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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Antifascismo</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Se il &#8220;maquillage&#8221; di Casa Pound fa breccia a sinistra&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:17:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
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		<description><![CDATA[di Roberto D&#8217;Andrea L&#8217;operazione estetica compiuta dai fascisti di Casa Pound sembra ormai aver raggiunto gli scopi che si prefiggeva: sono numerosi infatti gli episodi di contatto, di incontro, e quindi di legittimazione, che hanno incassato i fascisti “del terzo millennio”, ai danni di opportunisti o sprovveduti in cerca di fama, che orbitano in quello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Roberto D&#8217;Andrea</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione estetica compiuta dai fascisti di Casa Pound sembra ormai aver raggiunto gli scopi che si prefiggeva: sono numerosi infatti gli episodi di contatto, di incontro, e quindi di legittimazione, che hanno incassato i fascisti “del terzo millennio”, ai danni di opportunisti o sprovveduti in cerca di fama, che orbitano in quello che un tempo si chiamava arco costituzionale, nel Pd o in alcuni movimenti.<strong> </strong>Si tratta di esponenti politici in cerca di pubblicità, o di giornalisti non più sulla cresta dell&#8217;onda che comunque provano a galleggiare, o ancora autori di libri che tentano operazioni azzardate di marketing organizzando eventi nelle sedi di Casa Pound<span id="more-3179"></span> (o prestandosi a dibattiti). Abbiamo smarrito la memoria e forse è il caso di fermarci tutti a fare una riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fascismo e neofascismi</strong><br />
Il fascismo, prima di consolidarsi come regime e di incamminarsi sulla via del totalitarismo, nasce in Italia come movimento populista, ma fin dai suoi primi passi istituisce un’alleanza solidissima con la classe borghese che era &#8211; ovviamente &#8211; contraria al movimento operaio che all&#8217;inizio del secolo scorso si stava sviluppando ed organizzando. In questo senso, il fascismo, specialmente nella sua componente ideologica, non si pone come una mera risposta reazionaria ai mutamenti della società, ma prova ad indicare una presunta terza via fra capitalismo e socialismo. Si tratta del tentativo di disarticolare il campo politico e di mascherare il lavoro sporco fatto in nome del capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fascismo propaganda se stesso utilizzando anche, parzialmente ed in modo strumentale, l&#8217;immaginario del movimento dei lavoratori: esso richiama in teoria tematiche sociali ma predica nella sostanza l&#8217;interclassismo; declama la retorica sul lavoro e, nel contempo, vieta le riunioni di più di tre persone nei luoghi di lavoro, reprime l&#8217;organizzazione dei lavoratori, abolisce la libertà sindacale, devasta le camere del lavoro e le sedi dei partiti dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ideologia fascista non muore, in Italia, assieme al suo regime, sebbene sia stato sconfitto dalle forze della Resistenza. Rimane in certi angoli della società, riorganizzandosi nei settori estremi della destra italiana. E, come aveva fatto al suo principio, continua la sua opera di camaleontismo e travisamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tralascia qui qualunque considerazione e valutazione sul fenomeno dell’Msi e sul traghettamento e sdoganamento della classe politica di quel partito dalla Prima alla Seconda Repubblica; tema su cui esistono ampie ed approfondite analisi. Interessano invece, per l’attualità del fenomeno, le forme del neofascismo nell’ambito cosiddetto “movimentista”, e i suoi rapporti con una certa parte del centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Un antecedente dei movimenti neofascisti attuali si può ravvisare nei “nuovi” fascisti degli anni Sessanta e Settanta: gruppi che si autodefinivano nazi-maoisti, e che con una retorica subdola riuscivano ad infiltrarsi nel movimento studentesco, nel nostro &#8217;68, auspicando &#8211; nelle assemblee &#8211; la “dittatura fascista del proletariato”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Casa Pound</strong><br />
Questo maquillage, ossia l’operazione programmatica di mascheramento di un’ideologia violenta e repressiva dietro una maschera più o meno <em>politically correct</em>, continua anche ai nostri giorni: Casa Pound fa infatti una mera operazione di contaminazione contenutistica che ai meno accorti (o ai più politicamente disinvolti) è sembrata forse sostanziale. Ma non lo è nei fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Casa Pound negli ultimi anni ha fatto una operazione di abbandono, almeno sul piano pubblico, delle retoriche palesemente sessiste, razziste e omofobe. L&#8217;intento appare quello di rassicurare le donne madri, i migranti, le persone omosessuali, ma soprattutto di certificare la natura sinceramente democratica del movimento neofascista.</p>
<p style="text-align: justify;"> L&#8217;innovazione di Casa Pound è quindi esclusivamente estetica: ostentano infatti modalità democratiche in pubblico, predicano il libero confronto fra le idee, mentre propagandano la violenza e si prestano ai pestaggi.</p>
<p style="text-align: justify;"> Bravi ragazzi con la faccia buona insomma, che organizzano la socialità nelle loro sedi e costituiscono associazioni di promozione sociale e fanno tanto sport, che pacatamente discutono di merito nascondendo così l&#8217;immagine del fascismo come movimento violento e antidemocratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi che fosse possibile bere veleno senza morire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sessismo, razzismo, omofobia</strong><br />
Se non si è in malafede o animati da altre mire, però, basta consultare il programma di Casa Pound per leggere quanto siano profondamente sessiste le ricette che interpretano le donne solo come produttrici di figli e quanta retorica “sulla vita” venga fatta.</p>
<p style="text-align: justify;"> Non ci vuole poi molto a notare che nella sezione dedicata ai migranti si parla sostanzialmente solo di blocco dei flussi e di rimpatri. Venendo ai fatti recenti, poi: non basta liquidare come pazzo chi ha ucciso due ragazzi senegalesi a Firenze. È del tutto evidente che la creazione di un immaginario collettivo che individua in chi ha il colore diverso della pelle un corpo estraneo da espellere (propria storicamente di tutti i movimenti di estrema destra e dunque anche di Casa Pound) crea un terreno fertile e favorisce in maniera diretta episodi di efferata violenza criminale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la tematica dell&#8217;omofobia, i nuovi fascisti “terzomillenari” non si definiscono (più) omofobi, ma nel loro programma non vi è alcun punto che riguardi il riconoscimento dei diritti per le persone lgbti. Questo fa il paio con quanto accade in certi settori del centrosinistra, dove alcuni sono vittime di un preoccupante vuoto di discorso politico e hanno rinunciato a qualunque tentativo di costruire egemonia culturale, di spostare il terreno della rivendicazione di diritti su un piano acquisitivo, ma si sono affannati nella ricerca di un dialogo a destra che, oltre ad essere palesemente inaccettabile, è anche sostanzialmente controproducente. In Italia non c&#8217;è più (o forse non c&#8217;è mai stata) la convinzione che per le persone omosessuali il riconoscimento della parità dei diritti non è questione di liberalismo (o di carineria dei soggetti che ne dibattono), ma è una questione sociale e come tale va affrontata, in un&#8217;ottica complessiva, da sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Sessismo, razzismo, omofobia, rimangono tuttora punti distintivi del ragionamento neofascista, accompagnandosi alle classiche rivendicazioni sociali con cui questo tipo di destra estrema ha sempre scimmiottato il socialismo propriamente detto e mascherato quindi la sua vera identità.</p>
<p style="text-align: justify;">Si noti, peraltro, che la propaganda di politiche sociali e pseudo-stataliste, ampiamente corredate di razzismo e di omofobia, condite dall&#8217;offerta di socialità, è propria tanto dei movimenti neofascisti extraparlamentari, quanto di forze politiche quali la Lega Nord.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analogia fra Casa Pound e Lega, con le dovute differenze, non è casuale: la responsabilità dell&#8217;affermarsi di questi fenomeni di destra sociale deve essere ricercato nell&#8217;abbandono, a sinistra, dell&#8217;elaborazione e dell&#8217;iniziativa politica. Così come delle pratiche antifasciste.</p>
<p style="text-align: justify;">  <strong>O dentro o fuori Casa Pound</strong><br />
Il fatto è che ormai gli episodi di contaminazione, di reciproca legittimazione, di scambio gratuito di pubblicità fra fascisti e chi li frequenta, iniziano ad essere più d&#8217;uno. Occorre pertanto riflettere in maniera ampia e collettiva su quanto sia globalmente pericoloso rimuovere il vincolo antifascista e sdoganare l&#8217;estrema destra.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa che maggiormente lascia sgomenti molti antifascisti è il fatto che chi è di sinistra e si presta a questa operazione non si accorge che frequentando quegli ambienti fa esattamente il gioco e rientra esattamente nel disegno di sdoganamento dei fascisti “del terzo millennio”. O, peggio, forse lo mette in conto e decide che, in fondo, lo scambio fra abbandono delle pratiche antifasciste e conseguimento di notorietà personale sia accettabile.</p>
