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	<title>Giovani Comunisti/e</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Un soggetto generazionale unitario della sinistra anticapitalista</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 09:36:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dentro la crisi economica del capitalismo, dentro la crisi sociale e culturale del nostro Paese la nostra generazione reclama un futuro che oggi le è negato. Lavoro, salario, diritti, libertà di realizzare le proprie aspirazioni, diritto allo studio e alla ricerca, libertà di autodeterminazione del proprio corpo e del proprio orientamento sessuale. Diritto di vivere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="comunistiunag" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/comunistiunag.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1431" style="margin: 4px;" title="comunistiunag" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/comunistiunag.jpg" alt="" width="266" height="170" /></a>Dentro la crisi economica del capitalismo, dentro la crisi sociale e culturale del nostro Paese la nostra generazione reclama un futuro che oggi le è negato. Lavoro, salario, diritti, libertà di realizzare le proprie aspirazioni, diritto allo studio e alla ricerca, libertà di autodeterminazione del proprio corpo e del proprio orientamento sessuale. Diritto di vivere in una società equa e democratica, come sancisce la Costituzione, come hanno indicato le straordinarie lotte dei lavoratori, degli studenti e delle donne nella seconda metà del secolo scorso. In breve: diritto di progettare la propria vita. Tutto questo ci è negato da un sistema economico ingiusto e <span id="more-1430"></span>fallimentare e, in questi ultimi anni, da governi che hanno sistematicamente rappresentato gli interessi forti del nostro Paese (Confindustria, grandi banche, Vaticano).</p>
<p style="text-align: justify;">Il capitalismo ha portato a termine la sua rivoluzione passiva, imponendo parallelamente un’ideologia che ha progressivamente scardinato le “grandi narrazioni” popolari e democratiche del Novecento e imposto una cultura dell’individualismo e dell’egoismo che ha accompagnato i processi di parcellizzazione del ciclo produttivo e di frantumazione della classe operaia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la sua opera più riuscita è stata la capacità di fare assumere sempre più alla sinistra e alle forze progressiste il proprio punto di vista, cioè il punto di vista dell’avversario di classe.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo scenario drammatico la nostra generazione deve battere un colpo. E all’interno di essa le forze più dinamiche che guardano ad uno scenario di trasformazione devono lavorare con l’unico obiettivo di accumulare forze allo scopo di invertire i rapporti sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non siamo soli: abbiamo attraversato l’Onda e lottato insieme ai giovani operai di Pomigliano che non si sono voluti piegare al ricatto della Fiat, abbiamo occupato scuole e Università contro i processi di privatizzazione e i tagli e abbiamo reclamato, assieme alle migliaia di giovani migranti che popolano le città italiane, diritti di cittadinanza e diritti sociali per tutti. Abbiamo fatto dell’antifascismo militante la cifra fondante della nostra identità insieme ad una nuova generazione di resistenti che ha contrastato quartiere per quartiere i rigurgiti di neofascismo, xenofobia, razzismo, antisemitismo. Abbiamo dato vita attivamente a tutti i Pride e agli appuntamenti del movimento GLBTQI consapevoli che il diritto ad un amore e ad una sessualità libere e autodeterminate sono condizioni determinanti per una società democratica. Questi sono, insieme, il nostro soggetto della trasformazione, i corpi vivi del conflitto sociale e di classe attraverso le cui lotte vogliamo costruire un’alternativa al sistema capitalistico.</p>
<p style="text-align: justify;">Soggetti vivi, soggetti di movimento, sinistra sociale, non ceti politici, sigle, burocrazie di partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema oggi in campo è dare uno sbocco politico autorevole e permanente a queste lotte e a questa conflittualità sociale potenzialmente rivoluzionaria. Il tema, classicamente, è quello del soggetto politico e, per questa via, quello della ricostruzione di un nesso permanente tra le due categorie (il politico e il sociale) che in questo inizio di secolo si sono in misura sempre più drammatica separate e disgiunte.</p>
<p style="text-align: justify;">È indubbio che le/i Giovani Comuniste/i siano, a livello giovanile, l’organizzazione politica di sinistra più radicata e più riconosciuta. Lo siamo ancora, nonostante la scissione subita, gli errori compiuti, gli attuali limiti e le attuali debolezze. <em></em></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia sappiamo di essere ampiamente insufficienti per lo scopo che abbiamo indicato. Per questo dobbiamo metterci a disposizione di un percorso di aggregazione di tutte le forze, sociali e politiche, interessate a costituire, collettivamente, il punto di riferimento delle lotte e del conflitto sociale della nostra generazione. Consapevoli che non esiste oggi in Italia alcun progetto politico alternativo al nostro (all’interno del quale la persistenza e il rilancio della nostra struttura organizzata non sono in discussione) in grado di prendere il nostro posto e consapevoli che è finito il tempo della competizione sterile tra soggetti politici e organizzazioni giovanili tra loro difficilmente distinguibili.<em></em></p>
<p style="text-align: justify;">È oggi più che mai importante dare vita a un processo di aggregazione generazionale capace di intrecciare le battaglie e le esigenze dei giovani del nostro Paese: giovani lavoratori, precari, studenti, giovani donne, migranti. Un processo che porti alla nascita di un nuovo soggetto politico giovanile comunista e della sinistra anticapitalista che, rispettando le differenze di cultura e di pratica politica di chi ne farà parte, sappia vivere come corpo collettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Proponiamo, come primo terreno di aggregazione, la realizzazione di tre campagne, assieme a tutti i singoli, le associazioni, i movimenti, le organizzazioni, i centri sociali, i centri di studio, i collettivi che saranno disponibili, a partire dalla Fgci che ha già manifestato la sua disponibilità: sulla precarietà (per un salario minimo garantito e per l’abrogazione della legge 30), per i diritti civili (contro il sessismo e l’omofobia) e per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto a questo occorre da subito avviare percorsi di formazione e di autoformazione, definire l’orizzonte strategico e l’immaginario con i quali competere con le forze moderate, l’avversario di classe e l’anti-politica diffusa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ambizione è la costruzione di un soggetto unitario che, superando gli steccati identitari, getti le basi per la costruzione di un’ampia sinistra anticapitalista a livello generazionale. Un progetto di lungo respiro, che serva non soltanto a noi oggi ma anche a chi sarà giovane e rivoluzionario tra anni e decenni.</p>
<p style="text-align: justify;">Proponiamo di aprire un percorso che, da oggi sino a metà novembre, veda impegnati il livello nazionale e le nostre strutture territoriali nel coinvolgimento dei singoli e dei soggetti interessati al processo unitario.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, invitiamo i territori a promuovere momenti di iniziativa e coordinamento tra tutti i soggetti interessati a costruire e ad abitare questo luogo, poiché riteniamo che il percorso debba partire dal basso e dai territori prima di giungere al momento della sintesi.</p>
<p style="text-align: justify;">A fine anno, a completamento di questo percorso inclusivo e partecipato, terremo una grande assemblea nazionale che, raccogliendo le esperienze e le istanze dei territori, darà forma compiuta al processo individuato con la costituzione di un approdo unitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coordinamento nazionale assegna all’esecutivo nazionale il compito di raccogliere le proposte in merito al logo e al nome del nuovo soggetto elaborate con la collaborazione dei territori.</p>
<p style="text-align: justify;">2 Settembre 2010</p>
