Il governo ha varato in meno di mezz’ora un decreto legge che riammette le liste di centrodestra nel Lazio e in Lombardia. Il Capo dello Stato non fa nemmeno finta di pensarci un po’ e, a tempo di record, firma e avalla.
Questa non è più la nostra democrazia. Non è più la Repubblica democratica nata dalla Resistenza. Questo è uno Stato fascista in cui il Presidente del Consiglio, come un ducetto, cambia a suo piacimento ogni giorno le regole democratiche e in cui il Presidente della Repubblica fa la parte del re Vittorio Emanuele III: è il fantoccio al servizio del regime.
Ora basta. Serve la mobilitazione di tutti i comunisti, di tutti i democratici, di tutte le donne e di tutti gli uomini di buona volontà, sin da questa notte.
Lavoriamo, innanzitutto noi Giovani Comuniste/i, perché domani nel Paese ci sia la più ampia e massiccia mobilitazione popolare contro questo abominio.
L’appuntamento centrale è per le ore 11 davanti a Montecitorio.
Contestualmente, organizziamo davanti a tutte le prefetture sit-in e manifestazioni. Non risparmiamoci: è una battaglia vitale.
GIOVANI COMUNISTE/I
Siamo una generazione che vive sulla propria pelle le conseguenze delle scelte liberiste degli ultimi venti anni. All’attacco al sistema delle tutele e dei diritti, è andata di pari passo un’offensiva culturale, che ha demolito qualunque idea di riscatto attraverso lotte collettive, affermando l’individualismo e l’egoismo sociale come unico mezzo per l’affermazione personale. Questo Governo, espressione diretta dei peggiori poteri forti del nostro Paese, sta demolendo il presente ed il futuro di intere generazioni, colpendo due aspetti centrali per il nostro futuro: l’istruzione e il lavoro. Leggi tutto »
05 mar, 2010
Posted by: webmaster In: Esteri
Nell’indifferenza con cui si sono consumate le ultime vicende politiche in Turchia, con il tentato colpo di Stato e l’aumento della tensione tra il governo filo islamico e le forze armate laiche, non stupisce la mancanza di reazioni rispetto agli arresti in Italia dei compagni del Pk, Partito dei Lavoratori del Kurdistan da tempo costretto alla clandestinità e accusato di terrorismo.
Occorre aver presente come sia stata la Turchia a rifiutare un ritorno alla via democratica, portando avanti una politica di repressione e intimidazione. Già con il colpo di Stato da parte dell’esercito turco, nel 1980, i curdi subirono condanne a morte e arresti per cospirazione. Leggi tutto »
04 mar, 2010
Posted by: webmaster In: Esteri
“Abbiamo un debito con i prigionieri politici baschi, i rifugiati e i tanti compagni che abbiamo perso nella lotta e alla fine ce la faremo”. Per questa frase Arnaldo Otegi, uno dei leader della sinistra basca, ha subito una condanna di due anni di carcere e altri sedici di inabilitazione totale.
Alcuni paesi fra cui la Spagna e l’Italia cercano ancora di punire voci di dissenso, con i reati d’opinione, mentre troppo spesso chi rivolge insulti o minacce contro cittadini stranieri viene invece tutelato. Questi reati di semplice manifestazione del proprio pensiero politico rappresentano un ostacolo alla libertà di espressione di opinioni politiche. Il governo Zapatero continua la linea repressiva nei confronti del movimento basco. Il mito dello Stato socialista perfetto, a cui gli italiani guardavano per consolarsi dalle sconfitte nostrane, da sempre si infrange su questioni economiche Leggi tutto »
Care compagne, cari compagni, la comunicazione esterna per un’organizzazione politica è semplicemente essenziale. Per questo nelle settimane scorse abbiamo avviato il nuovo sito, con la nuova grafica, e la pagina Facebook, e dopo le elezioni regionali lanceremo la radio web nazionale delle/i Giovani Comuniste/i. Una parte importante della nostra strategia comunicativa deve essere il lavoro grafico di produzione del materiale di divulgazione (manifesti, bandiere, banner, depliant, etc.). Il motivo di questa comunicazione è semplice: Leggi tutto »