Tag: Antifascismo

Se il “maquillage” di Casa Pound fa breccia a sinistra…

casapoundmanifestazione

di Roberto D’Andrea

L’operazione estetica compiuta dai fascisti di Casa Pound sembra ormai aver raggiunto gli scopi che si prefiggeva: sono numerosi infatti gli episodi di contatto, di incontro, e quindi di legittimazione, che hanno incassato i fascisti “del terzo millennio”, ai danni di opportunisti o sprovveduti in cerca di fama, che orbitano in quello che un tempo si chiamava arco costituzionale, nel Pd o in alcuni movimenti. Si tratta di esponenti politici in cerca di pubblicità, o di giornalisti non più sulla cresta dell’onda che comunque provano a galleggiare, o ancora autori di libri che tentano operazioni azzardate di marketing organizzando eventi nelle sedi di Casa Pound

Walter Rossi: la memoria non si cancella!

Walter

Il decennio rosso

Nel decennio che va dal 1969 alla fine degli anni ‘70 solo le dure lotte condotte in prima persona da centinaia di migliaia di persone, in gran parte giovani e fuori dagli apparati partitici e sindacali, permise la difesa della giovane democrazia dalle bombe stragiste di fascisti e servizi di stato.

Nelle fabbriche del nord, nelle scuole di tutta Italia, nei quartieri popolari delle grandi metropoli, le battaglie per i diritti dei lavoratori, dei giovani, delle donne, dei più vulnerabili, dei popoli che lottavano per la loro indipendenza, produssero cambiamenti fondamentali nella convivenza civile di questo paese frenando ineguaglianze, soprusi e la negazione nei fatti di diritti fondamentali quali la casa

Ogni contrada è patria del ribelle… No all’utilizzo delle sedi comunali per i fascisti!

di Daniele Maffione

In Italia, da qualche tempo a questa parte, si stanno moltiplicando iniziative organizzate da gruppi neofascisti ed antisemiti come Casapound Italia. La cosa che desta sconcerto è che organizzazioni apertamente reazionarie  usufruiscano, grazie alla gentile concessione di amministratori del Pdl, di sale dei consigli comunali o delle istituzioni scaturite dalla Resistenza antifascista.

Nonostante l’indignazione (di pochi), non c’è da stupirsi: per una sorta di ipocrita convenzione giurisprudenziale, le leggi antifasciste (Scelba e Mancino) sono sostanzialmente inapplicate. Sono pochissimi, poi, i casi di gruppi neofascisti disciolti. Fanno eccezione: Avanguardia nazionale, Ordine nuovo e qualche altro gruppuscolo dedito al terrorismo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.

Sembra un paradosso, ma in regime di democrazia borghese, a meno che le istituzioni non siano oggetto di un esplicito attacco, tutti, finanche i fascisti, hanno diritto di parola!

Ma è possibile richiedere l’applicazione della Legge Mancino (che estende la legge Scelba e punisce il reato di xenofobia ed antisemitismo) e dare un nuovo impulso all’antifascismo, chiedendo ai sindaci ed ai consigli comunali di tutta Italia di prendere le distanze da Casapound e chiamare alla mobilitazione attiva tutti i cittadini.

Come Giovani Comunisti avanziamo delle proposte ed invitiamo tutti gli antifascisti ed i sinceri democratici alla mobilitazione.

Non è possibile abolire l’antifascismo!

di Francesco Colelli, Francesco Masè, Alessandro De Padova

Per la nascita di una costituzione c’è bisogno, come spiegano nelle prime lezioni di diritto costituzionale, di un “fatto costituente”.  Nel nostro paese questo “fatto” fu la resistenza partigiana che si oppose alla Repubblica di Salò. Era il 15 luglio 1946 quando l’assemblea costituente affidò ad una commissione di 75 membri la stesura della costituzione. I padri costituenti, politici come De Nicola e Terracini, pensarono bene, oltre a garantire i diritti fondamentali dell’uomo, di vietare la riorganizzazione del disciolto partito fascista. Quello che per anni vessò l’Italia, trascinandola in guerra con le clave contro nazioni molto più organizzate; quello colpevole dell’omicidio Matteotti; dell’incarcerazione di Gramsci.

Foibe, i lucchetti dell’antifascismo

dal Corriere dell’Irpinia, 11 Febbraio 2011

Era stato annunciato come il primo tassello di un confronto aperto alle diverse forze politiche su una tragedia, come quella della Foibe, da sempre oggetto di polemiche e scontri ideologici. Invece, l’incontro ha lasciato spazio allo “scontro”, a conferma della difficoltà di superare le divergenze che esistono tra differenti formazioni politiche sulla rilettura del passato del paese. E’ bastata un’azione goliardica di un gruppo di giovani antifascisti, come hanno voluto definirsi, dei lucchetti sistemati davanti ai cancelli del centro sociale, a innescare tensioni con i gruppi di destra, gli esponenti di Generazione Futuro Avellino (movimento giovanile di Fli) riuniti al Della Porta per riflettere sulla tragedia degli italiani infoibati con una video-conferenza. A tal punto da rendere necessario l’intervento della

Lucchetti al revisionismo!

di Daniele Maffione

“Nel giorno in cui le organizzazioni neofasciste in diverse parti d’Italia commemoravano, con convegni e fiaccolate, la celebrazione dei “martiri delle foibe”, anche ad Avellino l’ANPI organizzava un presidio antifascista.

Per tre ore la città è stata presidiata da tutte le forze democratiche ed antifasciste (partiti, associazioni, movimenti), che hanno risposto all’appello della sezione locale dell’ANPI, recentemente ricostituita.

Dopo il presidio, un nutrito gruppo di antifascisti si è recato al Centro sociale Della Porta, dove Futuro e Libertà, il cui presidente Fini giura sull’antifascismo e la Costituzione, teneva un convegno insieme a Casapound e Blocco studentesco!

All’iniziativa erano state invitate tutte le giovanili dei partiti di centro sinistra, che unanimemente, grazie al lavoro dell’ANPI e di Partiti come Rifondazione comunista ed i Giovani Democratici, avevano rifiutato di partecipare.

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