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Non ci arrendiamo e continuiamo a lottare. Per Stefania Noce

di Manuela Grano C’erano tante donne e tanti uomini giovedì scorso in piazza a Roma, come in altre città d’Italia, per ricordare Stefania Noce e tutte le altre donne a cui un CONITNUA »

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Sempre più su… Lo spreco vs lo spread!

di Il nostro tempo è adesso.it Il tasso di disoccupazione giovanile sale sempre più su e ogni mese l’Istat ci consegna un nuovo record. E’ la conferma che la disoccupazione giovanile e CONITNUA »

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ControTempo sorride, ma le svastiche e le croci celtiche sono sue

di Anna Belligero e Simone Oggionni Abbiamo letto divertiti il comunicato di ControTempo ospitato dal Messaggero. Divertiti per due motivi: il primo è che gli estensori dimostrano di ignorare la differenza, abbastanza CONITNUA »

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Il coordinamento GC: “Il nostro impegno per lavoro, Legge 30 e solidarietà a Tizian”

Con tutti i documenti e gli odg approvati Il coordinamento nazionale delle/i Giovani Comuniste/i si colloca nel pieno di un cambio di fase significativo per la storia recente del nostro Paese: all’indomani CONITNUA »

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I GC cancellano le scritte fasciste ai licei Tasso e Righi

di Ufficio stampa GC Ieri notte una squadraccia di fascisti facenti capo al gruppo Controtempo (conosciuto a Roma e notoriamente legato a settori della destra istituzionale) ha deturpato i muri dei licei CONITNUA »

Ha ancora un senso essere femministe?

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Pubblichiamo un articolo scritto da Stefania Noce per il giornale studentesco “La Bussola”. Una riflessione sulla necessità e sull’attualità delle battaglie contro il patriarcato nella nostra società. Ciao compagna Sen!
(Marco Giordano)

Queste righe sono per quelle donne che non hanno ancora smesso di lottare. Per chi crede che c’è ancora altro da cambiare, che le conquiste non siano ancora sufficienti, ma le dedico soprattutto a chi NON ci crede. A quelle che si sono arrese e a quelle convinte di potersi accontentare. A coloro i quali pensano ancora che il “femminismo” sia l’estremo opposto del “maschilismo”: non risulta da nessuna parte che quest’ultimo sia mai stato un movimento culturale, nè, tantomeno, una forma di emancipazione!

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I GC oggi a Rosarno per dire “Su la testa!”

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La crisi economica che ci troviamo a subire ha delle pesantissime ricadute sulla vita delle persone: licenziamenti, cancellazione dei diritti, precarizzazione di massa, lotta tra poveri, crisi ambientale e della sovranità popolare. La stessa crisi ci impone momenti di discussione e mobilitazione comuni affinché possiamo lottare insieme per riprenderci il nostro fruturo, un futuro che giorno dopo giorno ci è sempre più negato. Per questo come Giovani comunisti/e raccogliamo il grido “Su la testa” e aderiamo alla giornata di lotta a Rosarno del 7 gennaio, perché non abbassiamo la testa di fronte a sfruttamento, precarizzazione, razzismo e devastazione del territorio ma

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Licenziamenti a mano libera

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di Manuele Bonaccorsi

Rendere più facili i licenziamenti e liberalizzare il mercato del lavoro produce crescita economica e favorisce i giovani; anche perché in Italia è quasi impossibile licenziare i vecchi assunti, mentre i nuovi l’articolo 18 non sanno neppure cos’è. Due assiomi ripetuti senza sosta nel dibattito pubblico. Eppure basta solo dare un occhio a leggi e dati per accorgersi che si tratta di falsità colossali.

Milioni di licenziati con l’articolo 18. Licenziare non è impossibile a causa dell’articolo 18. Altrimenti le lavoratrici della Omsa starebbero ancora producendo calze e gli operai della Fiat di Termini Imerese automobili. I metalmeccanici della Innse non sarebbero dovuti salire su una gru per difendere il proprio posto di lavoro. Messo a rischio senz’altro ingiustamente, da un punto di vista morale ed economico, ma in maniera ineccepibile dal punto di vista legale. «Attualmente ci saranno alcune centinaia di migliaia di lavoratori licenziati che erano difesi dall’articolo 18. E milioni sono stati coloro che hanno perso il posto con le ristrutturazioni degli anni

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Per ricordare Stefania Noce

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di Simone Oggionni

Ho pensato molto all’opportunità di scrivere queste righe e al significato che avrebbero potuto avere. Temevo che la rabbia, la frustrazione e l’impotenza prevalessero e partorissero un testo del tutto inadeguato. Lo temo tuttora. Sono quasi convinto di non esserne in grado. Ma è da martedì, dal momento in cui ho saputo dell’uccisione di Stefania Noce, che un grumo di pensieri torvi mi perseguita e mi costringe a scrivere, cercando un senso e una via d’uscita.

Perché Stefania era una compagna, una giovane compagna iscritta per anni al nostro partito e alla nostra organizzazione giovanile. Fino ad un paio d’anni fa era la segretaria del circolo di Licodia Eubea, in provincia di Catania. Faceva parte del movimento

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Sarà tutt’altro che facile, ma comunque… BUON 2012!

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Carissime compagne e carissimi compagni, amiche ed amici, navigatrici e navigatori più o meno solitarie e solitari, dopo alcuni giorni di black out dovuti ad un imprevisto di natura tecnica, il nostro sito torna regolarmente online. Approfittiamo di questa precisazione – comunicazione, per farvi i più cari auguri di buon anno nuovo. Ci attende un 2012 tutt’altro che facile: la crisi, le lotte dei lavoratori, la rivolta degli indignados che tarda ad arrivare anche in Italia, l’opposizione sociale e politica al governo italiano della BCE guidato da Mario Monti, la salvezza di Liberazione e di molte testate giornalistiche che rischiano la definitiva chiusura senza una minima garanzia economica a sostegno del pluralismo democratico delle idee e degli scritti, il rilancio dell’attività di Rifondazione Comunista e la concretazione dello slogan di Napoli: “Connettiamoci!”.

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La fine di Liberazione?

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Dal primo gennaio Liberazione sospenderà le pubblicazioni. Lavoratori- lavoratrici in assemblea permanente

La Mrc, società editrice di Liberazione, ci ha comunicato che dal prossimo primo gennaio, il giornale sospenderà in via cautelativa le pubblicazioni. E’ questo il risultato immediato, spiega l’editore, della cancellazione retroattiva del finanziamento pubblico per i giornali cooperativi, di idee e di partito decisa dal governo Berlusconi e confermata dal governo Monti. Questo colpisce una redazione già provata da una pesante ristrutturazione: 23 esuberi di giornalisti su 30 e 14 esuberi di poligrafici su 20. Ora tutti e 50, con le nostre famiglie, restiamo senza futuro.

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