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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Attentato neofascista al CSOA Cartella di Reggio Calabria</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 23:08:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato GC nazionale &#8220;Nella notte, i fascisti hanno dato fuoco al CSOA Cartella di Reggio Calabria. Sono state rinvenute sulle pareti della struttura svastiche e croci celtiche. Qualche giorno fa (7 maggio), esponenti del gruppo TemerariaMente (guidato da Domenico Pardo), affiliato a Casapound, avevano tenuto un&#8217;iniziativa in Comune sulla concessione di &#8220;spazi non conformi&#8221; ai fascisti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Comunicato GC nazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nella notte, i fascisti hanno dato fuoco al CSOA Cartella di Reggio Calabria. Sono state rinvenute sulle pareti della struttura svastiche e croci celtiche. Qualche giorno fa (7 maggio), esponenti del gruppo TemerariaMente (guidato da Domenico Pardo), affiliato a Casapound, avevano tenuto un&#8217;iniziativa in Comune sulla concessione di &#8220;spazi non conformi&#8221; ai fascisti del III millennio, alla presenza dell&#8217;Assessore all&#8217;ambiente<span id="more-3667"></span> ed alle pari opportunità, Tilde Minasi, e di Simone di Stefano, di CPI. Eccone i risultati!</p>
<p>I Giovani Comunisti esprimono la propria solidarietà ai compagni del CSOA Cartella di Reggio Calabria. Ci attiveremo nei prossimi giorni per presentare nel prossimo consiglio comunale il nostro ordine del giorno, che riafferma i valori repubblicani a fondamento della nostra democrazia.</p>
<p>I gruppi fascisti vanno disciolti, in base alla XII Disposizione transitoria e definitva della Carta Costituzionale (apologia di fascismo), alla Legge Scelba del 1952 (discioglimento organizzazioni neofasciste) e della Legge Mancino (reato di razzismo). La destra istituzionale, che fa della legalità la propria bandiera, deve rispettare la legge!</p>
<p>Denunceremo le connivenze fra esponenti della giunta e gruppi eversivi, come nel caso dell&#8217;assessore Minasi, chiedendo al sindaco, Demetrio Arena, ed alla sua giunta di prestare nuovo giuramento sulla Costituzione antifascista e di allontanare qualsiasi amministratore che fiancheggi il neofascismo.</p>
<p>Quanto alla mobilitazione, come già accade da tempo, i GC metteranno a disposizione fino all&#8217;ultimo militante per sostenere la lotta contro il fascismo, in strada e nelle istituzioni. In questo Paese, dobbiamo costruire, dalle Alpi al Mezzogiorno, un nuovo 25 aprile.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">COORDINAMENTO NAZIONALE GIOVANI COMUNISTE/I</p>
<p style="text-align: justify;">17 maggio 2012</p>
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		<title>Crescono in Italia piccole ombre rossobrune</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 23:03:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
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		<description><![CDATA[di Saverio Ferrari Presente il console generale della Repubblica popolare cinese, Cai Wen, il 18 febbraio scorso a Milano, presso una sala di via Sansovino, si è svolta una conferenza dal titolo: «Il risveglio del Drago. Politiche e strategie della rinascita cinese». Fin qui nulla di strano. Tranne che ad organizzarla sia stata «Eurasia», una rivista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Saverio Ferrari</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Presente il console generale della Repubblica popolare cinese, Cai Wen, il 18 febbraio scorso a Milano, presso una sala di via Sansovino, si è svolta una conferenza dal titolo: «Il risveglio del Drago. Politiche e strategie della rinascita cinese». Fin qui nulla di strano. Tranne che ad organizzarla sia stata «Eurasia»<em>, </em>una rivista di studi geostrategici legata all’estrema destra, e che a presiederla vi fosse Claudio Mutti, ex dirigente di Giovane Europa, un’organizzazione neofascista degli anni Sessanta, sezione italiana di Jeune Europe.<span id="more-3664"></span> Mutti, oltre a dirigere «Eurasia»<em>,</em> è anche il fondatore di una delle principali case editrici di riferimento del radicalismo di destra, le Edizioni all’insegna del Veltro, nonché autore di <em>Nazismo e Islam</em>, un testo apologetico dei volontari bosniaci nelle SS. Convertitosi alla regione musulmana, Mutti ha anche assunto in onore dell’ex ufficiale delle SS, nonché criminale di guerra, Johann von Leers, riparato in Egitto, il suo stesso nome di copertura in arabo, Omar Amin. Non sappiamo le ragioni per cui il consolato cinese abbia deciso di inviare propri rappresentanti. Ma non è questo il punto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>STATO E POTENZA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prima di questa iniziativa, sempre indette da «Eurasia», si erano già tenute a Milano altre piccole assemblee, come nel giugno dell’anno scorso, presso il Centro culturale San Fedele, sugli «obiettivi geostrategici dietro la guerra in Libia». Ma anche altre sigle si erano nel frattempo mosse per  promuovere appuntamenti antiamericani e di amicizia con Cina e Russia. È il caso di Stato e potenza, un «nuovo nucleo politico e militante» impegnato «nel tentativo epocale di individuare in modo preciso e inequivocabile una nuova teoria del socialismo». Sua l’indizione, il 10 marzo, di un’assemblea al Victory Café di Via Castel Morrone dal titolo «Siria baluardo dell’antimperialismo o stato canaglia?», presente l’ex senatore di Rifondazione comunista Fernando Rossi. A impreziosire l’evento anche un collegamento, via skype, con Alexander Dugin, il traduttore in russo delle opere di Evola.</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo le “nuove teorie socialiste” di Stato e potenza, basterebbe limitarsi a qualche proposta presente nel suo «Manifesto politico».</p>