<p style="text-align: justify;">E quanti affermano che frequentare i fascisti sia una cosa che mette più in difficoltà “loro” che “noi”, che li si frequenta per metterli in difficoltà politica, per finalità scientifiche o sociologiche, e che lo fanno per conoscere il nemico, dovrebbero capire che la loro azione complessivamente è dannosa. E dovrebbero trarne le dovute conseguenze. Qualsiasi atto è politico. E quanto avvenuto di recente a Roma circa presenze di sinistra nelle sedi di Casa Pound è altrettanto politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può discorrere di politica, di giornalismo, di sociologia coi fascisti, ignorando i percorsi reali dei territori, delle scuole e delle università, delle città e dei quartieri metropolitani (e a Roma, ovviamente, il problema è più grave che altrove), il vissuto reale di chi quotidianamente combatte il dilagare sul territorio delle formazioni neofasciste. Non si può andare a parlare con gli stessi che aggrediscono i ragazzi nelle strade di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Sandro Pertini, citando Voltaire, in una storica intervista (facilmente reperibile anche su Youtube), afferma di essere pronto a battersi fino al costo della vita perché un altro individuo possa esprimere liberamente il proprio pensiero, anche se diverso dal suo. Aggiunge che, da socialista, rispettava la fede politica degli altri. Affermava che l&#8217;essenza della democrazia risiedeva nella discussione, nel polemizzare con gli altri, che dovevano essere liberi di esprimersi. Ma quando il giornalista, in quell&#8217;intervista, chiede al presidente partigiano se sia degna di rispetto anche la fede politica dei fascisti, egli risponde: “NO! Questa la combatto con ben altro animo. Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica, il fascismo a mio avviso è l&#8217;antitesi delle fedi politiche. Il fascismo opprimeva tutti quelli che non la pensavano in quel modo: chi non era fascista era oppresso. E quindi non si può parlare di vera fede politica per chi opprime le fedi altrui”. O dentro o fuori insomma.</p>
<p style="text-align: justify;">ROBERTO D&#8217;ANDREA<br />
dal proflio Facebook, 13 gennaio 2012</p>
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		<title>Walter Rossi: la memoria non si cancella!</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 08:58:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Rossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il decennio rosso Nel decennio che va dal 1969 alla fine degli anni ‘70 solo le dure lotte condotte in prima persona da centinaia di migliaia di persone, in gran parte giovani e fuori dagli apparati partitici e sindacali, permise la difesa della giovane democrazia dalle bombe stragiste di fascisti e servizi di stato. Nelle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il decennio rosso</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel decennio che va dal 1969 alla fine degli anni ‘70 solo le dure lotte condotte in prima persona da centinaia di migliaia di persone, in gran parte giovani e fuori dagli apparati partitici e sindacali, permise la difesa della giovane democrazia dalle bombe stragiste di fascisti e servizi di stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle fabbriche del nord, nelle scuole di tutta Italia, nei quartieri popolari delle grandi metropoli, le battaglie per i diritti dei lavoratori, dei giovani, delle donne, dei più vulnerabili, dei popoli che lottavano per la loro indipendenza, produssero cambiamenti fondamentali nella convivenza civile di questo paese frenando ineguaglianze, soprusi e la negazione nei fatti di diritti fondamentali quali la casa<span id="more-2864"></span>, il lavoro, il diritto allo studio, i diritti delle donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso che si debba a quegli anni l’approvazione di leggi quali lo statuto dei lavoratori, la legge sul divorzio, la legge sull’interruzione di gravidanza, imposte da movimenti di massa che fecero uscire il paese da un feudalesimo cattolico nel quale ancora si dibatteva.</p>
<p style="text-align: justify;">La criminalizzazione di un’intera generazione colpevole per avere tentato, e in parte ottenuto, l’attuazione delle norme fondanti della costituzione dello stato repubblicano nata dalla lotta antifascista, è stato il primo passo verso una restaurazione politica, sociale ed economica di cui non vediamo ancora la fine. L’aspro scontro di questi giorni che vede i lavoratori difendere i loro diritti fondamentali ne è testimone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 1977</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Walter muore l&#8217;ultimo giorno di settembre del 1977, un anno che si era aperto con il tentato omicidio fascista alla Sapienza del giovane Bellachioma e che nei mesi successivi vedrà il progressivo coinvolgimento del Movimento in uno scontro sempre più aspro con uno Stato determinato all&#8217;innalzamento militare del conflitto sociale, utilizzando tutti gli apparati repressivi istituzionali, deviati e irregolari (i fascisti) utili al conseguimento dello scopo. La strategia del ministro degli interni Cossiga risulterà presto vincente, il divieto di manifestare renderà presto le piazze di tutta Italia campi di battaglia dove per l&#8217;asimmetria delle forze in campo risulteranno presto scontati gli esiti del confronto. L&#8217;emarginazione e la denuncia del &#8220;PCI della fermezza&#8221; renderà il movimento ancora più debole esponendolo alle conseguenze di una azione repressiva senza precedenti. Dal 1977 in poi per i soli scontri di piazza verranno comminati anni ed anni di galera e sarà pagato in termini di vite umane un prezzo elevatissimo. Con il rapimento Moro poi l&#8217;ultimo giro di vite, l&#8217;equiparazione antagonismo sociale-terrorismo priverà progressivamente il Movimento di qualunque agibilità politica, accelerando di fatto il processo di militarizzazione di alcune minoranze, disperdendo l&#8217;iniziativa dei più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anni di piombo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nascerà a partire dagli inizi degli anni 80 una nuova definizione,di grande effetto mediatico: &#8220;Anni di Piombo&#8221;, nata per seppellire quanto di buono c&#8217;era stato a livello di impegno sociale e solidarietà nel decennio precedente. L&#8217;obiettivo sarà cancellare la memoria di un periodo di politica agita dal basso che aveva realmente sovvertito gli interessi di un consociativismo politico che solo agli inizi degli anni 90 verrà nella sua complessità alla luce. L&#8217;impegno di migliaia di militanti e simpatizzanti attenti ai cambiamenti di una società in evoluzione verrà d&#8217;ora in poi così criminalizzato nella sua interezza, creando i presupposti per un generalizzato disimpegno dalla politica delle generazioni a seguire, proseguito negli anni fino all&#8217;attuale arretramento della coscienza democratica in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Italia oggi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; uno stato governato da fascisti orgogliosi del loro passato, da xenofobi e razzisti che non fanno mistero dell&#8217;avversione per ogni diversità, sostenuto nella sua legittimità da un&#8217;opposizione alla perenne rincorsa di un ceto medio moderato da aggregare, incapace perciò di rappresentare gli interessi dei più sofferenti. E&#8217; un&#8217;Italia governata dagli interessi, con le classi sociali meno abbienti spremute per sostenere ciclopiche opere infrastrutturali destinate alla continuità di un sistema di prebende e mazzette sulle quali prospera tutto il ceto politico. Un sistema economico-politico sull&#8217;orlo del baratro che ancora una volta pretende di farci carico dei costi di una crisi infinita. E&#8217; un&#8217;Italia irriconoscibile quella di oggi, dove si fa fatica a celebrare le origini Risorgimentali dello stato nazionale, dove si cercano di cancellare i presupposti antifascisti e democratici della Repubblica, dove l&#8217;uso politico del revisionismo storico è contrastato da pochi storici e associazioni impegnate a trasmettere la Memoria alle giovani generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Memoria</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Memoria è cultura, significa fornire ai giovani strumenti per rigettare messaggi negazionisti, aiutandoli a ritrovare i valori di solidarietà alternativi ai modelli culturali offerti dal regime. Memoria è form-azione: riscoprire i valori fondanti la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza per indirizzare i giovani a forme più consapevoli di politica agita e non delegata. Memoria non significa perciò solo difesa della Resistenza e della Costituzione, deve anche significare riappropriazione di un patrimonio storico-politico più recente, forzatamente cancellato, significa: Liberare parte della sinistra italiana dalla gabbia degli Anni di Piombo, riscoprendo la storia di anni di impegno spontaneo e solidale, di lotte e conquiste sociali, scritta da migliaia di donne e uomini spinti dalla volontà di cambiare la società.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Walter Rossi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Walter non è stato ucciso una sola volta,quando il killer fascista premette il grilletto quella sera di settembre. L&#8217;hanno ucciso una seconda volta garantendo l&#8217;impunità ad un collaboratore di giustizia suo assassino, poi di nuovo quando hanno incriminato i suoi amici, infine non bastando le ingiustizie, hanno deciso di assassinare anche la sua Memoria, facendone commemorare il sacrificio da un mazziere sodale degli assassini di allora, divenuto oggi sindaco della Capitale. Sono i frutti questi di una ipocrita ricerca di &#8220;memoria condivisa&#8221; votata all&#8217;equiparazione morale di tutte le vittime degli &#8220;anni di piombo&#8221;(!), una riproposizione in piccolo di quanto già tentato in Senato con l&#8217;adozione dell&#8217;Ordine Tricolore per Partigiani e Repubblichini, unendo nel tributo d&#8217;onore i Patrioti e i servi dei nazisti loro carnefici.</p>