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		<title>29 Agosto per non morire. I Compagni non dimenticano</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 19:21:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Partito]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordo il rosso sulle nostre bandiere e i pugni chiusi fra i cortei ininterrotti. Ricordo i miei dodici anni&#8230;i calzoncini corti e tanto fiato in gola per gridare “Bella Ciao” anche a notte fonda. La notte dei presidi di chi conosceva l&#8217;amore per la prima volta su di un divano disastrato, in un anonimo incrocio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="rossoverde" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/rossoverde.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1426" style="margin: 4px;" title="rossoverde" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/rossoverde.jpg" alt="" width="200" height="218" /></a>Ricordo il rosso sulle nostre bandiere e i pugni chiusi fra i cortei ininterrotti. Ricordo i miei dodici anni&#8230;i calzoncini corti e tanto fiato in gola per gridare “Bella Ciao” anche a notte fonda. La notte dei presidi di chi conosceva l&#8217;amore per la prima volta su di un divano disastrato, in un anonimo incrocio che presto sarebbe divenuto cuore pulsante delle nostre vite.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi ricordo il 29 Agosto di sei anni fa. I sorrisi di piccoli volti roventi nei passeggini che sfilavano innumerevoli. Ricordo trentamila persone in marcia e la luce dello spirito rivoluzionario che illuminava un piccolo angolo di quest&#8217;epoca corrotta. Poi gli spari, le lacrime di mia madre e il sangue che impertinente colorava l&#8217;asfalto. Un pezzo di dignità veniva sottratto irrimediabilmente alla nostra generazione.<span id="more-1425"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La Provincia di Napoli viveva ormai già da tempo l&#8217;emergenza rifiuti che solo nei successivi anni avrebbe assunto la dimensione mediatica tristemente nota a tutto il mondo. L&#8217;incompetenza degli impianti politici ben radicati fra gli scranni del feudo regionale, e la commistione secolare che nel Meridione da sempre associa il ciclo dei rifiuti all&#8217;onnipresente camorra nelle sue molteplici sfaccettature, fecero si che l&#8217;agro acerrano fosse identificato senza ragione alcuna quale centro nazionale di smaltimento di rifiuti domestici e industriali.</p>
<p style="text-align: justify;">Già da dodici giorni erano partiti i lavori per la costruzione dell&#8217;ecomostro, fra lo sdegno generale, l&#8217;indifferenza di pochi, e la speranza di una casta che avrebbe presto fatto della parola “emergenza” un target al quale associare la ben più amata “profitto”. Nessuna pietà o protocollo furono adottati dalle forze dell&#8217;ordine, che contravvenendo a qualsiasi regolamentazione spararono indistintamente sulla folla lacrimogeni già precedentemente dichiarati nocivi ad altezza d&#8217;uomo e da mezzi aerei.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel giorno, la paura, le promesse mai mantenute, e le nostre insufficienze divennero l&#8217;immagine più immediatamente tangibile della parabola discendente che avrebbe dichiarato estinto dopo appena due anni il fervore di massa rispetto alla vertenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quando l&#8217;inceneritore ha aperto in pompa magna i propri battenti gli sforamenti i polveri sottili hanno superato quota 270, con un impianto che ad oggi funziona a meno di un terzo del regime potenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">A Milano, qualche mese fa, una manciata di ore col cielo inquinato sopra i limiti consentiti è bastata agli inquirenti per indagare circa eventuali responsabilità degli amministratori. La legge, in questa striscia di terra, non è uguale per tutti; a dire il vero, non lo è mai stata. Le nostre vite non valgono quanto i profitti dell&#8217;alta borghesia industriale. Abbiamo tatuato sui dorsi un nome, un numero, e un prezzo. E mentre i cicli di Palazzo si rinnovano con la naturalezza di una gerarchia criminale, il cancro divora con avidi bocconi le vite di chi ci sta accanto.</p>
<p style="text-align: justify;">La lotta per i diritti comuni non rappresenta la mera riproduzione di movimenti pseudo-libertari datati in un secolo ormai trascorso, bensì il punto punto più avanzato della lotta per la liberazione dell&#8217;essere umano dalla morsa del capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Perfino la vertenza del lavoro, da sempre elemento cardine delle rivendicazioni delle sinistre mondiali, impallidisce dinanzi alla morte dell&#8217;individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Meridione, terra di sperimentazione della barbarie liberista, è ancora una volta il punto più avanzato di una deriva reazionaria senza precedenti. Prima la dignità insieme al salario, poi la libertà insieme all&#8217;istruzione, e infine la vita stessa, con la lacerazione fisica del singolo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni torna pressante la convinzione che fra queste strade la prevaricazione dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo trovi quotidianamente forme spontanee di espressione attraverso le ecomafie da un lato, e un sistema esasperatamente bipartitico – che pur di mantenere i propri avamposti avalla incondizionatamente le scellerate pretese degli alti ranghi delle rispettive trincee- dall&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Scardinare dunque la struttura politica presente, costituisce per la Rifondazione Comunista un obbiettivo ipercentrale, una necessità immanente.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 29 Agosto, in questa eterna Cinisi di “Lazzari Felici” e Baroni senza esercito, i Giovani Comunisti e la Federazione della Sinistra tutta, ricorderanno il più imponente corteo ecologista del Paese, facendo della città di Acerra la Plaza de Mayo di chi come noi oggi sente di essere stato derubato del bene più prezioso: il diritto alla vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Un Microfono aperto sulla città e foto erranti appiccicate sui nostri dorsi sfileranno come i ricordi indelebili di chiunque assieme a un nome, un numero e un prezzo, abbia tatuato sulle pareti della propria giovinezza le parole Comunismo e Libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">ALESSANDRO FATIGATI</p>
<p style="text-align: justify;">26 Agosto 2010</p>
<p><span style="font-size: small;">Alessandro Fatigati</span></p>
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		<title>Nessuna incoerenza: scardinare il bipolarismo per definire l&#8217;alternativa</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 19:15:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In risposta a Matteo Iannitti, di Danilo Borrelli Caro Matteo, sento il dovere di rispondere ad alcune obiezioni che muovi al mio articolo proprio per liberare il dibattito interno da eventuali errori di interpretazione o da caricature di posizioni altrui: tutto ciò non farebbe bene né alla discussione né alla proficua dialettica tra compagni. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a class="lightbox" title="boscorosso" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/boscorosso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1422" style="margin: 4px;" title="boscorosso" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/boscorosso.jpg" alt="" width="205" height="200" /></a>In risposta a Matteo Iannitti,<strong> di</strong> <strong>Danilo Borrelli</strong> </em>Caro Matteo, sento il dovere di rispondere ad alcune obiezioni che muovi al mio articolo proprio per liberare il dibattito interno da eventuali errori di interpretazione o da caricature di posizioni altrui: tutto ciò non farebbe bene né alla discussione né alla proficua dialettica tra compagni.<br />
La critica maggiore che mi muovi è quella di sostenere posizioni “inconciliabili, profondamente contraddittorie se non demenziali” tra l’analisi del mio articolo e la proposta politica. Non mi sembrano parole di poco conto e per questo credo di meritarmi la possibilità di argomentare ulteriormente il mio pensiero, anche se in maniera schematica.<span id="more-1421"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Forse è utile ribadire brevemente quanto ho scritto.</p>
<p style="text-align: justify;">Assistiamo ad un quadro mutevole dello scenario politico italiano, a contraddizioni nell’attuale maggioranza di governo, ad un riposizionamento dei poteri forti di questo Paese, ad evoluzioni anche nel campo del centrosinistra e della sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo agisce prevalentemente sul piano istituzionale e in “minore” e differente direzione su quello sociale. Per ragioni di spazio purtroppo sono costretto a soffermarmi solo sul primo aspetto di questo ragionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ all’ordine del giorno una lacerazione, e forse la definitiva implosione, dell’attuale maggioranza di governo, occasione da cogliere subito. Di fronte a tutto questo bisogna agire su due terreni strettamente connessi: quello istituzionale e quello sociale. Sono profondamente convinto, infatti, che nessuna “alchimia politicista” possa essere sufficiente a farci uscire da questa nefasta seconda Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, scorgo delle disponibilità (attenzione: da verificare e valutare) in alcune parti o forze del centrosinistra, per lavorare assieme su un’ipotesi di salvaguardia Costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tesi che a ben vedere da tempo propone lo stesso Partito della Rifondazione Comunista: invito a leggere a tal proposito gli interventi del segretario Ferrero ed i deliberati degli organismi dirigenti del Partito, Cpn in primis.