<p style="text-align: justify;">«Va prima di tutto recuperato» sostengono i nostri «il primato della scienza e della tecnica al servizio della politica [...] Parliamo di innovazioni e di capacità di crescita, a partire dalle fondamenta di ogni moderna economia di sviluppo: l’energia.  Tornare al nucleare – anche se – sconfiggere la rete delle ong ambientaliste non sarà facile sul piano comunicativo». Oltre a ciò, sempre secondo Stato e potenza, bisognerebbe «avviare nuove reti di viabilità ferroviaria ad alta velocità destinate principalmente al trasporto commerciale, in modo da restringere i tempi di percorrenza tra Nord e Sud della Penisola». Andrebbe anche riformata la leva, ripristinando «il vecchio servizio obbligatorio, eliminando l’arruolamento professionale facoltativo, per preparare tutti gli uomini e le donne idonei al servizio – almeno per un anno – alla capacità di difesa e alla mobilitazione totale in caso di attacco, nel quadro della formazione di nuove milizie popolari». Nucleare più alta velocità più una società militarizzata. Questo il suo programma. Eppure Stato e potenza vanta relazioni con alcuni movimenti comunisti dell’Europa dell’est, come in Bielorussia e in Romania. Evidentemente da quelle parti c’è chi non si pone troppe domande.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I NAZIONALBOLSCEVICHI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da tempo, in verità, quantomeno da un quindicennio, sono andate formandosi in Italia piccole realtà interne al neofascismo, che hanno cercato di collocarsi su posizioni anticapitaliste e antimperialiste. Certamente un fenomeno non nuovo. Le ascendenze vanno addirittura rintracciate nel primo movimento fascista in Italia e all’interno del movimento nazionalsocialista in Germania. Si pensi alle camicie brune di Ernst Rhom, ma ancor prima alla posizione assunta, nel periodo 1919-1920, da due esponenti socialisti, Friederich Wolffheim e Heinrich Laufenberg, che si dichiararono favorevoli a un’alleanza tra nazionalisti e comunisti, da cui la tendenza “nazionalbolscevica”, bollata dallo stesso Lenin come «madornale assurdità».</p>
<p style="text-align: justify;">Due oggi gli approcci prevalenti: l’assunzione di una lettura del capitalismo ridotto a sole banche e finanza, senza alcuna critica del sistema che li ha prodotti, con il contorno di presunte cospirazioni ebraiche, e una visione geostrategica in cui i soggetti di riferimento diventano unicamente gli stati, non i popoli e le classi, con i loro diritti e le loro rivendicazioni. Da qui l’opposizione agli Usa, in mano ormai ai «circoli sionisti», e il sostegno a Cina e Russia. «Eurasia» (che auspicherebbe un’alleanza tra russi, europei e stati mediorientali in chiave antiamericana) e Stato e potenza sono solo in definitiva solo le ultime espressioni di questo filone. Basterebbe citare alcuni tentativi precedenti: dalla rivista «Orion»<em>,</em>negli anni Novanta, alla cosiddetta Rete dei circoli comunitaristi, inneggiante a Marcos e a Stalin («vero nazional-bolscevico»), inizialmente una corrente interna al Fronte nazionale di Adriano Tilgher poi legatasi al Partito comunitarista nazional-Europeo (fondato nel 1984 dagli epigoni di Jeune Europe), per finire all’Unione dei comunisti nazionalitari, tra il 2002 e il 2003, a Socialismo e liberazione e ora a Comunismo e comunità. In questo stesso ambito potrebbero essere a pieno titolo inseriti anche quelli di Rinascita nazionale e della casa editrice Arianna.</p>
<p style="text-align: justify;">Un fenomeno, questo, dalle tinte rossobrune, non solo italiano ma sviluppatosi anche in altri paesi europei, con un occhio di riguardo al laboratorio russo con il suo Partito nazionalbolscevico, fondato nel 1993 dallo scrittore Eduard Limonov, le cui bandiere riproducono falce e martello in un cerchio bianco su sfondo rosso. Una realtà ambigua, tra fascismo e nostalgia per l’Unione sovietica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMUNITARISMO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> L’area di riferimento per tutti in Italia è quella “comunitarista”,  caratterizzata da correnti e tendenze anche molto diverse, se non opposte. Un terreno comunque entro cui nuotare, anche per via di alcune scelte, a sinistra, di realtà come il Campo antimperialista, o di intellettuali come Costanzo Preve, di puntare a un fronte antisistema senza più distinzioni fra destra e sinistra, fascisti e antifascisti. Già si tentò nel 2003, quando ad alcuni meeting proprio del Campo antimperialista furono invitati esponenti di estrema destra, arrivando a promuovere, in dicembre, un appello e una manifestazione nazionale a Roma, in difesa del popolo irakeno, con il sostegno di esponenti neofascisti, poi naufragata. L’idea era di uno schieramento unico contro l’imperialismo americano. Ora, in tempi di crisi, c’è chi ritenta. Diversi i segnali.</p>
