche, anzi nere, nere pece, nero celtico. La matrice è fascista, ma chi ha armato la mano? Chi ha dato il comando di mettere, ad esempio, una bomba alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980?

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