<p style="text-align: justify;">Walter questo non lo merita e con lui non lo meritano tutti i compagni assassinati in quegli anni, ma per fermare tutto questo non basta la testimonianza portata dai compagni ogni anno nella ricorrenza del suo sacrificio. C&#8217;è bisogno di rimuovere una volta per tutte dal ricordo di Walter come da quello degli altri compagni perduti il macigno degli &#8220;anni di piombo&#8221; che ne ha svilito il sacrificio a vittime di seconda classe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LANCIAMO UN APPELLO</strong> affinché il 30 settembre divenga nuovamente una giornata di mobilitazione cittadina, preceduta da assemblee nei territori, nei centri sociali, nelle scuole, nelle Università (a La Sapienza nella facoltà di Lettere martedì 27/9 alle ore 16.30), che preveda una giornata intera da passare a Piazza Walter Rossi e un corteo che partirà nel pomeriggio dalla lapide in viale delle Medaglie d’Oro (ore 17.00) per poi raggiungere la Piazza dove restare sino a tarda sera con interventi e un concerto finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Walter e con i movimenti ancora in lotta per la dignità, l’uguaglianza e la giustizia per tutti e per tutte!</p>
<p>I compagni e le compagne di Walter Rossi</p>
<div>PER LE ADESIONI: <strong> </strong></div>
<div><strong><a href="x-msg://39/">claudio.ortale@comune.roma.it</a>  o  <a href="x-msg://39/">walterossi@lalottacontinua.it</a></strong></div>
<p>17 Settembre 2011</p>
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		<title>Ogni contrada è patria del ribelle&#8230; No all&#8217;utilizzo delle sedi comunali per i fascisti!</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 09:40:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Mancino]]></category>
		<category><![CDATA[neofascisti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Daniele Maffione In Italia, da qualche tempo a questa parte, si stanno moltiplicando iniziative organizzate da gruppi neofascisti ed antisemiti come Casapound Italia. La cosa che desta sconcerto è che organizzazioni apertamente reazionarie  usufruiscano, grazie alla gentile concessione di amministratori del Pdl, di sale dei consigli comunali o delle istituzioni scaturite dalla Resistenza antifascista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a class="lightbox" title="fischia il vento nazionale copia" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/fischia-il-vento-nazionale-copia.jpg"><img class="size-medium wp-image-2525 alignright" style="margin: 4px;" title="fischia il vento nazionale copia" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/fischia-il-vento-nazionale-copia-282x400.jpg" alt="" width="226" height="320" /></a>di Daniele Maffione</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, da qualche tempo a questa parte, si stanno moltiplicando iniziative organizzate da gruppi neofascisti ed antisemiti come Casapound Italia. La cosa che desta sconcerto è che organizzazioni apertamente reazionarie  usufruiscano, grazie alla gentile concessione di amministratori del Pdl, di sale dei consigli comunali o delle istituzioni scaturite dalla Resistenza antifascista.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante l’indignazione (di pochi), non c’è da stupirsi: per una sorta di ipocrita convenzione giurisprudenziale, le leggi antifasciste (Scelba e Mancino) sono sostanzialmente inapplicate. Sono pochissimi, poi, i casi di gruppi neofascisti disciolti. Fanno eccezione: Avanguardia nazionale, Ordine nuovo e qualche altro gruppuscolo dedito al terrorismo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra un paradosso, ma in regime di democrazia borghese, a meno che le istituzioni non siano oggetto di un esplicito attacco, tutti, finanche i fascisti, hanno diritto di parola!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è possibile richiedere l’applicazione della <strong>Legge Mancino</strong> (che estende la legge Scelba e punisce il reato di xenofobia ed antisemitismo) e dare un nuovo impulso all’antifascismo, chiedendo ai sindaci ed ai consigli comunali di tutta Italia di prendere le distanze da Casapound e chiamare alla mobilitazione attiva tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Giovani Comunisti avanziamo delle proposte ed invitiamo tutti gli antifascisti ed i sinceri democratici alla mobilitazione.<span id="more-2524"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Casapound, infatti, è un’associazione di matrice neofascista, che fa diretto richiamo ad <strong>Ezra Pound</strong>, principale teorico dell’antisemitismo nel fascismo italiano. Quindi, concedere una sala di un consiglio comunale ad un’organizzazione fascista ed <em>antisemita</em><em> </em>è un&#8217;aperta violazione della nostra Carta costituzionale e delle leggi che puniscono tali reati. Ma è anche un oltraggio alle centinaia di migliaia di italiani deportati nei lager nazisti.</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti, che molto spesso contrastano da soli, insieme ad altre realtà giovanili, il dilagante fenomeno fascista,  chiedono che tutte le organizzazioni antifasciste e democratiche pongano un argine alla diffusione di un messaggio xenofobo ed antisemita, mascherato da un linguaggio pseudo-futurista che cela solo barbarie e violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi vogliamo che nelle mobilitazioni antifasciste si schieriano anche la comunità ebraica, i partiti politici, dediti all&#8217;antifascismo di facciata, e tutte le organizzazioni sindacali e democratiche, che devono mobilitarsi per la difesa della Costituzione e della Repubblica. Bisogna unire le forze per chiedere l&#8217;applicazione delle leggi antifasciste e per educare le nuove generazioni ai valori fondanti della nostra democrazia, fatti di partecipazione attiva alla vita politica del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando il programma di Casapound, emerge con chiarezza quanto questa Associazione di Promozione Sociale, istituita da un decreto del 2004 del governo Berlusconi, appoggi la destra istituzionale, in particolare il Pdl (che fornisce finanziamenti e copertura politica), nelle sue posizioni politiche principali.</p>
<p style="text-align: justify;">Casapound propone il ritorno ad un modello di corporativismo tra lavoratori italiani ed aziende (che è ciò che tenta di fare il governo Berlusconi con Cisl e Uil), sostiene il nucleare (come vuole la  Confindustria), parla di nazionalizzazione di banche ed energia, ma appoggia la politica di privatizzazione dei servizi pubblici (vedi la giunta Alemanno a Roma, che ha costituito società multi-utility), apre alla riforma della giustizia (voluta da Berlusconi), parla di riscrivere la Costituzione… Altro che generazione “non conforme”! Questi sono realmente servi del capitale!</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, Casapound  ha animato una corrente culturale, che ha pubblicato il cosiddetto “manifesto del turbodinamismo”, che è una specie di inno allo squadrismo fascista in salsa futurista. In uno dei manifesti che lancia il Turbodinamismo, compare l’immagine di <strong>Robert De Brasillach</strong>, collaborazionista del governo di Vichy ed <strong>uno dei principali esponenti del neonazismo europeo</strong>, giustiziato alla fine della Seconda guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo: Casapound, che fuori Roma ha un’entità modesta, gode di grande sostegno economico e politico da parte del Pdl (la giunta Alemanno ne è un lampante esempio), che in tempi recenti ha presentato ben due disegni di legge:</p>
<p style="text-align: justify;">a) Disegno di legge con primo firmatario il sen. Pdl Cristiano De Eccher (tra gli indagati per la strage di Piazza Fontana), che propone di abolire la XII disposizione transitoria e definitiva della Costituzone (apologia di fascismo);</p>
<p style="text-align: justify;">b) Disegno di legge, che vede come primo firmatario l’on. Gregorio Fontana, autore nel 2008 di dichiarazioni sull’antifascismo (!), che propone di equiparare i partigiani ai repubblichini di Salò e di porre sotto il controllo del Ministero della Difesa l’ANPI. Tra l’altro, pochi sanno che gli stessi repubblichini rifiutano di essere equiparati ai partigiani!</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, il neofascismo itialiano è complementare alle destre al governo!</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti ed il Partito della Rifondazione comunista hanno promosso l’idea di presentare in tutta Italia degli ordini del giorno per far dichiarare un comune antifascista e liberare, città per città, paese per paese, la nostra terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto a questa azione, abbiamo raccolto e fatto nostro l’invito dell’ANPI, che ha aperto i propri battenti alle nuove generazioni, di iscriversi a questa storica associazione, custode degli ideali della Resistenza e dei valori fondativi della Costituzione, rafforzando la lotta contro il revisionismo storico e culturale e rendendo capillare l&#8217;intervento per radicare tra gli italiani i valori dell’antifascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Concentreremo la nostra attività soprattutto tra le nuove generazioni, oppresse da venti anni di berlusconismo, che sono attraversate da problemi drammatici, come la disoccupazione ed il precariato, per costruire una nuova stagione di rinnovamento politico, morale e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra stessa Costituzione, all&#8217;art. 3 recita che: &#8220;È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla scia del cambiamento, proveniente dall’affermazione delle sinistre a Milano e Napoli, il nostro obiettivo è di cacciare il governo, sconfiggere il berlusconismo e le politiche confindustriali, e fare applicare la Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Costruiremo una nuova partecipazione popolare alla politica con la campagna referendaria, sostenendo i quattro sì ai referendum sull’acqua, il nucleare ed il legittimo impedimento. E rimetteremo in discussione le leggi sul precariato e le scelte industriali dei nostri capitalisti. Vogliamo lavoro, reddito, istruzione pubblica e cultura.</p>