<p style="text-align: justify;">Andrebbe sottolineato che, nella sua accezione di estrema destra, il “comunitarismo”, come «superamento in avanti del nazismo e del comunismo, depurato da Marx», fu promosso nei primi anni Sessanta dal belga Jean Thiriart, una delle personalità più in vista del neonazismo europeo. Da questa stessa matrice furono poi originate organizzazioni come Lotta di popolo, che cercarono di inserirsi, senza riuscirvi, nei primi movimenti studenteschi. Anni dopo si scoprì che qualche loro dirigente figurava in rapporti con l’Ufficio affari riservati. Giusto per ricordarselo.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">SAVERIO FERRARI<br />
da il manifesto del 15 maggio 2012</p>
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		<title>Tutte e tutti contro i test Invalsi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:47:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Anna Belligero e Simone Oggionni Dopo la grande manifestazione del 12 maggio che ha visto la partecipazione di decine di migliaia di giovani, domani si replica. In decine di piazze italiane i Giovani Comunisti, insieme all&#8217;Uds, ai Cobas e a tante realtà di lotta e collettivi studenteschi, organizzeranno sit-in e cortei contro la somministrazione dei]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Anna Belligero e Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la grande manifestazione del 12 maggio che ha visto la partecipazione di decine di migliaia di giovani, domani si replica. In decine di piazze italiane i Giovani Comunisti, insieme all&#8217;Uds, ai Cobas e a tante realtà di lotta e collettivi studenteschi, organizzeranno sit-in e cortei contro la somministrazione dei test Invalsi nelle scuole superiori.<br />
A Roma l&#8217;appuntamento è per le 10 davanti al MIUR di Viale Trastevere. Domani i nostri giovani boicotteranno quindi i quiz<span id="more-3659"></span> somministrati dal Ministero nelle scuole superiori e manifesteranno contro i test e contro un modello di scuola-quiz che smantella materialmente (tagli di finanziamenti e posti di lavoro, blocchi di stipendi e scatti di anzianità, espulsione dei precari, furto di pensioni) e culturalmente l’istruzione, trasformando i docenti in addestratori di quiz e gli studenti in numeri da incasellare.<br />
Per noi è un passaggio importante, l’ennesimo, nella costruzione di un fronte di lotta unitario della sinistra contro il governo e le sue politiche di destra.</p>
<p style="text-align: justify;">ANNA BELLIGERO<br />
SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoci nazionali Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">15 maggio 2012</p>
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		<title>I GC con i preceri: &#8220;il Nostro Tempo è Adesso&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:43:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni I Giovani comunisti aderiscono alla giornata di mobilitazione indetta dal comitato il Nostro Tempo è Adesso per il 26 maggio. Siamo convinti che il paradigma della precarietà -che determina le forme lavorative, culturali e affettive della nostra generazione- rappresenti l&#8217;emblema di un sistema economico e politico iniquo, che riversa pedissequamente il costo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong>di Simone Oggionni</strong></p>
<p align="JUSTIFY">I Giovani comunisti aderiscono alla giornata di mobilitazione indetta dal comitato il Nostro Tempo è Adesso per il 26 maggio. Siamo convinti che il paradigma della precarietà -che determina le forme lavorative, culturali e affettive della nostra generazione- rappresenti l&#8217;emblema di un sistema economico e politico iniquo, che riversa pedissequamente il costo delle proprie disfunzioni sugli strati più deboli della società. <span id="more-3656"></span>Le politiche di austerità in materia di lavoro, lo smantellamento del welfare, il processo di aziendalizzazione del comparto scuola-università, si configurano a nostro avviso come il tentativo estremo di frammentare ulteriormente i gruppi sociali esistenti, per renderli così permeabili al continuo rinnovarsi delle esigenze dei mercati finanziari.</p>
<p align="JUSTIFY">Rivendichiamo con forza il nostro rappresentare una parte propulsiva di quella meglio gioventù non più disposta a rinunciare al proprio presente: una generazione indisponibile ad accettare la palude delle 46 forme contrattuali, l&#8217;abbattimento degli ammortizzatori sociali e delle garanzie previdenziali, la rinuncia incondizionata a q1ualsiasi forma di reddito minimo garantito.</p>
<p align="JUSTIFY">Riprendiamo il cammino di lotta con l&#8217;entusiasmo e la rabbia che le migliaia di bandiere rosse sfilate in piazza il 12 Maggio hanno trasmesso al Paese, convinti che la più grande opportunità di cambiamento si giochi sul terreno della riunificazione delle forze politiche e sociali alternative al liberismo. Non esistono recinti sensati alla dignità della Sinistra.</p>