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo. Se leggi bene il mio articolo ti accorgerai che evidenzio la necessità di “scardinare l’attuale impianto istituzionale”, cosa ben diversa dalla coalizione di “salvaguardia istituzionale” di cui io e altri, secondo quanto scrivi tu, vorremmo essere parte!</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è appunto la proposta di chi sostiene ipotesi di governi tecnici o di salute pubblica, personaggi sicuramente non interessati a scardinare la seconda Repubblica ma banalmente a ridefinire la collocazione dei poteri forti per un nuovo assetto governativo saldamente imperniato sul bipolarismo e sulla logica dell’alternanza tra coalizioni sempre più omogenee.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimango altresì perplesso da una parte del tuo ragionamento sul governo tecnico: pensi veramente sia auspicabile un’ipotesi di governo a guida Tremonti che si ponga l’obiettivo di definire una legge elettorale? E pensi veramente che la direzione di questa legge elettorale possa essere quella di un sistema proporzionale? (per inciso la mia proposta è quella di un sistema proporzionale puro). Non so quali elementi ti persuadono positivamente in questa direzione; io in un eventuale accordo tra le attuali forze parlamentari vedrei solo l’ennesimo inciucio, senza nessuno sbocco progressivo, nemmeno sul terreno della legge elettorale, tra le forze responsabili del degrado politico, sociale e morale di questo Paese e magari il preludio ad una grossa coalizione di chiaro stampo antipopolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, e per mandare realmente a casa il governo Berlusconi, penso si debba votare prima possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">E vengo quindi al nocciolo della questione. Io rivendico la linearità di un ragionamento per cui tatticamente si vede la possibilità tramite una chiara alleanza elettorale di centrosinistra di agire per mutare l’attuale quadro politico-istituzionale pur ribadendo l’impossibilità ad oggi di costruire con le stesse forze un governo comune. Un’impossibilità, si badi bene, non ideologica, ma dettata dalle profonde differenze che ancora persistono tra noi e le altre forze del centrosinistra su temi politici dirimenti. Per questo, per gli esili attuali rapporti di forza tra noi e le forze moderate di questa eventuale alleanza elettorale, per non ripetere gli errori di valutazione che ci hanno spinto ad entrare nel governo Prodi, penso che l’unica soluzione percorribile sia quella di un’alleanza di salvaguardia Costituzionale, all’interno della quale poi si definirà una coalizione di governo, lasciando a noi la libertà di decidere di non sostenerla.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto di vista, infatti, nemmeno condivido le tue valutazioni su una collocazione alla nostra sinistra di Vendola, Veltroni, De Magistris e Di Pietro: oltre ad avere dei diversi referenti di classe, forse ti è sfuggito che queste forze politiche praticano quotidiane aperture a destra, in direzione dell’Udc e di Fini, cosa nefasta, da scongiurare e contrastare.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, colgo il tuo invito a discuterne in maniera più approfondita durante il nostro campeggio. Sicuramente in quella sede avremo modo di confrontarci tutti assieme e perché no di accorgerci che le sfumature di linea politica che ci “dividono” sono meno importanti del progetto strategico che ci unisce.</p>
<p style="text-align: justify;">DANILO BORRELLI<br />
26 Agosto 2010</p>
<p style="text-align: justify;">PS: chiedo scusa alle compagne e ai compagni che assisteranno all’ennesima querelle su questo sito. Nella speranza che anche le nostre modalità di funzionamento, come l’attuale quadro istituzionale e sociale, si modifichino prima possibile. Anche in questo caso, forse sarebbe utile partire da noi, dando l’esempio.</p>
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		<title>Fuori Berlusconi, tutti in piazza! W la Costituzione</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 18:32:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Firma l&#8217;appello di Andrea Camilleri, don Andrea Gallo, Paolo Flores d&#8217;Arcais, Margherita Hack Il carattere eversivo dell’azione di Berlusconi è ormai dichiarato, la sua volontà di assassinare la Costituzione nata dalla Resistenza è costantemente esibita. Per difendere la Repubblica è necessario che l’Italia civile faccia sentire unanime la sua voce. A questa Italia che vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a class="lightbox" title="viavia" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/viavia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1418" style="margin: 4px;" title="viavia" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/viavia.jpg" alt="" width="270" height="200" /></a><strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&amp;idappello=391171" target="_blank">Firma l&#8217;appello</a> </strong>di Andrea Camilleri, don Andrea Gallo, Paolo Flores d&#8217;Arcais, Margherita Hack</em><br />
Il carattere eversivo dell’azione di Berlusconi è ormai dichiarato, la sua volontà di assassinare la Costituzione nata dalla Resistenza è costantemente esibita. Per difendere la Repubblica è necessario che l’Italia civile faccia sentire unanime la sua voce.<br />
A questa Italia che vuole rinascere dalle macerie in cui l’ha precipitata un regime di cricche chiediamo di scendere in piazza al più presto, l’ultimo sabato di settembre o il primo di ottobre, per una grande manifestazione nazionale a Roma. <span id="more-1417"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ci rivolgiamo a tutte le associazioni, i club, le testate, i siti, i gruppi “viola”, a tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della Costituzione e nella volontà di realizzarli compiutamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci rivolgiamo al mondo della cultura, della scienza, dello spettacolo, a tutte le personalità che hanno il privilegio e la responsabilità della visibilità pubblica, perché si impegnino tutti, individualmente e direttamente, alla realizzazione di una indimenticabile giornata di passione civile.</p>
<p>FUORI BERLUSCONI REALIZZIAMO LA COSTITUZIONE VIA I CRIMINALI DAL POTERE RESTITUIRE LE TELEVISIONI AL PLURALISMO ELEZIONI DEMOCRATICHE</p>
<p>Andrea Camilleri<br />
Paolo Flores d’Arcais<br />
Don Andrea Gallo<br />
Margherita Hack</p>
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		<title>Mai alleati di chi vogliamo distruggere</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 18:19:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[centrosinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[UDC]]></category>

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		<description><![CDATA[Una risposta a Danilo Borrelli. Di Matteo Iannitti Caro Danilo, certamente non è semplice affrontare gli avvenimenti che accadono in questi giorni, come tu stesso affermi, in continua modificazione ed evoluzione. Hai il merito di aver messo nero su bianco un elemento nuovo di analisi, protagonista di tante discussioni ma ancora non così chiaramente esposto: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a class="lightbox" title="alleanzecom" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/alleanzecom.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1412" style="margin: 4px;" title="alleanzecom" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/alleanzecom.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Una risposta a Danilo Borrelli.</em> <strong><em>Di Matteo Iannitti</em></strong> Caro Danilo, certamente non è semplice affrontare gli avvenimenti che accadono in questi giorni, come tu stesso affermi, in continua modificazione ed evoluzione. Hai il merito di aver messo nero su bianco un elemento nuovo di analisi, protagonista di tante discussioni ma ancora non così chiaramente esposto: la ricollocazione del padronato del nostro Paese e i conseguenti stravolgimenti del quadro politico.<br />
Le insofferenze di Confindustria, le pesanti irritazioni delle gerarchie ecclesiastiche, l&#8217;imbarazzo dei partners internazionali per la vicinanza di Berlusconi a Putin e Gheddafi e l&#8217;inquietante autonomizzazione della FIAT di Marchionne dal resto del quadro politico<span id="more-1411"></span>, istituzionale, sindacale e categoriale. Sintomo quest&#8217;ultimo dell&#8217;assoluta inconsistenza dell&#8217;attuale classe politica. E poi la rottura dei finiani, le mosse di Rutelli, i lanci di Fioroni, la rabbia repressa di Pisanu, il nuovo protagonismo di Montezemolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Hai evidenziato anche un altro fattore, al centro anche della nostra vincente campagna elettorale del 2006: non basta abbattere Berlusconi, occorre rompere il Berlusconismo. Occorre una inversione di tendenza rispetto alla precarizzazione del lavoro, la politica estera belligerante, la riduzione dei salari, l&#8217;accanimento contro i migranti, la dissoluzione dei diritti, lo smantellamento dello stato sociale, la privatizzazione e la riduzione di risorse all&#8217;istruzione pubblica. Tratti determinanti delle politiche italiane degli ultimi 30 anni, incentivate da governi pre-berlusconiani e inter-berlusconiani. Centrosinistra incluso.</p>