<p style="text-align: justify;">La generazione &#8220;non conforme&#8221; di Casapound ha i giorni contati&#8230; I nuovi italiani stanno animando una nuova Liberazione!</p>
<p>DANIELE MAFFIONE<br />
Responsabile naz. Antifascismo Giovani Comunisti – PRC/FDS</p>
<p>1° Giugno 2011</p>
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		<title>Non è possibile abolire l&#8217;antifascismo!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 21:40:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[norma XII finale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Colelli, Francesco Masè, Alessandro De Padova Per la nascita di una costituzione c’è bisogno, come spiegano nelle prime lezioni di diritto costituzionale, di un “fatto costituente”.  Nel nostro paese questo “fatto” fu la resistenza partigiana che si oppose alla Repubblica di Salò. Era il 15 luglio 1946 quando l’assemblea costituente affidò ad una commissione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><strong><a class="lightbox" title="antifascismo" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/antifascismo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2388" style="margin: 4px;" title="antifascismo" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/antifascismo-400x372.jpg" alt="" width="234" height="218" /></a>di Francesco Colelli, Francesco Masè, Alessandro De Padova</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Per  la nascita di una costituzione c’è bisogno, come spiegano nelle prime  lezioni di diritto costituzionale, di un “fatto costituente”.  Nel  nostro paese questo “fatto” fu la resistenza partigiana che si oppose  alla Repubblica di Salò. Era il 15 luglio 1946 quando l’assemblea  costituente affidò ad una commissione di 75 membri la stesura della  costituzione. I padri costituenti, politici come De Nicola e Terracini,  pensarono bene, oltre a garantire i diritti fondamentali dell’uomo, di  vietare la riorganizzazione del disciolto partito fascista. Quello che  per anni vessò l’Italia, trascinandola in guerra con le clave contro  nazioni molto più organizzate; quello colpevole dell’omicidio Matteotti;  dell’incarcerazione di Gramsci. <span id="more-2387"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il fascismo fu la negazione a tutte le  fedi politiche. Quindi,  nonostante il paese stia attraversando una forte crisi economica, sia  in guerra contro la Libia, stia subendo una terribile emergenza profughi  a cui il governo non ha saputo dare una soluzione e stia vivendo uno  dei periodi più bui della sua storia,  i  nostri parlamentari, ed in particolare il nostro senatore Vibonese,  hanno pensato che il male più urgente, una delle prime cose da fare è  trovare il modo per magari poter ricostituire (senza violare la legge)  il partito fascista!</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo  le testate giornalistiche, infatti, siamo venuti a conoscenza di un  fatto gravissimo di cui il senatore Francesco Bevilacqua è complice,  visto che risulta essere cofirmatario di un emendamento alquanto  scandaloso presentato al Senato dal senatore De Eccher (Pdl) con il  quale, essenzialmente, si chiede l’ abrogazione della XII disposizione  transitoria  e  finale della nostra Carta Costituzionale, che al primo comma recita  testualmente: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma,  del disciolto partito fascista”.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’ emendamento presentato nei  giorni scorsi a palazzo Madama, quindi, si intende abrogare una  disposizione che sta alla base del nostro ordinamento, visto che la  Costituzione, entrata in vigore subito dopo la caduta del fascismo,  enuncia all’ articolo 1 uno dei principi cardine che stanno alla base  della nostra società, vale a dire la forma di governo vigente in Italia:  la democrazia. Abrogando la suindicata disposizione, essenzialmente, si  elimina il divieto di ricostituire il disciolto partito fascista che,  così facendo, diverrebbe nuovamente legittimo. Da Comunisti, non  intendiamo accettare un provvedimento del genere. D’altronde  non può sorprenderci se a proporre di abrogare questa norma  costituzionale è proprio un senatore del vibonese.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella città di Vibo  Valentia purtroppo sono moltissimi gli esempi di una storia fascista  della città che mai è stata cancellata. Oltre ai monumenti al ministro  fascista Luigi Razza ed agli innumerevoli edifici a lui intitolati,  girando per la città sono molti i segni lasciati dall’architettura  fascista. Nel comune ad esempio, nella camera di consiglio, sulle pareti  ci sono dei “fasci littori” adattati a portalampade. Le edicole del  vibonese sono piene di calendari che raffigurano Mussolini in  bellavista, segno che è una merce che va di moda e che si vende. Per non  parlare poi delle svastiche che da anni ormai inquinano i muri della  nostra città. Purtroppo  sono soprattutto i giovani che non hanno nemmeno idea di chi sia stato  il duce, a comprare questi calendari ed a proclamarsi fascisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fanno  solo perché sanno che i fascisti risolvevano i problemi con la  violenza, andando a massacrare gli oppositori politici o incatenandoli  come fecero con Antonio Gramsci, loro evidentemente conoscono solo quel  tipo di linguaggio per rapportarsi con il mondo e con la società. E poi  sono gli stessi giovani che oggi, vittime, hanno il mito Berlusconi o  dei mafiosi solo perchè questi personaggi hanno la bella macchina e  hanno i soldi. Il  fascismo non è un’ideale, non ha politiche economiche o sociali alla  base dei suoi principi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fascismo è “odio” in tutte le sue forme  d’espressione.Invece  che assistere a spettacoli indecorosi, come il saluto romano fatto  dalla presidente della regione Lazio R. Polverini, l’ammissione da parte  del ministro La Russa ad annozero di essere “fascista ed orgoglioso di  esserlo” e tanti altri pericolosi episodi che rievocano il ventennio  fascista dovremmo ringraziare ogni giorno il movimento partigiano. Forse,  anziché pensare di abrogare l’apologia del fascismo, dovremmo pensare  di proporre una legge che aggiunga ai consueti simboli della Repubblica  Italiana presenti negli uffici istituzionali, quali la bandiera Italiana  e la fotografia del Presidente della Repubblica, un’immagine che  ricordi la resistenza partigiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovremmo sensibilizzare gli studenti  insegnando la storia della resistenza ed analizzandola a fondo (non  cancellarla come vuole l’attuale ministro Gelmini) in modo che imparando  dal nostro passato non si possa mai ricadere nell’errore di pensare che  il fascismo ha un qualche lato positivo e che si possa ricostituire  qualsiasi associazione o partito che si rifaccia alle idee fasciste.</p>
<p style="text-align: justify;">Ormai,  però, siamo abituati a tutto, viste le nefandezze di questo governo  che, in due anni e mezzo di attività, non ha raggiunto neppure un  risultato positivo. Basti pensare alle situazioni a dir poco precarie di  lavoratori, studenti e pensionati. A questo punto sorge spontanea una  domanda: perché il senatore Bevilacqua non spiega le ragioni che lo  hanno portato ad essere tra i cofirmatari di questo assunto  provvedimento?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #2a2a2a;">FRANCESCO COLELLI, coordinatore provinciale FGCI Vibo Valentia</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #2a2a2a;">FRANCESCO MASE&#8217;, coordinamento nazionale FGCI</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #2a2a2a;">ALESSANDRO DE PADOVA, coordinatore provinciale GC Vibo Valentia</span></p>
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		<title>Foibe, i lucchetti dell&#8217;antifascismo</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 14:28:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[foibe]]></category>