<p align="JUSTIFY">SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p align="JUSTIFY">15 maggio 2012</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per un&#8217;Europa libera e dei popoli! Occupyamo Francoforte!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:36:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Anna Belligero A pochi giorni dalla splendida manifestazione nazionale della Federazione della Sinistra inizieranno a Francoforte le giornate di mobilitazione indette dai movimenti sociali europei contro le politiche di austerity imposte dalla BCE. Sarà un altro dei momenti in cui non solo avremo l&#8217;ennesima conferma che non siamo soli né pazzi a batterci contro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Anna Belligero</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A pochi giorni dalla splendida manifestazione nazionale della Federazione della Sinistra inizieranno a Francoforte le giornate di mobilitazione indette dai movimenti sociali europei contro le politiche di austerity imposte dalla BCE. Sarà un altro dei momenti in cui non solo avremo l&#8217;ennesima conferma che non siamo soli né pazzi a batterci contro quest&#8217;Europa, ma che potrebbe diventare un importante momento di confronto per una piattaforma di lotte europee coordinate.<span id="more-3651"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In Europa cresce la consapevolezza di vivere in un posto autoritario, che nega la democrazia e affama i suoi popoli. Le proteste, cominciate in Grecia, si sono sparse a macchia d&#8217;olio in tutti gli altri Paesi europei, costretti a sacrifici immani dalla Troika. Gli indignados in Spagna, gli scioperi in Portogallo, il risultato delle sinistre unite in Francia, sono il segno di questa consapevolezza, e le giornate di Francoforte mirano a raccoglierla, per portarla esattamente laddove tutto viene deciso. E&#8217; qui infatti che la BCE ha la sua sede centrale, ed è esattamente là che bisogna portare la protesta di un fronte sociale e politico che, compatto, si oppone alle politiche di fame e repressione di quest&#8217;Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi sappiamo bene dove inizia tutto, e non abbiamo dimenticato di “gridarlo forte” anche sabato 12 maggio. La nostra manifestazione è stata tra le ancora troppo poche in Italia a tenere assieme la ovvia contrarietà al Governo Monti e all&#8217;Europa delle banche, stretti in un rapporto osmotico dall&#8217;impianto liberista. Dire no a Monti e dire no alla Troika sono due facce della stessa, pesantissima medaglia, e nessuno che dica di essere di sinistra può risparmiarsi nell&#8217;opposizione a questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella crisi e nel debito continuano a pagare lavoratori e lavoratrici, e con loro tutti i soggetti sociali subalterni. Noi non ci fermeremo, e saremo anche a Francoforte, perchè sappiamo bene che Monti e il suo governo obbediscono ciecamente ai diktat della BCE, avendo come unico monito la stabilità dei mercati e non dei popoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio per tutti è il Fiscal Compact, che sta alla base del pareggio di bilancio nella nostra Costituzione, fresco d&#8217;approvazione al nostro antidemocratico Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le risorse, già pessimamente gestite, per l&#8217;istruzione, il welfare, per i diritti sanciti dalla nostra Costituzione, saranno sempre meno. Siamo in deficit di diritti e il pareggio di bilancio servirà ad aumentarlo!</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo un&#8217;altra Europa, e soprattutto non crediamo affatto che questa possa fondarsi sulla guerra tra i diversi Paesi dell&#8217;UE. Noi lo sappiamo bene, e a Francoforte ci andremo per gridare all&#8217;unisono, con tutte le compagne e i compagni che arriveranno dai paesi d&#8217; Europa che ne vogliamo un&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">ANNA BELLIGERO<br />
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">15 maggio 2012</p>
<p style="text-align: justify;">per contatti: <strong><a href="mailto:anna.belligero@rifondazione.it" target="_blank">anna.belligero@rifondazione.it</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Di seguito l&#8217;appello:</p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><strong>European Resistance: Declaration of the European Action Conference in Frankfurt on February 26th, 2012</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I movimenti stanno pianificando proteste di massa contro le politiche europee di pauperizzazione</p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT">I 400 partecipanti alla European Action Conference dal 24 febbraio al 26 ° a Francoforte sul Meno, Germania, hanno deciso di convocare alcuni giorni di protesta dal 17 al 19 maggio contro le crisi create dalla dittatura dell&#8217;Unione europea.</p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT">Noi resistiamo al disastro che viene imposto alla Grecia e agli altri paesi, contro l&#8217;impoverimento e la negazione dei diritti di milioni di persone e l&#8217;abolizione concreta delle procedure democratiche derivanti dalle decisioni della Troika composta da BCE, UE e FMI.