<p style="text-align: justify;">Giungi tuttavia a due conclusioni, a mio parere, assolutamente inconciliabili e profondamente contraddittorie, se non demenziali. Da un lato ragioni, nel lungo termine, di una sinistra di classe svincolata rispetto a coalizioni moderate. Concetto giusto ed ampiamente condivisibile ed auspicabile. Dall&#8217;altro però ti appiattisci su posizioni poco condivisibili del Partito che ci vorrebbero alleati di una coalizione di “salvaguardia istituzionale”. Insomma quella proposta lanciata da Bersani e rilanciata da Franceschini di una coalizione ampia utile solo a sconfiggere Berlusconi. Tale conclusione azzera l&#8217;audace e intelligente premessa del tuo ragionamento e ti pone in contraddizione rispetto alla seria valutazione sul “vero nemico da abbattere”. Da un lato attacchi il PD, l&#8217;IDV e SeL (anche se non mi risultano disponibilità di Vendola ad appoggiare coalizioni così ampie) perchè propongono un Governo Tecnico anche a guida Tremonti, giusto per cambiare la legge elettorale. Dall&#8217;altro proponi una larga coalizione, con noi dentro, magari a guida Montezemolo, Casini o Bersani, proprio per cambiare la legge elettorale. Proprio con l&#8217;obiettivo di abbandonare il menopeggismo dovremmo appoggiare Montezemolo, allearci con Casini e Lombardo e chissà Fini, piuttosto che seguire senza alcun coinvolgimento e responsabilità un Tremonti premier di transizione? Parliamo di fantapolitica è chiaro, e da un certo punto di vista è anche sbagliato fare processi alle intenzioni, senza nemmeno dati certi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia questa posizione dà la misura di quanto straccione sia diventato il nostro approccio alle elezioni. L&#8217;unico modo di sconfiggere il bipolarismo è costruire un&#8217;alternativa seria che prenda tanti voti e renda inadeguato l&#8217;attuale sistema elettorale. L&#8217;ha fatto Casini nel 2008 e in alcune regioni, lo stanno facendo coloro che sognano un grande centro.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiedono forse l&#8217;allargamento del podio gli atleti che arrivano quarti o quinti? Sarei entusiasta di condurre una battaglia per una legge elettorale proporzionale pura, senza alcun sbarramento. Ma noi proponiamo addirittura uno sbarramento al 5%, su modello tedesco, più alto dell&#8217;attuale, almeno alla camera.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra infine superfluo informare, tutte e tutti, che la nostra conferenza nazionale ha approvato un odg contro qualsiasi accordo, anche solo elettorale, con l&#8217;UDC. La nostra organizzazione può fare errori certo, ma non può in alcun modo smentire ed annichilire il voto esplicito dei suoi iscritti. L&#8217;ipotesi di una santa alleanza con coloro che abbiamo l&#8217;ambizione di distruggere deve vedere la nostra ferma opposizione, altro che appoggio. A meno che l&#8217;unico obiettivo del nostro agire politico sia rimuovere dal suo incarico Berlusconi. Ma a questo punto militerei nell&#8217;Italia dei Valori o meglio mi iscriverei subito a Generazione Italia e mi abbonerei a FareFuturo.</p>
<p style="text-align: justify;">La linea politica condotta fin qui da Rifondazione Comunista e dalla Federazione della Sinistra sicuramente non ci permette, con serietà e credibilità, di presentarci da soli alle prossime elezioni. Ma da questo a farci scavalcare a sinistra, con proposte certamente più credibili, da Vendola , Veltroni, De Magistris e Di Pietro che evidenziano l&#8217;impossibilità di creare una larghissima coalizione e che vogliono costruire un programma di alternativa alla destra e al grande centro, ce ne vuole.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso che la maturità della nostra struttura giovanile, anche in vista delle importanti discussioni che avremo al campeggio, si dimostrerà se riusciremo a svincolarci, con coraggio, da scelte sbagliate che sta facendo il nostro Partito e la Federazione della Sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">MATTEO IANNITTI<br />
Coordinamento nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">24 Agosto 2010</p>
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		<title>Berlusconi, i poteri forti e il ruolo della sinistra di classe</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 13:35:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[di Danilo Borrelli Assistiamo ad una fase mutevole dello scenario politico italiano. L’attuale maggioranza di governo è quotidianamente attraversata da fibrillazioni che investono il vero collante di una coalizione che domina (seppur a fasi alterne) da più di quindici anni lo scenario politico del Paese; questo collante, che sta venendo meno, è proprio Silvio Berlusconi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="liberarsidiberk" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/liberarsidiberk.gif"><img class="size-full wp-image-1407 alignright" style="margin: 4px;" title="liberarsidiberk" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/liberarsidiberk.gif" alt="" width="200" height="251" /></a><em><strong>di Danilo Borrelli</strong></em> Assistiamo ad una fase mutevole dello scenario politico italiano. L’attuale maggioranza di governo è quotidianamente attraversata da fibrillazioni che investono il vero collante di una coalizione che domina (seppur a fasi alterne) da più di quindici anni lo scenario politico del Paese; questo collante, che sta venendo meno, è proprio Silvio Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella che si svolge in questi giorni, lungi dall’essere una sollevazione morale (!) contro l’attuale Presidente del Consiglio e la sua banda di ossequiosi alleati, è una guerra fratricida per la successione ad un Premier, che sembra avere perso parte dell’appoggio di quei poteri forti che in tutti questi anni ne hanno sostenuto una leadership unanimemente riconosciuta.<span id="more-1406"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gianfranco Fini, giocando in anticipo, tenta di sondare l’eventuale consenso ad un’ipotesi di gestione del Paese che soddisfi gli interessi delle imprese e più in generale del capitale, eliminando l’imbarazzo legato alla ormai consumata figura di Berlusconi, da cui anche parte della borghesia sembra convinta di voler prendere le distanze: si pensi ad esempio alle prese di posizione di Avvenire (Vaticano) e di una parte del mondo imprenditoriale legata a Montezemolo (Confindustria). Per questo l’ipotesi finiana trova orecchie attente nell’Udc di Casini e in quella parte di centro moderato di estrazione democristiana già in rotta di collisione con il Pd.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse è utile capire cosa si annida dietro questi movimenti e soprattutto quali potrebbero essere gli scenari prefigurabili sul medio e lungo periodo, partendo da una necessaria considerazione: se la figura di Berlusconi e il suo ruolo guida della coalizione di centrodestra è in crisi, la stessa cosa non può dirsi né per il berlusconismo quale metodo di gestione del potere né per i principi economici che quotidianamente ispirano l’attuale esecutivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo non stupiscono le dichiarazioni di larga parte delle attuali opposizioni parlamentari (dal Pd all’Idv) disponibili a ragionare su un governo tecnico successivo a quello Berlusconi. Forse ci lascia più interdetti il fatto che una proposta più o meno analoga venga anche da SeL per bocca del suo portavoce, Nichi Vendola.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ipotesi di un governo tecnico, magari proprio a guida Tremonti (proposto dallo stesso Pd!), infatti, non intaccherebbe il motivo reale del perdurare della forza di Berlusconi, né ovviamente produrrebbe quella necessaria inversione di tendenza in una politica economica responsabile delle cause e degli effetti dell’attuale crisi economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi pensa che il solo problema della democrazia italiana sia rappresentato dalla figura di un Presidente del Consiglio particolarmente impresentabile, commette un serio errore di valutazione: Berlusconi non rappresenta un’anomalia in un sistema comunque funzionante, egli è il prodotto strutturale di un sistema politico-istituzionale che fa della riduzione della rappresentanza e della democrazia, della commistione tra potere economico-politico con pezzi della criminalità organizzata, condizioni funzionali alla propria esistenza. Un sistema che si fonda sul populismo, su una società passivizzata e anestetizzata da un apparato mediatico connivente o asservito alle politiche liberiste, che plasma consenso, reprime conflitto, inibisce ed espelle i temi del malessere sociale dal dibattito pubblico del Paese. Un potere politico che persegue una spietata politica di classe (a favore di padroni, banchieri e speculatori) contro il mondo del lavoro e i diritti dei lavoratori. Un governo che tenta quotidianamente di rendere carta straccia quel compromesso dinamico e progressivo rappresentato dalla Costituzione antifascista attuando un progetto eversivo che va arrestato prima possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ in questo contesto che vanno inserite le reazioni del mondo politico ad una situazione sicuramente in evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo proviamo a mettere dei punti fermi.