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		<description><![CDATA[dal Corriere dell&#8217;Irpinia, 11 Febbraio 2011 Era stato annunciato come il primo tassello di un confronto aperto alle diverse forze politiche su una tragedia, come quella della Foibe, da sempre oggetto di polemiche e scontri ideologici. Invece, l’incontro ha lasciato spazio allo “scontro”, a conferma della difficoltà di superare le divergenze che esistono tra differenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>dal Corriere dell&#8217;Irpinia, 11 Febbraio 2011</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="lucchetti" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/lucchetti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2194" style="margin: 4px;" title="lucchetti" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/lucchetti.jpg" alt="" width="256" height="193" /></a>Era stato annunciato come il primo tassello di un confronto aperto  alle diverse forze politiche su una tragedia, come quella della Foibe,  da sempre oggetto di polemiche e scontri ideologici. Invece, l’incontro  ha lasciato spazio allo “scontro”, a conferma della difficoltà di  superare le divergenze che esistono tra differenti formazioni politiche  sulla rilettura del passato del paese. E’ bastata un’azione goliardica  di un gruppo di giovani antifascisti, come hanno voluto definirsi, dei  lucchetti sistemati davanti ai cancelli del centro sociale, a innescare  tensioni con i gruppi di destra, gli esponenti di Generazione Futuro  Avellino (movimento giovanile di Fli) riuniti al Della Porta per  riflettere sulla tragedia degli italiani infoibati con una  video-conferenza. A tal punto da rendere necessario l’intervento della<span id="more-2193"></span> polizia. «Avevamo rifiutato &#8211; spiega Roberto De Filippis dei Giovani  Comunisti, tra gli artefici dell’azione &#8211; l’invito di Generazione Futuro  Avellino a partecipare al confronto, poichè sapevamo che sarebbero  stati presenti anche giovani di Casa Pound, gruppi di estrema destra con  la quale riteniamo non sia possibile alcun dialogo. Volevamo però far  sentire in qualche  modo la nostra voce, così abbiamo pensato di  affiancare ad un’azione di volantinaggio anche l’affissione di uno  striscione “Chiusi nel Novecento” e dei catenacci per rendere meglio il  senso del nostro messaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ stata una goliardia, una provocazione,  non volevamo certo impedire lo svolgimento della manifestazione che, tra  l’altro, era già in corso. Volevamo solo sottolineare come il modo di  guardare al passato di alcuni gruppi di destra, il loro revisionismo sia  oggi più che mai fuori luogo e un chiaro attacco all’antifascismo e  alla Resistenza. Il paese i conti con il nazifascismo li ha fatti da  tempo mentre c’è chi non sembra essersene accorto. Invece, ci hanno  impedito di affiggere lo striscione e hanno chiamato la polizia,  accusandoci finanche di sequestro di persona. Roba da non credere».</p>
<p style="text-align: justify;">A  parlare di un chiaro attacco alla libertà personale Paolo Paradiso di  Generazione Futuro Avellino «Quest’azione è la conferma dell’incapacità  dei Giovani Comunisti di dialogare con chi non la pensa come loro,  quello che dovrebbe essere il presupposto di qualsiasi democrazia, di  cui si dicono così rispettosi. Mettendo quelle catene davanti ai  cancelli ci hanno impedito di tenere il nostro incontro, dimostrando di  non rispettare la libertà altrui. Li avevamo invitati a partecipare al  nostro incontro ma hanno declinato l’invito, rispondendo in questo modo.  Altro che azione goliardica, ecco perchè abbiamo chiamato la polizia».  Amareggiato anche il consigliere comunale di Atripalda Antonio Prezioso:  «Pensavamo che i giovani della provincia avessero raggiunto la  sufficiente maturità politica per un confronto di voci politiche  differenti su una questione come quella delle Foibe.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre questo  episodio dimostra chiaramente che non è così. L’impressione è che  l’azione di questi gruppi appaia oggi più che mai anacronistica». Parole  dure arrivano anche da Marco Galluccio di Casa Pound «E’ vergognoso che  nel 2011 non si possa tenere un incontro per ricordare la memoria di  italiani uccisi nelle foibe». Quindi punta l’indice contro i  responsabili dell’azione «Questa è la loro democrazia, in cui uno  sparuto gruppo di persone minaccia il regolare svolgimento di una  manifestazione, che avrebbe messo finalmente a confronto esponenti di  diverse fazioni politiche».</p>
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		<title>Lucchetti al revisionismo!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 13:24:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[foibe]]></category>
		<category><![CDATA[revisionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[di Daniele Maffione &#8220;Nel giorno in cui le organizzazioni neofasciste in diverse parti d&#8217;Italia commemoravano, con convegni e fiaccolate, la celebrazione dei &#8220;martiri delle foibe&#8221;, anche ad Avellino l&#8217;ANPI organizzava un presidio antifascista. Per tre ore la città è stata presidiata da tutte le forze democratiche ed antifasciste (partiti, associazioni, movimenti), che hanno risposto all&#8217;appello della sezione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>di Daniele Maffione</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="lucchetto" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/lucchetto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2188" style="margin: 4px;" title="lucchetto" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/lucchetto.jpg" alt="" width="209" height="191" /></a>&#8220;Nel giorno in cui le organizzazioni neofasciste in diverse parti d&#8217;Italia commemoravano, con convegni e  fiaccolate, la celebrazione dei &#8220;martiri delle foibe&#8221;, anche ad Avellino l&#8217;ANPI organizzava un presidio antifascista.</p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Per  tre ore la città è stata presidiata da tutte le forze democratiche ed  antifasciste (partiti, associazioni, movimenti), che hanno risposto  all&#8217;appello della sezione locale dell&#8217;ANPI, recentemente ricostituita.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Dopo  il presidio, un nutrito gruppo di antifascisti si è recato al Centro  sociale Della Porta, dove Futuro e Libertà, il cui presidente Fini giura  sull&#8217;antifascismo e la Costituzione, teneva un convegno insieme a  Casapound e Blocco  studentesco!</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>All&#8217;iniziativa erano state  invitate tutte le giovanili dei partiti di centro sinistra, che  unanimemente, grazie al lavoro dell&#8217;ANPI e di Partiti come Rifondazione  comunista ed i Giovani Democratici, avevano rifiutato di partecipare.<span id="more-2187"></span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Gli  antifascisti, in pieno stile &#8220;goliardico e &#8220;futurista&#8221; hanno compiuto  una bella azione: hanno rinchiuso dentro la struttura i fascisti con  catene e lucchetti ed hanno affisso uno striscione con su scritto:  &#8220;Chiusi dai lucchetti del 900 &#8211; Antifascisti irpini&#8221;.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Da  parte dei neofascisti c&#8217;è stato un accenno di reazione, sono seguiti  dei tafferugli, ma l&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine ha scongiurato  la rissa.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>La Digos ha identificato i manifestanti, che hanno spiegato alla stampa le proprie ragioni.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Come  ANPI Campania ringraziamo gli antifascisti irpini che, con sprezzo  del pericolo, hanno compiuto questa azione dimostrativa, utilizzando la  tattica dell&#8217;avversario. L&#8217;effetto mediatico e psicologico sui  neofascisti è stato devastante! Non solo: è finalmente emersa la  contiguità fra partiti legati alla maggioranza di governo, che offrono  copertura economica, mediatica e legale, ed organizzazioni neofasciste!</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Di  seguito troverete i links con i video e gli articoli della stampa  locale. Invito tutti a leggere e condividere il coraggio di questi  compagni, che hanno il merito di aver demistificato una celebrazione fascista istituita dal governo Berlusconi nel 2004!</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Futuro  e libertà ha annunciato il possibile ricorso ad azioni legali. E&#8217;  evidente che tanta demagogia sulla Costituzione, nel momento in cui  vengono coperte organizzazioni come Casapound e Blocco studentesco,  viene meno.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Qualora gli antifascisti dovessero subire una  denuncia, l&#8217;ANPI non esiterà a prenderne le difese!</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Ricacciamo i fascisti vecchie nuovi nelle fogne!</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Ora e sempre Resistenza!&#8221;</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>DANIELE MAFFIONE &#8211; Segretario reg. ANPI Campania</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Links:</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ottopagine.net%2Fcommon%2Finterna.aspx%3Fid%3D14618&amp;h=df5feh_4bNHs-CIO3E3obqBZ0BQ" target="_blank">http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=14618</a></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ottopagine.net%2Fcommon%2FVisvideogallery.aspx%3Fid%3D669&amp;h=df5fesbpeW5wqXurHYOZP7PSkJA" target="_blank">http://www.ottopagine.net/common/Visvideogallery.aspx?id=669</a></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.irpinianews.it%2FCronaca%2Fnews%2F%3Fnews%3D82545&amp;h=df5feOA4DB_7l7jrxy9E1ySj0YA" target="_blank">http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=82545</a></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fcorriereirpinia.it%2Fdefault.php%3Fid%3D999%26art_id%3D4182&amp;h=df5fe1NRF_UIAj2OICn_MQGK4cw" target="_blank">http://corriereirpinia.it/default.php?id=999&amp;art_id=4182</a></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.irpiniaoggi.it%2Findex.php%2Fpolitica-in-irpinia%2F3-politica-in-irpinia%2F60726-foibe-rifondazione-mette-catenacci-e-lucchetti-al-della-porta.html&amp;h=df5fenxKr_uRwatufDTsu6nqQ5g" target="_blank">http://www.irpiniaoggi.it/index.php/politica-in-irpinia/3-politica-in-irpinia/60726-foibe-rifondazione-mette-catenacci-e-lucchetti-al-della-porta.html</a></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>10 Febbraio 2011</p>
</div>