</p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT">I giorni di protesta a Francoforte seguono direttamente l’ International Action Day del 12 maggio e l&#8217;anniversario della prima assemblea a Madrid il 15 maggio. Stiamo, dunque inviando un segno visibile di solidarietà a quelle persone in Europa che hanno resistito e stanno resistendo contro la debitocrazia della troika e agli attacchi ai loro mezzi di sussistenza e al loro futuro. Allo stesso tempo, le proteste si stanno organizzando anche negli Stati Uniti contro il vertice del G8 a Chicago.</p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT">La scelta di manifestare a Francoforte è la conseguenza del ruolo che la città ha come sede della Banca centrale europea (BCE) e delle potenti banche e corporations tedesche e internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT">Il 17 maggio, occuperemo i parchi e le piazze principali della città per creare spazi di discussione e di scambio. Il 18 maggio,  bloccheremo l&#8217;attività delle banche a Francoforte e trasformeremo la nostra rabbia per le politiche della troika in azione. Ci incontreremo per una grande manifestazione il 19 per rendere visibile la base ampia che hanno le proteste. Da molti paesi e regioni del mondo la gente arriverà a Francoforte per partecipare a queste giornate.</p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT">Il successo della manifestazione  richiede una mobilitazione che sia supportata attivamente da quante più realtà possibili: il movimento Occupy,le iniziative dei disoccupati e e le alleanze nate dalla crisi, i sindacati, Attac, il movimento ambientalista, pacifista, i migranti, le associazioni studentesche, giovanili, gruppi anti-razzisti, anti-fascisti e di sinistra, attivisti delle varie lotte locali e il Partito di Sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT">Il periodo di mobilitazione comprende l’ European action day  il 31 marzo e l’International Mayday, così come le lotte per la contrattazione collettiva in Germania verso cui esprimiamo la nostra solidarietà.</p>
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		<title>I comunisti ci sono. Ora costruiamo la sinistra</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:24:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni Chi era a Roma sabato, dentro quel mare meraviglioso di bandiere rosse, sa di essere stato partecipe di un piccolo grande evento della nostra storia recente. Una “storia” minuscola, beninteso, perché è soltanto la nostra storia, quella dei comunisti, e di una parte – la più combattiva, forse – della sinistra d’alternativa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chi era a Roma sabato, dentro quel mare meraviglioso di bandiere rosse, sa di essere stato partecipe di un piccolo grande evento della nostra storia recente. Una “storia” minuscola, beninteso, perché è soltanto la nostra storia, quella dei comunisti, e di una parte – la più combattiva, forse – della sinistra d’alternativa italiana. E tuttavia sempre una storia, che dobbiamo provare a raccontare fino a farla incontrare con la Storia vera, quella del nostro Paese, della nostra generazione, delle persone in carne ed ossa che faticano e lottano<span id="more-3642"></span> ogni giorno contro la disperazione e l’ingiustizia sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a dire che possiamo trasformare la nostra storia in qualcosa di più grande non sono soltanto i sentimenti e le emozioni di decine di migliaia di compagni, l’enorme soddisfazione e anche un po’ la commozione di esserci ancora e al fondo di essere più forti della censura e dei poteri forti che nel nostro Paese hanno deciso da diversi anni di volerci eliminare.</p>
<p style="text-align: justify;">A dire che possiamo farcela è l’analisi lucida di quello che sabato abbiamo messo in campo, e che nessuna altra forza politica ha avuto il coraggio di fare in questi mesi: abbiamo preso l’iniziativa, abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo e abbiamo portato in piazza cinquantamila persone contro la crisi e le politiche di destra del governo Monti. La crisi uccide e spinge al suicidio, licenzia, mette in cassaintegrazione e in mobilità centinaia di migliaia di persone. Il governo vara politiche che rimuovono i diritti, esasperano la precarietà e avvantaggiano la speculazione e i grandi patrimoni. Come si poteva rimanere fermi e con le mani in mano?</p>
<p style="text-align: justify;">La novità con cui oggi tutti si devono confrontare è che la Federazione della Sinistra – quando smette di concepirsi come un cartello elettorale o come un patto tra gruppi dirigenti e lavora come un unico corpo collettivo, come un soggetto politico forte e coeso – può essere il vero motore dell’opposizione e dell’alternativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore, non tutta la macchina. Perché è del tutto evidente – e questo è l’insegnamento che ci proviene in queste settimane dalla Francia, dalla Spagna e dalla Grecia, e di contro dai risultati modesti delle singole liste, divise, della sinistra alle elezioni amministrative – che da soli non ce la facciamo e che la nostra ambizione, da costruire qui e ora, deve essere la nascita di una nuova soggettività che aggreghi tutte le forze politiche e sociali che si collocano a sinistra del Partito democratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma attenzione: non può essere soltanto la sommatoria dei partiti, che pure è essenziale e determinante. Deve essere un processo che coinvolge tutto il nostro popolo, le strutture associative, i comitati, le reti, i movimenti di lotta, le soggettività sociali (precari, disoccupati, studenti) che hanno riempito di lotte e vertenze le cronache degli ultimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">O noi oggi ci poniamo all’altezza di questo compito oppure saremo spazzati via e la manifestazione di sabato rimarrà nei nostri ricordi come la più ingannevole delle illusioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Da sabato, però, quest’ambizione sembra davvero, finalmente, alla nostra portata.