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi crediamo che questo governo vada fatto cadere prima possibile, sulla spinta dell’opposizione sociale e anche sfruttando le difficoltà che l’attuale maggioranza si trova a vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Le politiche antipopolari perseguite fino ad ora, infatti, stanno facendo talmente tanti danni che sarebbe irresponsabile non tenere in dovuta considerazione il persistere di questo governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo va lanciata subito un’offensiva politica e sociale che si ponga l’obiettivo, alle prossime elezioni, di sconfiggere il centrodestra. Una coalizione democratica, di salvaguardia istituzionale che definisca come prioritario lo scardinamento dell’impianto costitutivo di questa seconda repubblica: rottura del bipolarismo, legge sul conflitto di interessi e più in generale sull’accesso al sistema informativo-mediatico, e soprattutto un sistema elettorale proporzionale che ridia valore ad una reale partecipazione democratica alla vita politica. Per tutto questo, e per liberare la sinistra dal perenne ricatto del “voto utile” e della logica del sostegno al “meno peggio”,  è necessario battersi per scardinare l’attuale impianto istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, è evidente che l’azione di un eventuale altro governo non si potrebbe esaurire in questi pur importanti punti programmatici. La crisi di sistema che ci troviamo ad affrontare necessita di risposte strutturali, di sinistra, che ridiano centralità al mondo del lavoro ed abbattano sia le controriforme della destra, sia il quotidiano attacco allo stato sociale. Su questi elementi, proprio per le profonde differenze che esistono anche all’interno di un’ipotetica coalizione di centrosinistra, non ci sembra ci siano le condizioni per un accordo organico comune di governo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Troppe le distanze dalla maggior parte di un centrosinistra che su temi di fondo quali la politica economica, sociale, estera (solo per fare qualche esempio) risponde ad interessi opposti rispetto a quelli dei settori popolari, nostri referenti di classe.</p>
<p style="text-align: justify;">La via politica da perseguire si fa quindi stretta e pericolosa e necessita di un’azione su più fronti, da quello istituzionale a quello sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tempo abbiamo investito nella necessità di declinare la nostra linea politica, e la relativa pratica quotidiana, all’interno della società, nel vivo delle lotte e dei conflitti, rifuggendo dall’approccio fuorviante di chi anche a sinistra pensa che il cambiamento possibile e auspicabile, possa realizzarsi solo nei contesti istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per noi non è così. Una sinistra utile e il dispiegarsi di una ipotesi comunista di trasformazione della società vivono solo se, accanto all’azione istituzionale, vengono declinate all’interno del conflitto sociale. Ed in questa battaglia per fortuna non siamo soli.</p>
<p style="text-align: justify;">La tenace resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici che in questi mesi hanno lottato e continuano a battersi contro gli effetti delle politiche liberiste, deve vivere un salto di qualità. E’ solo nella consapevolezza di un movimento di classe di chiaro stampo anticapitalista, in grado di definire un blocco storico alternativo tanto al centrodestra, quanto alle politiche interclassiste del centrosinistra, che passa la strada per una reale alternativa di società.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro delicatissimo compito è quello di non tradire queste aspettative, di legare la questione democratica al protagonismo sociale e politico delle classi lavoratrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Rifuggendo dal settarismo o dal governismo di chi scindendo questi due ambiti nega la possibilità per i lavoratori e le lavoratrici di influire sulla vita politica del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione del 16 ottobre della Fiom, sull’onda lunga della resistenza operaia di Pomigliano, rappresenta un punto centrale per la definizione di un blocco storico in grado di influire sul Paese. Nostro dovere è sostenere queste legittime rivendicazioni per definire un orizzonte politico realmente rivoluzionario.</p>
<p style="text-align: justify;">DANILO BORRELLI<br />
Coordinamento nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">24 Agosto 2010</p>
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		<title>A Sapri per salvare una generazione devastata e abbandonata</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:53:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Matteo Iannitti Tra qualche giorno ci metteremo in viaggio. Alcuni metteranno sveglie che non sentiranno, altri consapevolmente le spegneranno. Partiremo comunque più tardi dell’orario previsto. Un giro tra le vie deserte delle città di agosto per recuperare qualche compagno. E poi l’autostrada per Sapri. Arriveremo più tardi di quanto previsto, dall’alto ammireremo il golfo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="fgcigc010" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/fgcigc0102.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1398" style="margin: 4px;" title="fgcigc010" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/fgcigc0102.jpg" alt="" width="254" height="200" /></a><strong><em>di Matteo Iannitti </em></strong>Tra qualche giorno ci metteremo in  viaggio. Alcuni metteranno sveglie che non sentiranno, altri  consapevolmente le spegneranno. Partiremo comunque più tardi dell’orario  previsto. Un giro tra le vie deserte delle città di agosto per  recuperare qualche compagno. E poi l’autostrada per Sapri. Arriveremo  più tardi di quanto previsto, dall’alto ammireremo il golfo e sulle rive  del mare proveremo rabbia e delusione. Infatti mancheranno ancora  alcuni chilometri per il campeggio. Poi vedremo sventolare le bandiere  rosse. Interromperemo con un po’ di sollievo e un po’ di malinconia i  nostri infiniti discorsi sui massimi sistemi e parcheggeremo. Pronti <span id="more-1397"></span>per  una settimana di politica. Politica con la P maiuscola. Quella delle  sveglie alle 11,30, delle sbronze al bar, dei baci in spiaggia, delle  briscole in cinque. La politica delle chiacchierate interregionali,  intercorrentizie, interpartitiche. Tutto nel nome dell’unità.</p>
<p style="text-align: justify;">E parleremo di Fini, di Berlusconi,  della disoccupazione e della precarietà. Parleremo male del PD, ci  interrogheremo su Grillo, litigheremo su Vendola. E poi discuteremo  delle cose serie: gli equilibri dentro le nostre organizzazioni, le  dichiarazioni di qualche illustre sconosciuto, il comunicato stampa mai  pubblicato di un qualsiasi autoproclamato leader. Tutto nel nome della  litigiosità comunista.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure potrebbe essere un po’ diverso.  Piuttosto che giocare a fare i grandi strateghi, i leader carismatici o i  portatori di verità assolute ed incontrovertibili potremmo tentare di  interrogarci sulla nostra generazione. Una generazione massacrata dalla  precarietà e dall’incertezza, dalla devastazione ambientale e dalla  guerra. Una generazione che ha riscoperto l’emigrazione, dal sud al  nord, dal nord all’estero. Una generazione che sperimenta la povertà,  economica ed emotiva. Una generazione indefinita e forse indefinibile  cresciuta in pieno berlusconismo. Capace di comunicare solo attraverso  la tecnologia e nella solitudine di una tastiera di cellulare o di  computer. Una generazione o sola o emulatrice, assolutamente non  creativa e mai innovatrice. Rassegnata o imitatrice condannata alla  mercificazione dal dogma dell’apparire, a tutti i costi. Una borsa  prodotta in serie con materiale scadente che resta nell’anonimato di uno  scaffale di un negozietto cinese oppure porta con profonda  inadeguatezza il simbolo di una grande marca. Una generazione che trova  il riscatto nelle foto seminude pubblicate su facebook e che sceglie il  mutismo emotivo. Una generazione che tuttavia conserva isolati ed in via  d’estinzione i germi della ribellione, della voglia di riscatto, di  evasione, di trasgressione. Una generazione che comunque ha prodotto  l’Onda e una miriade di conflitti territoriali. Un barlume di vita nel  deserto emotivo di chi è nato dalla fine degli anni 80 in poi.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questa generazione e di questa  piccola fetta che resiste noi dovremmo discutere a Sapri. Partendo da  zero. Senza preconcetti, senza paraocchi, aperti a qualsiasi visione e  disponibili a qualsiasi conclusione. Non l’abbiamo mai fatto davvero.  Discutendo dei giovani comunisti troppe volte ci siamo ritrovati a  dissertare sui comunisti, abbandonando, anche noi che giovani lo siamo,  una seria riflessione su cosa significa essere giovani oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché si dovrebbe scegliere la  militanza politica? Perché bisogna essere ancora rivoluzionari? Perché  comunisti? E soprattutto quale prospettiva esiste, quale progetto? Da  cosa si dovrebbe essere attratti ed a che pro?</p>