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		<title>&#8220;Calpestare l&#8217;oblio&#8221;&#8230; per andare lontano</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 00:22:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Memoria e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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		<description><![CDATA[Documento d’apertura della Seconda assemblea nazionale di Calpestare l’oblio, Roma, 8 gennaio 2011 Come mai gli studenti in rivolta non condividono la rivolta dei poeti e i poeti ignorano i contenuti delle assemblee degli atenei? Per quale motivo il mondo del giornalismo non ha a cuore la sorte degli scrittori esiliati dalla società italiana e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a class="lightbox" title="calpestareoblio" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/calpestareoblio.jpeg"><img class="size-full wp-image-2088 alignleft" style="margin: 4px;" title="calpestareoblio" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/calpestareoblio.jpeg" alt="" width="229" height="170" /></a>Documento d’apertura della Seconda assemblea nazionale di Calpestare l’oblio, Roma, 8 gennaio 2011</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come mai gli studenti in rivolta non condividono la rivolta dei poeti e i poeti ignorano i contenuti delle assemblee degli atenei? Per quale motivo il mondo del giornalismo non ha a cuore la sorte degli scrittori esiliati dalla società italiana e viceversa? Perché le voci dei lavoratori precari dell’istruzione non si intrecciano con le armonie dei nuovi musicisti o con le riflessioni dei nuovi intellettuali costretti alla fuga?</p>
<p style="text-align: justify;">Come mai ogni ambito della cultura della società italiana vive in questa forma di separazione la propria crisi e il proprio dissidio nei confronti dell’ideologia nazionale più ignorante ed arrogante d’Europa?<span id="more-2087"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Calpestare l’oblio, che al di là del pretesto antologico dei cento poeti uniti contro la rimozione della memoria repubblicana si è da tempo auto-sviluppato nelle forme di un vasto movimento spontaneo di rivolta generale contro quello che abbiamo definito il trentennio della interruzione culturale e della rimozione della coscienza critica, poetica ed artistica dai media italiani, vuole dire che una vasta e crescente porzione generazionale non intende più rassegnarsi al silenzio di fronte alla desertificazione culturale del proprio Paese, desertificazione che se può essere definita sinteticamente “berlusconismo” più propriamente è la storia di trent’anni di vita nazionale, un trentennio battezzato nel 1978 con la fondazione di Telemilano cavo e da cui, con non pochi silenzi o assensi anche a sinistra, ha avuto inizio quel progetto malato di pacificazione ed unificazione nazionale fondato sulla lobotomia di massa e sulla pedagogia mediatica del disimpegno, del disinteresse, dell’indifferenza ed infine del più volgare cinismo, di cui viviamo oggi le più desolanti ed evidenti conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’antropologia nazionale fondata sul dogma del disincanto, sulla solitudine di massa e su un individualismo senza individualità, in cui i canoni pur necessari e ineludibili della società liquida e postmoderna sono stati imbrigliati e incanalati in una delle più spaventose operazioni coatte, e cioè progettuali, di devastazione delle coscienze, della memoria, della percezione stessa della dimensione temporale e di omologazione attorno ad un unico ed uniforme inconscio collettivo rappresentato dallo spettacolo televisivo italiano, che ha plasmato nel corso dei decenni a propria immagine e somiglianza un’intera comunità smarrita e trainata nella più greve regressione culturale e antropologica.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella che abbiamo definito in quest’anno di lotta come “ideologia della separazione” (tra ruoli sociali, ambienti, generi, individui) è riuscita nel silenzio generalizzato a radicarsi nel Dna di quel corpo sano che era stato, dalla Resistenza contro il fascismo alla simbolica morte di Pasolini, un autentico coordinamento plurale di produzioni e diffusione di culture, sensibilità e coscienze come presagio e presentimento di un Paese da costruire nell’alleanza e nel continuo scambio tra fermento artistico, vivacità giornalistica, approfondimento scolastico e ricerca universitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre ambiti che come saprete abbiamo oggi convocato sono in rappresentanza, ancora necessariamente simbolica e non scientifica, del mondo dell’arte (la produzione di opere), il mondo degli studi universitari e il mondo del giornalismo culturale legato a quella porzione di visione politica che dovrebbe avere a cuore un’idea alternativa di società e di sviluppo, fondati sulla partecipazione democratica alla cosa pubblica e sullo sviluppo delle opportunità di conoscenza e diffusione culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi, come risulta evidente, questi tre ambienti vivono e svolgono i propri percorsi come monadi separate, persino quando le loro intenzioni di lotta convergerebbero naturalmente verso uno stesso obiettivo che è il superamento del pantano storico nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono qui presenti Pietro Spataro, vicedirettore de L’Unità, Donatella Coccoli, direttrice di Left &#8211; Avvenimenti, che hanno già seguito e condiviso dallo scorso anno la nostra campagna, Angelo Mastrandrea, vicedirettore de Il manifesto, Il fatto quotidiano, Liberazione e Gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo inoltre invitato alcuni referenti culturali del mondo politico per metterli al corrente delle nostre riflessioni. Sono qui presenti Matteo Orfini del Partito democratico e Stefania Brai di Rifondazione comunista, mentre per SEL proietteremo un breve saluto di Nichi Vendola che oggi è all’estero ma che avrà presto sotto mano i documenti che seguiranno l’assemblea.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono inoltre presenti alcuni sindacalisti della Cgil nazionale e dei Cobas, oltre che numerosi altri ospiti che presenteremo nel corso dell’assemblea.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assemblea sarà videoripresa da alcuni giovani registi della Scuola di Cinema ACT di Cinecittà, che nei prossimi mesi ne faranno un documentario sulla rivolta dei poeti, sul movimento studentesco e sulle lotte sindacali in atto contro il ricatto dei grandi patrimoni economici nei confronti degli individui inermi in quanto separati, documentario che sarà poi capillarmente diffuso sul web e in tutte le città d’Italia per amplificare in tutte le sue forme e potenzialità il portato di questa campagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando alla questione culturale, e nello specifico poetica, dovremmo forse chiederci il motivo per cui una comunità &#8211; anche a sinistra &#8211; non ha ritenuto più necessario tramandarsi una educazione e sensibilità che in definitiva è la capacità di condividere una visione complessiva e collegata dei fenomeni del mondo, per cui anche un sonetto paesaggistico parla di una visione del mondo, delle relazioni e della coscienza che un individuo storico ha di sé. Quanto avviene nel testo è sempre un modo di pensare e di interpretare un contesto.</p>
<p style="text-align: justify;">E una società, o meglio, un intreccio di poteri che ha dominato nell’ultimo trentennio la società italiana fondando il proprio controllo sociale sulla disgregazione degli individui e sulla separazione coatta dei fenomeni per cui tutto il reale apparisse arbitrariamente preesistente, inconoscibile ed irremovibile, non poteva che essere radicalmente e naturalmente nemico della poesia, così come è stato inconsciamente nemico di ogni spazio di riflessione e di socializzazione non traducibile in rendiconto immediatamente spendibile e strumentalizzabile, spazio che infatti il potere italiano ha rimosso prima dalla comunicazione e poi dalla società reale. Questo è l’oblio che intendiamo calpestare.</p>
<p style="text-align: justify;">Calpestare l’oblio, che come appare chiaro non è più soltanto un libro ma è un movimento culturale libero, spontaneo ed eterogeneo, rilancia a partire da questo momento la costituzione di un osservatorio, aperto e plurale, sulla questione culturale italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">È prematuro discutere ora delle forme e delle periodicità che tale strumento potrebbe assumere ma è importante iniziare a pensarlo come una prospettiva necessaria: le tavole rotonde della sinistra culturale e l’officina del pensiero critico.</p>
<p style="text-align: justify;">Un luogo aperto e di incontro per una pluralità sempre più gravida di domande ed orfana di risposte: scrittori schiacciati dalla censura editoriale sulla qualità e dall’indifferenza dei media, editori massacrati da processi monopolistici di distribuzione e vendita, studenti e ricercatori accerchiati da ogni lato, da una politica di tagli e sfruttamento intensivo del precariato ma anche, e non può essere taciuto a sinistra, da baronati feudali che esistono, che sono pressoché la norma del lobbismo localistico italiano e che non devono essere più accettati.</p>
<p style="text-align: justify;">Antropologia feudale che talvolta si riscontra persino in parte della stampa da noi considerata amica, non sempre in grado di riconoscere una nuova opera di valore, un nuovo fenomeno, una problematica centrale nel dibattito culturale in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">Un osservatorio nelle forme della tavola rotonda che non deve e non può tradursi in un nuovo ambiente chiuso di nuove amicizie riservate ma in un libero, aperto e partecipabile cantiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vogliamo un’alternativa sincera ad un’epoca storico-politica fondata sull’abolizione del pensiero e sulla repressione della cultura, dobbiamo dare inizio ad un nuovo fondamento e ritrovare uniti un luogo, reale e metaforico, mentale e fisico, di unità e discussione, di condivisione e confronto, anche di scontro purché di crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerarci tutti quanti come un’unica grande questione aperta: la questione culturale italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è solo un seme, che oggi lasciamo al vento nelle forme della parola. Buona assemblea.</p>