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo ritrovato nel modo più bello l’orgoglio della nostra identità, con buona pace di chi ha fatto dell’anticomunismo programma di azione e di governo in questi anni e anche di chi si è riempito la bocca di “innovazione” e si ritrova, a distanza di qualche tempo, soltanto più fragile e smentito dai fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo ritrovato il calore della nostra gente, la solidarietà della nostra comunità politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Guai a noi, ora, se ci richiudessimo nel recinto delle nostre sezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo osare e fare dieci passi in avanti. Ci vuole nettezza nei programmi, umiltà nell’ascoltare la nostra gente e ascoltarci tra noi (Grillo ha vinto anche per colpa nostra, a causa dei nostri errori e della nostra incapacità di interpretare i bisogni), coerenza e coraggio anche nel rinnovamento.</p>
<p style="text-align: justify;">In piazza c’erano decine di migliaia di compagne e compagni. Ma c’era anche, innanzitutto, una marea di giovani che deve essere la chiave di volta del cambiamento. Cambiamento della società e anche della politica, anche della nostra politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 26 maggio, tra dieci giorni, ritorneremo in piazza a Roma, insieme alle tante reti di studenti e lavoratori (<a href="http://lamegliogioventu.org/">http://lamegliogioventu.org/</a>) che condividono con noi l’urgenza dell’unità e dell’alternativa. Un passo alla volta, sempre più deciso. La direzione è quella giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">15 maggio 2012</p>
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		<title>Il 16 maggio la scuola Superiore sciopera e manifesta contro i quiz Invalsi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 22:21:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Piero Bernocchi Si è conclusa positivamente la prima fase di sciopero contro i ridicoli e deleteri quiz Invalsi. Nonostante le minacce di illegali sanzioni e le bugie diffuse a piene mani dai presidi, istigati dagli Invalsiani e dagli ispettori del MIUR, sull’obbligatorietà degli indovinelli, molte decine di migliaia di docenti della scuola Primaria e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Piero Bernocchi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si è conclusa positivamente la prima fase di sciopero contro i ridicoli e deleteri quiz Invalsi. Nonostante le minacce di illegali sanzioni e le bugie diffuse a piene mani dai presidi, istigati dagli Invalsiani e dagli ispettori del MIUR, sull’obbligatorietà degli indovinelli, molte decine di migliaia di docenti della scuola Primaria e Media e parecchi ATA hanno scioperato rifiutandosi di “somministrare” i quiz, aiutati in questo alle Elementari da migliaia di genitori che hanno lasciato i propri figli a casa<span id="more-3638"></span>, collaborando attivamente al boicottaggio della ridicola procedura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il MIUR, in grossa difficoltà, ha fatto carte false sui dati dello sciopero, fornendo cifre, peraltro truffaldine (anche lì centinaia di classi non hanno svolto i quiz), solo su circa 3000 classi-campione, omettendo oltretutto di dire agli organi di informazione che: a) le classi-campione, ove si concentrano i Signori Invalsi e le maggiori pressioni dei presidi, sono a malapena un decimo di quelle ove si dovevano svolgere gli indovinelli; 2) molte di queste classi che hanno effettuato i quiz avevano numeri limitatissimi di alunni/e presenti; 3) varie classi sono state accorpate per giungere ad una cifra accettabile di presenti. Va poi segnalato che &#8211; mentre una parte dei presidi, raggiunta dalle nostre diffide, ha avuto l’accortezza di non procedere contro lo sciopero &#8211; ci sono arrivate da tante scuole notizie di illegali sostituzioni che configurano esplicita attività antisindacale: stiamo effettuando rapide verifiche in merito e laddove le notizie saranno confermate procederemo per vie legali nei confronti dei presidi Invalsiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora la protesta si concentrerà nella giornata del 16 maggio quando entreranno in campo anche gli studenti delle Superiori con varie forme di boicottaggio dei quiz e con manifestazioni provinciali in decine di città insieme ai docenti ed Ata in sciopero (in particolare a Roma manifesteremo al Ministero di V.le Trastevere con inizio alle ore 10) contro la miserabile scuola-quiz che smantella materialmente (tagli di scuole e posti di lavoro, blocchi di stipendi e scatti di anzianità, espulsione dei precari, furto di pensioni, riduzione degli investimenti) e culturalmente l’istruzione, trasformando i docenti in addestratori di quiz, incaricati di indirizzare gli studenti verso una  manovalanza lavorativa precaria, indifesa e senza pretese.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, ribadiamo ancora una volta che i quiz Invalsi non sono obbligatori, nonostante la frasetta del Decreto Semplificazioni che li giudica “attività ordinaria”. Ogni attività “ordinaria” al di fuori delle lezioni e delle riunioni degli Organi collegiali (ad es. gite scolastiche), oltre a dover essere decisa da questi ultimi, non comporta alcun obbligo per docenti, ATA o studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">PIERO BERNOCCHI<br />