<p style="text-align: justify;">Solo guardando la nostra generazione per  intero potremo rispondere a queste domande e solo rispondendo a queste  domande potremo essere utili alla nostra generazione, appassionarla,  coinvolgerla, cambiarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Non esistono analisi o risposte semplici  e solo chi eccede in arroganza può pensare di avere ricette pronte e  soluzioni in mano. Ma a Sapri si incontreranno tante intelligenze, tante  esperienze, tante differenti sperimentazioni di azioni sociali e  politiche. Solo a Sapri avremo l’opportunità di cominciare a sciogliere  questa ingombrante e onerosa matassa.</p>
<p style="text-align: justify;">E mentre disserteremo, se ne avremo la  volontà e il coraggio, sulla normalizzazione del fenomeno della  precarietà, sull’aumento esponenziale del consumo di droghe letali,  sull’attrattiva di talk show e reality e se vogliamo su una musica fatta  di cantanti stonati, band strapagate e artificiali o musicanti  neomelodici sponsorizzati da mafia e camorra, potremo anche guardare al  nostro interno. Perché se è vero che troppo spesso ci sentiamo da soli a  combattere contro i mulini a vento è anche vero che esistiamo e non  possiamo autoescluderci da un ragionamento generazionale complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">E noi chi siamo? Cosa vorremmo  rappresentare? Con chi vorremmo interloquire? Perché essere oggi giovani  e comunisti? Non possiamo permetterci di rispondere a queste domande  con la solita sterile retorica sul conflitto di classe, la precarietà,  la democrazia. Non c’è dubbio Marx e i marxisti sono oggi più che mai  attuali. Ma basta avere ragione per aggregare e costruire l’alternativa?  Abbiamo la dimostrazione plastica dell’esatto contrario. E quindi non  possiamo fare a meno di riflettere profondamente sul nostro approccio  alla politica, alla nostra generazione, alla società intera.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio perché abbiamo ragione come mai  dobbiamo apparire come reduci, superstiti, sconfitti? Come mai dobbiamo  ostinarci a camminare con la testa girata all’indietro? Sembriamo aver  delegato ai grandi leader del passato il compito di creare un  immaginario, una prospettiva, la proposta politica. Lo facciamo per  riverenza o per pigrizia, per convinzione o per convenienza,  coscientemente o per incapacità? Solo noi possiamo invertire la tendenza  e renderci attuali e credibili. Con le nostre facce, senza prenderne in  prestito altre ormai estinte.</p>
<p style="text-align: justify;">Non credo che i nostri cari dirigenti  nazionali con i capelli bianchi possano risollevare le sorti di una  sinistra non più credibile, rassegnata e perdente. Non perché sono  brutti, sporchi e cattivi ma perché sono stati complici o inermi  osservatori della devastazione della sinistra italiana. Hanno giocato le  loro carte e hanno perso. Ma noi, noi che siamo le prime vittime delle  loro sconfitte ma che ancora non abbiamo pienamente preso parte alla  partita, noi che più di chiunque altro sperimenteremo la cattiveria del  neoliberismo, noi che possiamo difendere ben poco ma che abbiamo tanto  da guadagnare. Noi potremmo metterci in gioco senza dire nessun grazie e  senza chiedere alcun consiglio. E non vedo alcuna arroganza in questo:  non chiederei mai consigli sulle rotte all’equipaggio del Titanic.</p>
<p style="text-align: justify;">A Sapri piuttosto che litigare sul passato potremmo discutere del nostro futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Discutere di come creare una struttura  politica capace di rispondere alle esigenze della nostra generazione, di  denunciare le nefandezze di una classe politica trasversalmente  fallimentare, capace di stupire e affascinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Discutere dell’unità a sinistra, dell’internità ai movimenti, dell’azione sociale, delle nostre esperienze di lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa più straordinaria che potrebbe  accadere a Sapri sarebbe un risveglio collettivo dal torpore nel quale  ci siamo inabissati. Un risveglio che ci regali un po’ di ottimismo e ci  faccia tornare l’entusiasmo di dedicare le nostre esistenze al  cambiamento e alla politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon campeggio a tutte e tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">MATTEO IANNITTI<br />
Coordinatore Giovani Comuniste/i Catania, Coordinamento nazionale GC</p>
<p style="text-align: justify;">22 Agosto 2010</p>
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		<title>Il campeggio unitario! Dal 28 Agosto a Sapri</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 08:38:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
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		<category><![CDATA[FGCI]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>

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		<description><![CDATA[Care compagne, cari compagni, pubblichiamo di seguito il calendario completo del Campeggio nazionale unitario dei Giovani Comunisti/e e della Federazione Giovanile Comunisti Italiani 2010. Un calendario ricco di dibattiti di grande spessore politico, molta musica e tanti modi per ricercare l&#8217;unità della sinistra anche attraverso l&#8217;interazione tra due realtà simili come le organizzazioni giovanili di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="BANNERREBELDE-Hor" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/BANNERREBELDE-Hor.gif"><img class="size-full wp-image-1338 alignright" style="margin: 4px;" title="BANNERREBELDE-Hor" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/BANNERREBELDE-Hor.gif" alt="" width="174" height="183" /></a>Care compagne, cari compagni, pubblichiamo di seguito il calendario completo del Campeggio nazionale unitario dei Giovani Comunisti/e e della Federazione Giovanile Comunisti Italiani 2010. Un calendario ricco di dibattiti di grande spessore politico, molta musica e tanti modi per ricercare l&#8217;unità della sinistra anche attraverso l&#8217;interazione tra due realtà simili come le organizzazioni giovanili di Rifondazione Comunista e dei Comunisti italiani. Siete tutti invitati a partecipare al campeggio a Sapri. Per farlo visitate il sito <strong><a href="http://www.alternativarebelde.it" target="_blank">www.alternativarebelde.it</a></strong> e buona estate in compagni della gioventù comunista!<span id="more-1391"></span></p>
<p><strong>Campeggio unitario &#8211; Alternativa Rebelde</strong></p>
<p><strong>Sapri (SA) 28 agosto – 4 settembre</strong></p>
<p>Programma</p>
<p><strong>28 agosto</strong></p>
<p>ore 20,30</p>
<p>APERTURA DEL CAMPEGGIO</p>
<p>Flavio Arzarello (coordinatore nazionale Fgci)</p>
<p>Anna Belligero (portavoce nazionale Gc)</p>
<p>Simone Oggionni (portavoce nazionale Gc)</p>
<p>ore 21</p>
<p>QUAL E’ IL FUTURO DELL’EUROPA?</p>
<p>Fabio Amato (responsabile Esteri Prc)</p>
<p>Omar El Deeb (vicepresidente World Federation Democratic Youth)</p>
<p>Francesco Francescaglia (responsabile Esteri Pdci)</p>
<p>coordina Alessandro Esposito (Giovani Comuniste/i)</p>
<p>sarà inoltre presente un compagno in rappresentanza del GUE</p>
<p><strong>29 agosto</strong></p>
<p>ore 11</p>
<p>RIUNIONE DEL COMITATO ITALIANO PER IL FESTIVAL MONDIALE DELLA GIOVENTU’ E DEGLI STUDENTI (SUD AFRICA, DICEMBRE 2010)</p>
<p>ore 17</p>
<p>WORK SHOP – LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE AI TEMPI DEL REGIME, GLI STRUMENTI DELLA NOSTRA COMUNICAZIONE</p>
<p>Italo Arcuri (direttore quinews.it)</p>
<p>Frida Nacinovich (giornalista Liberazione)</p>
<p>coordinano Angela Sinisi (Fgci) e Francesco D’Agresta (Gc)</p>
<p>ore 21</p>
<p>NUOVE DESTRE, TRA RAZZISMO E RADICAMENTO SOCIALE: UN CANCRO DA ESTIRPARE, UNA SFIDA DA RACCOGLIERE</p>
<p>Flavio Arzarello (coordinatore nazionale Fgci)</p>
<p>Saverio Ferrari (Osservatorio democratico sulle nuove destre)</p>
<p>Luigi Marino (presidente Anpi Campania)</p>
<p>Cesare Salvi (portavoce nazionale Federazione della Sinistra)</p>
<p>ore 23</p>
<p>&#8220;Beach Yard: strictly the best Reggae-Dancehall&#8221;, ai controlli Red Panthers Killah Sound Bologna</p>
<p><strong>30 agosto</strong></p>
<p>ore 17</p>
<p>WORK SHOP &#8211; OMOFOBIA: FORMA E LINGUAGGI DELL’IGNORANZA</p>
<p>Carlo Cremona (associazione I-Ken)</p>
<p>Giacomo Guccinelli (responsabile nazionale Arcigay)</p>
<p>coordinano Luna Grassi (Fgci) e Matteo Iannitti (Gc)</p>
<p>ore 21</p>
<p>DONNE, DIRITTI, FEMMINISMO, DIFFERENZA, LIBERTA’</p>
<p>Anna Belligero (portavoce nazionale Giovani Comuniste)</p>
<p>Maria Campese (assessore Regione Puglia)</p>
<p>Manuela Palermi (Ufficio politico Pdci)</p>
<p>ore 23</p>
<p>Spettacolo teatrale: I volti del bluff<br />
<strong>31 agosto</strong></p>
<p>ore 17</p>
<p>WORK SHOP – PIATTAFORME DI LOTTA PER IL LAVORO: TRA PRECARIATO E UNITA’ DI CLASSE</p>