<p style="text-align: justify;">DAVIDE NOTA</p>
<p style="text-align: justify;">8 Gennaio 2011</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento conclusivo</p>
<p style="text-align: justify;">NELLA SECONDA ASSEMBLEA NAZIONALE DI CALPESTARE L&#8217;OBLIO POETI, GIORNALISTI, STUDENTI, SINDACATI, PARTITI GIUNTI DA TUTTA ITALIA PROPONGONO UN OSSERVATORIO SULLA QUESTIONE CULTURALE ITALIANA UN REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE GELMINI E CHIEDONO UN INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA</p>
<p style="text-align: justify;">LUNEDì 10 GENNAIO “CALPESTARE L&#8217;OBLIO” A TG3 LINEA NOTTE</p>
<p style="text-align: justify;">ROMA – Sabato 8 gennaio 2011, in un affollatissimo locale del quartiere San Lorenzo, il Beba Do Samba, si è tenuta, di fronte a una platea di oltre 200 persone, la seconda Assemblea nazionale di “Calpestare l&#8217;oblio”, a cui hanno preso parte poeti giunti da tutta Italia, giornalisti come Pietro Spataro (vice-direttore dell&#8217;Unità), Angelo Mastrandrea (vice-direttore del Manifesto), Donatella Coccoli (direttore di Left-Avvenimenti), i collettivi universitari “Abbiamo fame di cultura” (Studi Orientali), Coordinamento K5, la rete di collettivi auto-organizzati “Ateneinrivolta”, i registi Beppe Gaudino e Isabella Sandri, Cristian Sesena (CGIL), Matteo Orfini (responsabile culturale del PD), Stefania Brai (responsabile culturale PRC), Danilo Borrelli (Giovani Comunisti), i rappresentanti del movimento dei lavoratori dello spettacolo MOVEM09 e del Network delle facoltà ribelli UNIRIOT; in video l&#8217;intervento di Nichi Vendola (per vedere il video: http://www.youtube.com/watch?v=nDaVg6FChb8)-</p>
<p style="text-align: justify;">Nato come opera poetica di impegno civile nel novembre 2009, capace di attirare l&#8217;attenzione non solo degli addetti ai lavori ma dei maggiori media nazionali, dall&#8217;8 gennaio 2010 “Calpestare l&#8217;oblio” si è auto-organizzato in un vasto movimento spontaneo di rivolta generale contro quello che i promotori hanno definito il “trentennio dell&#8217;interruzione culturale” e della “rimozione della coscienza critica”.</p>
<p style="text-align: justify;">A un anno di distanza, dopo  una serie di iniziative tenute in tutta Italia, i curatori del progetto Davide Nota (rivista La Gru), Fabio Orecchini (rivista Argo e Beba Do Samba) e Valerio Cuccaroni (rivista Argo) hanno cercato di tirare le fila e, al termine di oltre quattro ore di discussione ininterrotta, l&#8217;Assemblea si è accordata su alcuni punti chiave:</p>
<p style="text-align: justify;"> unire le lotte di studenti, ricercatori, precari della scuola, operatori del mondo dello spettacolo, giornalisti, metalmeccanici;</p>
<p style="text-align: justify;"> promuovere un&#8217;arte “contaminata”, ovvero un&#8217;arte che non solo racconti il presente, ma cammini nel presente e lotti per un futuro migliore;</p>
<p style="text-align: justify;"> istituire un osservatorio sulla questione culturale italiana, un luogo aperto di incontro per una pluralità gravida di domande e orfana di risposte: scrittori e piccoli editori, attori registi e produttori, teatranti, artisti e operatori culturali in genere, studenti, ricercatori e insegnanti;</p>
<p style="text-align: justify;"> promuovere un referendum abrogativo della Legge Gelmini, da associare a quello sull&#8217;Acqua e sul collegato lavoro, convocando tutti i partiti del centro-sinistra attorno a un tavolo comune per discutere e raticare;</p>
<p style="text-align: justify;"> chiedere al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di accompagnare le dichiarazioni sull&#8217;emergenza giovani con concrete sollecitazioni al Governo di centro-destra perché attinga i fondi necessari alla cultura dall&#8217;evasione fiscale, affinché non venga lasciato quest&#8217;onore solo e sempre al centro-sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">La serata è continuata con le letture dei poeti di “Calpestare l&#8217;oblio” e altri che hanno aderito spontaneamente al progetto, i concerti del gruppo Pane e del fondatore del Canzoniere del Lazio Piero Brega.</p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì 10 gennaio l&#8217;opera e il progetto “Calpestare l&#8217;oblio” verranno presentati in diretta su TG3 LINEA NOTTE da Valerio Cuccaroni, curatore della Collana Argo e autore dell&#8217;introduzione all&#8217;opera “Calpestare l&#8217;oblio. Cento poeti contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana” (Cattedrale, Coll. Argo, 2010). L&#8217;introduzione riprende e aggiorna un articolo, tradotto in francese e pubblicato a marzo 2010 dal mensile parigino Le Monde diplomatique nel proprio blog Le lac des signes.</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">PROSSIMI APPUNTAMENTI</p>
<p style="text-align: justify;">I poeti in rivolta di “Calpestare l&#8217;oblio” torneranno a riunirsi e incontrare la cittadinanza:</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">Sabato 22 gennaio, ore 18, Libreria Rinascita, Ascoli Piceno</p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 11 febbraio, ore 21, Bartleby, Bologna</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno aderito a “Calpestare l&#8217;oblio”, finora:</p>
<p style="text-align: justify;">i giornalisti e intellettuali: Angela Azzaro (Gli Altri), Leonardo Bonetti, Tonino Bucci (Liberazione), Donatella Coccoli (Left), Geraldina Colotti &#8211; Tommaso Di Francesco &#8211; Pietro Ingrao &#8211; Angelo Mastrandrea (il manifesto),  Manuel Cohen, Furio Colombo (Il Fatto quotidiano), Enrico Ghezzi (Rai), Michele Arcangelo Firinu, Elio Matarazzo, Giovanna Nuvoletti (Rolling Stone), Simone Oggionni, Giancarlo Rossi (Rai Radio 1), Luigi Alberto Sanchi, Isabella Sandri, Pietro Spataro (l’Unità), Tommaso Ottonieri;</p>
<p style="text-align: justify;">gli artisti: Nicola Alessandrini e Valeria Colonnella, Jakob De Chirico, Beppe e Isabella Gaudino (movimento dei lavoratori dello spettacolo MOVEM09);</p>
<p style="text-align: justify;">le riviste, web-zine e blog: Absoluteville, Argo, Blanc de ta nuque, Bollettario, Farepoesia, La Gru, Metromorfosi Infocritica, Micromega, Poesia2puntozero, Post it, Il primo amore, Versodove;</p>
<p style="text-align: justify;">le associazioni: Agave, Aidoru/Teatro Valdoca, Arcipelago scec, Azimut onlus, Donne dasud, Gasper Roma, Iodonna, Licenze poetiche, Meddletv, Milanocosa, Osservatorio nazionale amianto, Svolta a sinistra, Zuccherificio; MilanoCosa</p>
<p style="text-align: justify;">i collettivi universitari: Abbiamo fame di cultura, Ateneinrivolta, Collettivo Lettere Filosofia Firenze, Coordinamento K5, Assemblea Scienze politiche Romatre, Uniriot;</p>
<p style="text-align: justify;">gli editori: Fara editore, Pellicanolibri, Polimata, Senzapatria, Zona;</p>
<p style="text-align: justify;">i sindacati: Cgil, Cobas;</p>
<p style="text-align: justify;">i politici: Danilo Borrelli (Giovani Comunisti), Stefania Brai (PRC), Matteo Orfini (PD), Nichi Vendola (SEL);</p>
<p style="text-align: justify;">i poeti e scrittori: i co-autori di “Calpestare l’oblio” Francesco Accattoli, Annelisa Addolorato, Nadia Agustoni, Fabiano Alborghetti, Augusto Amabili, Viola Amarelli, Antonella Anedda, Gian Maria Annovi, Danni Antonello, Luca Ariano, Roberto Bacchetta, Martino Baldi, Nanni Balestrini, Maria Carla Baroni, Vittoria Bartolucci, Alberto Bellocchio, Luca Benassi, Alberto Bertoni, Gabriella Bianchi, Marco Bini, Brunella Bruschi, Franco Buffoni, Michele Caccamo, Maria Grazia Calandrone, Carlo Carabba, Nadia Cavalera, Enrico Cerquiglini, Antonino Contiliano, Beppe Costa, Andrea Cramarossa, Walter Cremonte, Maurizio Cucchi, Gianluca D’Andrea, Roberto Dall’Olio, Gianni D’Elia, Daniele De Angelis, Francesco De Girolamo, Vera Lùcia De Oliveira, Eugenio De Signoribus, Nino De Vita, Luigi Di Ruscio, Marco Di Salvatore, Alba Donati, Stefano Donno, Fabrizio Falconi, Matteo Fantuzzi, Anna Maria Farabbi, Angelo Ferrante, Loris Ferri, Fabio Franzin, Tiziano Fratus, Andrea Garbin, Davide Gariti, Massimo Gezzi, Maria Elisa Giocondo, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Raimondo Iemma, Andrea Inglese, Giulia Laurenzi, Maria Lenti, Bianca Madeccia, Maria Grazia Maiorino, Francesca Mannocchi, Giulio Marzaioli, Emiliano Michelini, Guido Monti, Silvia Monti, Davide Morelli, Renata Morresi, Giovanni Nadiani, Davide Nota, Opiemme (laboratorio), Fabio Orecchini, Claudio Orlandi, Natalia Paci, Adriano Padua, Susanna Parigi, Fabio Giovanni Pasquarella, Giovanni Peli, Enrico Piergallini, Antonio Porta, Alessandro Raveggi, Rossella Renzi, Roberto Roversi, Lina Salvi, Stefano Sanchini, Flavio Santi, Lucilio Santoni, Giuliano Scabia, Francesco Scarabicchi, Alessandro Seri, Marco Simonelli, Enrico Maria Simoniello, Giancarlo Sissa, Luigi Socci, Alfredo Sorani, Pietro Spataro, Roberta Tarquini, Rossella Tempesta, Enrico Testa, Fabio Teti, Emiliano Tolve, Adam Vaccaro, Antonella Ventura, Lello Voce, Matteo Zattoni  + Leonardo Bonetti, Dina Basso, Tiziana Cera Rosco, Massimiliano Chiamenti, David Colantoni, Azzurra D’Agostino, Sara Davidovics, Marco Di Paquale, Chiara Daino, Alessandro Giammei, Mario Lunetta, Michele Ortore, Luisa Pianzola, Christian Tito, Cristian Sesena, Jonata Sabbioni</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">Con preghiera di diffusione, pubblicazione e partecipazione.</p>
<p style="text-align: justify;">“Calpestare l&#8217;oblio” è a cura di:</p>
<p style="text-align: justify;">Davide Nota &#8211; Rivista “La Gru” 327 6948405</p>
<p style="text-align: justify;">Fabio Orecchini &#8211; Ass.Cult. “Beba do Samba” 339 6374741</p>
<p style="text-align: justify;">Valerio Cuccaroni &#8211; Rivista “Argo” 335 1099665</p>
