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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; 8 Marzo</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>L&#8217;8 Marzo delle donne che lottano</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 14:55:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Carlotta Sorrentino Molte sono le leggende sull’origine dell’8 marzo, un fatto però sembra esser certo: la scelta di questa data per la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, venne formalizzata durante la II Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste, tenutasi a Mosca nel 1921. Altra certezza è senza dubbio la natura simbolica che questo giorno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="paroladidonna" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/paroladidonna.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2270" style="margin: 4px;" title="paroladidonna" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/paroladidonna.jpg" alt="" width="214" height="190" /></a>di Carlotta Sorrentino</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Molte sono le leggende sull’origine  dell’8 marzo, un fatto però sembra esser certo: la scelta di questa data  per la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, venne  formalizzata durante la II Conferenza Internazionale delle Donne  Comuniste, tenutasi a Mosca nel 1921. Altra certezza è senza dubbio la natura simbolica che questo giorno ha assunto.  L’8  marzo è stato da sempre sinonimo di lotta per la libertà delle donne di  determinarsi nelle scelte sul proprio corpo, nel lavoro e nella  società. E’ stato il simbolo delle battaglie delle donne per affermare il proprio diritto ad avere piena autonomia sul proprio corpo. E’  stato il simbolo delle rivendicazioni perché venisse loro riconosciuto  un ruolo come soggetti attivi nella vita pubblica e privata. <span id="more-2269"></span><br />
E’  stato il simbolo delle lotte per il miglioramento delle condizioni  materiali di vita, senza le quali non sarebbe mai stata possibile una  reale emancipazione.</p>
<div style="text-align: justify;">
<div>Oggi, dopo un secolo, il significato di questa data è più attuale che mai.</div>
<div>La  ricorrenza dell’8 marzo irrompe con forza e diventa ancora una volta un  appuntamento di mobilitazione nazionale, e non solo, per dare una  risposta decisa alle continue aggressioni all’ autodeterminazione ed  alla dignità delle donne.</div>
<div>Siamo  di fronte ad un continuo attacco che mina le conquiste ottenute e cerca  di cancellarle, relegando ancora una volta la donna ad un ruolo  marginale e svilente.</div>
<div>Il  pericolo si manifesta in modi diversi: da un lato le politiche del  governo che, insieme a quelle dei padroni, smantellano i diritti dei  lavoratori e delle lavoratrici, senza curarsi di quanto è sancito  dall’articolo 41 della nostra Costituzione, che limita la libertà  d’impresa al perseguimento dell’utilità sociale ed alla tutela della  sicurezza e della dignità umana.</div>
<div>Inoltre,  in un paese come l’Italia, agli ultimi posti in Europa per occupazione  femminile (secondo dati OCSE in Italia lavora in media una donna su  due), il Governo cerca palliativi in politiche familiste conservatrici, a  fronte di un welfare che viene smantellato, con tagli sempre più  pesanti alla scuola e alla sanità, scaricando così il peso del lavoro di  cura sulle spalle delle donne, obbligandole a tornare nel focolare  domestico e minandone di fatto l’autonomia nelle scelte di vita e in  quelle professionali.</div>
<div>D’altro  canto l’attacco si manifesta anche sul piano culturale: vengono  continuamente proposti modelli svilenti di donna,  indicati dalla  società e dalla tv di stato come “vere donne”, ovvero, per dirla con  Simone de Beauvoir, “…frivole, puerili, irresponsabili, le donne  sottomesse all’uomo.”</div>
<div>Per  questo ancora una volta l’8 marzo sarà un simbolo, un simbolo del  riscatto delle donne dal potere del mercato e della società patriarcale,  che non solo le riduce a “merce di scambio”, ma che le spinge ai  margini della sociètà, facendole diventare “ornamenti” del “potere  maschile”.</div>
<div>Domani  le donne, le lavoratrici, le madri, le precarie e le studentesse,  porteranno in piazza le loro richieste, rimettendo al centro la loro  storia, fatta di lotte e di conquiste, che troppo spesso viene  mortificata e messa all’angolo.</div>
<div>“Lasciate  che un sentimento allegro del servire la causa comune della classe  operaia e di lottare simultaneamente per l&#8217;emancipazione femminile  ispiri le lavoratrici ad unirsi alle celebrazioni per il Giorno della  Donna.” (A.Kollontaj)</div>
<div>CARLOTTA SORRENTINO</div>
<div>Collettivo StregheperSempre &#8211; Giovani Comunisti</div>
</div>
<div style="text-align: justify;">8 Marzo 2011</div>
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		<title>&#8220;Il nostro 8 Marzo: lotte di libertà per le donne&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 22:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Questione di genere]]></category>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione di Anna Belligero, Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i del Prc-Se Assistiamo costantemente a tentativi reazionari di negazione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne nel nostro Paese. Gesti simbolici e concreti che rimettono in discussione le conquiste di decenni di lotta femminista e femminile, e, l’attacco mai realmente sopito intorno alla 194, ne è un esempio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="size-full wp-image-653 alignleft" style="margin: 4px;" title="donnedeicont" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/donnedeicont.jpg" alt="" width="236" height="200" />Dichiarazione di Anna Belligero, Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i del Prc-Se </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> Assistiamo costantemente a tentativi reazionari di negazione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne nel nostro Paese. Gesti simbolici e concreti che rimettono in discussione le conquiste di decenni di lotta femminista e femminile, e, l’attacco mai realmente sopito intorno alla 194, ne è un esempio. Il nostro Paese sconta un arretramento fortissimo, dovuto anche alla vicinanza del Vaticano, fisica e ideologica, ai Palazzi del Governo.   Tentativi che spesso si camuffano dietro le parole d’ordine di questo secolo: sicurezza, famiglia, spettacolarizzazione.  <span id="more-652"></span>L’Italia resta, inoltre, ancora uno dei fanalini di coda, nel mondo, se si analizza il rapporto tra occupati e donne, e va anche peggio se si mettono a confronto i salari di donne e uomini: ovviamente questi ultimi guadagnano almeno il 20% in più delle prime, che si vedono sottratte più tempo di vita rispetto ai colleghi maschi.<br />
Noi diciamo no a quest’impianto sessista, razzista, e omofobo  che alimenta il clima di paura e che agisce soprattutto sul corpo e sulla vita delle donne.  Oggi 8 marzo, vogliamo parlare anche e soprattutto alle donne che festeggeranno senza sapere perché, e vogliamo dire loro che è necessario che tornino in piazza con noi quando difendiamo l’art.18, quando siamo nei cortei con le/i migranti, quando diciamo NOVAT, quando rispondiamo con i nostri colori alle scure pennellate di buio che il Governo dà alla nostra democrazia.<br />
Per questo oggi invitiamo tutte le donne a mobilitarsi con noi nei prossimi giorni, perché ogni lotta sia una festa, e ogni giorno sia l’otto!</p>
<p style="text-align: justify;">ANNA BELLIGERO<br />
Portavoce nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">8 Marzo 2010</p>
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