<p>coordinano Emanuele Pagano (Fgci) e Margherita Colella (Gc)</p>
<p>ore 18</p>
<p>TAVOLA ROTONDA &#8211; IMMIGRAZIONE, RAZZISMO E NUOVO SFRUTTAMENTO</p>
<p>con la Rete migranti di Rosarno, l’Osservatorio Pigneto, Nello Zerillo (Arci Campania)</p>
<p>ore 21</p>
<p>IL LAVORO PRECARIO, IL LAVORO CHE NON C’E’, IL LAVORO CHE UCCIDE, IL LAVORO CHE DISCRIMINA</p>
<p>Sergio Bellavita (segreteria nazionale Fiom)</p>
<p>Gianni Pagliarini (ufficio politico nazionale Pdci)</p>
<p>Giampaolo Patta (presidente Associazione Lavoro e Solidarietà)</p>
<p>Fabrizio Tomaselli (esecutivo nazionale Usb)</p>
<p>coordina Alessandro Squizzato (Fgci)</p>
<p>ore 23</p>
<p>&#8220;Dance Revolution&#8221;: alla consolle Red Generation Radio</p>
<p><strong>1 settembre</strong></p>
<p>ore 12</p>
<p>WORK SHOP – LE FORME NECESSARIE DEL NOSTRO AUTOFINANZIAMENTO</p>
<p>Sergio Boccadutri (tesoriere nazionale Prc)</p>
<p>Riccardo Messina (dipartimento Enti Locali Pdci)</p>
<p>coordina Matteo Tanzini (Fgci)</p>
<p>ore 17</p>
<p>coordinamento nazionale Gc e coordinamento nazionale Fgci</p>
<p>ore 21</p>
<p>COME USCIRE, DA SINISTRA, DALLA CRISI DEL CAPITALISMO?</p>
<p>Matteo Gaddi (Associazione culturale Punto Rosso)</p>
<p>Claudio Grassi (responsabile nazionale Organizzazione Prc)</p>
<p>Domenico Moro (economista)</p>
<p>coordina Giordano Lorefice (Fgci)</p>
<p>ore 23</p>
<p>&#8220;Swing it, Twist it, Rock it&#8221;: selezione curata da Red Generation Radio</p>
<p>&#8220;I passaggi di tempo&#8221; (cover band di De André)</p>
<p><strong>2 settembre</strong></p>
<p>ore 17</p>
<p>WORK SHOP – I SAPERI: UNA NUOVA STAGIONE DI CONFLITTO</p>
<p>Sono state invitate le realtà di movimento, le associazioni e i sindacati studenteschi e universitari</p>
<p>moderano Danilo Borrelli (Gc) e GianPiero Cesario (Fgci)</p>
<p>ore 21</p>
<p>LA NOSTRA GENERAZIONE TRA DIRITTO ALLO STUDIO E DIRITTO AI SAPERI</p>
<p>Oliviero Diliberto (segretario nazionale Pdci)</p>
<p>Eleonora Forenza (segreteria nazionale Prc)</p>
<p>Simone Oggionni (portavoce nazionale Gc)</p>
<p>Francesco Sinopoli (segreteria nazionale Flc Cgil)</p>
<p>ore 23</p>
<p>concerto degli Scauza cani (musica popolare del Sud Italia)</p>
<p><strong>3 settembre</strong></p>
<p>ore 17</p>
<p>ATTIVO UNITARIO: PROSEGUE IL PROCESSO UNITARIO</p>
<p>ore 21</p>
<p>LA CRIMINALITA’ POLITICA ORGANIZZATA E LA DEMOCRAZIA A PEZZI: ANALISI E CONTROFFENSIVE</p>
<p>Manuele Bonaccorsi (giornalista Left)</p>
<p>Matteo Di Genova (zonarossakrew)</p>
<p>Paolo Ferrero (segretario nazionale Prc)</p>
<p>Orazio Licandro (segreteria nazionale Pdci)</p>
<p>Alessandro Tettamanti (associazione 3 e 32)</p>
<p>ore 23</p>
<p>concerti di Dario Leone e di zonarossakrew</p>
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		<title>Bologna, 2 Agosto 1980, ore 10.25</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:18:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria e cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[neofascisti]]></category>
		<category><![CDATA[stazione]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marco Sferini I signori delle bombe, quelli delle stragi sui treni e nelle tante banche dell’agricoltura di questo Paese, quei signori sono ormai o degli imprenditori di moda o chissà che altro in Giappone (leggasi Delfo Zorzi), oppure sono degli pseudo intellettuali che vengono invitati a convegni da associazioni di una riscoperta molto ambigua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="stragebologna" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/stragebologna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1378" style="margin: 4px;" title="stragebologna" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/stragebologna.jpg" alt="" width="290" height="200" /></a><strong><em>di Marco Sferini</em></strong> I signori delle bombe, quelli delle stragi sui treni e nelle tante  banche dell’agricoltura di questo Paese, quei signori sono ormai o degli  imprenditori di moda o chissà che altro in Giappone (leggasi Delfo  Zorzi), oppure sono degli pseudo intellettuali che vengono invitati a  convegni da associazioni di una riscoperta molto ambigua e strana della  cultura (leggasi Francesca Mambro e Valerio “Giusva” Fioravanti). Ma chi  sono stati i committenti e gli esecutori delle stragi di cui è cosparsa  la storia della Repubblica Italiana? Tinte fosche, anzi nere, nere  pece, nero celtico. La matrice è fascista, ma chi ha armato la mano? Chi  ha dato il comando di mettere, ad esempio, una bomba alla stazione di  Bologna il 2 agosto 1980?<span id="more-1377"></span><br />
Quel giorno ero in vacanza in campagna, a Murazzano, con la mia  famiglia. Ero un bambino, avevo appena 7 anni. Eppure ricordo il fragore  dei telegiornali, la drammatica notizia data con l’ansia del crescente  numero di vittime sotto le macerie della stazione, sotto quell’orologio  che segnava immobile, a peritura memoria dell’attimo di divisione tra la  vita e la morte, il compimento della strage, la tremenda deflagrazione  della bomba che squarciò le mura, che gettò da una parte all’altra  decine di povere vittime, seppellendole sotto un accatastarsi di cemento  e di lamiere, di vetri e di polvere.<br />
Si trattò del più sanguinoso attentato compiuto nella storia italiana  dal dopoguerra in avanti: 87 morti e 177 feriti. E tutto ciò si inseriva  nell’alveo degli anni di piombo, degli anni del terrorismo sia nero che  rosso, negli anni in cui la spinta della c.d. “strategia della  tensione” non era affatto esaurita ma si compiva in queste azioni di  morte di massa, di vero e proprio terrore e sospetto verso tutto e  tutti. Tensione, appunto.<br />
Sono le 10.25 minuti quando Bologna perde un pezzo della sua vita  quotidiana, quando a terra restano quasi cento cadaveri e quasi duecento  feriti. I terroristi usano come esplosivo del T4 e del tritolo. Ne  fanno una massa unica e la collocano lì, in un luogo dove in piena  estate non si riesce a contare la gente che vi transita. Sul primo  binario, in quel momento, c’è un convoglio: è il treno che va da Ancona a  Chiasso. Appena la bomba esplode, la detonazione è talmente forte che  viene udita a chilometri di distanza, distrugge gran parte della  stazione e investe anche l’Ancona-Chiasso.<br />
Presidente del Consiglio è l’attuale senatore a vita Francesco Cossiga  che mette in moto una rete di disarticolazione dei fatti che però non ha  un cammino semplice. Di mezzo c’è la volontà carsica di destabilizzare  l’ordinamento democratico e dare scacco matto una volta per tutte al  Partito Comunista Italiano, magari applicando quel famoso “Piano di  rinascita nazionale” che piace tanto al Gran Maestro della Loggia  massonica “Propaganda 2″. Un piano che prevede la fine dei sindacati,  l’occupazione della Rai Tv, la trasformazione delle libertà  costituzionali in concessioni governative. La dittatura, insomma. E di  chiaro stampo nordamericano, benedetta da Washington nell’eterna lotta  contro il blocco sovietico e contro tutti i comunisti e i democratici  anche liberali.<br />
La pista che viene seguita dagli inquirenti porta in un primo momento a  cause tecniche circa l’esplosione. Ma non regge neanche un minuto. Non è  scoppiata una caldaia, ma una bomba al tritolo e al T4. Non sono  “bruscolini”, direbbero a Roma.<br />
Allora si cerca di indirizzare la responsabilità della strage ai  terroristi delle Brigate Rosse (il c.d. “partito armato”). Si dichiarano  comunisti? Sì, e allora incolpiamoli di questa strage. Chissà che non  ne venga uno scredito talmente buono da far inginocchiare anche chi con  le Brigate Rosse mai ha avuto a che fare, ossia il Partito Comunista  Italiano. Tutto fa brodo per i signori delle stragi e degli inganni.<br />
Ma accade qualche cosa di imprevisto. Di imprevisto certamente per le  dimensioni che assume. Si costituisce una Associazione dei famigliari  delle vittime che diviene la spina nel fianco dei depistatori, di tutti  coloro che cercano di insabbiare e coprire la verità. I parenti  combattono uniti, non si danno mai per vinti e riescono ad ottenere un  brandello di giustizia: il 23 novembre 1995 (quindi anni dopo…!) la  Suprema Corte di Cassazione, con sentenza definitiva, commina  l’ergastolo a quelli che vengono riconosciuti essere gli esecutori  materiali dell’attentato: sono i terroristi neofascisti Francesca Mambro  e Valerio Fioravanti detto “Giusva” per i suoi amici “camerati”. Il  “bel Valerio”, nel periodo di fermento politico in Italia, fu implicato  direttamente in molti omicidi verso giovani comunisti, forze dell’ordine  e magistrati.<br />
Lei è la sua donna, e proviene da una storia politica e personale  costellata di sangue: è il 7 gennaio 1978 quando, nel corso di scontri  in piazza, un suo amico, Stefano Recchioni, viene colpito e ucciso dai  carabinieri. Dirà successivamente la Mambro riguardo l’episodio: “Da  quel giorno ho giurato che non mi avrebbero più trovata disarmata”. Da  quel giorno compie una serie di azioni armate che la portano a compiere  tre omicidi, fino alla strage della stazione di Bologna. Quello per la  strage della stazione non è il primo ergastolo che ha sulle spalle. E’  una ferale collezione e rende l’idea di come lo scontro tra neofascisti e  comunisti fosse senza tregua in quegli anni. Se mai poi tregua ha  conosciuto…<br />