]]></content:encoded>
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		<title>20 Novembre, tutti in una Catanzaro antifascista!</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 00:28:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Riscossa]]></category>

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		<description><![CDATA[L’accoltellamento di un compagno del collettivo Riscossa, avvenuto poche settimane fa, e altre vili aggressioni da parte di squadracce fasciste palesano l’agibilità politica concessa nella città di Catanzaro a forze politiche che praticano e professano valori dicotomici alla nostra carta costituzionale. I naturali nemici di queste forze razziste, xenofobe e autoritarie non possono che essere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="antifaunipd" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/antifaunipd.jpg"><img class="size-full wp-image-1870 alignright" style="margin: 4px;" title="antifaunipd" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/antifaunipd.jpg" alt="" width="200" height="221" /></a>L’accoltellamento  di un compagno del collettivo Riscossa, avvenuto poche settimane fa, e  altre vili aggressioni da parte di squadracce fasciste palesano  l’agibilità politica concessa nella città di Catanzaro a forze politiche  che praticano e professano valori dicotomici alla nostra carta  costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">I naturali nemici di queste forze razziste,  xenofobe e autoritarie non possono che essere i Rom, gli  extracomunitari, gli omosessuali e tutti quei soggetti politici che  costruiscono i valori della giustizia sociale e della solidarietà attiva  e operante presidiando socialmente i quartieri popolari. Per questo,  con la viltà tipica delle azione fasciste, le squadracce hanno aggredito  i compagni del Riscossa che <span id="more-1869"></span>rappresentano un baluardo estremo e  straordinario al dilagare del razzismo, dell’autoritarismo e della  solitudine sociale nel territorio di Catanzaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta  stupisce la flebile risposta di quelle forze istituzionalmente e  costituzionalmente preposte alla salvaguardia della libertà politica e,  dunque, al perseguimento di qualsiasi forma di ricostituzione di  pratiche e soggettività fasciste.</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti aderiscono  alla manifestazione nazionale di protesta convocata per sabato 20  novembre alle ore 10.30 in Piazza Matteotti a Catanzaro esprimendo  nuovamente la piena solidarietà ai compagni colpiti e impegnandosi a  dare la massima diffusione possibile all&#8217;importante iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">19 Novembre 2010</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inviamo tutte/i l&#8217;appello per gli antifascisti toscani!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 23:27:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Pistoia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari compagni, penso sia cosa utile inviare tutti quanti al Tribunale del Riesame di Firenze un fax analogo a quello che vi riporto qui sotto. E&#8217; una battaglia politica e di civiltà. All’attenzione del Giudice Di Giorgio del Tribunale del Riesame di Firenze Fax: 05.52.47.87.99 Signor Giudice, Le scriviamo per esprimere il nostro profondo sdegno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="antifascismononsiarr" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/antifascismononsiarr.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1313" style="margin: 4px;" title="antifascismononsiarr" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/antifascismononsiarr.jpg" alt="" width="252" height="203" /></a>Cari compagni, penso sia cosa utile inviare tutti quanti al Tribunale del Riesame di Firenze un fax analogo a quello che vi riporto qui sotto. E&#8217; una battaglia politica e di civiltà.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>All’attenzione del Giudice Di Giorgio del Tribunale del Riesame di Firenze<br />
Fax: 05.52.47.87.99</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Signor Giudice,<br />
Le scriviamo per esprimere il nostro profondo sdegno in merito alla condizione di semi-arresti domiciliari a cui sono sottoposti gli antifascisti toscani inquisiti nel procedimento orchestrato l’11 ottobre a Pistoia dal questore Manzo, dalla DIGOS e dal PM Boccia, con la complicità dei “fascisti del terzo millennio” di Casa Pound. <span id="more-1312"></span></em></strong><strong><em><br />
Queste misure restrittive, come l’insieme del procedimento, sono anti-democratiche e minano alla base i principi fondanti della Costituzione del nostro Paese, frutto della Resistenza partigiana. La stessa Corte di Cassazione il 1° aprile ha dichiarato infondata l’accusa di “devastazione e saccheggio” su cui poggia tutto il procedimento e con cui si cercano di giustificare le pesanti misure restrittive attuate da quasi un anno nei confronti degli antifascisti inquisiti. Ci auguriamo, pertanto, che il 21 luglio Lei si opporrà a chi vuole fare carta straccia di quel che resta dei diritti politici e delle libertà nel nostro Paese. Questa è infatti la questione centrale nel procedimento in corso e lo sarà anche per quanto riguarda l’udienza che il 21 luglio si terrà al Tribunale del Riesame di Firenze.<br />
Distinti saluti,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI (portavoce nazionale Giovani Comuniste/i &#8211; Rifondazione Comunista)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appello contro la repressione</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 21:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Crema]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il ritiro delle denunce agli attivisti antifascisti scesi in piazza a Crema il 25 Aprile 2010 Diversi attivisti antifascisti di Crema sono stati iscritti nel registro degli indagati per aver promosso un presidio antifascista, in Piazza Duomo, in occasione del 25 aprile. Con il pretesto di una diretta della RAI in cattedrale, qualsiasi iniziativa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0cm; text-align: justify } --></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="antifascistise" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/antifascistise.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1157" style="margin: 4px;" title="antifascistise" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/antifascistise.jpg" alt="" width="283" height="165" /></a>Per il ritiro delle denunce agli attivisti antifascisti scesi in piazza a Crema il 25 Aprile 2010</strong></em> Diversi attivisti antifascisti di Crema sono stati iscritti nel registro degli indagati per aver promosso un presidio antifascista, in Piazza Duomo, in occasione del 25 aprile. Con il pretesto di una diretta della RAI in cattedrale, qualsiasi iniziativa antifascista nella piazza centrale della città, era stata vergognosamente vietata, proprio nel 65° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Ora sono partite le denunce che – ironia della sorte – per reprimere una manifestazione antifascista, si basano su un articolo del Testo Unico di Pubblica Sicurezza del 1931 (il fascistissimo codice Rocco) che prevede il reato penale di manifestazione non autorizzata.<span id="more-1156"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo che la libertà di manifestazione, di organizzazione, di sciopero e di tutte quelle espressioni organizzate di dissenso non siano delle gentili concessioni, ma delle conquiste da difendere – se necessario – con la lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi perseguono cinque militanti antifascisti, domani – come già avviene in diverse parti d’Italia &#8211; potrebbero colpire chiunque scende in piazza per difendere i propri diritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo mentre le forze neofasciste vengono lasciate libere d’agire ed il revisionismo storico (che delegittima la resistenza e tenta di rivalutare i repubblichini) va di pari passo con la distruzione sistematica di diritti e garanzie sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Intendiamo rispondere – a quello che è un attacco al diritto di organizzarsi, manifestare e lottare – in maniera politica e collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Denunciamo ed intendiamo contrastare questo continuo aumento della repressione che nel colpire chi scende in piazza per difendere i propri diritti si concentra su coloro che sono da sempre in prima fila nelle lotte sociali in difesa dei diritti dei giovani, degli studenti e dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo l’archiviazione immediata delle denunce per manifestazione non autorizzata nei confronti dei cinque militanti antifascisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Rivolgiamo questo appello a tutte le realtà, le organizzazioni politiche e sindacali antifasciste, alle RSU, ai delegati di fabbrica ed ai rappresentanti degli studenti nei consigli d’istituto e nelle consulte provinciali per promuovere una campagna contro la repressione</p>
<p style="text-align: justify;">in difesa del diritto di organizzazione, espressione e manifestazione!</p>
<p style="text-align: justify;">Antifascisti/e di Crema</p>
<p style="text-align: justify;">ADESIONI</p>
<p style="text-align: justify;">Giovani Comunisti – Federazione di Crema</p>
<p style="text-align: justify;">Comitato in difesa della Scuola Pubblica (CSP) di Crema</p>
<p style="text-align: justify;">Spazio Popolare La Forgia</p>
<p style="text-align: justify;">Partito della Rifondazione Comunista – federazione di Crema</p>
<p style="text-align: justify;">Unione Sindacale di Base (USB) di Crema</p>
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