Portavoce nazionale Co.Bas.</p>
<p style="text-align: justify;">14 maggio 2012</p>
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		<title>Cosa non si fa per raccattare qualche voto&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 22:17:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Massimiliano Mazzola, Anna Belligero, Simone Oggionni Il 9 maggio è la giornata di Peppino Impastato e tale dovrebbe rimanere. Invece ogni anno siamo costretti a vivere questa festa a metà. C’è sempre qualcuno pronto a montare sterili polemiche. Al corteo per Peppino, Leoluca Orlando, candidato sostenuto da IDV, dalla Sinistra e dagli Ecologisti a Sindaco di Palermo, al]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Massimiliano Mazzola, Anna Belligero, Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 9 maggio è la giornata di Peppino Impastato e tale dovrebbe rimanere. Invece ogni anno siamo costretti a vivere questa festa a metà. C’è sempre qualcuno pronto a montare sterili polemiche. Al corteo per Peppino, Leoluca Orlando, candidato sostenuto da IDV, dalla Sinistra e dagli Ecologisti a Sindaco di Palermo, al suo arrivo ha ricevuto cori di approvazione e di sostegno. Non ha ricevuto lo stesso benvenuto Fabrizio Ferrandelli, sostenuto invece dal PD e da SEL. Giovani militanti di Sinistra, al suo arrivo, hanno urlato al PD di abbandonare il corteo, come avvenuto a Portella il Primo Maggio. <span id="more-3634"></span>La replica degli amici di Ferrandelli è stata patetica. Abbiamo sentito addirittura dire che Peppino è stato ucciso una seconda volta da questi ragazzi.<br />
A loro rispondiamo, con molta fermezza, che è la mafia che uccide, non giovani così impegnati nel sociale, disinteressati e onesti. Ragazzi<br />
che lavorano, studiano e rinunciano al loro tempo libero per fare politica per la comunità, per lottare, per costruire un mondo diverso e migliore, per lottare socialmente contro la mafia ogni giorno. Questi ragazzi vanno ringraziati e non umiliati o accusati. Peppino la penserebbe in questo modo, ne siamo certi.</p>
<p>MASSIMILIANO MAZZOLA<br />
Co-Presidente Nazionale dei Giovani Verdi Italiani</p>
<p>ANNA BELLIGERO<br />
SIMONE OGGIONNI<br />
portavoci nazionale dei Giovani Comunisti</p>
<p>12 maggio 2012</p>
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		<title>La partita a scacchi di Palermo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 23:03:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marco Giordano Nelle elezioni amministrative che si sono svolte il 6 e 7 maggio, Palermo ha rappresentato senza dubbio il test più significativo, sia perché è il Comune più grande in cui si è votato, sia perché si è trattato di un appuntamento con ricadute regionali e nazionali. Esattamente come un anno fa a]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Marco Giordano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle elezioni amministrative che si sono svolte il 6 e 7 maggio, Palermo ha rappresentato senza dubbio il test più significativo, sia perché è il Comune più grande in cui si è votato, sia perché si è trattato di un appuntamento con ricadute regionali e nazionali. Esattamente come un anno fa a Napoli, nei mesi scorsi si sono svolte primarie del centrosinistra contestate e viziate da comportamenti poco trasparenti, vinte da Fabrizio Ferrandelli, giovane consigliere comunale uscito da Italia dei Valori e sostenuto da quella parte del Pd favorevole al<span id="more-3628"></span>sostegno del governo regionale guidato da Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l’Autonomia rinviato a giudizio per aver intrattenuto rapporti con la mafia. Il clima teso che ne è conseguito ha anche in questo caso determinato la presentazione di due candidature diverse del centrosinistra: da un lato Fabrizio Ferrandelli,sostenuto dal Pd e da Sel; dall’altro lato Leoluca Orlando, sindaco della stagione della “primavera di Palermo” e portavoce nazionale di Idv, sostenuto dalla Federazione della Sinistra e dai Verdi.<br />
Dopo una dura campagna elettorale segnata da aspre polemiche, che ha visto la presenza di ben 11 candidati alla carica di sindaco e di 26 liste, si è così giunti al primo turno, da cui è emersa la chiara affermazione di Orlando, che ha ottenuto il 47% dei voti confermando un altissimo consenso personale. Orlando incontrerà al ballottaggio del prossimo 20-21 maggio proprio Ferrandelli. Una sfida infinita quindi, che potremmo definire un derby a sinistra. In realtà, dietro queste due candidature si possono intravedere due disegni politici diversi: da un lato il perseguimento dell’alleanza tra Pd e Terzo Polo, dall’altro lato un polo alternativo delle sinistre.<br />