La Suprema Corte di Cassazione, comunque, trova reità anche per il  “Venerabile” Licio Gelli. Lo riconosce colpevole di depistaggio. E anche  per Gelli non è un battesimo del fuoco questa condanna. E’ maestro  certo della Massoneria, ma è soprattutto maestro di intrighi con i  settori deviati dei servizi segreti, con generali con ambizioni troppo  più grandi di loro e, soprattutto, con gli ambienti bancari e mafiosi al  di qua e al di là dell’oceano. La vinceda di Michele Sindona insegna…<br />
Giusva Fioravanti e Francesca Mambro furono gli esecutori di quella  strage, la mano che pose la borse nell’atrio della stazione, quella che  decretò in modo fattivo la fine di vite, così a caso, scelte nel  passaggio da un binario all’altro. La mano che interruppe i sogni di  molti, che spezzò le vite dei parenti, che ne tranciò il respiro. Il  tutto a tragico dispetto di quanti – anche a sinistra – cercano ancora  in tutti modi di smentirlo, accreditando tesi infondate e strumentali  come l’inconsistente ‘pista palestinese’.<br />
Una grande coscienza popolare, come disse il Presidente Pertini, si fece  avanti in quell’occasione, anche e soprattutto nel proclamare il 2  agosto la “giornata in memoria di tutte le stragi”. L’Italia non ha  dimenticato i suoi morti, caduti di una guerra nascosta, fatta di  tradimenti verso la Costituzione e verso la Repubblica, fatta di mille  tradimenti provenienti da i più disparati centri di controllo dello  Stato e di quel para-Stato che era la loggia P2 con i suoi elenchi di  accoliti che portavano con sè nomi di politici, alti politici, militari,  giudici, giornalisti, imprenditori, banchieri.<br />
Dedichiamo questo nostro scritto alla memoria delle vittime, per un  Paese libero dalle trame, dal terrorismo di ogni colore. Per un Paese  democratico e sociale, vicino alla sua Costituzione salvata pochi mesi  fa da un referendum che ha visto, ancora una volta, un’alta  partecipazione di popolo. La coscienza collettiva di questo bizzarro  popolo italiano non è finita. Esiste ancora ed esisterà anche grazie al  tessuto di garanzie sociali che i comunisti nei decenni hanno  contribuito a costruire.</p>
<p style="text-align: justify;">MARCO SFERINI</p>
<p style="text-align: justify;">da <strong><a href="http://www.lanternerosse.it">www.lanternerosse.it</a></strong> del 2 Agosto 2007</p>
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		<title>Per una unità democratica contro ogni forma di razzismo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 22:40:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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		<description><![CDATA[di Valerio Todeschini Varese, giovedì 22 luglio scorso, una ragazza viene insultata e picchiata sull’autobus perchè si lamenta del caldo. E le viene gridato  “sporca negra, negra di merda”. Un atto, l’ennesimo purtroppo, che ci da il senso di come nella città giardino ormai sempre più si sta insinuando una sorta di razzismo diffuso, strisciante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="RosaParks" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/RosaParks.jpg"><img class="size-full wp-image-1372 alignright" style="margin: 4px;" title="RosaParks" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/RosaParks.jpg" alt="" width="237" height="180" /></a>di Valerio Todeschini </strong></em>Varese, giovedì 22 luglio scorso, una ragazza viene insultata e picchiata sull’autobus perchè si lamenta del caldo. E le viene gridato  “sporca negra, negra di merda”. Un atto, l’ennesimo purtroppo, che ci da il senso di come nella città giardino ormai sempre più si sta insinuando una sorta di razzismo diffuso, strisciante, che diventa una giustificazione per gli atti più brutali, verso chi è ritenuto diverso (sia dal punto di vista razziale che sessuale). Varese, la Lombardia, che dal punto di vista<span id="more-1371"></span> economico dovrebbero essere, e probabilmente lo sono,  il ponte dell’Italia intera verso il resto del mondo, a livello sociale invece si chiude sempre di più. Si chiude verso le altre etnie, verso gli immigrati, verso chi è portatore di idee diverse e di stili di vita diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non riusciamo ad aprirci, a capire che la multiculturalità può essere una risorsa. Guardiamo città come Londra, New York, l’esempio più calzante e famoso di città globali. Lì la multiculturalità, nonostante problematiche che persistono (anche gravi), è stata messa a valore. La città si è aperta ai processi globali, sapendo ad esempio coagulare le diverse culture creando qualcosa di nuovo e importante che dia il senso di un’immagine veramente globale, a partire dall’economia fino alle arti. Qui invece a Milano facciamo l’EXPO e chiudiamo le Kebabberie, poniamo seri limiti alla contaminazione tra culture diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo grazie alla poca lungimiranza della classe politica che ci governa: ci riferiamo ovviamente a PDL e LEGA NORD. Questi due partiti non solo non fanno niente per invertire questa tendenza di chiusura verso il diverso (a una settimana dal fatto citato all’inizio rimane un silenzio assordante, quello dei due partiti che governano questa provincia), che piano piano porta all’aumentare del razzismo diffuso nella società, ma anzi cavalcano i sentimenti più beceri e pericolosi che esistono tra il popolo. La politica ha pesanti responsabilità, con la loro propaganda questi due partiti sdoganano e legittimano atteggiamenti come quello descritto all’inizio, quando Maroni afferma che “con gli immigrati bisogna essere più cattivi” da una giustificazione alla società per mettere in atto questi comportamenti, di picchiare una ragazza sul pullman perchè si lamenta per il caldo, di uccidere un ragazzo perchè ruba due biscotti in un bar a Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal Governo alle Giunte comunali questa destra legittima e cavalca la guerra tra i poveri, anzi la fa crescere, approfittando della crisi economica. Guardiamo cos’è successo l’anno scorso, nel 2009, l’anno di massima crisi. Mentre si licenziavano decine di migliaia di lavoratori nel mondo, le 500 aziende più ricche aumentavano del 335% i loro profitti, le più grandi multinazionali hanno aumentato quest’ultimi del 210%. Questa crisi l’hanno pagata i più deboli: i lavoratori, i pensionati, i precari. E in Italia? Mentre in Italia si attaccano le pensioni senza dire che il 49% dei pensionati prende meno di 500 euro, il 64% di chi possiede uno yacht dichiara di essere un nullatenente. Il Ministero delle Finanze  ci dice che l’evasione in Italia è pari a 120 MIliardi di Euro. Davanti a tutto questo il Governo Berlusconi attua una manovra iniqua, che fa pagare la crisi alle fasce più deboli: dopo questa Finanziaria chi è senza lavoro e aspetta la pensione di vecchiaia la prenderà dopo un anno e quindi ci rimetterà 550 euro al mese, che per 13 mensilità fa 7550 euro. Ecco cosa fa questa destra! Fa pagare la crisi ai più deboli, ai pensionati, ai precari; ma contemporaneamente dice a quest’ultimi che stanno peggio perchè ci sono gli stranieri (che pagano i contributi e quindi le pensioni ai nostri anziani, soldi che probabilmente non vedranno perchè una volta finito di lavorare torneranno nel loro paese d’origine), perchè c’è chi ci ruba il lavoro; quando loro fanno in modo di peggiorare le nostre condizioni di vita, quando affermano che Marchionne può tranquillamente spostare la produzione FIAT in Serbia senza nemmeno curarsi di tutti i soldi che i contribuenti italiani hanno versato nelle casse di quell’azienda. Ecco qual è il binomio di questa destra, tagliare sulle fasce più deboli e dare la colpa a quelli che stanno peggio, ecco cosa fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Alimentano quindi così il razzismo, gli creano il terreno politico per crescere. In tutto questo Berlusconi afferma che vuole cambiare la Costituzione. Ma in quale direzione? Mi sembra che se queste sono le premesse, il senso è uno: togliere quelle parti che ancora difendono le classi più povere, e togliere quegli elementi che ancora pongono un freno al razzismo dilagante su cui questa destra cresce. Noi crediamo che questo progetto vada fermato. Crediamo che davanti a tutto questo la sinistra deve avere il coraggio di impostare una battaglia unitaria con tutti quei soggetti, politici e sociali, che ancora fanno della lotta contro il razzismo uno dei loro punti fondamentali.<br />
Bisogna unire tutte le forze democratiche in questa battaglia per difendere la nostra costituzione. La Federazione della Sinistra, che unisce (finalmente) diverse anime della sinistra, è pronta da subito a confrontarsi su questo terreno, contro ogni forma di razzismo, per la salvaguardia dei valori fondamentali contenuti nella nostra Costituzione nata da quella bellissima lotta contro il fascismo che si chiama Resistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">VALERIO TODESCHINI</p>
<p style="text-align: justify;">29 Luglio 2010</p>
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