Non si può morire entrando a scuola!

Comunicato stampa Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a  reagire. La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di Continua »

Attentato a Brindisi. “La mafia ha più paura della scuola che della giustizia”

Comunicato stampa  Tre bombe hanno ucciso questa mattina davanti ad un Istituto professionale di Brindisi una ragazza di 16 anni e ne hanno ferite altre sette. Forse è presto per affermare con Continua »

L’amore che non finisce. Ci vediamo al Pride del 9 giugno a Bologna

di Lorenzo Lupoli E’ un 17 maggio strano, di un periodo molto strano. Un 17 maggio che inizia, per me, almeno due mesi fa, in un 17 marzo di lutto e ricordo. Continua »

Crescono in Italia piccole ombre rossobrune

di Saverio Ferrari Presente il console generale della Repubblica popolare cinese, Cai Wen, il 18 febbraio scorso a Milano, presso una sala di via Sansovino, si è svolta una conferenza dal titolo: Continua »

Tutte e tutti contro i test Invalsi

di Anna Belligero e Simone Oggionni Dopo la grande manifestazione del 12 maggio che ha visto la partecipazione di decine di migliaia di giovani, domani si replica. In decine di piazze italiane i Continua »

 

Quello che «Diaz» non dice

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di Vittorio Agnoletto

Un grande battage pubblicitario annuncia da mesi l’uscita del film “Diaz”. Molti critici e giornalisti hanno convalidato quanto più volte ripetuto sia dal produttore che dal regista: «I fatti narrati in questo film sono tratti dagli atti processuali e dalle sentenze della Corte di appello di Genova». Come dire: quello che si vede nel film è la verità oggi accertata. Non c’è dubbio che le lunghe sequenze che mostrano le gravissime violenze agite dalla polizia alla Diaz e le torture praticate a Bolzaneto rendono visibile per la prima volta quanto è avvenuto nella scuola e nella caserma; su questo ha ragione Angelo Mastrandrea (il manifesto, 7 aprile).

In discoteca con i coltelli. Spunta ancora il figlio di Alemanno

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di Simone Oggionni

Leggiamo in rete questa nota relativa a ciò che è successo questo sabato sera a Porto Ercole. Ognuno il sabato sera può fare quello che vuole. E noi non siamo tra quelli che considerano più utile e più soddisfacente ogni tanto divertirsi piuttosto che rimanere come dei nerd tutto il giorno tutti i giorni attaccati al computer. Ma un conto è divertirsi e andare in discoteca. Un conto è andarci con i coltelli. E un altro conto ancora è se ti chiami Manfredi Alemanno e sei figlio del sindaco già fascista Gianni Alemanno. E se ogni settimana vieni coinvolto in qualche rissa o aggressione insieme ai tuoi camerati di Blocco Studentesco. Ecco, in quel caso ci fai semplicemente schifo.

15 maggio, sciopero e boicottaggio dei test Invalsi

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Diffondiamo questo comunicato stampa dei Cobas, aggiungendo soltanto una cosa molto semplice: ci saremo anche noi. In ogni territorio stiamo lavorando perché il 15 maggio gli studenti insieme ai docenti boicottino l’oscenità dei test Invalsi, rifiutandosi di compilare i test della vergogna. Al contempo, facciamo appello a tutte le realtà studentesche, i collettivi e le organizzazioni sindacali: unitevi a noi in questa mobilitazione democratica contro un modello di scuola e di cultura, quello nordamerikano, che ha già fatto troppi danni in questi anni. Per informazioni e dettagli sulla campagna anti-Invalsi, scrivete a simone.oggionni@gmail.com o a danilo.borrelli@gmail.com

Così non si combatte la piaga del precariato

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di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale.
Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche

Tutte le bugie di Monti & C. sull’articolo 18

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Pubblichiamo questo articolo dei compagni e delle compagne di Cardito che sintetizza molto bene l’attuale stato dell’articolo 18 e la minaccia che incombe sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. L’immagine riportata è anche scaricabile nella colonna di sinistra e l’invito è, ovviamente a riprodurla ovunque e comunque sia possibile! (la redazione)

Dopo l’aggressione al mondo del lavoro da parte del governo Berlusconi, l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è tornato nuovamente al centro degli attacchi del governo Monti. Con la manomissione dell’articolo 18 ogni lavoratore si troverebbe in una condizione di precarietà e di ricatto permanente, essendo licenziabile in qualsiasi momento. Verrebbero così minate alla radice le

Viva la FIOM!

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di Simone Oggionni

Si è appena conclusa la manifestazione nazionale dei metalmeccanici a Roma. È stata una manifestazione bellissima, che dà a tutti noi una grande iniezione di fiducia. E forse ci aiuta a chiarire le idee, dando qualche suggerimento per il nostro cammino. Ancora una volta la materialità delle cose si incarica di semplificare fiumi di parole e castelli di sabbia spesi e costruiti a sinistra negli ultimi mesi.

Andiamo con ordine. La prima bussola che non dobbiamo mai più perdere di vista è che il lavoro è il cuore di qualsiasi opposizione sociale e politica alla crisi, al neo-liberismo e ai suoi governi. Sono i lavoratori in carne ed ossa e, paradigmaticamente, i lavoratori