La scelta del nostro Partito si è rivelata molto corretta, in linea con l’opposizione costituente al governo Monti a livello nazionale ed al governo Lombardo a livello regionale. Grazie a questa scelta, siamo tornati protagonisti nello scenario politico cittadino innescando la costruzione di uno schieramento di alternativa a partire da una lista comune con i Verdi, incontrando tante compagne e tanti compagni che in questi anni avevano fatto scelte diverse dalla nostra. A causa di una scellerata legge elettorale regionale (fatta nel 2004 dagli allora Ds e Margherita ,ora Pd, con Cuffaro), purtroppo non siamo riusciti a superare lo sbarramento del 5% per entrare in Consiglio comunale, fermandoci al 4,8. Tuttavia, il risultato è stato comunque straordinario (più di 13000 voti), suffragato dall’elezione di un Presidente di circoscrizione e di 3 consiglieri. Adesso dobbiamo compiere un ultimo sforzo per l’elezione di Orlando al ballottaggio. Una sua vittoria rappresenterebbe un risultato che va ben oltre i confini della nostra città, dato che la Sicilia è sempre stata laboratorio per gli equilibri politici nazionali (lo vediamo con il governo Lombardo e con lo sgretolamento del Pdl), una sua vittoria sarebbe un bel segnale contro Monti e il suo governo di tecnocrati, esattamente come quella di De Magitris a Napoli è stata un duro colpo contro il governo Berlusconi. Si tratta quindi di una partita a scacchi che si gioca su più livelli prima delle prossime elezioni regionali e di quelle politiche.<br />
Ma si tratta anche, e soprattutto, di una partita per il bene di Palermo, devastata da dieci anni di governo del centrodestra, in cerca di una nuova Primavera. Desiderio che si incarna nel consenso che riscuote Leoluca Orlando, noto a noi palermitani come “Sinnacollando”. Per la nostra generazione, il voto ad Orlando è un voto per avere l’opportunità di restare, per non essere costretti ad andare, e per dare la possibilità a chi se n’è andato di fare ritorno. Un voto per ridare a tante e tanti giovani palermitani la possibilità di scegliere il proprio futuro e per cambiare la propria città.</p>
<p style="text-align: justify;">MARCO GIORDANO</p>
<p style="text-align: justify;">Esecutivo nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p style="text-align: justify;">11 maggio 2012</p>
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		<title>Tor Vergata, ottimo risultato dei GC &#8211; Unileft</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:50:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giovani Comuniste/i Tor Vergata Le elezioni universitarie per il rinnovo degli organismi studenteschi dell’università di Tor Vergata sanciscono la chiara vittoria elettorale del collettivo di sinistra Unileft. Il risultato ottenuto dalle compagne e dai compagni e’ tanto piu’ prezioso alla luce del contesto politico asfissiante nel quale e’ maturato, un contesto dove si registra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Giovani Comuniste/i Tor Vergata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le elezioni universitarie per il rinnovo degli organismi studenteschi dell’università di Tor Vergata sanciscono la chiara vittoria elettorale del collettivo di sinistra Unileft. Il risultato ottenuto dalle compagne e dai compagni e’ tanto piu’ prezioso alla luce del contesto politico asfissiante nel quale e’ maturato, un contesto dove si registra ovunque una complessiva avanzata dei neofascisti di Blocco Studentesco, tranne nella facolta’ di lettere, dove unileft supera, per numero di consensi, sia il Blocco, sia tutti gli altri gruppi politici.<span id="more-3623"></span> Questi risultati dimostrano che Unileft costituisce, nella difficile realtà di Tor Vergata, l’unico argine alle destre complessivamente considerate, ai fascisti e a Comunione e Liberazione.<br />
Si è svolta una campagna elettorale che ha visto i compagni fronteggiare le vili aggressioni ed intimidazioni da parte delle destre, il disinteresse più o meno diffuso della comunità studentesca ed un clima d’intimidazione vergognoso, nel silenzio delle autorità accademiche. Oggi possiamo annunciare con orgoglio che Fabio Attura ed Alberto Salmè sono i due nuovi consiglieri degli studenti eletti nell’organismo centrale d’ateneo che non viene così lasciato nelle mani dei gruppi affaristi di destra di Tor Vergata.<br />
I nostri due compagni, iscritti al circolo prc di Tor Vergata ‘’W. Benjamin’’, rappresentano il punto di partenza per una rinascita della sinistra nell’ateneo più fascista di Roma. Ma il risultato ottenuto da Unileft ha, nel complesso, corroborato l’ottimo risultato globale della coalizione di sinistra formata da Link, Studenti Democratici ed Unileft, ponendosi come la sinistra d’ateneo che diventa determinante per l’elezione del senatore accademico Marcello Corvo e per il successo di Link. Oramai a Tor Vergata non esiste sinistra senza Unileft e senza i compagni del PRC &#8211; FdS.</p>
<p style="text-align: justify;">GIOVANI COMUNISTE/I &#8211; TOR VERGATA</p>
<p style="text-align: justify;">9 maggio 2012</p>
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